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Milano | Eventi: Milano è la prima meta italiana 2016 per il turismo, iniziativa gratuita il 22 novembre

Milano festeggia il traguardo di prima meta turistica italiana del 2016, davanti anche a Roma e Firenze.

Per celebrare questo importante riconoscimento, Where Italia per la Cultura insieme a Milano Loves You e a noi di Urbanfile organizza – con il patrocinio del Comune di Milano –  “Un Pomeriggio al Museo”: martedì 22 novembre, dalle 12 alle 18, alcuni musei del centro città saranno aperti gratuitamente al pubblico.

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“Questa iniziativa – spiega Andrea Jarach, Presidente dell’Associazione Culturale Milano Loves You e di Where Italia – vuole mettere in rilievo il ruolo sempre più centrale della cultura nell’offerta turistica di Milano. La cultura ha dato un contributo importante nel rendere Milano la città più visitata d’Italia, ma non avremmo raggiunto questo traguardo senza l’indispensabile sinergia tra i tre principali attori di questo vero e proprio “rinascimento turistico milanese”, ovvero le istituzioni pubbliche, quelle private e l’informazione. Una cooperazione virtuosa non comune nel nostro Paese”.

Tra gli aderenti all’iniziativa ci sono alcune delle realtà culturali più conosciute, come Gallerie d’Italia, ma anche “tesori” più nascosti come il Foro Romano, restituito alle visite turistiche.

Per fruire dell’ingresso gratuito basterà recarsi all’ufficio di Informazioni Turistiche InfoMilano in Galleria Vittorio Emanuele II, angolo piazza della Scala e ritirare il materiale informativo sull’evento. Il programma completo dei musei aderenti verrà aggiornato fino a qualche giorno prima dell’evento in modo da poter inserire tutte le realtà che stanno man mano confermando la propria partecipazione.

E per un gruppo selezionato di utenti Urbanfile ci sarà una sorpresa….seguiteci per scoprirla nei prossimi giorni.

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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com


24 thoughts on “Milano | Eventi: Milano è la prima meta italiana 2016 per il turismo, iniziativa gratuita il 22 novembre

  1. Claudio K.

    Con tutto il bene che voglio a Milano, città dove dove sono nato e cresciuto e vivo, che amo e che adoro, e che trovo bellissima, ma… oggettivamente, che abbia più visitatori di Roma è proprio incredibile …

    …e testimonia, a mio parere, due fenomeni uguali e contrari che si sommano: tanto quanto è stata brava Milano a promuoversi negli ultimi anni, altrettanto è stata pessima Roma…

    Ho visto l’indice MasterCard delle città più visitate al mondo e perfino Taipei ha più visitatori di Roma… no dico, con tutto il rispetto… TAIPEI…

    Come diceva un romano famoso … continuiamo così, facciamoci del male …

    PS: non dimentichiamo mai che queste statistiche includono anche i viaggiatori business, che a Milano sono sicuramente più che a Roma.

    1. wf

      Se appena abbiamo 2 turisti in più reagiamo come gli abitanti di un paesino spaventati e spaesati,la vedo dura.

      Per competere con le altre città europee bisogna meritarselo.
      Io lo spero.

        1. wf

          Apple store, levata di scudi.
          Starbucks, oddio i vecchi bar.
          Aumenta il turismo, terrore barcellonizzazione.
          Nuova darsena, oddio la movida il male assoluto.
          Continuo?

          1. gg

            Wf sempre sul pezzo, hai ragionissima. Però noi siamo milanesi e pian piano il progresso arriverà inesorabile

  2. robertoq

    Approfitto questa notizia (che mi ha stupito) e della bella iniziativa del 22 Novembre (che trovo ottima, che bello vedere che queste cose succedono in città) per perorare la causa del Museo di Arte Contemporanea!

    Milano non può rimanere senza, abbiamo bisogno di uno spazio vivo per l’Arte dei nostri giorni. Altrimenti cosa lasceremo ai nostri bisnipoti?

    Il progetto a Citylife è stato immolato sull’altare della finanza (avevamo bisogno dei soldi per rifare il tetto del Vigorelli – molto Milanese come pragmatica priorità…), ma son passati degli anni ormai e credo sia ora il momento per richiederlo di nuovo a gran voce!

