"Anche le città hanno una voce" | Segnalazioni, bellezze, architettura, storia e altre curiosità urbane.

Milano | Bullona – I lavori in Via Mac Mahon, aggiornamento di metà maggio

Ecco le ultime immagini fornite dal Comune dal cantiere di via Mac Mahon, dove i lavori oramai sono a buon punto dopo oltre nove mesi di cantiere e l’insieme incomincia ad avere un aspetto definitivo. La corsia dei tram, rialzata di pochi centimetri, è stata rifatta nel tratto che va da Piazza Diocleziano a Viale Monte Ceneri, manca ancora il tratto che arriva fino a Piazza Pompeo Castelli, meno urgente.

Il problema, per chi non se lo ricordasse, si era presentato perché gli olmi, gli alberi che adornano la via, crescendo avevano creato non pochi problemi ai binari dei tram. Le radici iniziavano ad essere invasive e a far rischiare deragliamenti dei tram. Il lavoro complesso, dopo polemiche a non finire, si è risolto con la sostituzione dei vecchi binari rialzandoli di qualche centimetro per evitare le radici e la riqualificazione di 7 banchine, tutte accessibili ai disabili. Nel complesso sono stati tagliati 33 alberi (su un totale di 174), sostituiti da 38, oltre ad altri 160 circa riposati in città a titolo di compensazione. In tutto sono stati spesi oltre 6 milioni di euro.

Da anni la ristrutturazione del parterre tranviario era ritenuta un intervento urgente e non rinviabile, ne andava la sicurezza dei passeggeri e del trasporto pubblico, col rischio di far deragliare prima o poi i tram. La questione di Mac Mahon è stata molto delicata e impopolare, vista la sollevazione di così tante proteste, infatti il cantiere di Mac Mahon è stato il primo ad aprire la strada alle proteste contro il taglio degli alberi, molto prima dei lavori per la M4. Risolta in parte (manca ancora il secondo tratto), il traffico dei tram dal 21 maggio riprenderà e il 28 il quartiere festeggerà l’evento con giocolieri e spettacoli di strada.

 

mac-mahon-2016-05-11_Tram_1

mac-mahon-2016-05-11_Tram_2

mac-mahon-2016-05-11_Tram_3 mac-mahon-2016-05-11_Tram_4 mac-mahon-2016-05-11_Tram_5 mac-mahon-2016-05-11_Tram_6 mac-mahon-2016-05-11_Tram_7 mac-mahon-2016-05-11_Tram_8 mac-mahon-2016-05-11_Tram_9 mac-mahon-2016-05-11_Tram_10 mac-mahon-2016-05-11_Tram_11 mac-mahon-2016-05-11_Tram_12 mac-mahon-2016-05-11_Tram_13 mac-mahon-2016-05-11_Tram_14

Condividi questo articolo su:
Share on Facebook
Facebook
Pin on Pinterest
Pinterest
Tweet about this on Twitter
Twitter
Share on LinkedIn
Linkedin



Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Con l’affermarsi dei Social Network, che richiedono sempre una maggiore velocità di aggiornamento, Urbanfile è stato affiancato da un blog che giornalmente segue la vita di Milano e di altre città italiane raccontandone pregi, difetti e aggiungendo di tanto in tanto alcuni spunti di proposta e riflessione.


13 thoughts on “Milano | Bullona – I lavori in Via Mac Mahon, aggiornamento di metà maggio

  1. Jules

    Complimenti ad ATM ed al Comune per aver portato avanti il progetto di riqualificazione della tratta tranviaria, senza cedere alle proposte dei sedicenti ambientalisti che proponevano la sostituzione del tram con un bus. Dove l’hanno imparata costoro l’ecologia!?!
    Esistono delle tempistiche per i lavori sul tratto da Monte Ceneri a Villapizzone?

  2. wf

    S p l e n d o r e !

    speriamo che questa bellezza contagi i cittadini che si abituino al bello e al verde e lo richiedano sviluppando una pressione di opinione pubblica con questa sensibilità di città giardino in tutta Milano.

    Mi auguro che possa diventare contagioso.

    La realizzazione è perfetta.
    Risultato eccezionale.
    Bravo il comune!

  3. roberto

    spero che nella tratta rifatta attivino l’asservimento semaforico per rendere veloce lo scorrimento del tram. Altrimenti anche se la sede è bella e curata (non si sa per quanto tempo resisterà) sul tram sarà il solito calvario di marcia.

  4. Claudio K.

    Bello, speriamo che il binario inerbito duri (vedi alla voce: manutenzione inesistente a Milano).

    L’unico appunto che mi sento di fare è che già che c’erano potevano mettere delle pensiline più “da metrotranvia”, (tipo quelle del 31 o del 15) o almeno la pensilina standard ma doppia.

