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Milano | Estetica: tra sopralzi cafoni e accettabili

Che dire, torniamo per l’ennesima volta a cercare di parlare di sopralzi su edifici già esistenti. Dibattito che vede la maggioranza dei cittadini contrari ma che la Commissione del Paesaggio (ente preposto a salvaguardare l’estetica della città) e la Sovrintendenza (ente preposto a garantire la storicità di un edificio e il suo contesto), avere pareri differenti.

Michele Sacerdoti, ambientalista e ex-consigliere municipale (Municipio 3), ci ha scritto qualche settimana fa a proposito del nuovo sopralzo costruito sul palazzo di via Cordusio 2.

La commissione per il paesaggio doveva richieder di togliere i volumi tecnici e la loro schermatura nera sul colmo del tetto e lasciare il tetto preesistente. Il nuovo piano vetrato è inaccettabile perché altera le percezione dell’edificio, con una sovrastruttura moderna che si vede benissimo dalla piazza Cordusio e da tutte le strade laterali.

La vecchia schermatura da via Cordusio non si vedeva perché molto arretrata. Come minimo si doveva chiedere un arretramento superiore dalle facciate e non l’utilizzo di tutto il tetto con un arretramento di non più di 1 metro. Così si è fatto un regalo a Hines che potrà affittare a caro prezzo i nuovi spazi per ufficio con vista sul Duomo.

Nel 2005 Ligresti, allora proprietario del palazzo, si era limitato a chiedere di inserire nelle cappuccine sul tetto e il progetto era stato bocciato perché nel palazzo non vi era il 33% di residenza, requisito minimo che era stato aggiunto alla legge regionale sui sottotetti per impedire l’utilizzo per gli uffici. Ora non so dove abbiano recuperato la slp aggiunta sul tetto, forse dai sotterranei o dal risparmio energetico.

Bisogna ricordare che piazza Cordusio e via Dante sono state costruite nell’Ottocento con un regolamento edilizio ad hoc che imponeva l’allineamento di gronda degli edifici. Già era stato costruito un orrendo sopralzo sull’edificio accanto all’angolo con via Meravigli che avevo contestato a suo tempo perché visibile dall’ottagono della galleria e che portò a sottoporre tutti i sottotetti alla valutazione dell’impatto paesistico da parte della commissione edilizia. Quel progetto fece scandalo allora in Consiglio Comunale, questo è anche peggio perché le pareti sono verticali, quello le aveva oblique come un tetto mansardato.

Che dire, un po’ dobbiamo dargli ragione, troppo spesso i sopralzi o sottotetti sono dei veri pugni negli occhi. In un nostro articolo realizzato qualche settimana fa, appena spacchettato l’edificio, avevamo sostenuto che il sopralzo prima era esteticamente anche peggio, che le schermature tecniche erano comunque brutte e ben visibili dalla piazza, come si vede dalle due foto a confronto poco sopra.

Dopo esser tornati in piazza Cordusio, qualche giorno fa, un po’ dobbiamo ricrederci, e dire che, effettivamente il nuovo sopralzo sul palazzo storico è decisamente ben visibile e onestamente più pesante di quanto ci immaginassimo in confronto ai rendering mostrati in precedenza, anche se comunque meno invasivo del precedente impianto.

Ci chiediamo a questo punto come mai, chi di dovere, non interviene per bloccare o far modificare certe realizzazioni, dettando delle regole chiare?

Anche perché, come ben sappiamo, non è l’unico esempio di sopralzo.

Allora abbiamo fatto un giro per il centro (anche se i sopralzi in giro per la città non mancano, decisamente troppi e spesso brutti a vedersi), alla ricerca dei più “importanti” sopralzi visibili dalla strada.

Cominciamo col palazzo incriminato: Cordusio 2

Coma appariva da via Cordusio

Adiacente vi è il palazzo di Via Santa Maria Segreta, che ha un sopralzo realizzato da oltre vent’anni, che è decisamente un pugno in un occhio non indifferente.

Sempre in piazza Cordusio possiamo ammirare interventi discreti e interventi un po’ cafoni come nei due esempi qui di seguito. Dove sul tetto del palazzo di Via S. Prospero 1 qualche anno fa è stata costruita una piccola “serra” che un po’ si vede dalla piazza, mentre sul palazzo Catotlica, come si vede, sono state aperte, anni fa, degli abbaini sul tetto, scelta migliore, secondo noi, in questo contesto.

