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Milano | Trasporti: il vecchio filobus della 90 restaurato

In occasione degli 85 anni del filobus, proprio nel deposito di viale Molise, è stato “tirato a lucido” un modello 18 metri, Fiat 2472/CGE carrozzeria Viberti del 1958 in servizio sulla linea filoviaria della circolare esterna 90/91. Un modello esclusivo, che soltanto Atm e la città di Milano hanno avuto l’onore di veder circolare, e che rappresenta l’esemplare di filobus snodato più vecchio e che oggi, grazie al lavoro del reparto carrozzeria e un profondo lavoro di “restyling”, è ancora in grado di circolare per un evento speciale. Sabato 17 novembre e domenica 18 novembre, infatti, per due giorni questo filobus storico, che presenta ancora gli interni originali ma che ha subito nel 2008 sostanziali interventi, circolerà lungo la cerchia filoviaria nell’ambito delle iniziative realizzate da BookCity. Una collaborazione importante con una realtà arrivata alla sua settima edizione che vuole mettere in risalto il profondo legame che esiste tra la città di Milano, il mondo della letteratura e Atm. Sulla storica vettura Viberti saranno ospitate a bordo personalità del mondo della letteratura e dello spettacolo per raccontare i mille volti della città in movimento sui mezzi pubblici. Per partecipare a queste corse speciali sarà necessario prenotarsi sul sito di BookCity (www.bookcitymilano.it) a partire dal 7 novembre.

Era il 28 ottobre del 1933 quando la neonata Atm (allora Azienda Tranviaria Municipale) decise di rispondere alla crescente domanda di trasporto pubblico mettendo in servizio sulla linea 81 un nuovo mezzo di trasporto a trazione elettrica: il filobus. Da allora sono passati 85 anni, tantissimi avvenimenti storici, ma ancora oggi il filobus resta un mezzo di trasporto sul quale l’Azienda punta fortemente. Una tipologia di vettura che ben si sposa con il progetto “full electric” lanciato lo scorso anno dall’Azienda e che prevede l’acquisto di mezzo totalmente elettrici, per arrivare nel 2030 ad avere una flotta a zero emissioni. E’ stata aggiudicata lo scorso aprile, infatti, una gara ad evidenza pubblica per l’acquisto di 80 nuovi filobus e i primi 30 saranno in consegna entro il 2019 per rinnovare la flotta aziendale.

Ancora oggi Atm punta molto sul filobus, mezzo a trazione elettrica a zero emissioni, e perfettamente in linea con il nuovo corso Aziendale che prevede la scomparsa del diesel dal proprio parco mezzi entro il 2030. Ed è anche grazie al filobus che già oggi la quota delle percorrenze svolte dai mezzi elettrici — treni metropolitani, tram e filobus — è pari al 70%, in assoluto la miglior performance d’Italia e in linea con i migliori esempi mondiali. Gli 80 nuovi filobus da 18 metri – acquistati a seguito di gara ad evidenza pubblica aggiudicata all’azienda Solaris Bus & Coach SA – inizieranno ad arrivare a partire dalla primavera del 2019 con il primo contratto applicativo di 30 mezzi. I nuovi mezzi andranno a sostituire progressivamente tutti i filobus da 12 metri e quelli da 18 metri più anziani, incrementando così l’offerta di trasporto con l’obiettivo di migliorare il comfort di viaggio con mezzi tecnologicamente all’avanguardia, più silenziosi e molto più efficienti in termini energetici e di impatto ambientale.




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


20 thoughts on “Milano | Trasporti: il vecchio filobus della 90 restaurato

  1. Luca

    Quando su quei mezzi c’era gente per bene, e non la FECCIA di adesso. Povera Milano, come ti hanno ridotta Salah e i suoi predecessori

    1. Anonimo

      Luca, rispetto il tuo punto di vista, ma non mi pare condivisibile.
      la città, nonostante la difficile congiuntura, sta vivendo un rinascimento, ed è un punto di riferimento per la Nazione intera. Grazie anche alla sua apertura internazionale, di cui l’immigrazione è parte, al pari del turismo e del business.
      La 90/91 restaurata operava sulla circonvallazione proprio negli anni in cui Visconti girava “Rocco e i suoi fratelli” e Testori scriveva “Il Ponte della Ghisolfa”. Già allora una storia di immigrazione, povertà e riscatto. E’ anche questo che ha fatto Milano grande. Buona domenica

      1. Anonimo

        Così però è buonismo (e diabete nel senso dello zucchero) allo stato puro!

