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Milano | Città Studi – Lo stato indecoroso della conoscenza

Città Studi è il luogo dove si sono insediate nel tempo alcune facoltà universitarie di Milano, lo si può dedurre anche dal nome del quartiere. Quindi un luogo fondamentale per la formazione delle generazioni future, luogo che dovrebbe dimostrare anche il RISPETTO per tutto: per la storia, le persone e le cose.

Rispetto che, come vi mostriamo, non esiste più.

L’avevamo già segnalato più volte, ma inutilmente. Un esempio è la povera Statua di Eugenio Villoresi in Piazza Leonardo da Vinci, oramai una tavolozza per provare la propria firma da lasciare sul candido marmo. Così come sulle panchine e a terra, sui marciapiedi, sui pali e ogni altro oggetto scarabocchiabile.

Che dire del palazzo principale al centro del complesso degli edifici destinati all’Ateneo, progettato da Gaetano Moretti e da Augusto Brusconi, e costruito nel 1927?

Che dire delle povere statue ai lati della facciata?

Che dire dei muri, degli scalini, e dei fiori e delle aiuole…

Anche attorno alla piazza possiamo ammirare lo stato pietoso dei palazzi del sapere, tutti naturalmente conciati allo stesso modo. Possibile che non esista un sistema che mantenga il più possibile questi muri puliti? Possibile che a questi ragazzini non si riesca ad insegnare il RISPETTO per le cose?

Per fortuna, dobbiamo dire, al Politecnico se ne sono accorti e mentre scrivevamo il pezzo sono comparse delle recinzioni davanti alla facciata del Politecnico, quella storica, e speriamo presto vengano rimosse quelle scritte deplorevoli.




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


12 thoughts on “Milano | Città Studi – Lo stato indecoroso della conoscenza

  1. Anonimo

    Tutto vero. Cambiando per un istante prospettiva, oltre a deplorare lo stato dell’educazione civica e invocare la repressione poliziesca, perché non si adottano, almeno negli edifici recenti e più a rischio come le scuole, materiali e accorgimenti per ridurre l’impatto dei writers/taggers/graffittari ecc.., ad esempio con pilotis a ridosso della strada, siepi, barriere di legno da ricoprire con edera a bassa manutenzione o simili?

    1. Adriano

      Non diciamo assurdità cosa facciamo copriamo tutte le facciate degli edifici con rampicanti?
      Il problema è stato risolto a new york, per ogni writer/delinquenti che segnali con foto o chiamando la polizia ti danno dei soldi….e hanno risolto il problema delle tag.

      1. Anonimo

        Se non te ne fossi accorto, non siamo a New York. O almeno, ci siamo solo per quello che pro tempore più ci piace o più ci fa comodo.

        1. Adriano

          Con i se con i ma non si costruisce nulla.
          Se si vuole crescere bisogna imparare dagli altri che hanno risolto prima di te il problema.
          Se ti avessi detto una città a te cara avresti detto che si poteva fare.

          Non penso che mettere dei rampicanti su tutti gli edifici di milano possa essere una soluzione e anche mettere telecamere ovunque.

          Questo è come ragiona la nostra mente bacata.
          Abbiamo dato ai ragazzi spazi dove scrivere ed esprimersi? se la risposta è si, tutti quelli che fanno le tag sono dei delinquenti che non hanno rispetto del prossimo.
          Se invece non hanno lo spazio allora sono dei poverini.
          Questo è il nostro problema sempre due pesi due misure.

          Invece se non lo devi fare non lo fai. e mettere i writers in guerra tra di loro per guadagnarsi due lire può essere un buon modo per uscirne. E poi se qualcuno ce lo perdiamo per strada diciamo che lo rimpiangeranno in pochi.
          Evviva NYPD.

          1. Anonimo

            Questo forum è pieno di gente che vede troppi film americani.

            Negli Stati Uniti c’è un quadro legale completamente diverso dal nostro. Certe cose da noi semplicemente NON SI POSSONO FARE e punto.

            In USA un writer colto sul fatto viene portato via in manette e si fa, come minimo, la proverbiale notte in cella… da noi viene denunciato a piede libero e ci si rivede fra qualche mese in tribunale dove, se è fortunato, un giudice progressista decide che la sua è arte o libera espressione e lo rimanda a casa.

            Ovvio che non si possono mettere rampicanti su TUTTI i muri, altrettanto ovvio che in molte casi delle misure preventive sarebbero la soluzione più intelligente.

            Nel caso specifico, una bella cancellata, magari in stile, da chiudere la sera, credo che già da sola limiterebbe molto il problema.

          2. UMS

            La storia dei Giudici Comunisti amici dei bombolettari è una scusa ed anche una specie di favoletta falsa..

            Chiaro che se organizzi una volta ogni 4 anni una retata e becchi il mezzo artista incensurato e candido come una mammola che sta facendo il murale (ossia l’unico che si lascia prendere) e per fare il titolo sui giornali lo accusi di violazione di proprietà, danneggiamento pluri aggravato e violazione della legge sullo smaltimento dei rifiuti tossici perchè ha lasciato una bomboletta vuota 3 metri più in la, qualsiasi Giudice ti manda a stendere e lo assolve con formula piena….

            Se invece organizzi un nucleo di Polizia Municipale dedicato al contrasto del fenomeno vandalico delle scritte sui muri e giorno dopo giorno e settimana dopo settimana li bombardi di multe e denunce, (magari guardandole pure le telecamere che son disseminate in mezza Milano), la volta che porti in po’ di writes seriali con precedenti in Tribunale per la continuazione del reato e la recidiva (insomma con accusa più pesante) allora hai tutti i mezzi per vincerla.
            Così come ATM, agendo in modo serio ma continuativo, ottiene sempre le condanne penali di che è beccato a dipingere tram e metro.

