Milano | Segnalazioni: Milano sul Finacial Times

Ieri sul Financial Times, è apparso un bell’articolo che elogia Milano e le possibilità economiche che si potrebbero sviluppare se e quando sarà attuata la Brexit.

I milanesi hanno ancora un tocco di Re Mida – un quinto del prodotto interno lordo in Italia è prodotto in Lombardia, e nel 2015 la regione aveva sette dei primi 10 distretti in Italia per reddito medio, secondo i dati pubblicati dal quotidiano Il Sole 24 Ore.

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Milano, è stata quella meno colpita dalla crisi globale del 2008 in confronto alla maggior parte dell’Italia. Ora è una delle diverse città europee che spera di raccogliere alcune delle istituzioni finanziarie dell’Unione Europea che hanno la sede a Londra e che saranno dislocate altrove dopo il post-Brexit.
Il sindaco, Giuseppe Sala, subito afferrò il risultato del voto, definendolo “un’opportunità” per Milano chiedendo al Governo di creare una zona esentasse come incentivo per le imprese. Nel frattempo, il primo ministro, Matteo Renzi, ha candidato la città a sede per l’Agenzia Europea sui farmaci (il quartiere generale lo vorrebbe in zona Expo, dove darebbe un forte impulso a Human Technopole), con la speranza di riuscire a portare in Italia anche l’Autorità Bancaria Europea.

La città è già centro finanziario d’Italia. E ‘sede della principale Borsa del paese e dell’Università Bocconi, una delle università top-rated per le imprese e della finanza in Europa, che contribuiscono a fornire un pool di talenti. Il governo ha lanciato l’idea di offrire passaporti per gli studenti Bocconi al di fuori dell’UE.

L’articolo per chi volesse leggerlo.

Dobbiamo dire che ci sono alcuni errori: la linea metropolitana 5 (la quarta a dire il vero) è stata completata in parte prima di Expo 2015; l’area metropolitana di Milano ha una popolazione di oltre 4 milioni di persone (1,3m è solo del comune, che è solo una piccola parte della città reale); secondo un sondaggio Mastercard, Milano è # 1 in Italia per arrivi turistici.

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7 commenti su “Milano | Segnalazioni: Milano sul Finacial Times”

  1. Interessante notare che i 3 grossi problemi per chi vuole investire a Milano (secondo FT) sono 1) Il sistema giudiziario, 2) la burocrazia 3) che solo un terzo della popolazione parla l’inglese.

    Almeno per una volta tasse, traffico, criminalità e inquinamento non son menzionate…facciam passi avanti!

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    • Problemi peraltro non specifici di Milano, ma di tutta Italia; con l’aggiunta che a Milano tutte e 3 le situazioni sono decisamente migliori che nel resto d’Italia.

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    • Chi vuole investire non frega niente della qualità della vita. Smog, traffico e ambiente.

      Certo menomale che facciamo comunque passi avanti, e si vedono.
      Menomale ché comunque vogliono investire.

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  2. Siamo di fronte ad un momento storico unico…. In pochi anni questa città può recuperare decenni persi a causa della miopia della vecchia classe politica e dirigenziale. È’ il momento di tirare la zampata… ma tutti devono fare la loro parte : Governo, Regione, Provincia, Privati ma soprattutto in primis i milanesi. Speriamo veramente che tutti sappiano cogliere questa occasione. Qs treno passa una sola volta…

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  3. Fa sempre piacere una recensione di questo calibro specie se viene da una fonte accreditata come il Financial Times ma restano due punti fondamentali da risolvere. Il primo lo menziona il FT stesso ;

    “Despite Milan’s charms, Italy’s leaders may have more work to do before we see an investment gold rush to the city. Bureaucracy, poor judicial system and corruption, coupled with a lack of desire to modernize and change. ”

