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Milano | Crescenzago – Un progetto per l’incrocio di Via Adriano con via Meucci

In rete è comparso un bel progetto che ci piace abbastanza, moderno e non tanto banale, che andrà a colmare un angolo da anni completamente abbandonato a Crescenzago.

Ci troviamo in via Adriano, a due passi da piazza Costantino e dove la via si incrocia con via Meucci, creando una specie di Y che abbraccia su due lati il lotto in questione. Qui in origine si trovava, sino agli anni Sessanta del Novecento, la villa Sada, una delle molte che si trovavano e si trovano ancora a Crescenzago lungo il canale della Martesana. Da anni il lotto è libero e utilizzato come magazzino.

Il progetto è di Form_a e consiste in una palazzina residenziale di 4 piani che sarà accompagnata da una nuova piazza pedonale su via Adriano. Il lotto è separato dal canale della Martesana da un grazioso palazzo, Villa Lecchi-Pallavicini. Al momento non siamo riusciti a capire se questo sia un progetto approvato e in fase di esecuzione o meno.

La Villa Lecchi è a valle del ponte sul Naviglio, ha l’entrata in via Meucci 1 ed è edificata direttamente sul canale proprio a ridosso del ponte.

E’ una costruzione settecentesca, aveva all’interno vasti cicli di affreschi che sono andati persi nelle varie ristrutturazioni e nei  frazionamenti che ha subito l’edificio negli anni.

Il nome deriva dai primi proprietari, la famiglia Lecchi; un appartenente a questa famiglia, il gesuita Giannantonio Lecchi fu un eminente studioso, dapprima insegnò filosofia e matematica a Brera, quindi si dedicò agli studi di idraulica.

L’imperatrice Maria Teresa d’Austria lo chiamò a Vienna con la qualifica di matematico e idrografo imperiale, successivamente fu nominato direttore delle opere di idraulica dei territori papali.

Giannantonio Lecchi nel un suo “Trattato de’ canali navigabili” così descrive l’incrocio del Naviglio Martesana con il Lambro “…fa maraviglia il vedere le barche a decorrere quasi sul ciglio de’ colli, tirate da cavalli su per quelle altissime arginature e sostegni, i quali separano il canale dal fiume primario non navigabile in quel tratto. L’opera è delle più azzardate che si veggano in ogni altro paese o delle Fiandre o della Francia…“.

Quando nel 1816, dopo la caduta di Napoleone, la Lombardia tornò sotto il dominio austriaco, l’imperatore Francesco I° decise di visitare Milano. Arrivò verso sera e la tarda ora non fu ritenuta consona per una entrata regale in città, si decise di rinviare al giorno successivo l’ingresso in Milano e la coppia imperiale fu ospitata per la notte dai signori Jacopo e Carla Lecchi presso la loro villa sulla Martesana. Ad imperituro ricordo dell’avvenimento fu apposta una lapide sullo scalone.

Nel XIX secolo nella villa trovò sede la fabbrica di Enrico Mangili, industriale tessile e filantropo che è passato alla storia come l’inventore dei coriandoli.

Nel 1875 ebbe la geniale trovata di utilizzare i piccoli dischetti di scarto dei fogli che venivano bucati per essere utilizzati come lettiere per i bachi da seta, per lanciarli sui carri di Carnevale.

Il Cav. Mangili iniziò a commercializzare i coriandoli, contribuendo a cambiare il volto e la storia del Carnevale. Quei piccoli dischetti subito entrarono a far parte della tradizione meneghina e poi di tutto il mondo, agli inizi del ‘900 i coriandoli di carta erano venduti in piazza Duomo al prezzo di cinque centesimi utilizzando come misurini quelli utilizzati per le caldarroste. Il nome “coriandoli” derivava dal fatto che, prima di allora si utilizzavano, dopo averli ricoperti di zucchero, i semi di coriandolo, una pianta molto comune in quei tempi attorno a Milano.

Sul muro della villa che costeggia la Martesana si possono vedere ancora oggi le tracce della ruota che sfruttava la corrente della Martesana per muovere i macchinari della filanda.

A partire dal 1996 in una parte dell’edificio ha sede l’associazione culturale “Villa Pallavicini”. Testo storico da vecchiamilano.




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


7 thoughts on “Milano | Crescenzago – Un progetto per l’incrocio di Via Adriano con via Meucci

  1. Andrea

    Bello!! E riqualifichiamo questa zona di Milano che è bellissima! Facciamo anche altre iniziative! Commercianti non andatevene! Qui diventerà VIP! Siamo o non siamo nel quartiere di NOLO!?

  2. Pierre

    Io sono favorevole a questo progetto. È ben progettato e molto curato.
    Sono anche favorevole alle riapertura dei navigli.
    Milano – l’altra Italia. Ti amo Milano!

  3. Raul

    Il progetto originale per l’area prevedeva un parco per uso pubblico. Come si é arrivati a cederla ai privati per speculazione? Di cemento ne abbiamo abbastanza a Milano, e di fianco a Villa Lecchi questo edificio è un pugno nell’occhio

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