    1. wf

      @robertoq
      Anche per me è fondamentale un attrattore museo vivo di arte contemporanea.

      Scusa ma la triennale come la valuti in tal proposito?
      Cosa le manca?

      1. robertoq

        Io penso a un Museo che possa competere con Tate Modern di Londra, Reina Sofia di Madrid, Centre Pompidou di Parigi, IVAM di Valencia ecc ecc

        La Triennale è un’altra cosa. E francamente dopo aver assistito attonito al FLOP colossale della XXI Triennale, non so neanche più bene cosa sia e cosa possa onestamente essere.

  3. -Ale-

    Concordo con CaludioK, merito di Milano e tanto demerito di Roma.
    Spero però che il turismo a Milano non cresca esageratamente e resti sostenibile.

    Roma, Firenze, Venezia sono città invase da turisti, e i luoghi simbolo non sono più vissuti dai loro cittadini.
    Cose simili succedono a Barcellona e Amsterdam (ormai sempre più insofferente con i turisti).

    1. Paola Susanna Pagliaretta

      Milano si salverà perchè, AL CONTRARIO di Roma, Venezia e Firenze, non è e non sarà mai una citta “solo” turistica. C’è ben altro qui da fare, oltre che ammirare la città

      1. Claudio K.

        delle tre che hai citato, l’unica a cui si addice l’etichetta di città “solo” turistica è Venezia. Se pensi che Roma e Firenze siano città “solo” turistiche, evidentemente non le conosci per niente. Firenze è al centro di una importante area industriale che si estende fino a Pisa (mai sentito parlare della Nuovo Pignone, della Galileo, della Piaggio, per non parlare della miriade di PMI della Balle dell’Arno) e Roma stessa, oltre a ospitare ovviamente le attività istituzionali, è la quarta città industriale d’Italia ed è la sede di molte multinazionali. Smettiamola di guardarci l’ombelico per favore.

        1. lorenzo lamas

          Vero, con una necessaria precisazione per Roma.

          Direi che l’attrattiva di Roma, se così si può dire, per le multinazionali è più di carattere politico e/o legato all’indotto degli appalti pubblici che industriale in senso stretto, come potrebbe essere per Milano.

          E non dimenticate i cinesi di Prato!

    2. wf

      E ti parva che non vinceva il terrore e la paura di mezzo cambiamento/ miglioramento?

      Terrore puro se finalmente viene mezzo turista in più?
      Ma veramente Milano vuole essere una metropoli COME le altre capitali europee.?
      Bho secondo me non c’è la fa.
      Se rimane aggrappata a questi schemi abitudinari mentali.
      Provincia grande o piccola metropoli?
      Paura di cambiare.
      Fermi si muore

      1. -Ale-

        @wf, Ben venga l’aumento del turismo, c’è ancora molto spazio. Solo attenzione a non “Barcellonizzare”, ovvero tenere ben saldo l’equilibrio tra turismo “puro”, lavoro, studio.

    3. robertoq

      Al momento Milano è molto ben bilanciata tra residenti e varie tipologie di turisti (dal low cost allo sceicco – a parte forse le giovani famiglie, per le quali offre ancora troppo troppo poco)

      L’unica zona che rischia la “Barcellonizzazione” (scusate il neologismo) sono i Navigli, ma speriamo che la riqualificazione di Porta Genova (e magari un po’ di attenzione di Comune e CDZ) porti nuova vitalità e eviti l’effetto “trappolone per Turisti” che a tratti si sta delineando.

      Quindi…andiamo avanti! 🙂

      1. wf

        Milano non è per nulla bilanciata tra high e low cost.
        È una città molto cara.

        Motivo per il quale non è meta di giovani europei.
        Smettiamo si di guardarci l’ombelico.
        Comunque concordo.
        Avanti così.

        1. robertoq

          A mio parere il turismo a Milano è abbastanza ben bilanciato tra low cost e fascia media e fascia alta.

          Certo sarebbe bello se Milano fosse una città meno cara ma questo è un discorso (che vale per tutta Italia) diverso.