    Il secondo sta nel come la città si presenta oggi ( biglietto da visita ) con tutti i problemi relativi alla immigrazione. La città è’ invasa da zombie che orinano e cagano ovunque. ( la scorsa mattina alle 8 mentre prendevo la macchina per andare in ufficio in pieno centro uno di questi gentiluomini stava letteralmente cagando sul marciapiede dietro la mia auto ). In stazione centrale ci sono maxi risse in pieno giorno, ai giardini Montanelli c’è ormai in pianta stabile una baraccopoli, in piazzale Loreto si spara alle 7 di sera come se fossimo a Bagdad, Rumeni inseguono le vecchiette negli androni dei loro condomini prendendole a cazzoti in faccia per rubare poche decine di euro, albanesi si prendono a pistolettate da una macchina all’altra in viale Zara e potrei continuare ancora a lungo…Purtroppo quanto sopra e’ successo tutto negli ultimi 10 giorni. Lo so la cosa potrebbe sembrare di parte ma vi assicuro che non è così. Questa è la realtà ed è molto triste. Milano è’ una piccola città e i problemi sopraelencati si possono risolvere in maniera relativamente facile. Basta volerlo. Vi lascio comunque con un quesito : avendo a disposizione numerose opzioni voi investireste in una città con queste problematiche ?

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    • “[…] coupled with a lack of desire to modernize and change. ”

      TRADOTTO
      …ossia ci da dei vecchi e passatisti con poca voglia di cambiare e modernizzarci…

      piuttosto che sempre contro gli ultimi e i poveri (di cui sono piene le capitali di DOVUNQUE) ci dice di prendercela con la menrtalità vecchia e da pensionamento che ha paura di cambiare anche il tappo della penna…

      Linee giuda: città deve essere: aperta, dinamica, moderna, civile, stimolante e in continuo movimento (change). non scelrotica e passatista…

      Sono soldi veri questi.
      Non dobbiamo bucare l’appuntamento…
      coem diceva sopra, occcasione più unica che rara.
      E piloncini di ghisaaaaa!
      😉

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  4. Milano, dalla Regione nuove regole per il commercio: a rischio tutto lo street foodMilano, dalla Regione nuove regole per il commercio: a rischio tutto lo street food
    Il Mercato Metropolitano
    Allarme del Comune: “Le norme sono troppo restrittive centinaia di iniziative in bilico, comprese quelle del Fuorisalone”

    Sono a rischio le iniziative come il Mercato Metropolitano all’interno di sagre ed eventi in stile Fuorisalone. A generare (parecchi) dubbi è una modifica alla norma sulla somministrazione in luoghi pubblici e privati racchiusa nelle modifiche al testo unico regionale del commercio. Sul banco degli imputati c’è l’articolo 72 che regola le cosiddette attività di somministrazione temporanea: con le nuove indicazioni inserite nel testo regionale, ogni bar o chiosco di street food che sia per un periodo limitato all’interno di eventi vede una serie di vincoli e balzelli aggiuntivi che prima non aveva, tra cui ad esempio la presentazione della Scia (Segnalazione certificata di inizio attività).

    Cosa che sembra equiparare i chioschi temporanei ai ristoranti, rischiando di portarsi dietro tutti gli obblighi tra cui quello di certificare la conformità urbanistica dei locali: la nuova norma, ad esempio, avrebbe reso impossibile l’apertura del Mercato Metropolitano di Porta Genova, fortunatissima esperienza nata lo scorso anno negli spazi abbandonati della Fiera di Senigallia durante il Salone del mobile. Insomma, lacci e lacciuoli che metterebbero un freno a molte delle attività che nascono intorno a eventi come il Fuorisalone e Bookcity.

    Oooo che bello! Ci pensa la regione merdone a riportarci nel passato a protezione delle lobby.

    Proprio quello di cui avevamo bisogno.

    Proprio quello che c chiede il finanziamento Times.
    Una regione chiusa su se stessa, con lacci e lacciuoli, a difesa del preesistente, con zero spazi di manovra per innovare locali e commercio.
    Torniamo agli anni 80mche facciamo prima.

    Proprio quello che ci chiede il,finanziamenti Times.
    La paura di cambiare tipica di chi è pronto a confrontarsi con ,e sfide future.

    Marconi, dice.milano sta rialza do le gambe.
    Bene, tagliamogliele.
    Bravo

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