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Milano | Calvairate – L’Ortomercato pronto alla riqualificazione

Sotto l’albero natalizio Sogemi, la società che gestisce i mercati agroalimentari all’ ingrosso di Milano, ha trovato 50 milioni, il finanziamento che cercava: ben due le offerte pervenute, una delle quali, firmata Banco- Bpm, considerata assai vantaggiosa.

Un attesa durata anni e necessaria per l’Ortomercato, specie dopo che il Comune diede il via libera alla riqualificazione di via Lombroso, rimandandola però all’arrivo di capitali privati che la finanziassero.

Ora ci siamo, tra qualche mese vedremo finalmente l’avvio dei lavori che dovrebbero concludersi nel 2021.

Il progetto prevede la totale riqualificazione dei vecchi padiglioni, orami degradati, cadenti e inadeguati, che saranno sostituiti da nuovi padiglioni.

Intanto Sogemi ha acquistato i diritti per la mascotte di Expo 2015, Foody, il personaggio creato dalla Disney per l’evento e diventato di proprietà dell’Ortomercato per 50mila euro. Presto il pupazzo fatto di verdure, ispirato ai dipinti dell’Arcimboldi, lo vedremo affisso all’interno dei padiglioni e non solo.

Sarà anche la volta per il “Mercato Ittico Milano”, il nuovo marchio che è stato pensato per valorizzare le eccellenze cittadine del settore e costringere gli operatori a fare squadra, visto che il mercato ittico di Milano è il più importante d’Italia: con 11mila metri quadrati di estensione, 1.300 tesserati e 25 grossisti, ha chiuso il 2018 con oltre 75 milioni di euro di vendite e 100.000 quintali di prodotti commercializzati.




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


26 thoughts on “Milano | Calvairate – L’Ortomercato pronto alla riqualificazione

  1. Anonimo

    A me l’idea che un mercato ortofrutticolo all’ingrosso debba stare dentro la città, a ridosso della circonvallazione, mi sembra una mezza stupidaggine.

    Evidentemente a chi si occupa di urbanistica sta bene così, però imponiamo che camion e TIR per l’approvvigionamento possano circolare solo di notte e che i furgoncini dei dettaglianti siano obbligatoriamente elettrici, almeno questo.

    1. BLANCO

      Ma tu non hai idea delle dimensioni che ha il mercato ortofrutticolo! È gigantesco fuori Milano non c’è più spazio per una simile struttura!

      1. vittorio tauber

        Fuori da Milano c’è tutto lo spazio che si vuole, basta individuarlo. Sull’area dell’Ortomercato ci starebbe benissimo una Cascina Merlata Plus II, con fermata Suburbane a Zama.

        1. BLANCO

          vittorio tauber nel mondo delle favole c’è tutto lo spazio che si vuole.
          Dimmi una zona di tali dimensioni disponibile nei pressi di MIlano??

        2. Sandro Pocci

          Vittorio Tablet, un’area grossa come quella dell’ortomercato non è facile da trovare, per via dei numerosi limiti di ogni location.
          A Cascina Merlata sarebbe impossibile

    2. Joe

      Il pesce arriva per via aerea a Milano alle prime luci dell’alba. Obbligare i mezzi a effettuare movimentazioni notturne non ha senso, dato che movimenterebbero pesce già vecchio.
      Che i mezzi della consegna porta a porta siano elettrici ci può stare anche se le difficoltà da superare sono notevoli, sia in termini di costo di acquisti dei van sia in termini di installazione delle colonnine di ricarica. Infatti non basta installarle all’ortomercato: ogni azienda dovrebbe dotarsi di un paio di colonnine. E nemmeno così il problema è risolto.
      Come sempre, perdona se insisto, si accusa il trasporto veicolare per l’inquinamento: la prima fonte sono i riscaldamenti domestici, troppo spesso a carbone. Nel referendum di 2 anni fa, una parte politica che non cito si era addirittura schierata contro l’estrazione di gas in Adriatico. Ossia contro la fonte energetica più pulita (escludendo le rinnovabili e il nucleare).

  2. Simone De Pasquale

    Il mercato all’ingrosso più grande d’Europa è quello di Parigi. Ma non si trova a Parigi, bensì a Rungis, circa 20km a sud della capitale francese, nei pressi dell’aeroporto Paris Orly. Quando, negli anni ’90 Fiera Milano decise di trasferire i padiglioni nell’area dismessa dall’ex raffineria di Rho, in molti gridavano allo scandalo perché la fiera stava “abbandonando” Milano. Il vero problema è che “noi” siamo malati di campanilismo. E molti di “noi” non capisce, non concepisce o semplicemente non accetta l’idea che viviamo in un contesto metropolitano che ormai prescinde dai limiti comunali. Purtroppo un po’ è anche colpa della politica!

  3. enrico

    Non ho capito cosa accadrà nell’area a nord di via Lombroso. Mi pare che sia esclusa dal progetto. Sbaglio?