          Sui giovani Europei hai probabilmente ragione, anche perché a Milano ci vengono (nell’ordine) Francesi, Americani, Tedeschi, Arabi, Inglesi, Svizzeri, Giapponesi e Russi – che tutti insieme fanno circa 4 dei 7 milioni di Turisti della ricerca (il resto è il turismo nazionale). E a occhio non mi sembrano i tipici Paesi di provenienza del turismo “giovane” in Europa.
          Se poi sia un problema di costo o di offerta, il dibattito è aperto…

          1. wf

            Scusa Roberto ma con tutto l’affetto del mondo tu non hai mai visto una città che ha ANCHE offerte low cost per tutta quella fascia turistica che va dal giovane designer squattrinato al turismo più easy…
            Che poi sono il vero motore della ristrutturazione e rivalutazione di interi quartieri dal Queen’s a brooklin da shoeridtch a dalston da kreuzberg a prinzlauerberg (in realtà prinzlauerberg è meta di figli di ricchi che vogliono fare gli hipster poser neo fighetti, molto Milano insomma).

            Milano è una città molto cara che respinge i poveri.
            E i giovani sono poveri per definizione. I giovani che vengono sono quelli o dei loro papà che paga la bocconi,la cattolica oppure che comprano la casa in porta nuova citylife.
            Io a Berlino a 300 euro/mese affittato un monolocale.
            Con 3,5 euro compravo mezzo pollo con patatine e insallata a un imbissi.
            Locali quanti ne volevi ingresso free e birra 3,50,e anche meno.
            Ristoranti aperti tutte le ore con 8 euro cena.
            Fidati, sennò c’è la raccontiamo.

          2. robertoq

            Se parliamo di generale “attrattività della città per i giovani” hai ragione.

            Ma è un discorso più ampio dal “turismo”: quando affitti un monolocale a Berlino a 300€ al mese non son sicuro tu ricada nella definizione di turista. Idem se sei un giovane designer squattrinato: forse parliamo di studenti e lavoratori in cerca di fortuna.
            Senza dubbio due categorie che a Milano non trovano esattamente il paradiso, son d’accordo.

          3. wf

            Certo,infatti.
            Non pensi che ci sia una relazione tra le due città,quella dei turisti e quella dei giovani in cerca?
            Se una è troppoc ara come fa eessere economica anche laltra?

  4. wf

    La Trattoria Bagutta, dal canto suo, avrà già tra dieci giorni una sede, che si aggiungerà all’originaria. Sarà nel palazzo storico della Diocesi in via Borgospesso 1. «Faremo di tutto per riprenderci anche i quadri originali del Bagutta che saranno battuti all’asta». Intorno al cortile Rosso collocherà Al Panino bistrot (prima era in piazza del Liberty) e la Drogheria Parini rinnovata. Ma non è ancora finita. «Il concetto è che Milano deve essere vetrina d’Italia — dice il manager —. Porterò una fattoria nel palazzo che Generali sta svuotando in piazza Cordusio, sul lato di via Mercanti». Da prima di Natale e per qualche mese sarà un outlet di due piani con vini italiani, «poi ci allargheremo a tutte le eccellenze agroalimentari del bel Paese. Sarà una Cityfarm, come ce ne sono all’estero».
    Quanto alla Galleria, in via Ugo Foscolo a primavera aprirà il primo ristorantemilanese aperto 24 ore su 24: chef internazionali a rotazione proporranno i loro piatti a prezzo fisso (15 euro), «come in un grande show room». Sempre ai piani alti dell’Ottagono aprirà un altro ristorante, «Gli uguali», con quaranta ragazzi diversamente abili in sala che, a turno, sponsorizzeranno il locale.

    Bbe ci sono anche notizie in controtendenza verso food experience di qualità prezzi accessibili… questa è una ottima notizia. Rivela che milano sta roprendendo attrattiva per investimenti anche verso il turismo low cost ma di qualita, che e la fascia secondo me mancante a milano.

    Low cost dimmer.. ne torvimquantomne vuoi ma a livellomeuropa ancora zero o poco piu.ben vengano nuovi player.
    Un po piu ottimista.

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