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Milano | Segrate – Westfield Milano: ok per il mega centro commerciale

Ci siamo, il Comune di Segrate ha concesso il permesso per costruire il più grande centro commerciale d’Europa. Darà lavoro a più di 17mila persone e prima ancora 20mila posti nell’edilizia. Una volta aperto avrà una superficie di 240 mila metri quadrati con 300 negozi, 50 tra ristoranti e locali, un multisala cinematografico di ben 16 sale per 2500 spettatori.

I lavori dovranno partire (le bonifiche sono già in corso d’opera da qualche mese) entro un anno e ci vorranno circa tre anni per completarlo, consegnandolo entro il 2021. Si tratta del Westfield Milano, è sorgerà nell’area dell’ex dogana, nei pressi dello scalo ferroviario di Segrate, a est di Milano. Un’opera da 1,4 miliardi di euro, finanziata interamente da capitali privati (la società australiana Westfield recentemente è stata assorbita dal gruppo franco-olandese Unibail-Rodamco) che in seguito all’accordo di programma sottoscritto nel 2009 da Regione Lombardia, Città Metropolitana, Comune di Segrate e impresa costruttrice, serviranno in parte anche a finanziare infrastrutture pubbliche strategiche come la viabilità speciale (Cassanese bis) nell’ultimo tratto da Pioltello alla tangenziale Est. Una tangenzialina d’accesso al centro su cui verrà convogliato anche tutto il traffico d’attraversamento di Segrate, senza connessioni con la circolazione locale.

In un futuro si sta già pensando a portare la M4 da Linate sino a Segrate, lo studio di fatttibilita è stato già commissionato.

Tra i marchi di grande richiamo c’e quello dei grandi Magazzini Lafayette, oltre alle altre centinaia di nomi famosi. Qui saranno previste anche sfilate di moda, mostre d’arte e soprattutto grandi anteprime cinematografiche e con passerelle d’attori stile Hollywood.

Onestamente siamo un po’ sbalorditi come ancora si possa pensare di realizzare simili infrastrutture così enormi, pensate, per giunta una decina d’anni fa. Sperando sinceramente non diventi un “mostro” che inghiottirà e annullerà i piccoli negozi di paese o quartiere nell’area limitrofa, oltre, sicuramente, a creare disagio anche al multisala di Pioltello, per giunta della stessa famiglia, Uci Cinema.




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


16 thoughts on “Milano | Segrate – Westfield Milano: ok per il mega centro commerciale

  1. ugo

    Iniziativa intreressante, con un grande MA: le infrastrutture di trasporto pubblico si fanno PRIMA, e devono essere incluse nel progetto fin dall’inizio. Altrimenti succedera’ come a Milanofiori, dove la metro e’ arrivata dopo anni, e non nel cuore dell’insediamento.

  2. Precotto dov

    Vedremo , la cosa positiva è la bonifica dell ex dogana e le infrastrutture abbandonate dagl anni 80 e oggi riqualificate , posti di lavoro che sicuramente non fanno male . direi che il bicchiere al momento è mezzo pieno

    1. pino

      molto schifo molto deluso ho gia detto la mia avrei preferito mega centro cultura della musica dove possosno esibirsi musicisti di ogni tipo, noleggio band strumenti sala,prove, prove concerti della Scala a prezzi filli (1€) aiutare giuventù nel mondo musicale, un palco per concerti che Milano non ha!! anche centri sportivi aree relax centri lettura e meditazione e una mega vasca termale aperta 365 gg anno……che bel sogno

  3. giuseppe

    altro centro commerciale….a che serve!!! ma il signor Maroni un paio di anni fa aveva bloccato la costruzione di supermercati centri commerciali ecc. ma nel corso delle delibere aprivano esselunga e ld di via adriano famil di cologno m.se e altri 4 5 super !!! ma che schifo sta venendo fuori che società piatta che consumismo radi e getta che cultura ne viene fuori che valori di vita vengo presentati alla gioventu del 3 millennio??? cellulari calciatori modelle centri commerciali..gia che ci siamo facciamo le pattumiere per gli anziani una volta consumati buttiamoli nella differenziata…….fanculo GIUSEPPE

  4. PADANO.DOC

    Dubito che dal europa nel Week end vengano a milano per il nuovo supermercato, visto che ce ne sono altri in europa, a meno che a parità di prodotti li vendano molto meno…

  5. _

    Speriamo di vederlo finito!

    Il progetto è colossale e forse anche un pochino anacronistico, visto che i grossi centri commerciali soffrono un po’ in tutto il mondo per la concorrenza dell’online.

    E soprattutto il il grande ciclo economico internazionale espansivo seguito alla crisi del 2008 ormai sembra volgere al termine. Speriamo bene.

