"Anche le città hanno una voce" — Segnalazioni, bellezze, architettura, storia e altre curiosità urbane.

Milano | Darsena – I muri della Darsena sempre oggetto dei soliti vandali

Granelli: “Costante intervento di ripulitura contro la prepotenza di pochi vandali”

 

Dalle 8.00 di stamattina le squadre comunali del Nuir, il Nucleo interventi rapidi, sono al lavoro per ripulire i muri della Darsena da alcune scritte cubitali comparse nei giorni scorsi.

In particolare, una delle scritte vandaliche, di oltre dieci metri, è stata realizzata utilizzando vernici particolarmente impregnanti che hanno intaccato le pareti trattate della Darsena, rendendo più complesso il lavoro di pulitura. L’intervento richiederà diverse ore e si concluderà fra stasera e domani mattina.

“La Darsena è uno dei luoghi più amati dai milanesi – dichiara Marco Granelli assessore alla Mobilità e Ambiente – Peccato non tutti abbiano rispetto dello spazio comune e delle centinaia di cittadini che lo condividono tutti i giorni. Contro la prepotenza di pochi vandali l’Amministrazione fa un costante lavoro di ripulitura”.

Oramai le pareti che riproducono in maniera moderna le più antiche mura “spagnole” alla Darsena, sono diventate la lavagna per manifestare in maniera più eclatante i propri pensieri, siano questi impegnati politicamente che di sole stupide dichiarazioni di appartenenza a qualcosa. Il rispetto non esiste proprio. Il giorno che inventeranno una vernice trasparente che automaticamente impedisca di essere copertura da altre vernici, sarà un gran giorno.

Cancellazione scritte cubitali in Darsena - Milano, 3 novembre 2016

Scritte in Darsena - Milano, 3 novembre 2016

Cancellazione scritte cubitali in Darsena - Milano, 3 novembre 2016

Cancellazione scritte cubitali in Darsena - Milano, 3 novembre 2016

Cancellazione scritte cubitali in Darsena - Milano, 3 novembre 2016

Cancellazione scritte cubitali in Darsena - Milano, 3 novembre 2016

Cancellazione scritte cubitali in Darsena – Milano, 3 novembre 2016

Cancellazione scritte cubitali in Darsena - Milano, 3 novembre 2016

Cancellazione scritte cubitali in Darsena – Milano, 3 novembre 2016

Cancellazione scritte cubitali in Darsena - Milano, 3 novembre 2016

Cancellazione scritte cubitali in Darsena – Milano, 3 novembre 2016

Cancellazione scritte cubitali in Darsena - Milano, 3 novembre 2016

Cancellazione scritte cubitali in Darsena – Milano, 3 novembre 2016

Cancellazione scritte cubitali in Darsena - Milano, 3 novembre 2016

Cancellazione scritte cubitali in Darsena – Milano, 3 novembre 2016

Cancellazione scritte cubitali in Darsena - Milano, 3 novembre 2016

Cancellazione scritte cubitali in Darsena – Milano, 3 novembre 2016

Cancellazione scritte cubitali in Darsena - Milano, 3 novembre 2016

Cancellazione scritte cubitali in Darsena – Milano, 3 novembre 2016

 




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


18 thoughts on “Milano | Darsena – I muri della Darsena sempre oggetto dei soliti vandali

  1. robertoq

    Una preghiera: ci pensano già tutti i giornali di Milano a dare ampio risalto alla meravigliosa bacheca che è diventata la Darsena, con dettagliati articoli e lunghi slideshow tutte le volte che viene scritto qualcosa sui muri.

    Non mettetecivi anche voi, please – a mio parere solo pulizia e oblio possono provare a risolvere il problema.

    PS la pulitura oggi è inutile perché sabato sulla Darsena c’è la manifestazione e presidio a favore degli occupanti abusivi delle case ALER, quindi ci saranno altre scritte…

  2. -Ale-

    Concordo, ogni volta che una foto degli scarabocchi è mostrata sui media, gli imbrattatori raggiungono il loro obiettivo. La prossima volta, meglio evitare le foto che mostrano bene la scritta.

    Di solito non sono d’accordo con chi invoca più vigilanza (impossibile vigilare su tutto sempre), ma in questo caso è evidente che di vigilanza proprio non ce n’era proprio! Le scritte sono molte e enormi, per cui non sono rimasti pochi istanti. Questa volta i cretini con la bomboletta potevano essere intercettati prima che finissero.

    1. Claudio K.

      Io sposo sempre la filosofia “prevenire è meglio che perseguire”, quindi…

      – si leva una mezza fila di beole a ridosso della parete
      – si piantano dei rampicanti nel terriccio così esposto
      – si aspetta che crescano
      – si ammira la meravigliosa parete verde, ormai immune dalle scritte.

  3. Pablo

    Sbagliato costruire un muro specialmente in quella zona, una bella palizzata con del rampicante e sparisce la tavolozza per gli eterni deficienti.

