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Milano | Porta Nuova – Coima acquista le aree in via Melchiorre Gioia

Coima SGR ha perfezionato oggi l’atto di compravendita delle due aree comunali localizzate tra le vie Melchiorre Gioia, Pirelli e Sassetti, assieme ai diritti edificatori per un ammontare di complessivi 32.208 mq, già oggetto di un asta pubblica aggiudicata a Coima SGR. La strategia di sviluppo dell’area prevede la costruzione entro il 2022, di due edifici di nuova generazione, per un investimento di oltre 270 milioni di euro.

Le aree, adibite a parcheggio da decenni, in passato sono state oggetto di ipotesi progettuali da parte del comune che prevedevano la costruzione di una torre che riunisse tutti gli uffici comunali, per un totale di 33.000 mq di superficie. Il progetto di Coima non è ancora noto, ma ci sono aspettative sul fatto che sarà qualcosa di interessante.

 

Ipotesi volumetrica della ‘torre comunale’ risalente ai primi anni del 2000




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


28 thoughts on “Milano | Porta Nuova – Coima acquista le aree in via Melchiorre Gioia

  1. Renato S.

    Vogliono fare del quartiere la nuova Manhattan, con i grattacieli che si fanno ombra l’un l’altro.
    Speriamo almeno che il Comune usi bene quella valanga di soldi incassati: magari rinunci a vendere il terzo piano della palazzina Boschi Di Stefano, avuta in lascito ereditario con migliaia di opere d’arte che in buona percentuale prendono polvere nei magazzini visto che nell’attuale sede della casa-museo (al secondo piano) non ci stanno…

    1. Anonimo

      Il Comune incassa dalla vendita delle due aree la bellezza di 78,9milioni di Euro (fonte Corriere della Sera di stamattina) – cui si aggiungeranno i vari oneri di urbanizzazione appena ci costruiscono.

      Se mi dicono di nuovo che non hanno i 900mila euro per acquistare il terzo piano del palazzo Boschi di Stefano ed espandere la fruibilità della collezione, potrei pensare un po’ male di come il Comune decide di allocare i soldi a disposizione!

      1. Islington

        Potrebbe dire lo stesso chi reclama i soldi per le periferie, per i campi giochi dei bambini, per l’assistenza agli anziani, per le strutture sportive, per gli asili nido, magari anche per tappare le buche, sistemare i marciapiedi e sostituire una segnaletica spesso da terzo mondo………………………………………………..

        A mio parere la collezione andrebbe trasferita a Brera Modern o al Museo del Novecento, dove tra l’altro ne potrebbero godere molte più persone che non in quegli spazi angusti, per quanto fascinosi, e assai poco adatti a una collezione aperta al pubblico.

        1. Anonimo

          Islington, il Comune di Milano per fare il suo lavoro (le giuste cose che dici tu) incassa ogni anno 7 miliardi di Euro tra trasferimenti e imposte locali (abbiam le aliquote al massimo e siam la città più ricca d’Italia e soprattutto il più forte rating in Italia sui mercati finanziari per raccogliere fondi per investimenti)

          Qui si parla di come usare i proventi da dismissione patrimonio.

          Comunque si potrebbe anche essere d’accordo col trasferimento collezione altrove (anche se di musei “tradizionali” è pieno il mondo e la casa museo ha il suo fascino), basta che lo si decida. Invece l’Assessore alla Cultura che chiede la colletta per comprare l’appartamento al piano di sotto perchè il Comune è povero, non è elegantissimo. Anche se ovviamente, c’è di peggio a questo mondo.

          1. Andy

            Posto che state andando fuori tema, la città più ricca d’Italia deve versare il suo obolo allo stato centrale di Roma, per ripianare il deficit di Atac e Anm (trasporti locali di Roma e Napoli, tanto per citarne 2) e i vizi di politici e romani vari.
            Pertanto ben poco resta al comune di Milano. Naturalmente non voglio né difendere né accusare Palazzo Marino ma voglio solo fare un po’ di chiarezza su un punto che non servirebbe più ripetere perché dovrebbe essere noto a tutti.

        2. gisella seregni

          Il bello di Casa Boschi è che è una casa-museo, dove hanno vissuto i donatori. Mettere la collezione in un museo è snaturarla!

    1. Anonimo

      Io non sarei poi così sicuro che lo riaprano, gli abitanti del quartiere non sono
      per niente favorevoli.
      In ogni caso sarebbe solo fino in via carissimi e non nella zona
      in questione.

      1. Islington

        Io sono un abitante del quartiere e sono favorevole, e come me molti altri.

        Nonostante l’arrivo di Porta Nuova, dal palazzo degli uffici del Comune in su via Melchiorre Gioia è ancora piuttosto degradata e la riapertura della Martesana sarebbe l’occasione di una riqualificazione che aspettiamo da tanto tempo.

        1. Wf

          Taaaac.
          Gli abitanti sono favorevoli.

