"Anche le città hanno una voce" — Segnalazioni, bellezze, architettura, storia e altre curiosità urbane.

Milano | Fotografia: Uno sguardo dall’alto su una magica Milano

 

Ringraziamo Andrea Cherchi che ci permette di ammirare la nostra città da una prospettiva inusuale e eccezionale, anche grazie al bel tempo di questi giorni invernali che oramai non conoscono quasi più la solita foschia di un tempo (addio alle mitiche nebbie della pianura Padana). Tutti scatti effettuati dall’elicottero durante un meraviglioso tramonto di domenica 17 dicembre alle ore 16 e 30, e dove il Natale con le sue luci è presente in ogni foto.

Abbiamo cominciato con la prima più spettacolare, quella sulle torri di CityLife con la prospettiva di piazza Giulio Cesare, via Buonarroti, Via Washington sino a Piazza Napoli e all’orizzonte le colline dell’Appennino Pavese.

La magia del Castello Sforzesco e la prospettiva che spazia sino alla Torre Branca e alle torri di CityLife. Sullo sfondo la maestosità della catena Alpina e il Monte Rosa che svetta su tutto.

Viale Zara in primo piano, l’Isola e i grattacieli del Centro Direzionale e di Porta Nuova, sullo sfondo gli Appennini. In mezzo il Duomo e la torre Velasca.

Il Duomo e la Galleria illuminati per Natale. La Torre Velasca a destra e dietro la nuova torre candida di Fondazione Prada e la “vecchia” torre di Porta Romana. Sempre gli Appennini come sfondo.

Il Duomo e la Madunina.

Piazza del Duomo e il panorama verso Est.

Sempre piazza del Duomo e la Galleria in versione natalizia.

Il Duomo e le torri di Porta Nuova con lo sfondo delle Alpi.

Il Sempione e l’Arco della Pace

Per ultimo la torre Unicredit-Pelli e piazza Gae Aulenti.




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


19 thoughts on “Milano | Fotografia: Uno sguardo dall’alto su una magica Milano

  1. Anonimo

    Milan l’è sempre un gran milan!
    Complimenti al fotografo, strepitoso!
    Addirittura anche p.za Castello appare perfetta, nonostante attenda da tempo di essere ristrutturata.

  2. Anonimo

    Ottime viste, complimenti!
    (Un solo suggerimento, andarci un po’ più piano con l’HDR a mio avviso renderebbe le foto più poetiche)

  3. M. M

    Giusto, cosa si aspetta ad istituire un bel Servizio Turistico di giro in Elicottero sopra la città, come ne abbiamo tutti approfittato in città come Barcellona, New York, o in Nevada e a Nasca in Perù? Chi ci sta a farlo?

  4. Anonimo

    visto il risultato, per questa volta pilota e passeggeri perdonati.
    Ma senza saperlo, ieri sera ho imprecato contro l’ennesima macchina infernale a palle rotanti che gironzolava senza una meta sopra il mio naso….

  5. Pierre

    Milano è fantastica!! Adesso serve serietà contro sporcizia, degrado e sosta selvaggia. I punti dove secondo me Milano non è ancora all’altezza. Dobbiamo tutti far si che questa città si sveglia non solo a livello economico, ma anche a livello di cittadinanza attiva e cura dello spazio pubblico.

    Vi invito tutti a segnalare le situazioni di irregolarità a:
    DC.PoliziaLocale@comune.milano.it

      1. Pierre

        Semafori puoi togliere il 50%. Poco rispettate, spesso in vie dove semplici strisce bastano (disastro di piazza XXIV maggio)). Poi parlerei anche della arroganza dei fumatori, che percepiscono le strade come posto per buttare i loro mozziconi.

      2. Andy

        E le centinaia di “risorse africane” che bivaccano, cagano e pisciano in città davanti ai passanti non sono situazioni di degrado? E gli zing…pardòn: le risorse rom con i loro campi nomadi “simbolo del loro disagio culturale? No, eh?
        Sinceramente preferirei sparissero queste cose immonde rispetto ai semafori che urtano la tua sensibilità

          1. Luca Algeri

            Si però il problema è innegabile. Anche questo pomeriggio sotto i portici di fianco al Duomo ed alla Rinascente, (Via Santa Radegonda, di fronte al cinema Odeon) bivacchi di clochard con trapunte, cuscini e quant’altro. E’ una situazione al di fuori di ogni minima logica di decenza e decoro, oltre che di igiene pubblica. Capisco che la povertà non è una colpa, ma questo non giustifica la libertà di campeggio. Se non si ha una casa il Comune deve garantire un tetto ma, una volta che lo fa (ed il Comune di Milano lo fa), deve essere un obbligo dormire sotto quel tetto, non di fronte agli androni dei palazzi.

          2. Wf

            Che….
            La povertà non è una cosa da togliere solo dalla vista e tutti contenti.
            I poveri ci sono e non sono immondizia.
            Sono perosne come me e te.
            Risolviamo il problema della povertà se ti fa tanto schifo.
            Non spostarla solamente dove non ti irrita la vista.

            Lo spirito del natale futuro eh..

          3. Wf

            Se non andavi con gli f35 di confindustria (o forse finmeccanicaa che e lo stesso) a bombardarli stai sicuro che restavano dove erano nati.

            Bombe e miseria e guerra mi sembra una motivazione più che plausibile.

          4. Anonimo

            Wf, è meglio che continui a baloccarti coi paracarri… 🙂 Quel che dice Luca Algeri secondo me è di grande buon senso.

          5. wf

            Non dubitavo che un commento più inutile non potevi farlo per sviare l’attenzione dal contenuto del tema.

            La fuga è la migliore non risposta.

            Io penso che una persona come questo sindaco sia una persona indegna.
            Repubblica o non Repubblica.
            Non ho capito invece tu cosa pensi. Oppure l’ho capito benissimo.

          6. Anonimo

            Indegne sono altre amministrazioni che chiudono gli occhi sul problema e anzi lo incoraggiano con manifestazioni “più migranti”.
            Tu comunque continua a leggere repubblica.
            E non si parli di razzismo quando non si sa cosa dire, anzi è proprio questo quel che si intende per sviare il problema.

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