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Milano | Segnano – Le villette urbane secondo Modourbano

Alla “periferia” del borgo di Segnano, con affaccio sul nuovo quartiere Bicocca in via Privata San Basilio, sta sorgendo un complesso residenziale a villette. Il progetto è stato affidato a Modourbano che ha già realizzato qualche anno fa in via Procaccini il progetto P17

Il complesso sorgerà al posto di un vecchio capannone industriale da anni in abbandono.

Si tratta di quattro piccoli edifici modulari con corpi aggettanti, formati da due-tre piani  che riprendono le logge utilizzate già in via Procaccini.

Le villette sono immerse in un giardino condominiale. Assieme alle nuove costruzioni saranno restaurate anche una villetta già esistente nello stesso lotto e un’officina-laboratorio, destinata anch’essa ad essere trasformata in residenza.

 

 

Ecco come appare il sito ancora oggi.

 




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Con l’affermarsi dei Social Network, che richiedono sempre una maggiore velocità di aggiornamento, Urbanfile è stato affiancato da un blog che giornalmente segue la vita di Milano e di altre città italiane raccontandone pregi, difetti e aggiungendo di tanto in tanto alcuni spunti di proposta e riflessione.


15 thoughts on “Milano | Segnano – Le villette urbane secondo Modourbano

  1. Blazer

    Mamma mia che orrore… praticamente delle scatole da scarpe. Interi blocchi che trasmettono un senso di pesantezza, senza nemmeno delle finestre laterali.

    Ma come si fa a disegnare – ma soprattutto ad autorizzare – degli scempii del genere da costruire ex novo?

    1. The doctor is: IN

      Il mistero si svela guardando l’assonometria qua sopra:

      le finestre sono posizionate in modo da affacciarsi sui giardini interni, anziché sulla desolata teoria di capannoni industriali semi-abbandonati che (per ora) circonda il lotto.

      Non ci saranno finestre laterali, ma in compenso ci sono intere pareti a vetrata. Molto meglio questo dei casermoni alienanti da 15 piani che si fanno di solito a Milano (spesso anche completamente fuori contesto).

      1. Blazer

        Nei rendering le immagini sono sempre idilliache e bucoliche, tutte belle primaverili, con la luce tenue alla Caravaggio.

        Provate invece ad immaginarveli per davvero ‘sti blocchi di cemento, magari con la luce accecante di luglio / agosto o con la foschia tetra di ottobre / novembre … poi ditemi se queste scatole da scarpa non sembrano delle prigioni.

        Ma certo, finché ci vivono dentro gli altri si fa presto a commentare…

    2. Pierre

      Secondo me a Milano servono più progetti di questa qualità architettonica. La scala del progetto, i piccoli giardini interni, la forma urbana. Tutto pensato molto bene e in scala giusta. Speriamo che si fa e si costruisce con qualità adeguata.

      1. Blazer

        Nell’area metropolitana di Milano gravitano milioni di persone. Non stiamo parlando di un paesino di provincia che può permettersi le casette bucoliche.

        Se non ci si sviluppa in altezza, il risultato inevitabile è un grande spreco di suolo pubblico (in estensione orizzontale) e prezzi stellari riservati a pochi privilegiati che possono permettersi un appartamento a Milano. Tutti gli altri vengono relegati in provincia o nell’hinterland.

        Andrebbero costruiti più appartamenti (in verticale), in modo da abbassare i prezzi di mercato (aumentando l’offerta… mentre la domanda a Milano c’è sempre) e consentire a molte più persone di vivere a Milano, anziché fare i pendolari. Invece si preferisce costruire pochi appartamenti (palazzine basse o addirittura ridicole come queste), quindi di élite, e tenere prezzi elevatissimi.

        Ed è assurdo parlare di “casermoni da 15 piani” come se debbano essere necessariamente brutti solo perché alti. Questo è un pregiudizio. Quel che rende bello o meno un edificio è l’estetica e il design, non il numero di piani. Ci può essere un edificio di 2 piani orrendo e un palazzo di 15 meraviglioso, dipende da come lo si progetta.

