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Milano | Portello – Piazza Gino Valle: quell’inutile piazza

Possiamo dirlo? Piazza Gino Valle (architetto e designer italiano) è una brutta piazza.

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Qui sorgeva l’area industriale dell’Alfa Romeo e Lancia, poi vari studi di architettura si sono prodigati a ridisegnare quest’enorme area tra l’ex-fiera e il Monte Stella.

Dismessa la grande fabbrica dal 2003-5 l’area si è rinnovata con le firme di vari architetti. Studio Valle, CZA Cino Zucchi Architetti, Guido Canali, Andreas Kipar e Charles Jencks sono alcuni dei nomi che hanno ridisegnato il quartiere.

Charles Jencks, Andreas Kipar assieme a Land srl ha curato il progetto per il parco del Portello, forse la parte più spettacolare dell’intero progetto Portello.

CZA Cino Zucchi Architetti si sono occupati delle parte Residenza libera e convenzionata

Guido Canali la residenza libera del ParcoVittoria

Mentre lo Studio Valle si e occupato del Centro commerciale Portello e degli edifici per uffici e la piazza pubblica.

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Il progetto, in generale ci piace molto, variegato e iconico, ma ci sono alcune parti che a distanza di anni ancora non riescono a convincerci.

Una di queste è appunto piazza Gino Valle. Collegata col resto del Portello tramite un bel ponte ciclo-pedonale che sovrappassa Viale Serra, la piazza inclinata a ventaglio e circondata da tre edifici per uffici, da una pensilina centrale (che pare un grande tavolo) e dal frontone postmoderno dell’ex- Fiera di Milano (progettata da Mario Bellini), rimane ancora uno spazio da identificare.

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Poco verde, anzi, pochissimo, una spianata di lastre di cemento con al centro un tabernacolo che pare una grande tavola ad ingombrare lo spazio altrimenti utile per eventi o concerti. Unico punto catalizzatore della gente è la presenza di Casa Milan e del suo negozio-ristorante, per il resto è il deserto con zero negozi sebbene ci sia una “buca” a loro riservata. Insomma, qualcosa non sta funzionando? Perché almeno in questa piazza non vengono allestiti concerti estivi? Perché rimane solo uno spazio pubblico di passaggio? Dobbiamo dire che d’estate diventa anche una fornace a cielo aperto.

Insomma, lo Studio Valel ha progettato a nord, verso piazzale Accursio, un bel centro commerciale aperto, una piazza animata e piacevole e a sud del Portello una piazza metafisica che serve a ben poco.

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Questa è la “buca” per lo spazio commerciale che ancora rimane vuoto.

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Per fortuna il cantiere attorno all’inutile tunnel di via Gattamelata sta per concludersi e definirsi.

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Mentre la nuova parte del Parco Alfa Romeo Portello è in attesa di essere aperta al pubblico.

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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Con l’affermarsi dei Social Network, che richiedono sempre una maggiore velocità di aggiornamento, Urbanfile è stato affiancato da un blog che giornalmente segue la vita di Milano e di altre città italiane raccontandone pregi, difetti e aggiungendo di tanto in tanto alcuni spunti di proposta e riflessione.


20 thoughts on “Milano | Portello – Piazza Gino Valle: quell’inutile piazza

  1. Stes

    A ME INVECE SEMBRA CHE QUESTA SIA L’UNICA PIAZZA SPAZIALE E CONTEMPORANEA DI MILANO.
    LA SUA “METAFISICITA'”, COME AVETE ANCHE RIPORTATO, FORSE DA SENSO A QUESTO SPAZIO DEFINITO E GEOMETRIZZATO, TANTO DA DARE QUELLA SENSAZIONE DI INDEFINITA SPAZIALITA’, UNICA NEL SUO GENERE A MILANO!

  2. Anonimo

    Cosa aspettano ad aprire l’altra parte del parco? Non riesco a credere che sia chiusa da mesi, in attesa di cosa?
    Per la piazza c’è poco da fare, propongo di piazzarci l’albero della vita a spese però di chi l’ha progettata (così male).

  3. Nicola Guarisco

    Condivido l’opinione di @Stes: è una piazza moderna con un bel senso di lineare spazialità. Perché dev’essere adibita a eventi o addobbata a verde rovinandone il fascino metafisico? Magari eliminerei il “tabernacolo” centrale e lascerei tutto vuoto. La piazza parla da sola.

    1. Claudio K.

      A giudicare dal fatto che è sempre vuota, evidentemente parla una lingua che alla gente non piace (confrontare con piazza Gae Aulenti, sempre piena giorno e notte, giusto per)

  4. christian

    Davvero terribile, del tutto inutilizzabile d’estate (un vero forno) e incomprensibile alla gente, basterebbe del buon senso per capirlo, ma a quanto pare gli architetti “metafisici” spesso ne hanno poco o, peggio ancora, colpevolmente progettano spazi da architetti per architetti, e non per la gente.
    Per fortuna ci sono gli sketers a farci qualcosa, o sarebbe del tutto inutile.

  5. Claudio K.

    Premesso che bello e brutto sono categorie soggettive (come si vede anche dai commenti qui), o quanto meno legate al contesto culturale e storico, se si vuole misurare oggettivamente il valore di un’architettura (specie di uno spazio pubblico) bisogna valutare quanto efficacemente risponde alle esigenze per cui è stata progettata.