    Anche qui si ha sempre l’impressione che le cose vengano fatte con buona volontà, ma senza un criterio generale: per esempio, in via Galvani c’è una pensilina doppia per una fermata dove passano solo due linee di bus, di cui una secondarissima come l’81, e dove non aspettano mai più di 2-3 persone, mentre per gli affollati tram ci sono queste micro-pensiline…

    Idem dicasi per le finiture: perché, per fermate rifatte più o meno nello stesso periodo, per alcune hanno usato le mattonelle e altre sono asfaltate? (ad es. asfalto in porta Venezia vs mattonelle in viale Tunisia).

    Ultimissima segnalazione poi la smetto di fare il criticone: non sarebbe ora di rinnovare le paline di fermata? (e già che ci siamo mettiamo nel bando anche la protezione antigraffiti?)

    1. Claudio K.

      ehm… io non sono né un agronomo né un ingegnere, ma così, a buon senso diciamo, presumo che la piastra di cemento sia sotto i BINARI, non sotto gli olmi………………….

      anche perché lo scopo della piastra era di SOLLEVARE i binari in modo che le radici possano continuare a svilupparsi SOTTO e non sopra………………..

      se poi non è così, vorrei di grazia che mi spiegassi come si fa a infilare una piastra di cemento sotto un olmo centenario con radici ramificate ovunque…

  5. wf

    Ahahah secondo me si può fare come tecnologia dovrebbe essere la stessa di scavazione che ha permesso la realizzazione del tunnel dei neutrini tra il gran sasso e il cern di Ginevra.

    Le stesse cose che simona Izzo assessore alla mobilità urbana impiegherà a Milano per risolvere il problema del parcheggio dei suv sul marciapiede. Intendo come fare per parcheggiare i suv sul marciapiede.

  6. Wf

    L’OCCUPAZIONE

    Milano, case popolari: dagli anarchici a CasaPound. Nuovi padroni in Mac MahonGli abusivi Mm: Forza Italia ci protegge. «Sgombero bloccato con una telefonata in Comune»

    Gli abusivi delle case popolari in zona Mac Mahon dicono di avere un «sostenitore» in Comune (un consigliere di Forza Italia). Dentro Palazzo Marino possono contare su una «persona» che sarebbe riuscita a bloccare uno sgombero con una telefonata. E si sono assicurati una «protezione» nell’estrema destra (CasaPound). Una settimana fa il Corriere ha raccontato un’ipotesi di distorsione politica nella gestione delle case popolari: qualcuno, all’interno della maggioranza, avrebbe pilotato gli sgomberi per acquisire consensi nelle periferie. Quel meccanismo avrebbe però anche un’altra faccia, una sorta di «replica» nell’opposizione. Due ipotesi che convergono su un punto di caduta comune, il tornaconto elettorale.

    Le nuove «infiltrazioni» negli alloggi pubblici si rintracciano lungo via Mac Mahon, tra le vie Bramantino, De Predis, Jacopino da Tradate. Case del Comune, affidate ad Aler fino al 2014, in gestione a Metropolitana milanese (Mm) dal 2015. È una storia che inizia con decine di scritte sui muri.

    https://milano.corriere.it/notizie/cronaca/18_maggio_21/milano-case-popolari-anarchici-casapound-nuovi-padroni-mac-mahon-f578433c-5cb7-11e8-9df6-a1f7c25f6df9.shtml

    1. Anonimo

      wf, io personalmente trovo fastidiosa la rassegna stampa che ogni tanto fai di articoli che non ci azzeccano un tubo di niente col contenuto dell’articolo di UF, ma se sta bene ad UF sta bene anche a me, ci mancherebbe.

      Però se fai il copia incolla di un articolo, magari fai un copia incolla meno “tendenzioso”?

      Fuori dal contesto di un articolo (equilibrato come quello del Corriere), copiare un paragrafo rischia solo di far danni o caciara inutile.

      Come se io copiassi, fuori dal contesto, solo questo (poco sotto nell’articolo):

      “All’epoca la presenza criminale era in decadenza, e accettò l’ingresso degli anarchici. Contropartita: l’incasso per sfondare e aprire una dozzina di alloggi e, alla lunga, il presidio nelle strade contro gli sgomberi. L’«alleanza» non aveva niente di ideologico, fu un accordo di reciproca convenienza. Gli anarchici scelsero case con una buona visuale per controllare l’arrivo delle forze dell’ordine; ristrutturarono (con grande cura) sistemarono la sede di «Radio cane».”

      1. Wf

        Cè l abstrac è cè il link all’articolo completo.

        Puoi seguirlo come hai fatto ad esempio tu.

        Vedi se riusciamo ad essere bipartisan nel non giustificare le occupazioni abusive…

        Ps. Sulla coerenza con gli articoli.
        Su me si parla di casa, di urbanistica, di riqualificazione di Milano e anche di urbanistica intesa come gestione del patrimonio ex aler è aler regionale.
        Perché le città sono fatte di case.
        È i quartieri anche…

        Cosa è ad essere fuori tema in questa fonte giornalistica citata.
        I miei contributi sono sempre o quasi relativi alla città e allurbanistica, e le sue diramazioni come la mobilità.
        Può non piacere parlare anche delle magagne che abbiamo in giro…

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.