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Milano | San Siro – Il Cavallo di Leonardo (o di Milano) da valorizzare

Il cosiddetto Cavallo di Leonardo è nel posto giusto, davanti all’Ippodromo di Milano, e lì resterà, per nulla dimenticato. Anzi, è al centro di un progetto che porterà nel 2019, per i 500 anni dalla morte del genio toscano, a disseminare la città con dieci copie d’artista dell’opera. Così ha ribadito l’assessore alla Cultura di Milano, Filippo Del Corno, dopo che un comitato ha scritto al sindaco Giuseppe Sala chiedendo di valorizzarlo.
“Quello non è il cavallo di Leonardo” ha ricordato, ma un’opera della scultrice contemporanea Nina Akamu, anche se realizzata partendo dagli schizzi di Leonardo e voluta dal filantropo Charles Dent. “Dobbiamo smettere di chiamarlo il cavallo di Leonardo, è un errore clamoroso – ha aggiunto -. Certo, è un’opera che può avere un valore simbolico per la storia della città. E’ bellissimo e mi piace tanto, ma cambiamo nome. Chiamiamolo il cavallo di Milano”.

Ora, chiamiamolo come lo si vuole, ma di fatto resta una scultura importante collocata nel posto sbagliato, secondo noi.

Diviso in sette parti, il Cavallo arrivò nel capoluogo lombardo nell’autunno del 1999: il sogno di Leonardo prima e di Charles Dent poi si realizzó nel settembre dello stesso anno quando, una volta saldati insieme i pezzi, la scultura del Cavallo venne inaugurata e posta all’ingresso della tribuna secondaria dell’ippodromo del galoppo di San Siro a Milano.

Da allora, son passati vent’anni ormai, non è mai entrata a far parte dell’immagine iconica della città, o quasi. Una scultura così altrove avrebbe certamente avuto un impatto maggiore nell’immaginario e nella percezione degli abitanti e dei visitatori. È come una cartolina, molti milanesi manco sanno cosa e dove sia.

Noi di Urbanfile avevamo fatto un articolo ( tra i molti) nel 2017, dove abbiamo mostrato come è abbandonato e dimenticato nel suo angolo dell’ippodromo quest’importante manufatto.

Sin dall’inizio quella collocazione non piacque a molti, eppure la giunta di allora pensò fosse il luogo ideale: cavallo, uguale ippdromo. Come se al Comune venisse regalato il quadro della Vucciria di Guttuso e la piazzasse al mercato di Benedetto Marcello. Mancò proprio una visione di opportunità come immagine della città stessa e turistica.

Oggi l’argomento è tornato in auge grazie al comitato che ha scritto al Sindaco chiedendo una valorizzazione del cavallo, ma, sempre secondo noi, la questione rimane irrisolta fino a quando la scultura del cavallo rimarrà segregata all’interno di un cortiletto all’ippodromo.

Il Municipio 7, dove è collocato il cavallo, vuole che rimanga in zona per valorizzare anche la periferia, ok, ma che si faccia qualcosa. Secondo noi comunque andrebbe spostata da lì e collocata in una piazza, sempre in zona volendo, di modo da essere vissuta e vista da milanesi e non.

Non lontano ci sono delle piazze che potrebbero venir valorizzate dalla sua presenza, come piazza Stuparich, piazzale Lotto, piazza Piemonte, ad esempio.

Secondo noi il problema di quella collocazione è proprio per il fatto che si trovi in un luogo chiuso e dove la gente non passa, ma ci deve per forza andare se vuole vedere il cavallo.




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


31 thoughts on “Milano | San Siro – Il Cavallo di Leonardo (o di Milano) da valorizzare

  1. Angelo-MI

    Si potrebbe collocare al centro di Piazza Firenze, previa ristrutturazione della stessa piazza sul modello di Place Charles de Gaulle a Parigi, quindi con il solo traffico circolare e la parte interna pedonale.
    Penso che si avrebbe una bella prospettiva in entrata alla città.

  2. ...

    Solo dei matti come i nostri governanti possono pensare che il Cavallo di Leonardo debba restare nescosto nell’ ippodromo di S.Siro.

    Qualsiasi altra città lo metterebbe in bella mostra in una delle piazze principali, tanto è vero che i francesi lo hanno richiesto per le celebrazioni del 500esimo anniversario.

    Spero vivamente che con l’occasione dell’ anniversario il cavallo venga portato in una piazza centrale ( piazza del cannone ) una volta per tutte e che questa scelta coraggiosa chiuda per sempre questa stupida diattriba.

  3. PADANO.DOC

    Incredibile quelli del municipio 7 lo vogliono li dentro, x valorizzare la zona.. Ahahahhah IL cavallo va piazzato in una piazza centrale la più lontana del municipio 7……ma centrale !!!
    Che vadano a Gardaland !!!

