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Milano | La Maddalena – Ex fabbrica Borletti… qualcosa si muove

 

1926- Gruppo di orologiai inglesi in visita allo stabilimento Borletti in via Washington

 

La Maddalena – Ex Borletti, Via Cecchi, 1920-25

 

La fabbrica Veglia_Borletti alla Maddalena 1930-35

Bip Belvedere Inzaghi e Sallicano & Reale hanno seguito l’operazione di compravendita di un immobile da riqualificare sito a Milano in via Cecchi 18, per una Slp di circa 9.400 mq.

A quanto pare, qualche mese fa l’area occupata dall’ex industria di orologi Borletti, in via Cecchi 18, è stata venduta per una riqualificazione tanto attesa. Siamo nell’area ex industriale che ruotava attorno alla Maddalena, il borgo sorto lungo la strada per Vercelli dove il fiume Olona, prima di essere deviato, zigzagava nella campagna, e dove oggi sorgono Piazza de Angeli e Via Washington. Infatti, passandoci vicino recentemente non abbiamo potuto fare a meno di non notare che sono in corso delle bonifiche al bell’edificio di archeologia industriale.

Ma di cosa si tratta?

La Fratelli Borletti era un’azienda di Milano, nota per essere la proprietaria del marchio Veglia-Borletti.

Fondata da Romualdo Borletti nel 1897 per produrre orologi su licenza della Società americana Westclock e di vari marchi svizzeri e tedeschi. La fabbrica si stanzia nella zona della Maddalena e si ingrandisce nel corso dei primi anni occupando vari lotti. La famiglia Borletti, con il padre Romualdo, era entrata a fine Ottocento nel comparto orologiero per aiutare un amico, allora gli orologi avevano un doppio marchio Borletti & Pezzi Premiata Fabrica di Orologeria.

Dopo la parentesi della Prima Guerra Mondiale, nel corso della quale la produzione fu convertita ad una produzione militare. Alla fine del conflitto l’azienda fu riconvertita a produzioni civili nel campo della meccanica di precisione: all’assemblaggio di congegni meccanici, contagiri e contachilometri per automobili, macchine da cucire e strumenti di misura.

L’edificio liberty di Piazza Carlo Irnerio, che si trova da diversi anni in completo stato di abbandono, era parte, come abbiamo già detto, di un complesso industriale più esteso che si componeva di una serie di edifici che si allungavano sino a Via Washington.

A partire dagli anni Settanta è iniziata una fase di declino che ha portato in breve tempo alla chiusura della fabbrica cittadina e alla sua trasformazione per parti. La parte di edifici che si affacciano su Via Washington, sono stati interessati nel corso degli ultimi decenni a trasformazioni di vario genere, quali: un albergo, un grande magazzino e uffici.

Mentre il vecchio complesso che si trova tra via Costanza, via Cecchi 18 e piazza Irnerio, lentamente è stato abbandonato in attesa chissà di quale sorte. Più volte occupato e sgomberato, da anni era completamente vuoto.

L’edificio industriale è in un vago stile liberty o neo rinascimentale. Sviluppato su tre piani è opera degli Ing. Brini e Roveda, il complesso vede la compresenza di tecniche e stili diversi seppur appartenenti alla stessa fabbrica: struttura classica in muratura e lessico storicista per le parti laterali, telaio in calcestruzzo armato e grandi superfici vetrate per la parte centrale.

 

Ora staremo a vedere se finalmente anche per questo gioiellino di archeologia industriale ci sarà un ritorno all’antico splendore.




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Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


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