        Ai tempi di Rocco e i suoi Fratelli chi arrivava a Milano trovava una città omogenea e con il cuore in mano. Dal commendatore col palco alla Scala al salumiere all’angolo.
        Oggi, chi gira su una 91-91 in tutto e per tutto identica a quella degli anni 50, trova miseria, tristezza e lontananza siderale dalla Milano dei fighetti e dei bar e della smartcity 5.0.

  2. Anonimo

    Premesso che la linea 90-91 dovrebbe essere completamente rimodernata (completata, magari trasformata in metrotramvia veloce, con sottopassi ovunque possibile, semafori dedicati, fermate moderne e sicure e soprattutto senza pazzi e criminali in moto e motorino che sbucano da tutte le parti a 90 all’ora), sarebbe bello che uno dei nuovi filobus in arrivo potesse essere carrozzato “retro”, in modo da assomigliare a questo, visivamente.
    Non so che costo potrebbe avere una customizzazione del genere, ma farebbe la sua grande figura!

    1. Wf

      Hai descritto un sogno bellissimo.

      La 90-91trasformata in metro tramvia veloce.

      Con sede riservata senza auto e taxi.

      Veloce pulita e con salita dal conducente con tornelli interni stile Amsterdam.

      1. Anonimo

        Giustissimo:
        E senza moto a 120 all’ora.
        E senza pulmini a noleggio.
        Si potrebbe intanto farlo anche da subito con il filobus, a bassissimo costo: fuori tutti tranne il trasporto pubblico di linea urbano e semaforo verde comandato dal filobus ad ogni incrocio.
        Funzionerebbe tutto molto meglio, non solo per la regolarità del servizio filoviario, ma anche per le altre componenti del traffico.

        1. Wf

          Il fatto è che la sede del filobus è larga e può essere condivisa con auto, moto ,etc mentre una vera e propria SEPARATA E PROTETTA sede tramviaria è molto più stretta.

          Impossibile che possano infilarvicisi le automobili.

          Ma credo rimanga un bel sogno visti i costi stratosferici della trasformazione.
          Magari in milano 2040.

          1. Anonimo

            Veramente bastano le telecamere (che già ci sono).
            Adesso in quella preferenziale ci può passare di tutto. Non ho niente contro le due ruote ma è una questione di sicurezza: sono troppi e non hanno alcuna idea di cosa voglia dire rispetto del codice, delle regole, di se stessi e degli altri.
            Poi son d’accordo che l’ideale sarebbe una metrotramvia moderna, ma investire sui trasporti dentro Milano al momento non sembra la priorità nel piano 2030 (a parte l’eterna M4 e l’elemosina dei 50 milioni di FS per circle line, che comunque male non fa)

        1. Wf

          Daje!
          Allora ci vediamo al leonka.
          🤣🤣🤣🤣
          Bravo precotto che ti sei svegliato e non prendi più la minsestrina la sera.
          E goditeeelaaa sta vitaccia zozza che fai.

  3. Marco

    Da piccolo quando salivo sulla filovia mi sedevo sempre in uno dei due sedili accanto all’autista in modo da vederlo guidare, con i piedi appoggiati su quel grosso coperchio che copriva parte del motore. Che bei ricordi!

  4. andy77

    Sarebbe un sogno vedere realizzato quanto proposto dal COCIS (Comitato Città Sotterranea): gli anelli della 90/91 e quella della cinta muraria interrati in modo da avere degli anelli metrotranviari, magari prevedendo anche spazi commerciali, parcheggi e servizi sotterranei come la raccolta dei rifiuti.
    L’operazione sarebbe finanziariamente sostenibile se le opere non legate alla linea metrotranviaria fossero vendute e/o date in concessione a privati.
    Proporrei a Urban File di divulgare quanto studiato dal COCIS, sarebbe interessante.

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