    Non sarebbe il caso di aggiungere una fermata delle linee S in corrispondenza proprio di via Lombroso, circa 1km sia da Forlanini che da Pta Vittoria e, magari di prolungare il 16 dall’attuale capolinea di Monte Velino fino a piazzale Ovidio (meno di 1,5 km di rotaie) proprio per creare un ulteriore interscambio con le linee S alla possibile stazione Ortomercato?

  4. Massimo

    L’Ortomercato alle spalle di Piazzale Cuoco è da decenni un ecomostro di cui il Comune di Milano si è sempre lavato le mani nei confronti dei tanti residenti nella zona prospicente. Da anni e anni Comune e Polizia Locale se ne lavano le mani delle continue segnalazioni dei residenti che denunziano lo stazionamento nelle ore serali e notturne e la domenica sera di decine di TIR con motori costantemente accesi e pertanto con livelli d’inquinamento assolutamente inaccettabili (ma casualmente centraline per la rilevazione dello smog non ce ne sono). Non parliamo poi del fatto che spesso e volentieri di notte i residenti vengano svegliati da caroselli di clacson dei suddetti TIR che per convincere ad aprire i varchi alle ore prestabilite non vengono di certo lesinati. Del riposo notturno di noi residenti di questa zona degradata (ormai un suk nordafricano) nessuno si occupa. Il Sindaco Salah, si occupa esclusivamente delle problematiche dei radical chic come lui. L’Ortomercato NON deve stare in città!

    1. Dimitri

      Sarò brutale, è nato prima l’ortomercato o la casa in cui è residente? Se lei ha deciso di abitare davanti l’ortomercato o il mercato ittico era ovvio che avesse traffico di mezzi pesanti durante la notte.
      La parte dei clacson è brutta ma davvero vuole un vigile alle 3 di notte?

        1. BLANCO

          Se ripensassero completamente l ortomercato potrebbero spostare l entrata dei tir lontana dai centri abitati per cui il problema non si pone.

      1. Massimo

        Purtroppo ci sono nato e non ho la possibilità di acquistare casa altrove. Sono case costruite nello stesso periodo in cui è stato costruito l’Ortomercato. Non voglio un Vigile alle tre di notte ma poiché i vari problemi sono tristemente noti il Comune non ha mai fatto nulla solo perché il potere contrattuale di poveri cristi è pari a zero! Hanno parlato a più riprese di spostare i varchi lato via Toffetti (dove non ci sono abitazioni) ma non hanno fatto mai niente e niente faranno neppure in questa ristrutturazione dove sono previsti esattamente gli stessi varchi d’accesso. Provi a farsi un giro la domenica sera in auto in via Lombroso, farà fatica a passare e rischierà pure la pelle perché l’incrocio con via MonteVelino è totalmente occultata dai TIR. Una vergogna!

      2. _

        C’è da dire che chiunque pensava che l’ortomercato l’avrebbero spostato di li.

        Fino al 1965 era in Largo Marinai d’Italia (dove c’è adesso il Parco)
        Fino al 1911 era al Verziere

        Era ora di spostarlo ancora più fuori, ma purtroppo l’urbanistica di Milano è governata da priorità diverse (evidentemente) e ci terremo i camion in città.

        Anche perchè il pesce e le melanzane in bici dubito li approvvigioneranno 🙂 🙂

    1. BLANCO

      Dovrebbero fare un uscita dalla tangenziale dedicata all ortomercato! Così si eliminerebbe il traffico dei camion in città

  5. Lorena

    Miano, una città che si veste e si trucca da città cosmopolita gestita da radical chic che hanno ridotto le periferie una MERDA (scusate il francesismo ma non trovo altro aggettivo per descrivere meglio ) ma nell’animo rimane “mi manda Picone”. I
    taliani senza identità unitaria che svende e amministra con pressapochismo il patrimonio nazionale. SVEGLIATEVI da questo torpore è oblio. L’occasione sarà ancora questo maggio e nel 2021!

  6. CM

    speriamo che la realtà delle cose possa essere come nei rendering, soprattutto a sud dell’ortomercato, dove oggi si è stabilizzata una vera favelas di rifiuti di ogni genere, compresi quelli umani….

  7. Wf

    http://www.affaritaliani.it/milano/ortomercato-fallimento-dei-sindaci-moratti-pisapia-sala-580946.html


    Ortomercato, fallimento dei sindaci. Moratti e Pisapia. E Sala…L’Ortomercato è uno dei fallimenti della giunta Moratti, della giunta Pisapia e anche della giunta Sala. Ecco perchédi Fabio Massa

    Partiamo da qui. “Il problema del mercato ortofrutticolo è che noi lavoriamo in un’area infrastrutturale nata nel 1965 e pensata per il tipo di lavoro che si faceva 50 anni fa”. E ancora: “Questa struttura porta a un’organizzazione del lavoro poco e problematica. Se si entra oggi in un centro logistico con un camion questo attacca a una ribalta. Ecco da noi la ribalta non c’è. Questo implica un’organizzazione del lavoro anacronistica con se società e 500 persone che lavorano di notte. Una situazione che comporta logiche e prassi del passato”. Le parole sono quelle di Cesare Ferrero, presidente dell’Ortomercato, a Luca De Vito di Repubblica. Diciamolo chiaro, e poco diplomatico.

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