"Anche le città hanno una voce" — Segnalazioni, bellezze, architettura, storia e altre curiosità urbane.

Milano | Porta Venezia – La stazione Arcobaleno e la questione degli sponsor

Dallo scorso giugno la fermata della M1 Porta Venezia è diventata una fermata “arcobaleno” simbolo della comunità Lgbt. Infatti per il Pride 2018 una pubblicità del canale d’intrattenimento Netflix aveva completamente rivestito le pareti della stazione con adesivi colorati che formavano su tutte le pareti un bellissimo arcobaleno.

La stazione di Porta Venezia

Così il Sindaco Sala lo scorso anno, dopo i pareri positivi da molte parti di cittadini e non solo, aveva espressamente chiesto che i colori rimanessero fissi in questa stazione.

Milano, ancora una volta, diventava la città aperta ad ogni tipo di cultura e di orgoglio, degna di far parte di un’Europa per tutti i cittadini.

Qualcuno aveva sollevato un piccolo brontolio, ma alla fine, come al solito, i milanesi hanno accettato e assorbito senza problemi.

Qui di seguito alcune stazioni “rainbow” da città internazionali.

Come è risaputo, il quartiere dove si trovano più locali e dove abita la maggioranza della comunità LGBT- gay a Milano, si trova proprio tra Porta Venezia a Loreto.

La stazione Porta Venezia è diventata un simbolo dell’intero quartiere e andrebbe tutelata col suo colorato muro.

Ora, da qualche giorno la stazione è sottoposta ad un intervento dove le pareti, sia al piano superiore (dove si trova il mezzanino dei tornelli) sia al piano inferiore (quello delle banchine d’attesa dei treni) sono rivestite da una struttura metallica realizzata con una gabbia in ferro e ricoperta con lastre d’alluminio, non certo una istallazione temporanea da rimuovere in quattro e quattr’otto.

Sono state moltissime le richieste di spiegazione arrivate da parte degli utenti della metropolitana rossa direttamente ad Atm, che subito aveva risposto via Twitter che “si tratta di un’installazione pubblicitaria temporanea che non prevede la rimozione dell’arcobaleno”.

E invece non è così come ha poi ammesso, scusandosi, la stessa azienda di trasporti che conferma invece che per tre mesi la multinazionale americana Nike comparirà a tutto campo su ogni livello della stazione.

Da quanto ci è stato detto, il contratto per l’allestimento della stazione era stato stipulato prima della decisione di far diventare permanente la stazione arcobaleno.

Ora però il Sindaco, allo scuro della sponsorizzazione, ha chiesto di trovare una soluzione per non fare la figura da ciculatè. Una delle ipotesi è quella di trovare un’altra sezione da allestire con i colori arcobaleno.

La stazione “Arcobaleno” deve rimanere dove si trova il quartiere LGBT, a Porta Venezia, non certo a Palestro, la stazione ipotizzata che potrebbe sostituire quella di Porta Venezia.

D’altra parte la sponsorizzazione della stazione da parte della Nike sarà stata onerosa, soldi che andranno comunque in tasca ad ATM, che ne ha tanto bisogno.

Oggi i vertici ATM si sentiranno con i responsabili di IgpDecaux, la società che gestisce la pubblicità nelle stazioni della metro.

Ora, non sarebbe meglio se in qualche modo la stazione avesse un simbolo LGBT-Rainbow da qualche parte e proseguisse per i tre mesi come da accordi? Magari la stessa Nike, quale azienda di fama mondiale, potrebbe aggiungere qualcosa al suo modo scelto per promuovere i proprio prodotti. Naturalmente senza allestire alcuna altra stazione.

Potrebbero chessò, colorare arcobaleno tutte le scale, come è stato fatto a Buenos Aires (vedi foto sopra).

Ci teniamo a sottolineare anche un’altra cosa: il mezzanino della stazione, quello del primo livello, viene utilizzato da gruppi di ragazzi sudamericani per divertirsi e passare il tempo utilizzando l’inutile spazio vuoto (un tempo qui vi era una galleria piena di negozi che mai prese piede veramente e che venne smantellata una trentina d’anni fa) per allenarsi in coreografie e balli tipici delle loro nazioni (Perù, Ecuador, Bolivia e Colombia); adesso che la Nike ha chiesto di poter trasformare lo spazio in una grande palestra, queste piccole comunità gioiose che fine faranno?




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


16 thoughts on “Milano | Porta Venezia – La stazione Arcobaleno e la questione degli sponsor

  1. Gabriele

    Ma che poi, l’effetto finale dell’intervento Nike non è nemmeno male! Potrebbe essere un’idea per fare un restyling ad altre stazioni al posto dei pannelli di pietra così anni 50 e anni 70. Da un tocco di modernità e un effetto persino più di design rispetto alle stazioni più recenti e nuove (vedi Rho fiera)

    Però ormai Porta Venezia è un simbolo per la comunità LGBT e quell’arcobaleno stava facendo parte di un sistema sociale e cittadino che la rendeva iconica.
    È auspicabile che trovino una soluzione migliore di allestire una nuova stazione.

