Milano | Duomo – Nel cuore della città nuove regole per i negozi e locali, con qualche dimenticanza

Il Comune di Milano ci riprova per la millesima volta a riordinare il centro storico e il cuore della città turistica. Ci aveva provato già la Giunta del Sindaco Moratti quando arrivarono le nuove edicole e i baracchini della lotteria in piazza del Duomo. Ora la Giunta del Sindaco Sala ha finalmente deciso di dettare alcune regole per mettere ordine e decoro alle vie attorno alla Cattedrale, corso Vittorio Emanuele e vie limitrofe.

Tende, ombrelloni e paraventi, tavolini e tovaglie, chioschi ed edicole saranno regolati da ferree linee guida redatte insieme alla Sovrintendenza, a Confcommercio e al Municipio 1. Ci sarà tempo per adeguarsi alle nuove norme, fino al 2021.

Si tratta di un’operazione per valorizzare il patrimonio artistico e culturale del centro storico, migliorandone la vivibilità e promuovendo le attività commerciali attraverso la riqualificazione del contesto urbano e il miglioramento del passaggio pedonale.

“Questo Piano, che interviene su aree a vincolo monumentale ed è stato fortemente auspicato dalla Soprintendenza, ha l’obiettivo di salvaguardare la qualità dello spazio pubblico delle vie del centro, luogo del cuore per tanti milanesi e biglietto da visita per milioni di visitatori – dichiara l’assessore all’Urbanistica con delega all’Arredo urbano, Pierfrancesco Maran –. Negli ultimi anni, sempre in questa direzione, abbiamo realizzato importanti interventi, dal restauro della pavimentazione della Galleria, dei portici di piazza Duomo, corso Vittorio Emanuele, Ugo Foscolo, San Raffaele, Santa Radegonda e Berchet, alla riqualificazione di via Marconi, oltre al restauro del monumento a Vittorio Emanuele II e delle sculture di Pietro Consagra in via Mercanti. È di prossima realizzazione anche la sistemazione della pavimentazione di via Agnello, via Marino e via Ragazzi del ’99”.

Il Piano riguarda nello specifico piazza Duomo, corso Vittorio Emanuele II, via Carlo Cattaneo, via Silvio Pellico, via Ugo Foscolo, via Giovanni Berchet, via San Raffaele, via Santa Radegonda, via Ragazzi del ’99, via Agnello, via Ulrico Hoepli, via San Paolo, piazza del Liberty, via San Pietro all’Orto, piazza San Carlo, via Cesare Beccaria, via Passarella, via Pattari e via Guglielmo Marconi. Molte delle disposizioni del Piano sono già previste nella “Disciplina del diritto ad occupare il suolo, lo spazio pubblico o aree private soggette a servitù di pubblico passo” approvata dal Consiglio Comunale nel 2000.

In generale tutte le occupazioni dovranno essere composte da arredi di tipo leggero, in modo da creare il minor impatto visivo al contesto. Sono consentite solo le seguenti tipologie, omogenee per forme e materiali:
Tavoli e sedie: devono essere caratterizzati da design lineare, con colori armonizzati al contesto monumentale di riferimento nelle tonalità del marrone, beige, avorio, bianco, grigio scuro, grigio chiaro. Si chiede inoltre di utilizzare complementi di arredo (tovaglie, imbottiture delle sedie…) di colore coordinato con ombrelloni e tende solari, sempre nelle tonalità citate. Si suggerisce l’impiego di materiali riciclati o riciclabili.
Tende solari: devono essere di colore unitario, di tipo verticale, colore avorio/ecrù e insegna d’esercizio color beige grigiastro.
Tende ombrasole: devono avere un design lineare per ridurre al minimo l’impatto visivo. I colori vanno concordati con la Sovrintendenza e l’Ufficio Arredo Urbano del Comune.
Ombrelloni: devono avere la copertura di forma quadrata e il tessuto colore avorio/ecrù, con altezza massima di 2,50 metri, e senza pubblicità o insegna di esercizio.
Fioriere ed elementi di delimitazione: nell’ambito di piazza Duomo e corso Vittorio Emanuele II è consentita la sola posa di fioriere ornamentali in adiacenza agli edifici. I paraventi che delimitano l’area in concessione per l’occupazione di suolo pubblico devono essere di tipo leggero, trasparenti, di tipologia uniforme e avere un’altezza massima di 150 cm.
Pedane, pavimentazioni, tappeti, zerbini, dehor e controventature: in piazza Duomo e corso Vittorio Emanuele II non sono consentiti. Per gli altri ambiti la posa deve essere concordata con la Soprintendenza e l’Ufficio Arredo Urbano del Comune.
Gazebo ad uso somministrazione cibi e bevande: non sono consentiti in piazza Duomo e corso Vittorio Emanuele II.
Illuminazione: si potranno usare faretti agganciati alle strutture di ombrelloni o in alternativa piantane con montante grigio, che saranno valutati dall’Ufficio Arredo Urbano del Comune.
Portamenù: per quanto riguarda piazza Duomo e corso Vittorio Emanuele II, devono essere di tipo leggero, non ingombrati di dimensioni ridotte.
Irradiatori di Calore: devono essere certificati con le norme CE.
Insegne di Esercizio: come previsto dal Regolamento Comunale della Pubblicità, le insegne che si affacciano su piazza Duomo devono essere di tipo e di colore unitario. In particolare, per i portici settentrionali e meridionali devono essere collocate nel sopravetrina, con sfondo nero e scritta dorata. Per quanto riguarda tutti gli altri edifici, le insegne dovranno essere collocate nel sopravetrina.
Vetrofanie: come prescritto dalla Soprintendenza nel 2006 e recepito nel Regolamento Comunale della Pubblicità, i messaggi pubblicitari su vetrina non devono superare il 50% della superficie della vetrina, le decorazioni devono essere realizzate nei soli colori oro, bianco, nero, argentato, sabbiato, fatto salvo le policromie dei marchi registrati con rivendicazioni dei colori, purchè non si tratti di stabili vincolati sotto il profilo architettonico e storico.