          Che si faccia subito in via Melchiorre Gioia che dei tratti apribili dei navigli è la parte più degradata.
          E quindi porterà il maggior giovamento incrementale.

          Certo chi va a rifornirsi di coca in corso Como dovrà metterci 2 minuti di più.

          1. Anonimo

            Non mi risulta che la zona di via Cagliero sia degradata, ma si sa, pur di schiacciare un po’ di letterine sulla tastiera…( maggior giovamento incrementale???)

          1. Anonimo

            Infatti, non sanno neanche in quale tratto di Melchiorre Gioia è prevista
            la riapertura ma sono favorevoli a prescindere.

      2. _

        Anonimo, gli abitanti sono in maggioranza d’accordo: si sta facendo apposta il Debat Public per certificarlo…

        E poi 7 anni fa abbiam votato si a questo testo:
        «Volete voi che il Comune di Milano provveda alla risistemazione della Darsena quale porto della città ed area ecologica e proceda gradualmente alla riattivazione idraulica e paesaggistica del sistema dei Navigli milanesi sulla base di uno specifico percorso progettuale di fattibilità?»

        «Per l’intervento è prevista una spesa massima aggiuntiva pari a 10 milioni di euro all’anno per un triennio da inserire con apposita variazione di bilancio o comunque nel primo bilancio utile, che sarà coperta mediante la parziale dismissione del patrimonio immobiliare comunale tramite lo strumento dei fondi immobiliari già avviato, escludendo gli immobili di pregio storico-monumentale».

          1. Anonimo

            wf, credo che ti sia sfuggito il tono leggerissimamente ironico del post di – che hai “Taaaacato”

  2. Kubi

    Qualsiasi persona di buon senso e con un minimo di buon gusto sa che aprire il naviglio in via Melchiorre Gioia è un’idea da decerebrati. Comunque tranquilli. Non verrà aperto. Ne ora né mai. Punto.

  3. Andy

    Togliere posti auto in una zona in cui i residenti devono pregare Sant’Ambrogio per trovare un parcheggio non mi sembra molto intelligente. Ben vengano i nuovi palazzi, ovviamente. Ma sono anni che i cittadini chiedono posti auto al comune, senza ricevere le risposte adeguate. Trovare un posto dove lasciare la propria auto è diventato uno dei maggiori incubi delle persone.

  4. Precotto doc

    per la riapertura del naviglio piccolo , non penso che siano tutti favorevoli in zona, il progetto fa letteralmente cagare , sarà una fossa , non sarà navigabile visto che ci saranno pezzi chiusi tipo quello sotto il pirellino , infine ci devono dire dove prendono i soldi , sicuramente non dal governo visto che questa giunta continua a criticarne l operato ( anche L olimpiade andranno a Torino ) e le pagheremo nei prossimi anni con i finanziamenti per le periferie , certo che dopo aver perso l ema perdiamo anche L olimpiade ……

  5. Michele

    Ciao a tutti, io abito vicino ai posteggi e da quando li hanno chiusi (2 giorni) noi residenti abbiamo perso un buon numero di posti auto. Considerando che in zona non ci sono abitazioni con box, mi chiedo se il comune abbia in mente qualche soluzione.
    Inoltre chiudendo il parcheggio piccolo anche il sensi unico di via Paoli diventa un problema per la circolazione nell’isolato.

  6. Wf

    Mi godrò il passaggio dei vostri cadaveri ( metaforici) lungo la sponda del naviglio di m. Gioia…

    Vedremo…
    🤣🤣🤣

  7. Anonimo

    Avete tutti ma proprio tutti bisogno di 1 o 2 auto? Mi permetto di chiederlo perché a volte (non per tutti certo, ma diciamo spesso) la risposta è “assolutamente no”.
    Un’auto nella maggior parte dei casi è ferma per la stragrande maggioranza del tempo. In alcuni casi viene usata 2 o 3 volte la settimana, spesso per percorsi facilmente sostituibili da mezzi pubblici o taxi in via eccezionale. Bisogna andare nella riduzione di ridurre le auto ammassate sulle nostre strade e la soluzione non è costruire nuovi parcheggi ma semplicemente disfarsi di quella percentuale non trascurabile di auto (diciamo 20%) che è del tutto inutile. Questa la mia opinione, supportata però da quanto succede all’estero, dove si possiedono molte meno auto per abitante che da noi. E dove i mezzi pubblici sono tutto sommato paragonabili ai nostri.

    1. Anonimo

      Far pagare il parcheggio in strada dei residenti e costruire parcheggi sotterranei.

      A quel punto le auto inutili diventano veramente un costo insopportabile e il parcheggio NON su strada diventa economicamente più simile a quello in un pacheggio serio, che potrebbe anche essere sgravato da tasse e sovrattasse locali visto che molta gente con l’auto ci porta a casa da mangiare (non tutte le auto ma una buona parte servono)

      Il denaro ha messo in galera Al Capone, il denaro farà scomparire le auto inutili da Milano. Il resto sono editti, grida e parole a vuoto.

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