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Milano | Zona Adriano – Approvato il progetto per la Tranvia

È stata raggiunta una tappa importante nella realizzazione delle opere di mobilità che riguardano il Quartiere Adriano: approvato il progetto esecutivo del prolungamento della metrotranvia 7 da via Anassagora, Precotto, al Quartiere Adriano con entrata in servizio nel 2021.

Coma ha dichiarato l’assessore alla Mobilità, Marco Granelli: “Stiamo rispettando i tempi di realizzazione del prolungamento, anche come previsto dalla convenzione del progetto periferie con il Governo. La metrotranvia entrerà in servizio nel 2021. E in questi giorni abbiamo anche realizzato una castellana in via Tremelloni per mettere in sicurezza l’attraversamento pedonale a vantaggio degli abitanti del quartiere”

Per quanto riguarda l’esecutivo approvato, si tratta di 1,5 chilometri di prolungamento che corre sui binari e che rientrano nel disegno della metrotranvia interperiferica nord Certosa Fs-Bovisa Fn-Ca’ Granda-Bicocca-Precotto-Adriano-Cascina Gobba M2 e rappresentano una prima tratta funzionale rispetto all’ulteriore prolungamento della linea fino alla stazione M2 di Cascina Gobba per il quale è in corso di realizzazione il progetto di fattibilità tecnico-economica.

Nel progetto esecutivo della metrotranvia sono compresi anche gli incroci Tremelloni/Anassagora/PonteNuovo Tremelloni/Gassman e la realizzazione della ciclabile. Il costo sarà di oltre 15,8 milioni di euro dei quali 7,9 milioni sono finanziati dallo Stato attraverso il bando periferie e 7,9 milioni di euro direttamente dall’Aministrazione.

Il progetto comprende inoltre la realizzazione della rotonda Tremelloni/Anassagora con parcheggio e passaggio della metrotranvia. Per queste opere è previsto l’affidamento di gara e l’avvio dei lavori tra fine 2019 e inizio 2020 e quindi termine lavori, come da cronoprogramma, a fine 2021.

È stato approvato anche l’esecutivo dei lavori di bonifica dell’area Tremelloni/Anassagora. Il costo dell’opera è di 3,4 milioni di euro, interamente a carico del Comune di Milano.

L’area di bonifica

Prosegue l’iter anche del progetto di prolungamento della metrotranvia dal quartiere Adriano verso Cascina Gobba M2. Contestualmente a questi lavori sarà realizzata una strada a una corsia per senso di marcia e un percorso ciclopedonale che collegherà l’incrocio Adriano/Vipiteno con lo svincolo di Cascina Gobba/Padova/Palmanova/Strada Statale 11 senza passare da piazza Costantino, nel centro storico di Crescenzago. A seguito dell’incontro pubblico che si è svolto nell’autunno di quest’anno proprio al quartiere Adriano, si è scelto di indirizzare la progettazione sull’itinerario incrocio Adriano/Vipiteno, attraversamento delle vie Trasimeno e S. Mamete, sovrappasso della Martesana e di via Idro, attraversamento di via Padova a sud della rotonda di via Padova, a nord dell’interscambio con la rampa della tangenziale, affiancamento di via Rizzoli fino alla passerella ciclopedonale sul Lambro in prossimità della stazione M2 Cascina Gobba.

Per semplificare la mobilità degli abitanti del quartiere nei giorni scorsi il reparto strade del Comune di Milano ha realizzato una castellana per proteggere l’attraversamento pedonale in via Tremelloni tra le vie Gassman e Tognazzi per il collegamento tra i due parchi, con anche funzioni di limitazione della velocità. Per le prime settimane del 2019 è previsto anche lo spostamento del mercato, attualmente decentrato in via Trasimeno, in via Adriano. Tra fine dicembre e inizio gennaio sarà collocata la segnaletica.




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Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


14 thoughts on “Milano | Zona Adriano – Approvato il progetto per la Tranvia

  1. Pierre

    Bravissimi! Il trasporto pubblico di Milano fa passi in avinti in continuazione. Questo è un buon segno. Stiamo diventano sempre di più una città moderna e vivibile. Milano guarda al futuro, cerca di rispettare l’ambiente, vuole cambiare in meglio.

  2. _

    Ottimo.

    Questi sono i collegamenti che mancano a Milano!

    Però dobbiamo trovare un modo per sorvegliare che non uccidano l’idea con una fermata ogni 250metri, in puro stile …ATM 🙁

    1. Andrea

      Concordo in pieno.Troppe e troppo vicine le fermate tranviarie.Sulle linee di forza vanno dimezzate,dai 400/500 metri…non di meno…altrimenti I tram sono sempre fermi e viaggiano alla ridicola velocita’ media di 10 km orari! Esempio eclatante il 27 sul rettilineo di via Mecenate,con fermate ogni 150 metri…una follia!