Al piano dovranno adeguarsi tutti gli esercizi commerciali coinvolte nelle aree di interesse entro il 2021.

Noi, come al solito abbiamo cercato anche di vedere oltre, perché ci sono moltissime cose che secondo noi, a prescindere dalle tende e dai tavolini dei caffè, la zona che ruota attorno al Duomo andrebbe decisamente riqualificata anche “fisicamente”.

Anzitutto i masselli in pietra della pavimentazione della piazza sono in molti punti sconnesse, già sistemate solo pochi anni fa, ma probabilmente posate male, perché la piazza è praticamente solcata solo da pedoni e raramente da autoveicoli.

Anche l’ingresso in piazza Mercanti da piazza del Duomo si presenta col pavimento completamente sconnesso e letteralmente in frantumi, come si può vedere dalle foto.

Che dire poi dei marciapiedi laterali della piazza, ancora in volgare catrame, dove i tavolini dei locali lasciano il loro segno sulla liscia superficie dell’asfalto, asfalto che in estate cola come magma sui cordoli in pietra.

Pure i cartelli stradali abbondano spesso inutilmente. Per non parlare delle barriere antiterrorismo che, come avevamo già fatto notare in qualche articolo precedente, sarebbe il caso che il Comune le sostituisse con arredo urbano adeguato.

Poi le automobili delle forze dell’ordine, dei vigili e altri “eletti” che possono lasciare, anche per poco, il proprio mezzo parcheggiato nella piazza, ci pare decisamente poco rispettoso e poco decoroso.

Insomma, non serve a molto avere la bella tovaglia e un bell’ombrellone su un brutto marciapiede e una pavimentazione in frantumi.

 

 

Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

9 commenti su “Milano | Duomo – Nel cuore della città nuove regole per i negozi e locali, con qualche dimenticanza”

  1. Si vede chiaramente che l’assessore come sempre sbaglia indirizzo, è chiaro che alcuni interventi di abballimento vanno fatti, ma si occupasse di sistemare l’arredo di cui è responsabile perché per ora continuo a vedere un nulla cosmico, tutti gli interventi di cui si pavoneggia non sono interventi decisi da lui e tutti quelli decisi da lui sono contestati in molti consigli di zona. Che andasse a studiare un po’. Anzi sarebbe meglio che si dimettesse e lasciasse il posto a qualcuno che ne capisce.

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  2. Ordine in piazza duomo !!! Ma se ogni domenica è transennato per gare podistiche e magliette rosse , con i cavalletti depositati sotto la statua di Vittorio Emanuele per tutta la settimana, senza dimenticare gli abusivi d oggettistica e i gruppetti fuori dalla metro che rompono i coglioni per un braccialetto , poi ci sano gl autubus , taxi e tricicli parcheggiati in piazza duomo , il ricco chic sala non sarà mai il mio sindaco

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  3. La cosa più indegna è la tripla corsia per le auto e i taxi e il conseguente striminzito marciapiede in catrame lato palazzi contigui.

    I marcipiedi stretti e in catrame sono ignobili ma soprattutto inspiegabili in questa piazza…
    Ma che ci vuole a mettere dei masselli?!

    Ps.
    In compenso aprirà a gennaio in san babila il 3o starbucks milanese
    ????

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  4. Utile iniziativa ma il Comune tiene quella piazza uno sfacelo.

    Le “ferree leggi” se le deve dare a se stesso, quando usa i soldi dei Milanesi per fare lavori fatti male come la sistemazione della pavimentazione nel 2015 e tutto il resto che si vede nelle foto.
    Cui aggiungerei la statua del re a cavallo ricoperta di guano di piccione, compreso il basamento (a me fa schifo) e i taxi che dove stanno adesso NON ESISTE.

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  5. I tavolini che si vedono nella prima foto, ammucchiati su un marciapiede in catrame, con taxi e auto e moto che sfrecciano a 10cm di distanza, mi ricordano tanto la vecchia pubblicità del Cynar con Calindri (il logorio della vita moderna….)

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    • Si potrebbe inco inciare a restringere la corsia di scorrimento raddoppiando il marciapiede con i tavolini.

      Resterebbero ben 2 corsie i piazza duomo, di cui una riservata ai taxi!

      Io eliminerei tutto ma 3 corsie d
      In una piazza cattedrale è assurdo!

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  6. E’ inutile imporre decoro se poi le leggi non vengono fatte rispettare. In Corso Buenos Aires sono cambiate tutte le edicole. Sono belle, di colore grigio, teoricamente dall’aspetto pulito e ordinato. Peccato che ogni commerciante vi installi sopra a piacimento luci da nightclub, luminarie, cartelli orrendi, tende da circo per riparare da sole. Che senso ha fare sempre le cose a metà?
    E poi, quando si sveglierà l’assessore all’urbanistica e capirà che Milano è una giungla di orribili cartelli e cavi?

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  7. E’ inutile imporre decoro se poi le leggi non vengono fatte rispettare. In Corso Buenos Aires sono cambiate tutte le edicole. Sono belle, di colore grigio, teoricamente dall’aspetto pulito e ordinato. Peccato che ogni commerciante vi installi sopra a piacimento luci da nightclub, luminarie, cartelli orrendi, tende da circo per riparare da sole. Che senso ha fare sempre le cose a metà?
    E poi, quando si sveglierà l’assessore all’urbanistica e capirà che Milano è una giungla di orribili cartelli e cavi?

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