  4. Anonimo

    Ma vi rendete conto…chi parla di non pubblicizzare il fatto, chi parla di far crescere piante, chi si improvvisa urbanista dicendo che è sbagliato costruire li un muro….robe da matti.. La darsena è stata restaurata per il beneficio dei cittadini affinchè possano godere di una delle zone piu’ suggestive di Milano. Il problema è il solito bonismo e mancanza di certezza di una pena. Se ci fossero misure adeguate in termini di legge a scoraggiare certi imbecilli non avremmo tutti gli idioti d’europa ( oltre ovviamente i ns locali ) che scorazzano per la città muniti di bombolette. I graffiti sono un orrore simbolo di degrado oltre ad un costo per tutta la comunità…

    1. Claudio K.

      Caro “””Anonimo”””…….

      Ancora con ‘sta scemenza delle leggi adeguate… sembrano le gride manzoniane.

      Le leggi adeguate si possono applicare se prima prendi i responsabili, se no restano lettera morta.

      Per prendere i rseponsabili bisognerebbe sorvegliare costantemente tutte le strade di Milano.

      A proposito di “rendersi conto”…………………………………………………………………………….

      Ci vai tu a sorvegliare H24 tutti i muri di Milano? O a passarti ore e ore e ore di filmati delle videocamere sperando di identificare i colpevoli? (cosa possibile solo se sono recidivi, perché se sono incensurati vorrei vedere come fai… a parte il fatto che mica ci vanno a viso scoperto)

      A volte provare a fare 2+2 prima di parlare è un buon esercizio, provalo.

    1. robertoq

      Purtroppo non è del tutto vero: In Via Goito la scritta l’han fatta per terra, in mancanza di muro adeguatamente grande.

  5. Anonimo

    Caro il mio Claudio K…. evidentemente vivendo in una bolla noi sai che ogni mese decine di qs ragazzotti vengono colti sul fatto.
    Il loro divertimento ormai non è scrivere sui muri ma giocare a guardie e ladri con le ns forze dell’ordine ormai frustrate. Se colti sul fatto hai idea di quale sarebbe stata la pena per quei simpaticoni che ci hanno imbrattato la Darsena ??? Aspetto una risposta e poi ci ragioniamo su…

    1. Claudio K.

      Gli arresti in flagrante di cui parli sono stati SOLO nei depositi ATM, dove c’è la vigilanza. Per strada, a meno che una pattuglia non passi lì per caso proprio in quel momento (è capitato una volta o due, non certo decine e men che meno decine al mese), è praticamente impossibile.

      I membri della crew WCA, per esempio, sono stati beccati e arrestati perché spacciavano, mica perché hanno coperto di tag mezza Milano.

      Se pensi che si possano dedicare decine e decine di agenti alla caccia in flagranza dei writer, distogliendoli dalla sorveglianza del territorio e dei reati più gravi, sei tu quello che vive in una bolla, caro mio.

      E sono sicuro che, come tutti i giustizialisti da tastiera, se lo facessero davvero saresti il primo a lamentarti che ci sono troppi poliziotti occupati in queste scemenze con tutti i reati più gravi che ci sono.

      Ribadisco la domanda, alla quale ovviamente non hai saputo dare adeguata risposta: mentre le forze dell’ordine, già sotto organico, cercano di non farci saltare in aria con una bomba dell’Isis, indagano sul crimine organizzato o cercano di prevenire i reati violenti, ci vai tu a presidiare H24 la Darsena o a farti passare decine di ore di registrazione delle telecamere??? Buona fortuna.

    1. Claudio K.

      Primo c’è una cultura diversa, secondo i privati puliscono, terzo (e qui devo parzialmente dare ragione all’anonimo) se ti beccano ti mettono a pulire il muro con secchio e sapone, con un bobby che ti controlla finché non hai finito (scena vista da me personalmente).

  6. Anonimo

    Lo vedi caro Claudio K che alla fine anche tu ragionando pian piano vieni dalla mia. All’ estero, dove ho avuto la fortuna di vivere in ben 4 paesi per numerosi anni, se ti beccano deturpare la ” cosa pubblica ” le pene sono esemplari. Visto che noi mi hai risposto su cosa rischiavano i simpaticoni che hanno imbrattato la Darsena ti rispondo io… Una multa da 103 Euro…. o al massimo 500€ se l’immobile è di interesse storico / culturale.

    Tutto sommato un divertimento a basso costo. Vedi caro Claudio K., non servono decine di soldati in giro per la città per educare la gente ( altrimenti saremmo una dittatura ) ma regole adatte ad una società civile. Sbagli ( e tutti possono sbagliare ) ma paghi… Questo è il motivo per cui in altri paesi cè una cultura diversa…

    PS: Credimi non sono un giustizialista ma neanche un pirla. E come tutti i milanesi doc che amano qs città ritengo che solo con regole adatte ad una società civile si possano pretendere comportamenti conseguenti….

    1. Claudio K.

      “Se ti beccano”… appunto.

      Io ho vissuto a Londra (A Islington e a Bow), a Boston (South End) e a Barcellona (Arc de Triomf) e continuo a viaggiare moltissimo per lavoro (Svizzera, Germania, UK, USA, Scandinavia). I metri di paragone non mi mancano.