    Un esempio che faccio spesso: pure le Vele di Scampia e il Corviale a Roma sono finiti sulle riviste di architettura ai loro tempi, ma oggi nessuna persona sana di mente direbbe che sono belli. Perché? Semplice: sono dei fallimenti rispetto all’idea di progetto, che era quello di ricreare in forme moderne i cortili storici con il loro senso di comunità.

    Se la funzione primaria di una piazza è fare da aggregatore, non c’è dubbio che piazza Gino Valle, perenemmente deserta, sia un fallimento progettuale, bella o brutta che sia.

    E’ possibile che possa vivere una seconda vita quando i padiglioni di Fiermilanocity verranno riconvertiti in qualcos’altro (speriamo non nell’ennesimo Mall…) ma certamente né la forma, né le dimensioni invitano alla convivialità.

    Se poi quello che vogliamo è uno spazio metafisico per fare delle belle foto in bianco e nero da postare su Instagram, beh, allora è riuscitissima.

  6. -Ale-

    Sarebbe stata perfetta se ci facevano lo stadio del Milan, ma così non sarà.
    Ora è una piazza vuota, bella vista dall’alto, ma non c’è nulla di piacevole quando l’attraversi camminando.
    La sua utilità\bellezza ora dipendono da cosa verrà creato al posto dell’ex-fiera.

    In compenso il parco è fantastico, il più bello e moderno di Milano.

  7. Omar

    Credo che tutto dipenderà da quello che faranno al posto della fiera, a questo punto.
    Si poteva/potrebbe mettere qualche scultura di arte contemporanea e l’acqua come hanno fatto a city life o meglio ancora a Gae Aulenti.
    Elementi di interesse e di piacere di passeggiare in città; dovrebbe essere questo lo scopo quando si progetta una piazza.
    Lo stadio poteva essere interessante ma secondo me era troppo ingombrante e allo stesso tempo troppo piccolo per il Milan “ci vorrebbe un impianto da almeno 60.000 posti” impensabile con queste dimensioni in quello spazio.

  8. gabriella

    “La città per parti proposta dal piano si confronta con una figurazione cinetica che le relaziona attraverso la durata e il movimento del pedone.” Architetto Pietro Valle.
    Finalmente una piazza vuota, uno spazio di decantazione dal frastuono e dallo shopping compulsivo. Trovo straordinario vivere il silenzio tra la bellezza dei volumi purissimi degli edifici che qui si affacciano. Tipologie di autori differenti si dispongono su questa piazza inclinata che sembra ruotare intorno a chi la attraversa, che costruisce orizzonti spaesanti oltre i quali si stagliano prismi riflettenti o verdi colline elicoidali. Straniamento e silenzio che provengono dalle piazze visionarie di De Chirico, enigmatiche e ferme in un tempo sospeso. Il disegno a reticolo della pavimentazione si deforma comprimendosi e dilatandosi; si moltiplicano le direttrici visive rafforzando così la percezione “dinamica” di questa piazza. Il progetto è dello studio berlinese Topotek e in questo modo di concepire il selciato si ritrova l’eco degli incroci ellittici di Michelangelo in piazza del Campidoglio. Ancora un grande intervento a scala urbana è rappresentato da una pagina in bronzo: 23 metri di scrittura per leggere un passaggio del testo teatrale di Giovanni Testori, “il ponte della Ghisolfa” parzialmente “cancellato” da Emilio Isgrò. Un invito a ritornare al testo integrale indotti dall’ enigma costituito dai sostantivi volutamente isolati.
    Nelle nuove residenze progettate dallo studio Canali il tempo si misura ancora con le ombre proiettate di una monumentale meridiana posta all’ingresso dei giardini, il silenzio è rotto solo dai giochi d’acqua, l’intimità famigliare si relaziona con gli spazi comuni delle corti ottocentesche e le “ville” dei piani alti coesistono con il condominio per una socialità sostenibile nel grande spazio urbano.
    Ma se tutto questo, per molti , è il “nulla” ci si domanda perché oggi la bellezza costruita nel silenzio ci appare come un “vuoto” da cui rifuggire o da riempire. (Gabriella Anedi)

    1. robertoq

      “Il cinismo è l’arte di vedere le cose come sono, non come dovrebbero essere.” (Oscar Wilde)

      La lunga spiegazione del significato di quel luogo l’ho letta con molto interesse, ma io sono molto cinico e trovo quella piazza l’equivalente architettonico del film “la corazzata potemkin”. Spero di sbagliarmi e che diventi un landmark di Milano, chi lo sa…

      1. lorenzo lamas

        “Perché quello che oggi costa dieci, domani costa venti! Dopodomani costa trenta! I soldi passano, l’arte resta! » (Dottor Armà)

        Quella piazza è un investimento per il futuro di Milano.

  9. Fabio Loda

    Commentondatato 2020
    La
    Piazza si è trasformata in un grande cortile per i ragazzi milanesi. Skaters , partite a pallone, monopattino, biciclette .
    Come tutte le cose avanti devono essere viste nel tempo . Pro- gettare è guardare nel futuro . Valle L ha fatto. Andate la domenica pomeriggi fantastica!

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