    2. Andrea

      Gia’ fatto mi sa…dalle planimetrie vedono banchine di fermata sempre molto frequenti.Una buona progettazione dell’opera dovrebbe tenere in debita considerazione I tempi di percorrenza (che devono essere concorrenziali con l’auto,altrimenti il tram non attrae nuove quote di passeggeri) e 0per fare questo vanno opportunamente diluite le fermate.A Milano sono troppe e troppo vicine,soprattutto sulle linee di forza…e’ assurdo che la metrotranvia 15 abbia 32 fermate da Rozzano a Duomo,cosi’ come che il 27 si fermi ogni 100 metri sul rettilineo di via Mecenate e ad ogni incrocio in corso XXII Marzo.Stesso discorso per il 14 che ferma decine di volte sulla Lorenteggio annullando il beneficio della corsia preferenziale.I tecnici ATM dovrebbero farsi un giretto sulle linee di Berlino,Vienna,Praga o Zurigo per capire l’abissale differenza che esiste a livello di prestazioni fra I nostri tram lumaca e quelli delle altre citta’ Europee.Se vogliamo restare in Italia serve il virtuoso esempio di Firenze,che ha reintrodotto il tram aumentando da 1 milione a 14 milioni I passeggeri annui utilizzatori della linea in esercizio,prima servita da bus.Ovvio che per avere un servizio veloce le fermate sono solo 14 in 7 chilometri.

  3. Anonimo

    Molto contento anch’io, ma perché non accelerare anche sul pezzo mancante verso cascina gobba? Sarebbe un ottimo intervento, e con una fermata in più si potrebbe arrivare a lambire l’ospedale San Raffaele che è letteralmente assediato dalle auto. La piccola monorotaia a fine è un giocattolo piuttosto inutile ai fini trasportistici, lì ci è sempre voluto un bel tram veloce e capiente.

  4. Pierre

    A Milano si sbloccano un sacco di progetti. Benisimo. Ben venga una città con infrastrutture migliori, con meno inquinamento, più trasporto pubblico. Una città che guarda al futuro e non ha paura di risolvere i problemi. Non si piange mai addosso. Milano, ti amo!!

  5. Fabio Mangani

    Ve bene tutto. Ma la zona sud è dimenticata. Via Ripamonti intasata e non parliamo di via Cermenate. Non è previsto niente?

    1. Andrea

      Per l’asse di via Ripamonti,fino ad Opera e Locate Triulzi e’ previsto da oltre vent’anni il prolungamento del tram 24.Con l’ampliamento stradale completato in tempi recenti da Noverasco all’imbocco di Milano e’ stato previsto il parterre centrale che dovrebbe ospitare I binari.Se pero’ le amministrazioni non si attivano per reperire I fondi ed appaltare il progetto le cose restano come sono.I soldi per il raddoppio stradale sono stati trovati,per il tram no.Siamo sempre qui: manca la volonta’ politica.

  6. Andrea

    Il problema e’ la mancanza di volonta’ di politica di dare una svolta vera al trasporto pubblico di superficie.Le linee tram vanno velocizzate riducendo le fermate e dando la priorita’ semaforica agli incroci…cosa che a Milano pare inattuabile.Il progetto della tranvia interperiferica Nord risale ai primi anni duemila…e in 20 anni hanno visto la luce pochi chilometri gestiti in modo discutibile.Non ci siamo.Le amministrazioni devono essere piu’ celeri nel reperire le risorse,accedendo anche ai bandi Europei per la mobilita’ sostenibile,ed attuare le misure previste nel PUMS a scadenze certe.Redigere un documento che poi resta sulla carta non ha alcun senso.Sono ferme da anni anche le nuove preferenziali sulle circonvallazioni,per completare questi benedetti anelli ai quali si lavora dagli anni novanta…Le linee T (tram veloci) previsti dal Pums restano un sogno:questi sono interventi riorganizzativi della rete che sarebbero attuabili da subito…e che dovrebbero essere richiesti con forza da ATM,in quanto porterebbero ad un aumento dei passeggeri e ad un aumento dell’efficienza della rete.Vi sembra possibile che il 15 faccia 32 fermate in 7 chilometri per collegare Rozzano a Milano?Ci impiega quasi un ora…e la colpa non e’ del traffico (viaggia tutto in sede riservata) ma del numero spropositato di fermate e della mancata precedenza ai semafori che fa perdere decine di minuti di viaggio.Mi dite poi che senso ha la fermata di Piazza Bibbiena a 50 metri da quella di Viale Tibaldi?Con il tram che perde 5 minuti buoni per attraversare la circonvallazione.E poi questa sarebbe una gestione da citta’ Europea?

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