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Milano | Portello – La stupenda chiesa del monastero e il suo restauro

Immersa in un contesto moderno, quello del Portello e delle torri di CityLife, si trova la piccola chiesa di Santa Teresa del Bambin Gesù.

Il Tempio di Santa Teresa del Bambin Gesù, pur essendo annesso al Convento di clausura delle Monache delle Carmelitane Scalze, è una chiesa che si affaccia su Via Marcantonio Colonna, è aperta al pubblico e funzionante per le attività liturgiche e religiose seguite da molti fedeli devoti alla Madonna e a Santa Teresa D’Avila.

Il convento è una Congregazione di stretta clausura la cui attività principale è la preghiera. Un’alta parete impreziosita da un ricamo, come fosse un candido pizzo, cela il complesso del convento: un giardino, gli orti e le abitazioni delle monache.

La storia di questa preziosa chiesa apparentemente anonima, caratterizzata da un gusto romantico espresso nello stile neoromanico, comune a molte altre chiese realizzate cent’anni fa, è molto più antica e affascinante.

Le vicende delle Carmelitane Scalze sono strettamente legate alla storia del monastero e del convento dei Carmelitani Scalzi, oggi entrambi scomparsi e situati originariamente in via della Moscova, in pieno centro città dove si trova la Mediateca di S. Teresa.

Il primo Carmelo milanese, fondato nel 1671 da un gruppo di religiose del Monastero di Cremona, fu intitolato ai Santi Giuseppe e Teresa e si sviluppò molto rapidamente in numero di monache. Il Monastero stesso delle Carmelitane ottenne la concessione alla fondazione nel 1671, venne eretto nel 1673 e fondato l’anno successivo nella parte periferica del quartiere di Porta Nova che, seppur interno ai bastioni, era ancora ricco di spazi liberi destinati a verde agricolo. Le monache trovarono inizialmente alloggio in case esistenti, adattate alle nuove necessità, che in occasione della fondazione vennero messe a loro disposizione dai Padri Carmelitani patrocinatori della fondazione del monastero ed erano stanziati in Porta Nova sin dal 1614. Dopo l’erezione del monastero e della chiesa, anche lo stradone (via della Moscova) venne chiamato di Santa Teresa.

LA mediateca di Santa Teresa in via della Moscova

Risale all’8 luglio 1700 il primo documento che si riferisce a questioni edilizie: le monache chiedono di poter incorporare la vigna al vecchio monastero e di poterlo riedificare secondo le norme vigenti. La Chiesa, ancor oggi esistente, costituì certamente la parte più importante dell’ampliamento: situata al confine con la proprietà dei Padri, prospiciente lo stradone e separata da esso da un cortiletto e da un porticato e stretta tra corpi di fabbrica che la univano ad altre parti del monastero.

Solo nel 1737 si ha la prima descrizione dell’edificio da parte di Serviliano Latuada nella Descrizione di Milano: “ E’ la chiesa di una sola Nave con Architettura moderna, la quale forma come una piccola croce, essendovi gli altari né bracci laterali della medesima, ed in fronte dell’ingresso il maggiore, in cui si vede l’immagine di Santa Teresa, dipinta dal rinomato Stefanmaria Legnano. Fu questa chiesa dedicata a’ Santi Giuseppe e Teresa, primari protettori dell’Ordine, ed innanzi ad essa vi ha un atrio con porticato, per cui si passa dalla parte sinistra alla Porta del Monastero,…”. In compenso non viene fornita alcuna indicazione del progettista.

Le riforme di Giuseppe II, succeduto a Maria Teresa nel 1780, portarono alla soppressione di molti monasteri in città, fra cui quello delle Carmelitane di Milano nel 1782. Le monache si disperdono trovando ospitalità in luoghi diversi e i beni immobili e mobili passano di proprietà. Nel 1797 la Chiesa e il Coro vennero utilizzati dalla Manifattura Tabacchi occupata temporaneamente dai militari.

Solo nel 1925 si rivedranno a Milano le Figlie di Santa Teresa. Per i primi quattro anni le Monache si stabilirono nella antica Villa del Restocco (Bande Nere) in attesa della ultimazione del nuovo Monastero in costruzione di Via Colonna al Portello.

