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Milano | Sempione – Un ponte di legno davanti alla Triennale

Viale Pietro e Maria Curie sfidiamo chiunque, senza una mappa di Milano alla mano, a sapere dove si trovi.

E’ una via che prosegue l’elegante via XX Settembre sino a Viale Molière, proprio davanti al Palazzo della Triennale.

Su la Repubblica è stato pubblicato un articolo che mostra, cin una serie di disegni e render, come un progetto firmato dall’architetto Cino Zucchi per la Triennale e il Comune di Milano sia in fase di studio per riqualificare uno spazio urbano da tempo abbastanza abbandonato e insignificante, il ponte ferroviario che scavalca le ferrovie della stazione Nord.

Un progetto pensato per essere completato per la XXII edizione dell’Esposizione internazionale di architettura, che aprirà i battenti il 1° marzo e durerà fino al 1° settembre 2019, e che sarà intitolata ‘Broken nature: design takes on human survival’.

Il ponte sarà realizzato in lamelle di legno, gradoni per le sedute e ali che nasconderanno in parte la sottostante ferrovia. Dovrà diventare un luogo di sosta e per le passeggiate. L’intenzione finale è quella di dedicarlo all’architetto Gio Ponti (ponte Ponti, suonerà un po’ strano…). Per la sua costruzione serviranno circa 300mila euro, e l’idea della Triennale è di creare un finanziamento collettivo che coinvolga imprese, ma anche semplici cittadini, che avranno una targa con il proprio nome sul ponte.

Quindi il Comune in pratica non dovrà sborsare un centesimo.

Idea carina, visti anche i disegni, ma vogliamo riflettere su alcune cose: una struttura del genere richiederà sicuramente costi di manutenzione, manutenzione sempre un gran problema per questa città (e Italia); intendiamo sporcizia che si infilerà sicuramente fra le lamelle, scarabocchi degli imbrattamuri e logorio del tempo, che sul legno sarà sicuramente costante e distruttivo in pochi anni. Insomma, forse non varrà la pena avere un ponte che, invece che riqualificare un luogo, rischierebbe presto di andare in rovina. Conosciamo i nostri “polli”.

Poi, non sarebbe il caso di concludere i lavori lungo i viali Molière e Milton? Infatti nel 2014 i lavori vennero avviati per creare piste ciclabili, ma nel tratto dei viali verso via Pagano, l’intervento pare sia stato affossato, lasciando il parcheggio selvaggio sulle aiuole del Parco Sempione. Non sarebbe il caso di intervenire prima lì? (qui troverete altre immagini e info sull’intervento mai concluso).




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


18 thoughts on “Milano | Sempione – Un ponte di legno davanti alla Triennale

  1. Islington

    L’idea di per sé è bella, peccato che gli architetti continuino a vivere in un fantastico mondo dove non esistono né writer né vandali e dove la manutenzione è costante e puntuale…

    1. Anonimo

      Ma nel fantastico mondo degli architetti (quelli della triennale perlomeno), esiste anche l’italiano o ci dobbiamo tenere l’indigeribile titolo inglese “Broken nature: design takes on human survival’.”

      (che poi si spera sia una edizione più interessante del catastrofico flop del 2015, al di là del nuovo titolone incomprensibile 🙂 )

  2. Anonimo

    Fossimo negli anni ’80 parleremmo del trionfo dell’effimero. E forse la definizione è giusta anche oggi.

    Occorre un progetto innovativo e coraggioso per coprire i binari. In mancanza, preferisco investire i soldi in sana manutenzione e risistemazione di quel che c’è già. Il fatto che i soldi siano di privati e non del Comune non significa che sia giusto buttarli in un progetto che oggettivamente oltre il breve orizzonte temporale dell’evento, non ha alcun futuro. Se non costi iperbolici di manutenzione o più probabilmente, di smaltimento.

    1. Anonimo

      Perfettamente d’accordo, l’unico investimento veramente durevole per la città sarebbe la copertura, almeno parziale, dei binari delle ferrovie nord, per ampliare il parco Sempione. Il ponte, anche ciclo pedonale, già c’è, seppure la manutenzione andrebbe migliorata. Triennale sia un motore per la città di sostanza, non fuffa

  3. Anonimo

    Con tutto l’affetto per le sofisticate e rarefatte menti degli Esperti della Triennale, dedicare ad un Architetto come Ponti con un ponte in …legno è come celebrare Giotto con una mostra di quadrati o Caravaggio con dei quadri arcadici 🙂

      1. Anonimo

        Del resto è la gente che ha scelto il progetto vincitore per Piazza Castello… 🙂

        Speriamo la Natura faccia presto il suo corso e li sostituiscano con UF per valutare progetti e concorsi!!

  4. Pierre

    Importante è di migliorare sempre di più i posti pubblici di Milano. A me l’intervento in legno piace molto. Credo che sia un materiale ancora poco visto a Milano e quindi ben venga.

    1. Anonimo

      Certo, in un rendering o in uno schizzo a matita modello Crozza-Fuffas è bellissimo.