      In Germania mi è capitato a un semaforo che un signore scendesse dalla macchina e venisse a bussarmi al finestrino per avvisarmi che avevo superato la riga dello stop. Prova a farlo in Italia e vedi se ne esci vivo. Eppure le regole del codice della strada sono le stesse in Italia e in Germania e non è che in Germania ci sia un vigile ad ogni angolo. Sempre in Germania, nella metro non ci sono i tornelli, per il semplice fatto che non servono: il biglietto lo timbrano tutti. Qui già non timbrano con i tornelli…

      Se bastassero le regole a fare la cultura, l’Italia avrebbe il più spiccato senso civico al mondo, visto che abbiamo più leggi di tutti, il triplo della Germania e il doppio della Francia. Purtroppo nel,mondo reale (a proposito di bolle) non funziona così. La cultura diversa del Nordeuropa o del mondo anglosassone viene dal loro background protestante e non dal fatto che abbiano le regole.

      Poi certo, in UK se parcheggi in divieto ti mettono le ganasce e se non paghi una multa ti ritirano la patente (in USA per una multa non pagata ti possono pure arrestare), ma questo è un altro discorso che qui non c’è spazio e tempo di fare.

      Secondo la tua logica, è come dire che quando esci di casa lasci la porta aperta perché per principio la gente non dovrebbe rubare e perché a Stoccolma rubano di meno. Sarebbe bello, ma intanto cominciamo a chiudere la porta quando usciamo.

      Stesso discorso vale per i graffiti. Sarebbe bello che sparissero per un’imorovvisa esplosione di senso civico, ma intanto iniziamo a prevenire (cosa che peraltro si fa anche negli altri paesi, compreso il sistema dei rampicanti). Non ci vedo niente di scandaloso di cui “rendersi conto” in questo.

      Per la cronaca, tornando a Barcellona quest’estate ho notato un netto peggioramento sul fronte graffiti rispetto a quando ci vivevo, e se ne vedono molti di più anche in Germania rispetto a qualche anno fa. Evidentemente nemmeno lì le regole bastano…

      PS: non è vero che rischiano solo una multa. C’è anche il processo e la giunta Pisapia (in questo seguita da Sala) è stata la prima che ha iniziato a costituirsi parte civile contro i writer.

      Comunque se ti può interessare tutte le ricerche sul tema sono concordi che le regole non servono a niente (visto che il fine dei writer è proprio di essere trasgressivi… più regole, più cimprivano o gusto) e che l’unica cosa che funziona è PULIRE SUBITO dato che il loro obiettivo è l’esibizionismo e la visibilità. Ad esempio in viale Abruzzi dove il comitato di quartiere pulisce regolarmente le tag sono nettamente calate.

  7. Brregg

    Cosa bisogna fare per vedere qualcuno di questi infami punito? Vandalismo puro, mitigato da qualche stronzata ideologica filo-comunista. Telecamere e polizia in azione, solo così fermi queste nullità umane. A quanto pare in Italia si presta attenzione solo a chi spaccia droga, gli altri possono fare tutto.

    Prigione, se possibile, e pagamento per la pulizia a carico di questi parassiti.
    Pugno duro.

  8. Anonimo

    Caro Claudio K. vedi che piano piano vieni dalla mia… Oltre alle regole serve la certezza della pena cosa che da noi non esiste. ( comprendes…)
    Comunque visto che le regole non esistono e non ho ancora programmi per il week end facciamo così….

    Dammi il tuo indirizzo, vengo a farti un bel graffito colorato sul portone ( tanto le forze dell’ordine saranno impegnate come dici tu con i bombaroli ).
    Visto che sempre come dici tu resterò impunito essendo dotato di un forte senso civico lascerò i 103 euro di multa in una busta al portiere.
    Ps non sparare cazzate sui processi.. La pena prevista e’ un mese di carcere ?? Saluti

  9. Fabio F.

    Qualcuno sa se questa legge viene rispettata?

    LE NORME ANTIGRAFFITI IL 5 FEBBRAIO 2009

    APPORTATE DAL SENATO

    ALL’INTERNO DEL DDL SULLA SICUREZZA PREVEDONO:

    – inasprimento delle sanzioni penali

    reclusione da 1 a 6 mesi per il reato di deturpamento di immobili e di mezzi di trasporto ovvero multa da 300 a 1000 euro
    reclusione da 3 mesi ad un anno per i reati commessi su beni storico-artistico-monumentali, nonché multa da 1000 a 3000 euro
    reclusione da 3 mesi a 2 anni e multa fino a 10.000 euro in caso di recidiva
    – procedibilità d’ufficio su tutto il territorio comunale;

    – competenza per il giudizio penale, trasferita dal Giudice di Pace al Giudice Ordinario, misura che permette di conseguirela effettività della pena, in qunto l reclusione si sostituisce alla sanzione della permanenza in casa per una o due settimane.

    – divieto di vendita di bombolette spray ai minori di 18 anni, sanzionato con 1000 euro di sanzione amministrativa al venditore contravventore.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.