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Milano | Isola – Arredo urbano… proprio non ce la facciamo

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Milano fa sempre un passo avanti e tre indietro sull’arredo urbano.

Da qualche anno il Comune e A2A stanno sostituendo i punti luce in città con le nuove lampade a LED. Naturalmente questo sta avvenendo anche a Isola e Porta Nuova, dove, a seguito dei grandi interventi edilizi, all’epoca si erano studiati dei lampioni ad hoc, di design e ben stilizzati.

Ora, per l’appunto, il servizio di rinnovo è giunto alla zona dell’Isola e in Via Gaetano de Castillia, dove sono già stati sostituiti i punti luce sui lampioni preesistenti creando un effetto ibrido alquanto strano. In pratica sono rimasti i pali precedenti grigi e sono stati sostituiti solo i fari che avevano un certo design con questi creati da A2A in forma neutra per poter essere istallati ovunque in città.

Per carità, i lampioni a LED sono meglio del vecchio sistema d’illuminazione, più economici e meno inquinanti, però esteticamente sono proprio brutti, specie se installati su pali già esistenti. Così ora, sui pali troviamo quest’incastro realizzato a forza e che sa più di precario che di definitivo.

Sono piccole cose, che come sempre fanno la differenza tra una città attenta all’arredo urbano e una più approssimativa, e Milano troppo spesso appartiene più alla seconda che alla prima categoria.

Questo sistema così poco attento lo avevamo già fatto notare per i lampioni del centro storico, e significa solo che il Comune di Milano non ha, dal dopoguerra in poi, programmato un serio progetto di arredo urbano unitario e bello ma si è servito sempre di piccoli appalti che hanno prodotto a seconda dei periodi lampioni dalle forme più disparate.

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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


5 thoughts on “Milano | Isola – Arredo urbano… proprio non ce la facciamo

  1. Enchanted Avenger

    @Garba: mi pregerò di dirlo ai miei nonni, lombardi da ottomila generazioni, che da sempre lo pronunciano con la A.

    Comunque i “verbi servili” (che non si dice più da cent’anni, adesso si chiamano verbi modali) sono potere e dovere e vess (a) dree, con o senza a, caso mai è una perifrasi, ma di certo non un verbo servile.

    Aloha!

  2. Fabrizio

    C’è un assessore che me lo ero fatto amico su Facebook per vedere le sue iniziative .Doveva definire le politiche inerenti la progettazione e la realizzazione degli interventi di arredo urbano.All’inizio era interessante e pure rispondeva.Poi si è messo a discutere solo .ma solo di politica facendo solo paragoni con la fazione opposta .L’ho tolto dalle amicizie.

  3. rosanna

    Oltre le considerazioni est-etiche che dell’articolo condivido tutte, oltre lo scadimento del gusto che su tutti piani culturali fa parte del “buio” di questa decadenza, segnalo un articolo sul problema costi/benefici

    “Il caso di Milano è emblematico per dimostrare che il led e il risparmio energetico da soli non sono la soluzione alla comune percezione di città buie. La sola sostituzione delle lampade nei punti luce già esistenti non è servita a rendere le strade più vivibili: anzi, i milanesi lamentano che in alcune zone la situazione è peggiorata.”

    http://m.dagospia.com/costi-record-e-lampioni-spenti-l-italia-e-al-buio-brillano-solo-i-centri-commerciali-140459

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