La fondazione di questa Chiesa è stata resa possibile grazie alla nobildonna siciliana principessa Maria Paternò che, dopo venticinque anni di matrimonio, divenne suora carmelitana. Nel 1923 la monaca carmelitana Teresa di Gesù Bambino era stata proclamata beata e la sua canonizzazione giunse nel 1925. Fu così proprio in quell’anno che cominciò, grazie alla principessa Paternò, la costruzione della Chiesa e del Monastero annesso. L’edificazione del Monastero ebbe inizio il 30 settembre 1925. Si tratta della prima Chiesa in Italia dedicata a questa Santa: pur essendo annessa ad un convento non ha le dimensioni di una cappella, come avviene solitamente, ma presenta grandi dimensioni ed una ricchezza artistica notevole. Venne progettata dalla principessa Paternò stessa che la disegnò nei minimi particolari, sia per quanto riguarda la pianta che gli schizzi di tutti i dipinti e le decorazioni interne. Nonostante l’ingente patrimonio messo a disposizione della nobildonna, fu necessario raccogliere ulteriori fondi per completare la costruzione dell’edificio: essa stessa riuscì a raccogliere donazioni in tutta Italia che permisero la realizzazione del progetto e, ancora oggi, il 30 settembre di ogni anno viene celebrata una messa a suffragio dei suoi benefattori. La Comunità delle carmelitane vi si trasferì definitivamente il 16 settembre 1929 e il 3 ottobre il Cardinale Schuster vi stabilì la clausura.

Il Cardinale Schuster era rimasto colpito da questa Chiesa e, mentre era in visita alla parrocchia della Cagnola (non lontana dal sito), la definì “bella come un gingillo” volendo sottolineare come ogni particolare fosse stato curato nei minimi dettagli.

Nel 1940, all’inizio della guerra, la Chiesa non era del tutto completata: mancava ancora il pavimento. Quando il 20 ottobre 1944 ci fu il bombardamento sulla città, gli stessi aerei sorvolarono la zona dove sorgeva la Chiesa ed alcune bombe distrussero un angolo del Monastero e in parte il lato sinistro della Chiesa. Le monache vennero sfollate per ragioni di sicurezza. Negli anni ’50 si decise di ricostruire le parti distrutte e di realizzare il pavimento. In questo periodo la Chiesa divenne Parrocchia, perché la popolazione della zona iniziava ad aumentare e, in attesa che la costruzione della vicina Chiesa di Sant’Ildefonso terminasse, dovette accogliere i suoi fedeli per quattro anni.

Nel 1979, la Chiesa dovette affrontare i cambiamenti imposti dal Concilio Vaticano II, in particolare fu necessario lo spostamento dell’altare che doveva essere girato verso i fedeli; i lavori furono affidati alla scuola Beato Angelico: si cercò di conservare le strutture esistenti recuperando tutti i materiali originali, e cambiando solo lo stretto necessario senza rovinare la bellezza della Chiesa.

La Chiesa di Santa Teresa si sviluppa su tre navate , una centrale e due laterali. Percorrendo la navata si giunge alla zona del Presbiterio e dell’Abside arricchita da un imponente dipinto murale affrescato dal celebre pittore M.C.Grandi e da una statua in materiale lapideo dedicata a Santa Teresina, opera dello scultore Castiglioni. La volta dell’abside è decorata con figure di angeli e santi Carmelitani rivolti verso Maria. Il dipinto murale si sviluppa su tre ordini con colori tenui quasi acquerellati sui toni del marrone/beige che conferiscono al dipinto un aspetto delicato ed uniforme, ad eccezione della figura della Santa che è l’unica a spiccare per i suoi toni decisi. Anche la parete di controfacciata è interamente dipinta su firma di M.C. Grandi datato 1936.

Il dipinto rappresenta l’Apoteosi della Piccola Via: la Santa nell’atto di guidare verso il Signore un gruppo di anime. Il raccordo tra l’abside e la volta centrale avviene tramite una piccola volta decorata con un cielo stellato in oro su fondo blu.

La volta della navata centrale è decorata con affreschi di angeli alternati a dipinti che rappresentano la vita di Santa Teresa.La vita della Santa viene rappresentata anche in sedici quadri affrescati lungo le pareti della navata , definiti “piccola Via”.

