"Anche le città hanno una voce" — Segnalazioni, bellezze, architettura, storia e altre curiosità urbane.

Milano – Porta Garibaldi – Lo spacchettamento della Torre Bonnet

In via Nino Bonnet al 10, in quel dedalo di vie che gli urbanisti degli anni Cinquanta volevano ammodernare per un centro direzionale nuovo e che invece ha creato uno dei luoghi più anonimi e brutti del centro città, sorge questa torre di 18/19  piani (68 m) realizzata su progetto di Francesco Diomede, Giuseppe e Carlo Rusconi Clerici e costruita nel 1962.

Purtroppo l’intervento di riqualificazione attuato l’ha modificata semplicemente cambiando pochi elementi, come gli infissi delle finestre, cambiando ben poco dell’aspetto che aveva e che non era particolarmente bello. Tempo fa erano apparsi dei render che l’avrebbero resa più moderna e completamente differente, ma probabilmente per varie ragioni è stata scelta una soluzione più conservativa.

Qui l’articolo precedente con altre foto prima dell’intervento

2014_Torre_Bonnet_3

La torre come appariva prima dell’intervento:2014_Torre_Bonnet_2 2014_Torre_Bonnet_1

Ed ecco le prime immagini della Torre Bonnet riqualificata

2016-09-03_Torre_Bonnet_6 2016-09-03_Torre_Bonnet_5 2016-09-03_Torre_Bonnet_9 2016-09-03_Torre_Bonnet_4 2016-09-03_Torre_Bonnet_8 2016-09-03_Torre_Bonnet_3 2016-09-03_Torre_Bonnet_2B 2016-09-03_Torre_Bonnet_2 2016-09-03_Torre_Bonnet_1 2016-09-03_Torre_Bonnet_7

 




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


7 thoughts on “Milano – Porta Garibaldi – Lo spacchettamento della Torre Bonnet

  1. robertoq

    Se si pensa che è un progetto di 60 anni fa, io la trovo ancora molto interessante e son contento che – almeno per una volta – si sia passati dal restauro conservativo senza stravolgimenti all’ultima moda.

    Mi piacerebbe commentare su UB fra altri 60 anni (nel 2076!), come abbia retto la prova del tempo meglio di tante altri “restyling creativi” (e provincialotti) che impazzavano nella Milano dell’inizio del XXI secolo 🙂

    1. Paolo

      Brutta era e brutta è, non c’è bisogno di conservare questi obbrobri solo perché sono degli anni ’60. Occasione mancata

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.