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Milano | Porta Volta – Viale Montello, tra chinatown e degrado

Articolo prodotto per Urbanfile e Affari Italiani Milano 

Viale Montello è uno dei viali che formano la parte esterna della cerchia dei bastioni (in gran parte rimossi a fine Ottocento). Al loro posto sorsero abitazioni e magazzini (chissà perché a nessuno venne in mente all’epoca di preservarli).

Forse, tra tutti i viali che seguono il percorso esterno dei bastioni, viale Montello è uno dei più degradati e abbandonati, specie nella parte verso la Porta Volta e piazzale Baiamonti, ancora bisognoso di un vero risanamento. Qui si trovano i due caselli Ottocenteschi del dazio, aperto dopo l’inaugurazione del Cimitero Monumentale nel 1866, e quello che resta di vecchi edifici demoliti già nel dopoguerra ma mai risolti che si trovavano sull’area dei bastioni.

E’ incredibile come questa porzione di Milano, nel tempo, si sia completamente degradata da quando negli anni Trenta iniziarono ad essere spianati i bastioni per far posto ai binari perle vetture tranviarie per Giussano e la Brianza. Infatti dopo l’apertura della Porta Volta nel 1880, l’area attorno subì una trasformazione di classe, come ancora si può notare da alcune belle abitazioni che troviamo lungo viale Montello, come la casa d’angolo con via Guercino, al 2 o le case che seguono andando verso piazzale Biancamano, come la neo-rinascimentale che troviamo al civico 16. Area che ancora conservava (e conserva ancora) nuclei di vecchie case popolari.

I bastioni erano stati valorizzati con un bel giardino sopraelevato, come possiamo ritrovare ancora oggi ai bastioni di Porta Venezia. Poi l’ingrandimento della stazione dei trenini extraurbani e il lento declino. Via il giardino sopraelevato, la guerra, con le sue distruzioni, i ruderi, il benzinaio e l’abbandono totale per decenni.

Il risultato è questo muro che ricorda un vecchio palazzo del quale rimane solo la parte inferiore e funge da muro di cinta per il giardino condiviso di via Montello. Qui ancora non siamo riusciti a capire le intenzioni del Comune: in teoria il distributore dovrebbe venire rimosso, ma, nonostante il cartello, è ancora al suo posto.

In sostituzione del distributore dovrebbe essere costruito edificio gemello del palazzo di Herzog & De Meuron di Fondazione Feltrinelli, ma in versione ridotta. Poi un giardino.

Il Giardino Condiviso fa parte di uno di quegli spazi messi a disposizione dei cittadini da parte del Comune, e che in qualche modo riesce a resistere, anche se, secondo noi andrebbe un po’ sistemato, ad esempio eliminando le pareti dell’edificio vecchio che, prima o poi, andranno giù naturalmente.

Noi avevamo proposto ad esempio, una soluzione per mantenere lo spazio verde durante l’Expo come Giardino Orientale, visto che qui inizia Chinatown.

Il viale è alberato su di un lato e in teoria non avrebbe parcheggi per auto, tranne nel tratto che va da via Giorgione a via Paolo Sarpi, ma come si vede dalla immagini, gli automobilisti cercano in ogni modo di lasciare l’auto parcheggiata ovunque ci stia.

La via è caratterizzata anche dalla presenza del imponente e massiccio edificio scolastico dell’Liceo Statale Carlo Tenca. Per il resto la scarsità di negozi la rende una via transitata esclusivamente per spostamenti più che per passeggiate. Qui si trovano anche i negozi cinesi di Chinatown e alcuni ristoranti orientali.

Anche qui basterebbe poco per cambiare la situazione

 

 

 




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


6 thoughts on “Milano | Porta Volta – Viale Montello, tra chinatown e degrado

  1. Anonimo

    A parte la porzione finale con il benzinaio ed i ruderi, trovo invece la via dotata di un sapore ottocentesco piacevolissimo. Le case di appartamenti da voi citate, molto eleganti, e l’incombente, quasi inquietante edificio scolastico, sono un tuffo nel passato.
    Si conferma comunque il fenomeno che da sempre ribadisco e sul quale nessuno inspiegabilmente concorda: dove passa il tram, la via commercialmente è o morta o di terribile squallore. Il fenomeno è palese: viale Montello, via Ripamonti tratto iniziale, via Lazzaretto….

    1. Zynisch

      Seguendo il tuo ragionamento, anche via Torino, corso Vercelli e corso Genova dovrebbero essere vie commercialmente morte e squallide perché ci passa il tram.

      1. Anonimo

        Nelle vie da te menzionate c’è spazio per auto…nelle vie che ho menzionato io la sede stradale è pressoché costituita dai binari….

  2. GetFuzzy

    Chi l’avrebbe mai detto, l’ennesima via degradata dove ci sono anche auto parcheggiate ovunque senza criterio…ci sarà mica una correlazione tra presenza di parcheggi selvaggi e presenza di sciatteria urbana?

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