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Milano | Cinque Vie – Una ciclabile in via Torino?

Articolo prodotto per Urbanfile e Affari Italiani Milano 

Via Torino venne sistemata una quindicina d’anni fa circa (giunta Formentini forse?) e resa “semi pedonale” con marciapiedi molto larghi e carreggiata utilizzabile, in teoria, solo per Tram e Taxi.

Recentemente il Sindaco Sala aveva annunciato che avrebbe fatto rimuovere i masselli del pavé per mettere l’asfalto nella carreggiata, richiesta fatta da anni dai ciclisti che lamentano l’impervio selciato in pietra.

Ora, pur essendo concordi che la convivenza tra biciclette e pavé sia un problema, siamo anche convinti che il Centro Storico (la parte all’interno delle Mura Spagnole) debba rimanere il più possibile arredato con pavé in pietra. Un po’ per un fattore storico e un po’ perché la pietra è certamente più bella dell’asfalto.

Abbiamo pensato ad una possibile soluzione per salvare biciclette e pavé in via Torino.

Anzitutto basterebbe vietare il parcheggio dei motorini e delle automobili sui marciapiedi della via e lo spazio a disposizione raddoppierebbe.

Poi allargheremmo e allineeremmo i marciapiedi sino alla distanza necessaria per la convivenza con la sede tranviaria. Quindi, sul marciapiede nuovo e allargato, si potrebbe creare una pista ciclabile per lato che magari in prossimità delle due fermate si interrompa e si mischi ai pedoni (insomma, non siamo a Pechino e le poche bici non creerebbero certo il panico). Altro accorgimento da attuare sarebbe lo spostamento dei lampioni di modo da non intralciare la nuova ciclabile e i pedoni.

Insomma, forse non è l’idea del secolo, ma sarebbe una possibile soluzione per far convivere ciclisti, pedoni e tram.

Unica deroga alla sosta sui marciapiedi sarebbe quella dello scarico e carico delle merci per rifornire i negozi, in orari prestabiliti e possibilmente fatti rispettare.


Urbanfile utilizza mappe basate su dati ©️ OpenStreetMap contributors

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


9 thoughts on “Milano | Cinque Vie – Una ciclabile in via Torino?

  1. Anonimo

    Non mi convince, sia per il grandissimo affollamento di pedoni sui marciapiedi che in vari tratti sono insufficienti (anche dove non ci sono auto in sosta) sia per la presenza di molte fermate del tram dove ovviamente la pista dovrebbe spezzarsi e scomparire.

    Secondo me ci vuole il coraggio di dire che le vie con carreggiate strette, dove passa il tram e con marciapiedi molto affollati di pedoni non sono adatte ai ciclisti e che quindi van previsti appositi percorsi protetti nelle vie limitrofe. In fondo le vie in questa situazione non sono moltissime a Milano.

    In ogni caso i parcheggi per auto e furgoni sul marciapiede in Via Torino sono ormai un anacronismo ed andrebbero limitati/aboliti a prescindere da pista ciclabile o no. Con tutto il rispetto per le necessità del carico/scarico merci, si potrebbero usare meglio le vie laterali credo.

    1. Nadia

      concordo in tutto. non è una via adatta alle ciclabili. troppo affollata e le ciclabili fatte come sezione di un marciapiede non funzionano (gli insulti che ci si prende solo perchè si suona di diritto il campanello!). inoltre come dici sarebbe pericoloso per i pedoni alla discesa dal tram, che si ritroverebbero bici sfreccianti. sì alle ciclabili, ma su strade adatte

    2. Fulvio

      Secondo me invece l’osservazione è corretta finché si parla di ciclabili sui marciapiedi (che in via Torino sono impensabili, non fosse altro per l’inciviltà dei frequentatori della via che non le rispetterebbero), mentre via Torino asfaltata sarebbe fruibilissima alle bibiclette, calcolando che l’unico traffico (almeno in direzione Duomo) è in pratica quello di tram/taxi/scooter. Via Bramante, ad esempio, è in una situazione simile (almeno come carreggiata), ma essendo asfaltata è percorribilissima in bici, così come viale Montello (appena riasfaltata, tra l’altro).

  2. Andrea

    e se invece della ciclabile, utilizzare quello spazio (volendo anche più stretto) per creare delle aiuole di divisione fra marciapiedi e carreggiata, riempiendole con piante basse tipo lavande e rosmarini? cambierebbe moltissimo la percezione della via e si potrebbe anche evitare buona parte dei parcheggi selvaggi.

  3. Konrad

    Uso la bici tutti i giorni per spostamenti di Kilometri e da utente vi confermo che, pur essendo condivisibile l’idea di base, le ciclabili ricavate sui marciapiedi sono un totale fallimento, sia per i ciclisti che per gli stessi pedoni.
    Senza dubbio meglio trovare alternative serie, se si vuole impostare un asse di penetrazione verso il centro lungo la direttrice di via Torino.
    Viceversa meglio non provare a disegnare improbabili percorsi che sarebbero invisi a tutti.

    1. Anonimo

      Infatti, quello che bisogna impedire assolutamente se devi fare le piste ciclabili è che si mischino pedoni e ciclisti, quindi in genere dove ci sono tanti pedoni, come minimo la pista ciclabile deve avere delle barriere architettoniche come per es. essere ribassata rispetto al marciapiede con pedoni.

  4. papoff

    in generale sono d’accordo con tutti i commenti precedenti: ciclabile sui marciapiedi di via torino anche no.
    percorro parte di via torino spesso in bici e la cosa più fastidiosa non è il pavè ma i motorini e i furgoni che esigono strada.

  5. Marshall

    Una pista ciclabile sui marciapiedi via Torino non funzionerebbe, i pedoni sono davvero troppi in rapporto alla larghezza del marciapiedi.
    Il problema del pavé va affrontato nel modo giusto, che non è certo quello di eliminarlo. Per una città come Milano, passare dalla pietra all’asfalto sarebbe una perdita estetica e storica paragonabile alla copertura dei navigli.
    Se la pietra è diventata un problema per le biciclette è solo perché
    1)non c’è la possibilità voglia di spendere il giusto per mantenere in buono stato le strade, in pietra o in asfalto che siano e le opere pubbliche in genere.
    2)I binari dei tram che stanno sotto la pietra sono messi male a loro volta
    3)Il sistema ruota-telaio-selle della maggior parte delle biciclette che si vendono al giorno d’oggi è troppo rigido. Le biciclette costruite come una volta, con telaio in acciaio, cerchioni larghi e selle molto molleggiate vanno benissimo anche sul pavé.
    In ogni caso in via Torino il problema più grave per i ciclisti non è il pavé ma le rotaie e l’intenso traffico tranviario. D’altra parte non è possibile né chiudere la strada ai ciclisti né eliminare i tram. Quello che si può e si deve fare in centro storico per i ciclisti è:
    1)fare le piste ciclabili su tutte le strade principali dove è possibile, ad esempio in via Orefici, in Corso Europa, in Cadorna, in Corso Venezia. via Boccaccio, via Carducci
    2)Limitare i mezzi pesanti non necessari, come i gli enormi torpedoni turistici.
    3)Togliere traffico e auto in sosta in tutte le strade secondarie facendole per quanto possibile funzionare tutte a bassa velocità e doppio senso di marcia.

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