Volevamo far notare anche interventi realizzati ormai più di sessant’anni fa come sul palazzo delle Poste di via Bocchetto, un piano sgraziato aggiunto su un palazzo ottocentesco.

Proseguiamo il nostro giro e ci imbattiamo sugli interventi effettuati in diversi tempi sui palazzi di via Dante. Abbaini, cappuccine e un piano in più in stile… alcuni accettabili altri un po’ azzardati.

Altri interventi azzardati li troviamo nel vicino Corso Magenta. Sul palazzo di Via S. Giovanni sul Muro 18 e Corso Magenta 2 qualche anno fa è stato realizzato un intervento che, seppure molto impegnativo, alla fine è risultato esteticamente ben riuscito.

Mentre per il piccolo edificio d’epoca posto all’angolo con via Santa Maria alla Porta, sempre qualche anno fa, osarono realizzare una serie di terrazze a gradoni per uniformarsi col palazzo vicino, anch’essa una soluzione decisamente azzardata ma alla fine quasi naturale.

Il Largo Cairoli trovamo il rosso palazzo d’angolo con Foro Bonaparte e via Cusani sopralzo qualche anno fa con un intervento che scimmiotta il palazzo ma in versione “povera”. Infatti il bel cornicione d’un tempo, è stato eliminato e al suo posto delle piccole travi di legno, degne di una rimessa di campagna, fanno capolino da sotto la gronda. Un peccato.

Altri esempi che raduniamo assieme, sempre in zona centrale. Alcuni passabili, altri veramente invasivi.




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


10 thoughts on “Milano | Estetica: tra sopralzi cafoni e accettabili

  1. Francesco De Collibus

    Finora non sono riuscito a capire come sia possibile che alcune cose vengano accettato. Piazza Cordusio, cuore monumentale di Milano e pam, ti schiaffano un sopralzo del genere. Non ho parole. Come al solito, in Italia si può fare tutto.

  2. Lorenzo

    Per favore chiedo all’ente competente (credo il Comune) di emettere normative più severe in modo da rendere possibili solo sopraelevazioni poco visibili dalla strada e comunque esteticamente di buon livello. Diversi palazzi di Milano sono stati rovinati da sopraelevazioni vergognose che imbruttiscono le strade e le piazze della nostra città

  3. Anonimo

    Sul sopralzo in piazza Cordusio, sarebbe interesssante leggere le motivazioni ed i commenti della Commissione Paesaggio quando ha approvato il progetto e anche come il progetto è stato presentato. Purtroppo è pubblico solo il verbale sintetico (che dice solo si/no e non quello completo).

    E’ però innegabile che dopo decenni in cui si discuteva di abusi edilizi anche pesanti, adesso di discute di decisioni magari in parte criticabili ma prese legittimamente e da organi preposti al controllo. E’ innegabile che sia un passo avanti ed anche notevole.

    In ogni caso a me lo scoramento viene non solo quando punto in naso all’insù a guardare alcuni sopralzi e sottotetti ma soprattutto quando lo tengo ad altezza normale e vedo l’orrore dell’arredo urbano e della gestione degli spazi pubblici di Milano. Ivi compresa Piazza Cordusio.
    Non voglio fare il solito benaltrista, ma se uno passa di li oggi, il sopralzo bello o brutto che sia non è il problema principale. Anzi.

    1. Francesco De Collibus

      Ma l’arredo urbano lo cambi in in un secondo, un sottotetto invece è una bruttura che sopravvive i secoli, smerdando per sempre i prospetti delle vie. L’arredo urbano è mobile by default

      1. Anonimo

        Teoricamente quel che dici non fa una grinza.

        In realtà io continuo a vedere gli edifici di Milano che ogni tot anni si rinnovano, cambiano, vengono restaurati, puliti, ridipinti. E generalmente resi più belli.

        Invecenl”arredo urbano (in senso lato) è sempre li, uguale, brutto. Gli stessi marciapiedi in bitume degli anni 50. I parcheggi auto a bordo strada come negli anni 60. Panettoni e archetti anni 70. La viabilità in piazza Cordusio ferma agli anni 80 quando fu pedonalizzata via Dante.

