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Milano | Lampugnano – Il Palasharp: un derelitto in cerca di nuova vita

Onestamente avremmo preferito vedere demolita questa struttura obsoleta e più temporanea che definitiva e sostituita da un impianto più “concreto”; ma tant’è, è lì, a Lampugnano, ai piedi del Monte Stella dal 1985 (Famoso inizialmente come Palatrussardi), quando venne costruito in fretta e furia perché Milano aveva perso il suo bellissimo Palazzetto dello Sport sotto una nevicata epocale.

Una struttura realizzata per durare non certo 34 anni e più. Ma come ben si sa, il PalaSport ancora in città manca: Manipulite, l’inchiesta giudiziaria che ha colpito l’imprenditoria e la politica milanese per tutti gli anni Novanta, ha bloccato qualsiasi intervento e iniziativa, lasciando una città come Milano senza un’arena sportiva degna della sua fama. Il Forum di Assago venne in soccorso al PalaSharp dal 1988, senza però garantire capienza e importanza come lo fu il mitico PalaSport di San Siro.

Il Palasharp contava più di 8 mila posti a sedere. Fu inaugurato il 27 settembre 1986 con un concerto di Frank Sinatra; tra gli altri vi furono concerti dei Nirvana, dei Metallica e di molte altre star di quegli anni, oltre alle partite di basket e numerosi eventi di altro genere.

Nel 2011 la chiusura definitiva dell’impianto, seguito da anni di abbandono e proposte per esser convertito addirittura in moschea. Tutte proposte finite in nulla, sino ad oggi. Infatti è notizia recente quella che vuole vedere questo palazzetto ritornare in attività dopo le dovute ristrutturazioni, pronto per diventare (eventualmente) la Milano Hockey Arena, pronta ad ospitare gli eventi dell’Olimpiade invernale del 2026 (sempre che Milano venga scelta come sede).

La struttura del Palasharp è uno dei tre impianti su cui punta il sindaco Beppe Sala per le Olimpiadi. Infatti affiancherà il Forum di Assago e il nuovo Pala Italia che dovrebbe sorgere a Santa Giulia. Naturalmente, se dovesse esserci l’assegnazione dei giochi olimpici, un futuro per questa tensostruttura potrebbe esserci, altrimenti potrebbe venir demolito.

Il costo stimato (secondo quanto scritto nel dossier ufficiale della candidatura ai giochi) è di 7,8 milioni di euro, interamente a spese di soggetti privati, a cui il Comune potrebbe aggiungere circa mezzo milione di euro.

Comunque dal Comune fanno sapere che ci potrebbero essere già due nomi interessati al progetto per riqualificare la Hockey Arena. I nomi sono ancora segreti in questa fase, ma si può già ipotizzare che si tratti di promoter che organizzano grandi eventi e concerti. L’assessore allo sport Roberta Guaineri ha creato le condizioni per le due proposte da mettere a gara per far tornare il Palasharp luogo di sport e musica. Ovviamente, ci sarà una gara pubblica per decidere a chi assegnare i lavori e la futura gestione.

Entro marzo il Comune metterà la struttura in sicurezza eliminando le occupazioni interne che causano forte degrado al quartiere. Mentre in primavera l’area del palazzetto verrà visitata dagli ispettori del Cio (Comitato internazionale olimpico).




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


6 thoughts on “Milano | Lampugnano – Il Palasharp: un derelitto in cerca di nuova vita

  1. Renato S.

    Ricordo sommessamente che un tempo l’area era parte del parcheggio di corrispondenza di Lampugnano con la M1. Al posto di sognare arene sportive che nessuno vuole costruire (e gestire), perché non tornare all’origine ampliando l’attuale parcheggio infernalmente sovraffollato e – magari – riqualificando il terminal dei bus ormai palesemente insufficiente? Si tratta di un’area che potrebbe dimostrarsi preziosa anche in vista del decollo dell’Area B.

    Ma forse, trattandosi di attività senza lustrini, al Comune non gliene può importare di meno?

    1. Andy77

      Quale sarebbe il problema? A Roma c’è la moschea più grande d’Europa ed è molto bella. Sarebbe meglio vedere la gente pregare per strada come avviene adesso? Tieni presente inoltre che la comunità musulmana è l’unica che non riceve 5% e paga tutto di tasca propria. Se fosse progettata una moschea come quella di Paolo Portoghesi sarebbe un bel lascito per la città da un punto di vista architettonico nonchè come modello sociale per tutto il resto d’Italia.
      P.S. sono ateo convinto da dall’età di 10 anni.

    2. Mauro Cadorna

      Luca, spero te ne costruiscano una davanti a casa, così almeno avrai un motivo valido per dar sfogo alla tua tristissima frustrazione e bieca ignoranza.
      Torna a scuola e prendi almeno la quinta elementare, altrimenti, come sempre, farai ridere i polli.

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