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Milano | Sant’Ambrogio – Quel luogo “pubblico” indecifrabile di Via Olona

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Ne avevamo già parlato in un articolo del 2013, ma vedendo che i risultati non sono cambiati riportiamo all’attenzione un’ennesima volta l’argomento.

Si tratta del “giardino-piazza” pubblica in via Olona, realizzato per completare un parcheggio sotterraneo realizzato negli anni Novanta dopo la realizzazione del palazzo per uffici in mattoni progettato dallo studio Monti (Anna Monti Bertarini, Gianemilio Monti, Pietro Monti e Valentino Benati).

Il giardino composto prevalentemente da una serie di piazzette delimitate da lampioni su pilastri, qualche fontana (spenta) e terrazze poste a diverse altezze con grandi vasi cespugliosi.

La piazza-giardino doveva essere l’ingresso principale per il vicino museo e collega via Olona con il vicolo che corre dietro al palazzo del Museo della Scienza e della Tecnica. Il degrado è evidente, gente che bivacca e consuma cibo e altro lasciandolo sul luogo (c’è persino chi dorme con tanto di materassi, ma per loro dignità non li abbiamo fotografati), cespugli che non vedono un giardiniere dal 1998. Attraversare questo luogo fa anche un po’ paura. Insomma, com’è possibile che qui nessuno si prenda più cura di questo spazio pubblico? Siamo per giunta a due passi dal Museo della Scienza e della Tecnica e dalla Basilica di Sant’Ambrogio.2016-12-29_giardino_sant_ambrogio_olona_1 2016-12-29_giardino_sant_ambrogio_olona_2 2016-12-29_giardino_sant_ambrogio_olona_3 2016-12-29_giardino_sant_ambrogio_olona_4 2016-12-29_giardino_sant_ambrogio_olona_5 2016-12-29_giardino_sant_ambrogio_olona_6 2016-12-29_giardino_sant_ambrogio_olona_7 2016-12-29_giardino_sant_ambrogio_olona_8 2016-12-29_giardino_sant_ambrogio_olona_9 2016-12-29_giardino_sant_ambrogio_olona_10 2016-12-29_giardino_sant_ambrogio_olona_11 2016-12-29_giardino_sant_ambrogio_olona_12 2016-12-29_giardino_sant_ambrogio_olona_13

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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


8 thoughts on “Milano | Sant’Ambrogio – Quel luogo “pubblico” indecifrabile di Via Olona

  1. Anonimo

    Un vero e proprio scandalo. Parliamo di una zona centrale povera di verde e nessuno si degna a curare questo luogo dal 1998. Ricordo l’alto interesse turistico della zona e sicuramente questa sciatteria non è un bel biglietto da visita. Uno dei temi forti in campagna elettorale che questa giunta ha più volte ribadito era quella del rilancio turistico di Milano. Dico io tutt’a la zona di Sant Ambrogio ha un altissimo potenziale non sfruttato e ultimamente mi pare di capire che i pochi soldi a disposizione per riqualificazioni vengano spesi in altre aree. Possibile che nessuno in comune o municipio 1 abbia ancora capito l’importanza di questa zona e la forte attrattivita’ turistica che la Milano romana può offrire se venisse ripulita e venissero creati dei veri e propri itinerari turistici a prova di pedone ?

    1. Claudio K.

      Vorrei spezzare una lancia, è inutile fare adesso lavori in una zona che è stravolta dai lavori della M4… tanto vale farli quando ci saranno le sistemazioni superficiali.

      Certo per dare una bella ripulita dai grafffiti non serve aspettare che finiscano i lavori della metro… mi stupisco che non lo faccia il museo stesso… non penso che il costo sia proibitivo.

      Ma la vera domanda cosmica è: se lo spazio è stato progettato per diventare l’ingresso principale del museo, come mai non è mai diventato l’ingresso principale del museo????

      1. Anonimo

        Vediamo se ho capito bene….? Stai dicendo che per i prossimi 6 anni questo luogo a due passi dalla Basilica di Sant’ Ambrogio dovrebbe restare piena di escrementi, coperte , materassi, graffiti, alberi secchi e sterpaglie in attesa della fine dei lavori dell’ M4 ? Ma come ragioni… con 4 soldi quel luogo va ripulito e restituito a mamme e bambini.

        La superficialità con cui scrivete mi lascia basito!!!

        1. Dado

          Lancio una provocazione: Mamme e bambini non sono gli unici abitanti di Milano. Sembra che gli spazi urbani debbano per forza essere ad uso di mamme e bambini. E basta con questa retorica da caserma fascista!
          Le città hanno bisogno anche di spazi dove mamme e bambini non sono ben venuti! E dove ci possano andare chi mamma o bambino non é. E non sto facendo l’elogio di parchi per tessoci o border line.
          Questo spazio è un po’ infelice e merita piu’ pulizia e cura del verde, questo è certo. Ma in sé è semplicemente stupendo cosi’ com’è: vissuto. Mancano le lampadine ai lampioni, pazienza. Ben vengano angoli in penombra, chi ha paura del buio ne stia lontano. Tuteliamo e rispettiamo spazi discreti e aperti: a tutti!

          1. andrea

            vero basta caserme fasciste…meglio immondizia ,che fa colore, escrementi umani che fanno tanto calore, proprio stupendo

  2. -Ale-

    Il giardino-piazza, confina con la parte del museo dove si trova il padiglione delle Cavallerizze, affittato per eventi (molto bello!). Oggi per gli eventi fanno entrare dai cancelli di via Olona, che sembra di usare un ingresso secondario, di servizio… tutto molto triste e disordinato. Aprire un nuovo ingresso laterale, darebbe maggior valore al museo e alle Cavallerizze!

    Per quanto riguarda la piazza-giardino non luogo, l’unica soluzione è rifare tutto. Nessuno lo usa, nessuno ci passa (ad eccezione dei senza tetto), è un classico esempio di fallimento urbanistico.

  3. CM

    quale contesto migliore per coinvolgere studenti e giovani per pensare ad un inclusione dell’area nel sedime museale, finalizzata alla creazione del nuovo ingresso, magari un po’ più “sgargiante” dell’attuale (e che mi sembra anche più comodo per la sosta dei bus granturismo e per chi usa M2….)?

  4. Renato S.

    Forse sfugge un dettaglio non da poco. Che quegli spazi NON sono del museo. All’apparenza dovrebbero essere “compensazioni” per il palazzone a fianco (ora in parte vuoto) e per anni sono rimasti chiusi da recinzioni provvisorie.
    In pratica: chi ha progettato palazzo e parcheggio sotterraneo ha sognato, come molti architetti, che l’intervento fosse l’occasione per riqualificare il vicolo e dare una nuova piazza d’ingresso al museo. Il Comune ha avallato il progetto, ma il coordinamento col museo è rimasto lettera morta.
    E dopo anni in questi spazi pubblici sono rimasti sotto chiave, un bel giorno è stato aperto to il tutto e lasciato al totale abbandono.
    Ad essere onesti c’è da stupirsi che non sia in condizioni mooolto peggiori! Probabilmente complice il fatto di trovarsi in un’area centrale.

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