La navata principale e le due navatelle laterali sono divise in quattro campate ciascuna con volta a crociera. L’andamento delle campate della navata principale è scandito da imponenti arconi a tutto tondo in materiale laterizio a vista sorretti da esili colonne in materiale lapideo con capitelli in stile composito modellati con figure antropomorfe e vegetali. Le volte delle quattro campate sono abbellite da sfondati dipinti a tinta unita azzurro intenso a da figure di Angeli alati. Anche i punti di innesto delle chiavi di volta sono arricchiti da rosoni con figure di puttini alati. 

I costoloni delle vele sono sottolineati da greche dorate e geometriche. La navata principale è illuminata da ampie monofore con vetrate decorate. Le superfici che fanno da contorno alle aperture sono interamente decorate con scene di vita di Santa Teresa del Bambin Gesù. Tutti gli affreschi presenti sono ad opera di M.C.Grandi. Dalla navata si passa alle navatelle laterali attraverso ampi arconi a tutto tondo in materiale laterizio a vista impostati su pilastri a pianta quadrilobata ingentiliti dalla presenza di lesene in marmo che terminano con capitelli in stile composito come quelli della navata principale. Anche le volte delle navatelle si sviluppano con impianto a crociera che sorreggono vele decorate con sfondato a tinta unica beige. Un rosone modanato dorato sottolinea la presenza della chiave di volta.

Nelle navatelle si aprono cinque Cappelle, tre lungo la navatella di destra e due lungo la navatella di sinistra.

L’ultima Cappella della navata sinistra è mancante per consentire l’accesso alle Monache all’interno della Chiesa dal Convento. Lo sviluppo di cinque Cappelle fa si che la pianta della Chiesa risulti asimmetrica. Tutte le Cappelle sono riccamente decorate con dipinti murali, semicalotte dorate ed elementi decorativi lapidei. Percorrendo la Chiesa da destra verso sinistra passando per il Presbiterio incontriamo:

– Cappella dedicata ai Santi Fondatori del Carmelo: Santa Teresa d’Avila e San Giovanni della Croce.

– Cappella dedicata alla Madonna del Monte Carmelo con un bassorilievo in marmo che rappresenta la presentazione di Maria Bambina al Tempio.

– Cappella dedicata a Santa Teresa del Gesù Bambino dove sono custodite anche le spoglie della Santa.

– Ingresso alla Sacrestia con un grande affresco che rappresenta Gesù a colloquio con la Samaritana.

– Cappella dedicata al Sacro Cuore con scene della Crocifissione.

– Cappella dedicata a San Giuseppe in stile leggermente diverso dalle altre poiché interamente ricostruita a causa dei danneggiamenti avvenuti durante la guerra.

– In cima alla navata la Cappella da dove le monache seguono le celebrazioni liturgiche separate da una grande grata. Sopra un affresco che rappresenta le Vergini sagge che hanno atteso lo Sposo con le lampade accese.

Su incarico delle Madri del Convento, l’attività di progettazione del restauro e l’ attività di Fundraising presso Enti privati e pubblici sono state seguite dallo Studio dell’ Arch. Giulia Francesca Marcato, il cantiere di restauro autorizzato dalla Sovrintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici di Milano è stato diretto dall’ Arch. Angela Latocca ed i restauri eseguiti dalla GF Marcato srl di San Giuliano Milanese. Si evidenzia che i lavori di restauro degli apparati decorativi/pittorici interni ed esterni sono stati eseguiti per lotti successivi in relazione alle disponibilità economiche del Monastero e, soprattutto, grazie alla costante attività di ricerca fondi e alla generosità di finanziatori privati ( fedeli, Società e Fondazione Bancaria) e pubblici che hanno creduto nel progetto. I restauri iniziati nel 2010 si erano interrotti nel 2015 per ragioni finanziarie. Grazie al cospicuo contributo su progetto dello Studio Marcato della Regione Lombardia, Monastero delle Carmelitane Scalze ha vista accolta la Sua richiesta di finanziamento per la conclusione del lotto V del restauro dell’ apparto pittorico interno e il restauro di tutte le superfici esterne della Chiesa compreso il campanile iniziato nel 2017 e terminato nel dicembre 2018.

Qui di seguito gli affreschi prima del restauro.

Ringraziamo l’Architetto Giulia Francesca Marcato per la preziosissima collaborazione e disponibilità.




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


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