        1. The Flying Scotsman

          Ma tu vivi a Milano? Ma ti guardi in giro?

          La maggior parte dei condominii di Milano son schifezze immonde e i pochi decenti sono palazzi di lusso che certo non contribuiscono ad abbassare i prezzi (per dettagli, chiedere a Fedez).

          Quanto alla “estetica” e al “design”, sono concetti relativi: ai loro tempi, pure le Vele di Scampia e il Corviale di Roma finirono sulle riviste come capolavori di architettura, ma prova a viverci…

          La tipologia del mega condominio da centinaia di appartamenti è alienante A PRESCINDERE, non importa l’estetica. Infine ti faccio notare che queste villette sono costruite su “brown land”, terreno già edificato, e quindi non consumano nessun suolo.

          È un po’ tardi preoccuparsi dell’urban sprawl a Milano oggi, bisognava pensarci 50 anni fa. Forse se la Città Metropolitana l’avessimo creata allora, invece di arrivare in ritardo di quasi 100 anni sugli altri paesi, e le avessimo dato poteri di pianificazione, magari oggi non vedremmo nella Grande Milano questo orrendo mish-mash dove zone industriali si alternano a casaccio con quelle residenziali e dove le orrende torri sono piazzate ovunque, a volte in mezzo alle case basse dei centri storici e a volte in mezzo ai campi di grano residuali.

          1. Anonimo

            scrivere le stesse cose ma in modo pacato e civilizzato? In fondo e’ un blog di architettura questo, non un talk show di dieci anni fa! 🙂

  2. Anonimo

    Son carine da vedere e finalmente si evita la consueta “palazzina” che ammorba tutta la città.

    Trovo invece non condivisibile il confronto villetta-torre/palazzone, in quanto son due modi di urbanizzare un’area non comparabili. Ovviamente poi ci sono torri bellissime e cessi inenarrabili, così come progetti come queste e la distesa di villette discutibili di cui è piena la Brianza. Ma le due tipologie di costruzione han pregi e difetti che prescindono dalla bontà del progetto.

  3. -Ale-

    Sarà curioso vederle una volta finite, dai rendering mi piaciono. Ogni tanto qualsocasa di davvero diverso dal solito per Milano.

    La fesseria di innondare la città di condomini “in verticale”, l’hanno già fatto negli anni ’60\’80… un DISASTRO sotto gli occhi di tutti.

    Non c’è speranza che ammassi di casermoni, densi di appartamanti economici siano belli e vivibili, nessuna speranza!

    Invece ben vengano progetti di qualità come questo.

  4. Daniele

    Un progetto che mi lascia molto perplesso, non entro nel “particolare” palazzi Vs ville. Lo studio appare lacunoso per quel che riguarda la luce (concordo sul bucolico). Questo del cemento cosi’ come proposto poi e’ gia’ vecchio prima di cominciare …. Ho la netta impressione che dopo 20 anni queste case saranno un disastro con il tetto fatto di cemento (come appare ) sara’ un fiorire di muschio ed altro. Sorry ma pollice verso contrario non mi entusiasma affatto.

    1. -Ale-

      Wow Daniele, da 2 rendering capisci i materiali e la qualità dell’esecuzione e già prevedi il futuro tra 20 anni.
      Hai dettagli che UF non ha postato? Altrimenti mi sembra un commento un po’ lacunoso…

  5. Adriano

    L’idea di aprire il condominio con quelle belle vetrate mi piace, se tutti i condomini avessero delle vetrate così ampie sarebbe molto più bello vivere in alcuni condomini, sopratutto in luogi di villeggiatura.

    Ma a parte questo, non capisco ma dai rendering mi sembra che uno di una villetta in pratica se si affaccia guarda direttamente in casa nel vicino di fronte.?
    Mi sembra strano, non potevano farle assimetriche, o forse non capisco bene dai rendering.

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