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Milano | Porta Monforte – La cultura al buio: Santa Maria della Passione

Santa Maria della Passione è una bellissima chiesa rinascimentale milanese (1486) che si trova in via Conservatorio. Il suo stupendo tiburio, un capolavoro del rinascimento lo si può ammirare senza problemi, così come la sua bella facciata barocca.

Al suo interno si trovano capolavori della pittura lombarda e milanese che andrebbero valorizzati, come l’Ultima cena di Gaudenzio Ferrari databile al 1541- 1542, o la Flagellazione, tela di Giulio Cesare Procaccini, altri capolavori di Daniele Crespi, una Madonna con il Bambino e sante, di Simone Peterzano, anche opere di Camillo Procaccini, e una bella pietà di Bernardino Ferrari.

Insomma, altari, dipinti e affreschi degni di nota che se per caso si vogliono mostrare ad un visitatore una domenica, magari intorno alle 16,45, si ha una bruttissima sorpresa, perché li troverete nella totale penombra, impossibili da ammirare.

Spesso, come ci è già capitato altre volte, gli interni delle chiese milanesi sono spesso bui e rendono impossibile una visita turistica.

Riteniamo che alcune chiese di Milano debbano, per motivi culturali, rimanere possibilmente visitabili negli orari non destinati all’ascolto della messa. Perché è un vero peccato non riuscire a soddisfare la curiosità di chi è interessato all’arte e magari ha poco tempo per visitare la città.

Qui altri articoli che “lamentano” l’assenza di luci all’interno e all’esterno di monumentali chiese e edifici.




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Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


4 thoughts on “Milano | Porta Monforte – La cultura al buio: Santa Maria della Passione

  1. Luca Algeri

    Forse però occorrerebbe prevedere dei contributi pubblici per le maggiori spese a carico delle parrocchie. Con questi chiari di luna, considerando altresì che la zona è più ad uso ufficio che abitazione ed immagino i parrocchiani praticanti non ammontino a folle di gente, mantenere illuminazione per ambienti così vasti per molte ore del giorno potrebbe rappresentare una spesa insostenibile.

    1. Anonimo

      Ricordo solamente che con l’8×1000 sono ben sei i miliardi di euro che la chiesa incamera ogni anno.
      escludendo tutte le altre sovvenzioni (soldi per oratori, oneri di urbanizzazione regalati eccetera).
      Sei miliardi di euro sono tantissimi.

      1. Anonimo

        Sei miliardi di Euro sono pressappoco il budget annuale di un Comune di 1.3milioni di abitanti come Milano.
        Che con quella cifra non riesce nemmeno a fare i marciapiedi di un materiale diverso dal catrame bituminoso che si scioglie e cola, perchè (giustamente?) ha altre spese più prioritarie.

        1. Anonimo

          beh, sai, quando vengono spesi dal predecessore dell’attuale arcivescovo per rifarsi tre volte il bagno e per istallare una sauna in arcivescovado…

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