        Quando attraversi a piedi piazza Cordusio, la tristezza non ti viene per il sopralzo, che se non sei un lettore di UF o di altri siti specializzati, forse manco lo noti. Il problema è che la tristezza non ti viene nemmeno per la cura degli spazi pubblici, perchè ANCHE a quella bruttura siamo ormai abituati ed anestetizzati.

  4. Anonimo

    Non mi dispiace un tocco di modernità su edifici storici. Fin dall’antichità ci sono state compenetrazioni di diversi stili in diverse epoche. Poi se proprio si vuole fare una regola è semplice: “il sopralzo deve avere lo stesso stile del piano inferiore”. Anche se questa regola poi creerebbe monotonia, che invece uno stile moderno evita compenetrandosi con lo stile precedente. Tra l’altro con i sopralzi si aumentano i metri quadri senza dover costruire nuovi palazzi e quindi devastare l’ambiente e consumare terreno che già ce n’è poco. A Milano si potrebbero alzare di qualche piano moltissimi palazzi. Una cosa insopportabile sono quei palazzi di 4 piani vicini a palazzi di 7 piani. Alza quello di 4 di tre piani. O le piazze circondate da palazzi di 6 piani e poi da un lato un palazzino di tre piani o peggio ancora nulla. Uniformali tutti a 6 piani o costruisci un nuovo palazzo di 6 piani su quel lato.

  5. Wf

    Larredo Urbano che vedi camminando a milano è la cosa piu brutta che vedi tra le città a cui Milano vorrebbe paragonarsi.

    Bisogna cominciare da li.
    Perché se uno il brutto lo vede intorno a 2 metri giustifica anche tutto quellomche ce sopra i palazzi.

    Le due cose sono connesse.

  6. Anonimo

    Il vero scandalo non è il sopralzo, ma il fatto che il colore di quel palazzo storico sia passato da un giallo paglierino a un grigio cemento. Ma come si fa??

  7. Luca

    Un vero e proprio SCEMPIO, soprattutto per il palazzo in Cordusio. Un plauso ai fenomeni che hanno pensato a questa soluzione e a coloro che l’hanno permessa

  8. Michele Sacerdoti

    Ringrazio Roberto per l’interessante articolo e la citazione del mio commento.
    Mi ero occupato dei sottotetti negli anni 2000-2005 lanciando la campagna Tetti Protetti. Potete trovare qui i sottotetti che avevo criticato.
    http://www.msacerdoti.it/notizie0304.htm#31/10/03
    Realizzare dei sottotetti o sopralzi armonizzati con l’edificio sotto e il contesto è molto difficile, sono stato per 5 anni in commissione per il paesaggio come rappresentante del consiglio di zona 3 e ho partecipato a molte discussioni, e anche in zona 3. Spesso i progetti vengono presentati in modo da minimizzarne l’impatto, come in questo caso in cui non sono stati presentati i rendering dalle vie retrostanti, via Cordusio, via Santa Maria Segreta e via Negri, da dove si vedono anche bene i pannelli solari non integrati nel tetto ma a 45 gradi.
    Il parere della commissione è molto stringato, nel primo parere si è limitata a chiedere “che il nuovo volume vetrato in copertura venga arretrato dalle facciate per minimizzarne l’impatto”. Il primo progetto era quello esposto sulle cesate del cantiere. Nel secondo parere “considerato che la nuova soluzione di progetto interpreta correttamente le osservazioni contenute nel precedente parere, ritiene che l’intervento si inserisca correttamente nell’edificio e nell’ambito di riferimento”. In un terzo parere ha poi approvato i dettagli costruttivi che a mio parere aumentano l’impatto del sopralzo con i vetri molto arretrati rispetto alla struttura portante, che risalta notevolmente.
    Su via Santa Maria Segreta non è stato effettuato alcun arretramento, il progetto è rimato invariato. Così all’angolo di via Cordusio con via Santa Maria Segreta la finestra d’angolo è disassata, si vede bene dalla foto.
    Non sono affatto d’accordo con il commento che chiede di portare tutti gli edifici di una piazza o via alla quota dell’edificio più alto presente e infatti ho ottenuto a suo tempo che il Regolamento Edilizio prescriva che negli edifici a cortina l’allineamento sia fatto con l’edificio più basso. Il rialzo degli edifici, oltre ai problemi architettonici citati, crea ombre sugli spazi pubblici e peggiora in generale la qualità della città.

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