  4. Ste71

    Lo metterei in cima alla montagnetta di San Siro ben illuminato e con una base “visitabile” contenente un piccolo museo relativo al cavallo (la sua storia, copia dei disegni di leonardo, fatti storici, ecc.) e alla nascita della “montagnetta”.
    Raggiungibile via metropolitana (Lampugnano), si valorizza un luogo bello e importante per Milano (la montagnetta) e avrebbe un impatto scenografico incredibile in quanto “dominerebbe” la zona

    1. _

      qualunque cosa, basta che lo tolgano dall’ippodromo. Ippodromo dove non solo non ci va nessuno ma è anche una presa per i fondelli (cavallo➤ippodromo) che non fa ridere e non rende giustizia al povero progetto di Leonardo.

  5. Anonimo

    Queste sono le risposte che ricevi quando fai notare dei paradossi presenti in città.

    E’ impossibilie pensare di valorizzare il cavallo in quel luogo. A mio avviso il cavallo potrebbe invece valorizzare qualche bella piazza nel centro città, dove tutti potrebbero goderne delle meraviglie.

    Sarebbe una vera e propria icona della città con migliaia di turisti che postando foto farebbero conoscere ancor di piu’ Milano al mondo.

    Incredibile pensare che con l’arrivo del 500 anniversario non abbiano nemmeno preso in considerazione questa ipotesi. Non riesco proprio a capirne il motivo. Forse la paura di perdere voti nel Municipio 7 ? Tanto quelli votano Lega ugualmente e per riqualificarlo serve ben piu’ di una statua equestre chiusa dietro un cancello….

    1. Wf

      Anche il Toro famoso di wall street è stato fatto da un artista quasi mezzo pezzo italiano che lo aveva messo abusivamente per strada.

      I newyorkesi gli è piaciuto così tanto che lo hanno piazzato davanti alla stock Exchange.

      Visitato da milioni di turisti ogni anno che fanno appositamente foto e diffondono l’immagine di New York nel mondo.

      È diventato poi Un’icona globale.
      Cosa aspettiamo noi?

      Provoncialetti di italietta.

  6. Wf

    Le affermazione dell’assessore alla cultura sono delle cretinate.

    Ci dicano che non ci sono i soldi e che è troppo costoso spostarlo ma non queste baggianate assurde.

    Ippodromo il posto giusto un del corno DIREI!
    😡😡😡😡😡

    1. Anonimo

      Si sono emerite stupidate.
      Anche Maran si era detto aperto a varie possibilità, sembra che non si parlino.

      Comunque che decidano per qualche motivo di lasciarlo li ci può anche stare, ma le motivazioni che adduce l’assessore alla cultura sono di una miseria intellettuale cosmica, purtroppo. Sarà il caldo… 🙂

  7. Wf

    È proprio ridicola e provinciale questa cosa del municipio di volere il cavallo per se anche se non viene visto da nessuno se non dalle rane e dai tafani cavallini del fango…

    Come se Milano non fosse tutta una città unica.
    Come bambini di 4a elementare.
    Poi Milano vuole essere capitale?

    Politica culturale da paesino del sud.
    Campanile
    Bah

    1. Anonimo

      Non credo che al Comune gliene importi molto dei desiderata del Municipio 7 🙂

      Credo invece che abbian deciso che il cavallo è una americanata non abbastanza chic e figa per una città come Milano e pertanto….sta benissimo nel posto più oscuro di Milano (nel Municipio 7 , per l’appunto….)

  8. esse

    Lo vedrei bene a rampare in una piazza pedonale, senza auto: piazza Aulenti, Tre Torri, piazza Sempione (davanti/dietro l’arco), largo Beltrami di fronte al castello. Ce ne sono di piazze, con buona pace della zona 7.

  9. wonty

    Lasciarlo lì è una pura follia…ci sono mille altri posti in cui verrebbe meglio valorizzato. Mi viene in mente anche all’interno del Castello Sforzesco…

  10. Anonimo

    E’ solo una questione economica. Non è una statuetta, il trasferimento,il relativo basamento da richreare più tutti i lavori di adeguamento della piazza che lo dovrà ospitare… solo questione economica.
    Per il dove, qualunque posto sarà tanto benvenuto, quanto criticato… è l’ultimo dei problemi.

  11. Anonimo

    E’ solo una questione economica. Non è una statuetta, il trasferimento,il relativo basamento da richreare più tutti i lavori di adeguamento della piazza che lo dovrà ospitare… solo questione economica.

    Per il dove, qualunque posto sarà tanto benvenuto, quanto criticato… è l’ultimo dei problemi.