      Ma hai idea cosa significa un ponte IN LEGNO nel clima e nella scarsa manutenzione di Milano?? In poco tempo sarà un rudere inguardabile

  5. Alberto Tadini

    e partendo dal ponte rimettere a posto quella che voi chiamate elegante via XX settembre e che, a passarci e guardarsi attorno, è decisamente meno elegante: bus parcheggiati alla cavolo, auto sui marciapiedi, buche nella strada, nei marciapiedi, attraversamento del tram con canyons. e l’eleganza scompare!

  6. Adriano

    Li se ci fosse un po’ di lungimiranza e visione del futuro, da parte del comune, bisognerebbe fare quello che ha già proposto urbanfile, cioè coprire tutto da Cadorna fino a Domodossola facendo sopra un parco…ma questo è un sogno che con la giunta dei proclami e delle idee senza sponsor non avverrà mai, non riescono a fare un progetto serio per viale papiniano e piazza sant’agostino cosa vuoi che riescano a fare qualcosa di decente per quella zona…altra occasione sprecata..e io pago…Expo , city life e garibaldi porta nuova, progetti fatti dalla Moratti, Io di progetti così belli realizzati da questa giunta aspetto ancora i progetti per ora gli scali e il naviglio possiamo dare come voto 0. Vediamo solo il tempo potrà dare un voto a questa giunta rispetto a quello che grazie alla Moratti è stato fatto non c’è paragone che tenga.
    Ma quando vi candiderete alle comunali?
    Io se fossi in voi farei una lista civica con l’appoggio della lega prossima e futura forza politica che governerà l’Italia… almeno spero..

    Ah tra le altre cose non è ancora una notizia riportata dai giornali tipo corriere (che appoggiano questa giunta anche se fa minchiate), il comune ha chiesto a Luxottica 700000 euro per convertire una parte dell’area industriale di via tortona in showroom e con quei pochi spiccioli , servono per non obbligare luxottica a fare posteggi interrati cosa che per qualsiasi PGT sarebbero obbligatori visto l’alta densità di popolazione e la scarsità dei posteggi nell’aea.
    Noi del comitato solari tortona ci stiamo muovendo per far si che il comune chieda più posteggi a luxottica e se non verranno realizzati come la legge impone, almeno che quei soldi vengano investiti per sistemare la pista ciclabile inutile costruita da maran e sopratutto che venga rimossa la rotonda peggio costruita nella storia di questa città sempre da Maran in via sthendal.

    1. Anonimo

      Caro Adriano, il tuo punto di vista è interessante, ma non mi pare interamente condivisibile. Citylife, Expo, Garibaldi, Porta Nuova, aggiungerei anche M4 e M5, Mind, forse le olimpiadi invernali e Milanosesto, e persino l’insuccesso dell’EMA – giocato alla pari con Amsterdam e gli enormi interessi relativi, perso ai dadi – sono progetti andati in porto o in dirittura d’arrivo o che progrediscono perché c’è stato gioco di squadra tra forze politiche diverse e la stessa società civile. E’ anche questo che rende la nostra città un riferimento per l’intero Paese, non dimentichiamolo. Un caro saluto, e auguri per l’anno che sta per cominciare, che ci porti concordia e voglia di fare il bene comune.

    2. _

      Adriano, negli ultimi 10 anni nel mondo c’è stato il boom degli investimenti immobiliari e Milano è stata l’unica città italiana che ne ha un po’ approfittato, quindi da noi son successe un sacco di cose (belle).

      Sulle specifiche cose che citi penso che tu abbia ragione da vendere, ma è indubbio che un po’ di boiate (alcune davvero clamorose), non possono cancellare un trend che anche per le felici congiunzioni astrali, a Milano è stato positivo.

      Per il futuro temo non basterà più “cavalcare l’onda”, ma non ho voglia di essere troppo pessimista sull’economia mondiale in questi giorni di festa 🙂

  7. Wf

    Bellissimo e diventa un seesighting point per la triennale.

    Ossia un punto nel panorama urbano dove individuare lingresso alla triennale.

    Lunico problema è proprio la durevolezza nel tempo…

    Ma l’idea di caratterizzare un luogo con un segno importante nel paesaggio è geniale e vincente e avvincente.

    Farlo però durevole e gestibile per il futuro…

  8. Anonimo

    Ma tecnicamente sarebbe realmente coprire i binari dello scalo di Cadorna creando così un area verde o addirittura edificabile ?

  9. Anonimo

    I ponti in legno sono belli e possono essere anche molto durevoli se fatti in un certo modo.
    Ma le sottili “listerelle” di questa proposta in ambiente esterno non possono durare. Nemmeno spendendo cifre enormi in manutenzione.
    E’ giusto investire anche in bellezza, ma la bellezza, quando si parla di architettura pubblica e non di performing art, dev’essere fatta per durare.

  10. CM

    Segnalo che forse questa non è una priorità dell’area.
    Se la passano decisamente molto peggio le vie adiacenti lato parco e a ridosso della ferrovia, frequentate tutto il giorno da strani individui che da lontano sembrano contrattare e smerciare “qualcosa”….
    Se si riuscisse a creare una zona meno imboscata e più di transito, forse le cose cambierebbero.

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