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Milano | Porta Volta – Ciclabile Ceresio-Baiamonti: aggiornamento gennaio 2019

Vi aggiorniamo sulla situazione del cantiere per le ciclabili di via Ceresio e piazzale Baiamonti a Porta Volta. Per il momento non vogliamo commentare, anche perché i lavori non sono ancora conclusi.




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Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


19 thoughts on “Milano | Porta Volta – Ciclabile Ceresio-Baiamonti: aggiornamento gennaio 2019

    1. Anonimo

      Ottimo. Bisogna estirpare la maleducata abitudine dei ciclisti di usare i marciapiedi e costruire ciclabili è uno dei sistemi per salvaguardare i pedoni.

  1. Anonimo

    Servono almeno altri 200km di piste come questa per rendere il centro di Milano un luogo sicuro in bicicletta ed incentivare i Milanesi all’utilizzo di questo mezzo.

  2. Anonimo

    Bene, si va nella direzione giusta che è quella di ridistribuire meglio lo spazio pubblico della città. Ora è per lo più regalato alle auto, bisogna far scendere di molto quella percentuale dandone un po’ a pedoni, mezzi pubblici, bici e verde. Serve più coraggio ancora, pedonalizzando e creando spazi pubblici piacevoli si porta ricchezza e si fa bene al commercio e all’economia

  3. Manuel

    Frequentatori osservati sulle piste ciclabili attuali:
    – gente che cammina tranquillamente anche con 4-5 metri di marciapiede a disposizione e dedicato a pedoni
    – gente che corre
    – gente che spinge carrelli della spesa
    – badanti che spingono sedie a rotelle
    – gente a spasso con il cane che si trova a 5 metri ovviamente sulla pista ciclabile e il proprietario è nel cloud,
    – gruppi di persone ferme a chiacchierare avendo a disposizione il marciapiede.
    I pochi ciclisti osservati:
    – non usano le piste ciclabili in loro presenza mentre il codice della strada ne prevede l’obbligo di utilizzo.
    – procedono in gruppo ovviamente affiancati.. perché si sa la città è tentacolare e c’è sempre il pericolo di perdersi
    – procedono in senso contrario
    Inoltre cosa si vuole fare, esiste un piano di rete ciclabile, si o no? Non si hanno le destinazioni e le distanze di dove conducono queste piste.
    Cos’altro dire… soldi ben spesi!

      1. Luca Rezzonico

        Taci bifolco padanino, non ne azzecchi mezza.
        Trovati un lavoro, produci e fattura.
        Così almeno ci eviti la tua rottura.

    1. GArBa

      tristemente vera constatazione di abitudini inveterate. sarebbe bene che si cominciasse a sanzionare pedoni e ciclisti che abusano dei rispettivi spazi. ancora oggi una contravvenzione a un pedone su una pista ciclabile è un fatto da titolo di giornale, come pure una ad un ciclista che non la utilizza pur essendo presente. sarà che siamo arrivati tardi alle piste cliclabili, o che c’è stato sempre un diffuso buonismo nei confronti dei “cattivi” automobilisti… ora però le strutture ci sono.

  4. Wf

    Però proteggere i marciapiedi creati nuovi con dissuasori.

    Sennò sarà un disastro annunciato.

    E nin dite che non era prevedibile e inatteso…

  5. Anonimo

    @manuel: le tue osservazioni possono anche essere giuste. Ma quindi? Io ne deduco solo che siamo ancora troppo indietro e non sappiamo ancora bene cosa sia una pista ciclabile e a cosa serva. Gli spostamenti in bici sono il 6% in totale, non è pochissimo. Pensa a questo 6% in più trasformato in auto, o in rumorose moto (con costi sociali dovuti a congestione e inquinamento) o in passeggeri del tpl (con costi a carico della collettività).

    Andare contro lo sviluppo della ciclabilita ha poco senso, perché risparmieremmo tutti tantissimo se vi fossero più ciclisti. Anche gli automobilisti se ne gioverebbero, trovando più facilmente strade meno congestionate e più spazio per le loro lamiere.

    Facciamo un piccolo sforzo, iniziamo a vedere potenziale dove c’è, non criticare sempre chi fa scelte diverse dalle proprie. I ciclisti non sono il male, se prendono un senso unico o passano con un rosso lo fanno in condizione di sicurezza, credimi che non sono aspiranti suicidi. Chi ammazza i ciclisti sono solo le auto e la loro folle velocità. Chi ammazza la città, con rumore, inquinamento e invivibilita, sono sempre e solo le auto. Non c’è tanto altro da aggiungere.

    1. _

      Condivisibile in pieno, a parte l’ultimo paragrafo.
      Delle auto mi importa poco, ma i ciclisti troppo spesso si comportano da irresponsabili. Verso i pedoni e verso loro stessi (poi i costi dell’ospedale li paghiamo tutti, mica solo loro…)

      1. Anonimo

        Quindi secondo te i ciclisti cadono da soli, vanno per colpa loro sotto le auto e i pedoni pure? Mah.. lasciami dissentire, l’ultimo paragrafo è oggettivamente corretto e anche supportato da dati e fatti. Prendi un qualsiasi incidente mortale in cui è coinvolta un’auto e un pedone/ciclista, la colpa è quasi sempre imputabile a distrazione dell’autista o troppa velocità dell’auto. I pedoni e i ciclisti sanno che in un incidente avranno la peggio, un guidatore di suv per lo più se ne frega, ne uscirà indenne, al massimo si ritroverà con la carrozzeria ammaccata.

        1. Anonimo

          Dissento su frasi come questa:
          “I ciclisti non sono il male, se prendono un senso unico o passano con un rosso lo fanno in condizione di sicurezza, credimi che non sono aspiranti suicidi”

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