    1. Anonimo

      Scusa?????

      Toccare il design di Albini & Helg che si studia in tutto il mondo????

      la linea M1 avrebbe bisogno di un bel restauro conservativo MA NESSUNA MODIFICA AL DESIGN, al massimo sostituzione dei neon e della gomma Pirelli che sono gli unici due dettagli che non hanno superato la prova del tempo.

  2. Lochlomond

    Altro tonfo della sinistra rosé, zero diritti sociali e solo fufferie ideologiche. Stazioni rainbow delle corporations, e biglietti alzati a 2 euro per tutti, per finire con il Comune stritolato in clausole pregresse. Very simbolico e distopico…

    1. Anonimo

      L’articolo spiega chiaramente che il contratto con Nike era stato firmato prima della decisione di rendere definitivo l’allestimento del pride (che deriva da un allestimento Netflix). A contratto firmato temo ci sia poco da fare

  3. Anonimo

    Credo che allestire una stazione della metro con i colori arcobaleno sia una iniziativa simpatica. In occasione dei vari gay pride all’estero si fa spesso (come da esempi nell’articolo), non solo le stazioni, ma anche un treno pellicolato e alcune postazioni del bike sharing, le fermate del bus.

    Rendere la cosa “permanente” in una specifica stazione invece mi convince meno perchè toglie freschezza e novità (è sempre lo stesso) e poi ci si abitua. Tra l’altro l’dea del “quartiere gay” è veramente vetusta – fa proprio anni 80/90. Il movimento LGTB non ha più bisogno e voglia di rinchiudersi in una specie di ghetto, penso.

    1. Anonimo

      I quartieri gay non sono dei ghetti, sono aperti alla città, non sono fortini. Il termine ghetto ha tutta un’altra accezione. Porta Venezia è un modello di quartiere inclusivo e vivo, con mille attività, negozi, iniziative, gay e non. A mio parere è bello e giusto che continui a essere vissuto e caratterizzato per essere gay friendly. La stazione con l’allestimento permanente è una bella idea. Sono sicuro che dopo la parentesi di Nike torneranno i colori del pride

      1. Anonimo

        E si, a contratto firmato c’è proprio poco da fare…prova a chiedere al precedente sindaco come uscire dagli accordi pregressi, scaricando sui cittadini il costo delle relative costose penali…

      2. Anonimo

        “Porta Venezia è un modello di quartiere inclusivo e vivo, con mille attività, negozi, iniziative, gay e non. A mio parere è bello e giusto che continui a essere vissuto e caratterizzato per essere gay friendly.”

        Grazie al cielo siamo a Milano e nel 2019 e tutta la città è ormai da vari anni così a parte magari le aree marginali e periferiche e problematiche.

        La parola “ghetto” suona orribile, sono d’accordo, ma il concetto stesso di “quartiere gay” è ormai vetusto ed è bello che sia sempre più superato! Al prossimo pride sarebbe bello che la fermata arcobaleno fosse a Porta Genova, magari coinvolgendo anche la facciata della stazione. L’anno dopo potrebbe essere porta Romana o altre stazioni vicino alle università. Secondo me aiuterebbe molto di più e sarebbe più fresco e anche utile.

        1. Anonimo

          mah, magari proprio tutta tutta anche no….

          prova a passeggiare mano nella mano col tuo fidanzato a Corvetto, a Gratosoglio o a Quarto Oggiaro e poi mi racconti.

          1. Anonimo

            Corvetto, Gratosoglio, Quarto Oggiaro (e anche parti del Giambellino se è per questo) sono storia a parte…Forse il pride son loro che dovrebbero farlo,:-) ma non è il caso di inerpicarsi in questioni del tutto OT…

            Persone dello stesso sesso mano nella mano a Milano ormai le vedi normalmente quasi dappertutto, di sicuro non ne vedi di più a Porta Venezia che in altre zone simili di Milano.

    1. Anonimo

      Ottimo, quando si tratta di problemi fondamentali con lobby ben strutturate alle spalle, le soluzioni si trovano in un lampo.

      Adesso che è tornata la calma, non è che ATM e Comune possono dare un’occhiatina a cosa sta succedendo alla fermata del 2 di Porta Genova che è due mesi che è ferma?
      E anche (scusate se mi allargo, che so di non meritarlo) a sistemare il problema dei dissuasori in Lodovico il Moro che son stati messi in modo tale che le auto bloccano il tram quasi tutti i giorni? Grazie!!

  4. giuliano

    Su alcune testate si dice che atm dovrà rinunciare a 100.000 euro di introiti che visto l’aumento imminente dei biglietti a 2 euro forse non era il caso di regalare una stazione personalizzata alla comunità lgtb……..però a pensarci Sala potrebbe fare degli abbonamenti personalizzati arcobaleno e farli pagare a loro i mancati introiti.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.