  6. Wf

    I proponenti dichiarano che si tratta di un MaIl di tutt’altro tipo di quelli presenti in italia… E in effetti all’estero la proposta offerta e la modalità di centro commerciale è molto diversa da quelli lombardi…

    In Lombardia sono rivolti molto ai parrucconi mentre all’estero a un pubblico non ingessato e più giovane dentro anche per il settore lusso…
    E anche i luoghi stessi sono piacevoli per passare una giornata, mentre qui è evidente l’imperativo o spendi o ti togli dai coglioni…

    Se mantiene le promesse potrebbe rivoluzionare il modello di tutti i centri commerciali presenti e futuri…

    Speriamo.

  7. Precotto doc

    Dovresti saperlo per esperienza che i giovani sono mantenuti fino a trent’anni dai papà parruconi è non hanno una lira

  8. Per tutti gli amici di sala

    Non solo successi. Nonostante l’immagine vittoriosa che Milano trasmette da anni, in realtà la città perde qualche posizione nella classifica della vivibilità stilata ogni anno dall’Economist, rimanendo intorno al cinquantesimo posto. Lo si deduce scorrendo la classifica resa nota oggi, che invece vede una grande ascesa delle citta’ europee. Milano, stando al giudizio degli esperti che si basa su oltre 30 parametri diversi, si piazza al posto 46, scendendo di tre gradini, mentre Roma scende al 55 dal 50 dell’edizione 2017.

  9. Anonimo

    Non si capisce, ma proprio non si capisce, cosa avrà di attrattivo questo mega complesso, oltre il gigantismo?Il multisala?la fayette?le catene di negozi?i 50 ristoranti? Ho seri dubbi che tutto questo sia attraente al di fuori degli abitanti di Segrte….I centri commerciali sono tutti in crisi…perchè sono oggettivamente cattedrali anonime….internet non centra niente…

    1. Zuk

      Ma invece di sparare luoghi comuni raccogliendo quel che dicono su internet, esci dalla tua stanza, visita i centri commerciali e informati!

      Io sono stato un paio di volte ad Arese qualche settimana fa e non si trovava UN BUCO dove lasciare la macchina, una ressa mostruosa, altro che i grandi centri commerciali sono in crisi!

      Sono in crisi quelli vecchi e sfigati, mentre i più all’avanguardia (Arese, Scalo Milano, Fiordaliso, Milanofiori) sono sempre pieni di persone e di vita.

      Sveglia!!!

  10. Pippo

    Ancora con la storia dei “piccoli negozi di quartiere”? Ma basta, basta… non se ne può più con questo luogo comune trito e ritrito!

    I piccoli negozi interessano solo a una minoranza di persone che abitano nel quartiere e li vedono come punti di riferimento, ma per la stragrande maggioranza degli abitanti o dei turisti sono del tutto anonimi, sconosciuti e – francamente – insignificanti. Anzi, spesso sono il covo di vere e proprie truffe in commercio, dove i prodotti sono spacciati per artigianali quando sono d’importazione come tutti gli altri.

    È un atto estremamente egoista e prepotente voler difendere gli interessi di pochi a scapito del bene di tutti (avere negozi più grandi e moderni, con più varietà e prezzi più bassi). Ma andateci voi nei negozietti che spesso ti ladrano sul prezzo vendendoti le stesse identiche cinesate (i vestiti li acquistano sempre all’ingrosso, sveglia, mica li producono nel retrobottega con la nonna che fa le calze!) a prezzo triplicato rispetto alle catene internazionali, che ovviamente possono sfruttare le economie di scala.

    Manteneteli voi i negozietti, che magari siete i primi poi ad andare nei centri commerciali al fresco, specialmente a luglio o agosto quando in città ci sono 38 gradi all’ombra. Il fatto è che piace fare retorica da due soldi in difesa dei famigerati negozietti, ma vorrei proprio vedere quante volte ci andate, in realtà!

    1. Anonimo

      Non esistono solo i negozi di vestiti. E comunque tra la possibilità di trovare cinesate nei negozi indipendenti e la CERTEZZA di trovare cinesate nelle grandi catene in franchising, io scelgo la possibilità.

      E comunque anche il calzolaio è un negozio di quartiere. La tintoria. Il macellaio. il panettiere. La rosticceria. Il negozio etnico. L’edicola. Il bar. ecc ecc.

      Ovvio che in versione plastificata ed asettica li trovi pure all’Ipercoop e se ti diverte…ognuno è libero di andare dove vuole. Poi però al ritorno dal Grande Centro Commerciale devi trovare un buco per parcheggiare la macchina sotto casa e con l’aria che tira a Milano coi parcheggi è molto meglio cercare di fare acquisti nei piccoli negozi di quartiere 🙂

  11. Francesco Brivio

    Buonasera, scrivo da Melzo, a pochi km di distanza da dove sorgerà il nuovo centro commerciale. In un articolo apparso su quotidiano dello scorso anno, si faceva riferimento al fatto che venisse potenziata la fermata ferroviaria di Segrate FS in relazione al nuovo complesso commerciale, e addirittura si ipotizzava una fermata dell’alta velocità in prossimità del centro Westfield.
    Vi chiedo se ne siete al corrente oppure se avete delle conferme.
    Cordiali saluti.

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