            Col vantaggio che se il Comune dimostrasse almeno la voglia di contrastare il fenomeno in modo pacato e costruttivo (ossia senza fare i muscolari ma facendo qualcosa di serio e legale) può poi anche introdurre nel Regolamento Edilizio Comunale la norma che obbliga ogni condominio ed edificio pubblico a ripristinare il decoro entro 2 settimane dalle scritte, previo multa. (se lo facesse adesso, finiscono tutti alla ghigliottina)

            Se invece il massimo che si fa è prendere alcuni muri dei cavalcavia e dire ai writers dai andare a sfogarsi li…beh è possibile che non cambi molto rispetto allo schifo lercio e disgustoso che si vede in giro oggi.

  2. Anonimo

    Caro Adriano, guardi che potrebbe trovare il suo nipotino fotografato con la bomboletta appena uscito da scuola. Il problema è culturale, certo che serve la polizia (non le taglie da far west), ma non basta. Buona giornata

    1. Adriano

      ahahaha….per fortuna non conosco comunisti e gente da centri sociali nella mia famiglia.
      Comunque io dico che se si vogliono cambiare le regole si può fare. Il fatto che nella nostra legislazione non ci siano regole che portino all’educazione civica ma si giustifica sempre tutto a portato alla situazione attuale la nostra economia e cultura. Dove la minoranza modifica il volere della maggioranza.
      La cancellata chi la paga? io voglio che la paghi chi ha imbrattato.

      1. Andy77

        Mi chiedo come mai il blog non rimuova i commenti di personaggetti come questo. Chiederei a Urban file di moderare ogni tanto.
        Nel merito: caro Adriano FUAN, svastiche e croci celtiche in giro per la città appartengono alla tua Famiglia. Quindi il tuo ragionamento non funziona e fa acqua come le mele bacate. Ci vuole un approccio più complesso. A Berlino il Memoriale dell’Olocausto (che forse hai rimosso) è stato coperto di una vernice perticolare per rimuovere i graffiti. Esistono soluzioni per minimizzare i danni. Certo che poi una polizia seria e professionale (non i tuoi amichetti) e spazi per i murales come avviene anche a NY potrebbero limitare ancora di più il fenomeno (ad esempio alle fermate della M1 e M2 per darà più vivacità a degli ambienti ora un pò troppo cupi).

  3. Anonimo

    @UMS

    a) guarda che il nucleo antigraffiti della VU esiste già

    b) ma ancora con ‘sta storiella delle telecamere?? A parte che molte sono finte e sono solo un deterrente, molte sono accese ma non registrano …. per le altre, chi si mette a far passare migliaia di ore di registrazione di centinaia di TVCC?? Tu??

    c) multe??? Si dichiarano nullatenenti e non le pagano

    d) denunce?? Se ne fregano. Alcuni ne hanno accumulate a decine.

    e) giudici che assolvono? Basta leggere i giornali

    https://milano.repubblica.it/cronaca/2015/12/09/news/milano_writer_assolto-129105312/

    http://milano.repubblica.it/cronaca/2014/04/01/foto/writer-82452147/1/

    http://milano.repubblica.it/cronaca/2016/04/05/news/murale_a_lambrate_la_cassazione_conferma_l_assoluzione_perche_l_illecito_di_scarsa_gravita_-136990991/

    http://www.ilsecoloxix.it/Facet/amp/Uuid/6272cb1e-1b20-11e6-bf3d-fdf9c658a22d/La_Cassazione_assolve_i_writer_il_graffito_%C3%A8_lecito_se_il_muro_%C3%A8_gi%C3%A0_imbrattato_SKIAF_murales.xml

    Ha ragionassimo il commentatore che proponeva misure preventive che, poverino, è stato sbeffeggiato come se fosse un idiota mentre è uno dei pochi che ha detto cose di buon senso.

    1. UMS

      @Anonimo
      a) lo so che in teoria il nucleo antigraffiti dei Vigili c’è, ma mi sembrava ingeneroso rimarcare l’inettitudine del Comune a far lavorare in modo efficiente i suoi dipendenti (i vigili) e ho fatto finta non ci fosse.
      b) Comunque se il nucleo antigraffiti dei Vigili esistesse sul serio e non fosse l’araba fenice, le telecamere le utilizzerebbe lui (ovviamente non per ogni muro e ogni giorno…)
      c) Chi se ne importa se non pagano le multe, basta creare una montagna di precedenti e poi li incastri (non si sta parlando della povera zingarella senza fissa dimora… ma spesso di studenti che in parte tempo 20 anni ti trovi magari seduti in posti di responsabilità… Coi precedenti di decine di multe non pagate che passano nel penale? Ti rovini la vita se non sei un disadattato)
      e) Leggi gli articoli…ti sembra il profilo tipico del lercia muri taggarolo o di chi scrive slogan veteropoliticizzati?? Quelli assolti sono writers professionisti, che non dico si son fatti beccare apposta per farsi pubblicità ma magari anche si – e comunque nessuno era recidivo a quanto si legge (ci stanno attenti alle scappatoie legali)

      Comunque la mia era solo una proposta che partiva dalla considerazione che è dura che NYPD si possa trapiantare da noi. Poi se si può…bene tutto basta che qualcosa si faccia. Saluti

  4. Filippo

    Ci sono passato l’ultima estate, dalla piazza del Poli a via Colombo giù giù fino a Corvetto. La zona più brutta e fatiscente di Milano. Anzi, nemmeno sembra Milano. La facciata del PoliMI ricorda l’ingresso d’un istituto tecnico a Ciudad Jarez. Presso la facoltà di Chimica (edificio con pinnacoli) potrebbero girarci The Punisher 3.

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