  12. Tatino Pensabene

    Questione economica un CORNO! non ditemi che non si trova uno sponsor che paghi tutta l’operazione alla vigila delle celebrazioni dei 500 anni dalla morte di Leonardo!!!
    Credo che sia puro snobismo milanese come ha notato qualcuno prima di me. E’ un’ opera pop e tutti se ne vergognano o meglio si imbarazzano. In Italia siamo per il museo a celo aperto ma fino a un certo punto. L’arte contemporanea in Italia è snobbata – meglio parlare di design week pare…allora tutto lecito. I monumenti – come le fontane moderne purtroppo vengono tollerati solo in mezzo al verde – vedi city life…in città non sia mai….levano posteggio agli scooter!! Peccato!

    1. Wf

      I parrucconi hanno veramente rotto i cog…

      Fuori i parrucconi da Milano subito

      Hanno bloccato e rovinato Milano per ANNI

      1. Tatino Pensabene

        esatto….ripetiamolo ancora: “Hanno bloccato e rovinato Milano per ANNI”!
        Sigh! Purtroppo ESSI sono quelli economicamente e politicamente piu’ forti…butttarli fuori? non se ne parla…pura immaginazione. Ma ri-educarli invece , si può’….Oppure tassiamo i ricchi e super ricchi di Milano, e cosi’ se ne vanno spontaneamente…I super ricchi quelli restano, sono tutti stranieri…

  13. Tatino Pensabene

    PS. ma ciò detto….dove sta ora, il cavallo sta da dio! Le foto parlano da sole….Il problema non è il cavallo, è il quartiere che è morto, e l’ippodromo casca a pezzi, ahi noi!

  14. Giuliano

    Caro Del Corno basterebbe togliere quella schifezza di monumento con il dito all’insù di un artista da strapazzo che si trova davanti la borsa di Milano e metterci questo. Per il resto sono solo chiacchere! Sarebbe il posto migliore ed un ottimo riconoscimento della città a Leonardo che tanto ha fatto per Milano.

    1. Anonimo

      Il dito va benone li…è sempre pieno di turisti che ci giocano!
      L’unica cosa, andrebbe abbassato un po’ il basamento perchè nei selfie non viene bene.

  15. UMS

    L’Assessore dice: “Quello non è il cavallo di Leonardo” ma un’opera della scultrice contemporanea Nina Akamu, anche se realizzata partendo dagli schizzi di Leonardo e voluta dal filantropo Charles Dent. “Dobbiamo smettere di chiamarlo il cavallo di Leonardo, è un errore clamoroso – ha aggiunto – chiamiamolo il cavallo di Milano”

    Allora per coerenza cambiamo nome pure al Castello Sforzesco che è un’opera dell’Architetto Beltrami realizzata partendo da raffigurazioni antiche.

    Dobbiamo smettere di chiamarlo il Castello Sforzesco, è un errore CLAMOROSO. Chiamiamolo il Castello di Milano. 🙂

      1. Anonimo

        Si ma oggettivamente la Torre del Filarete l’han ricostruita sulla base del disegno che c’è in un quadro di un pittore Leonardesco del tempo, quindi il paragone (purtroppo) regge…

  16. GArBa

    le dichiarazioni dell’assessore mi sembrano piuttosto superficiali, ovvero appaiono ragionevoli a una prima lettura ma, come fa notare UMS, non lo sono. Tra l’altro l’esempio del castello si presta bene a ipotizzare una localizzazione del cavallo che sarebbe filologicamente ineccepibile, dato che l’aspetto del castello è in gran parte frutto di ricostruzione. L’utilizzare dunque un monumento che è a sua volta una ricostruzione a suo completamento sarebbe del tutto logico e si presterebbe a numerose possibilità. Il museo del cavallo, ad esempio, potrebbe essere localizzato all’interno del castello sfruttandone quindi la già assodata natura museale; il cavallo potrebbe risolvere il “vuoto” che c’è in piazza del cannone da quando non c’è più il cannone stesso; essendo all’interno del parco sarebbe contemporaneamente fruibile di giorno e protetto e recintato di notte; venendone incorniciato nella visione prospettica, recupererebbe anche un minimo di dignità all’orrida opera di Burri, che tra l’altro è a sua volta una riproduzione…

    comunque la si rigiri, il castello è il luogo naturale di localizzazione del monumento. bella anche l’idea della montagnetta, vero, ma ne aumenterebbe solo la visibilità da lontano, senza creare flussi turistici che si rechino apposta sul posto.

  17. Bibotto

    Basta con la solita storia che si ha un monumento si sposta là, su o giù, I monumenti o fontane per le piazze, più o meno vuote, vanno costruiti nuovi. Ci sono artisti scultori che li donerebbero per avere una immagine. La bellezza di Milano dovrebbe essere univoca e non solo entro l’ area C per assurdo.

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