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Milano | Bicocca Niguarda – Ex Manifattura Tabacchi, stenta a decollare

Era il 1930 quando venne costruito, nell’estrema periferia nord di Milano, a due passi dalla Bicocca, posto tra i viali Suzzani e Fulvio Testi, il complesso industriale della Manifattura Tabacchi. Un insieme di edifici che si sono sommati gli uni agli altri sino al 1960. L’industria venne definitivamente chiusa nel 1999.

Mappa da OpenStreetMap

Dopo qualche anno venne avviato il recupero degli edifici esistenti, sapientemente rivisitati negli spazi interni con caratteristiche di elevato livello qualitativo, è all’avanguardia per soluzioni progettuali e costruttive. Una parte residenziale, una parte preservata e trasformata in spazio culturale col Museo del Cinema.

Il recupero degli storici edifici industriali su viale Suzzani, è stato completato già nel 2010, ma a quanto pare, dopo nove anni, pare tutto fermo. L’edificio centrale è rimasto impacchettato da impalcature e teli da così tanto tempo che se ne è persa la memoria. I due corpi laterali, gli unici completati, aspettano ancora inquilini (non tutti gli appartamenti sono stati venduti).

Ai lati del complesso ci sono ancora i vecchi edifici transennati (a sud) e un grande spazio a nord in attesa di venire edificato (qui dovevano sorgere quattro torri residenziali). Insomma apparentemente pare un grande flop immobiliare.

Su viale Fulvio Testi si trova invece l’edificio trasformato in spazio culturale, il MIC – Museo Interattivo del Cinema.

Queste erano le palazzine costruite nel 1929-30 per la parte dirigenziale del complesso. Purtroppo il Museo è, secondo noi, poco valorizzato e poco conosciuto.

Concludiamo il nostro tour attorno al complesso osservando come la vecchia Caserma Mameli, oltre via Suzzani, sia ancora in attesa di qualcosa e appaia abbandonato e degradato.

Onsitestudio, su progetto degli architetti Giancarlo Floridi e Angelo Lunati,  aveva studiato una riqualificazione dell’intera area (101.500 mq) della vecchia caserma nel 2016, ma ancora oggi, come si vede, nulla si è mosso.




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


10 thoughts on “Milano | Bicocca Niguarda – Ex Manifattura Tabacchi, stenta a decollare

  1. Marina P.

    Una precisazione: il 121 di viale Fulvi Testi ospita solo in piccola parte il MIC- Museo Interattivo del Cinema. Tutto il resto dello stabile è sede della Civica Scuola di Cinema Luchino Visconti.
    Sono 3.342 mq su 3 piani, che ospitano 5 teatri di posa, uno studio televisivo con sala regia, uno studio di animazione, sala multimediale da 100 posti, 77 postazioni di montaggio, 16 aule, laboratori, mediateca con sala di lettura e visione, magazzino, attrezzature e uffici.
    Rilascia un Diploma equipollente alla Laurea triennale di 1° livello e “sforna” ogni anno decine di qualificati specialisti dell’audiovisivo, dagli sceneggiatori ai registi, dai tecnici del suono e di ripresa agli animatori.
    Sito -> https://cinema.fondazionemilano.eu

  2. Andy77

    Il problema è il costo degli appartamenti: si parla di 4500€/mq.
    Siamo in via Suzzani di fronte ad una ex caserma abbandonata e che richiede molto tempo per la riqualifica (non si sa cosa verrà fatto)
    Insomma soluzioni molto costose in mezzo al deserto dei tartari.

  3. Al Berto

    A) Quel giallino – grigio è un colore tristissimo, già se al posto del giallo si fosse usato il bianco sarebbe molto più elegante e piacevole
    B) Il complesso è soffocato da quelle mura. Immagino che la sovrintendenza abbia negato l’abbattimento, però è un peccato.

  4. Andrea

    Nessuno investirebbe per andare ad abitare li. Quando esci di casa ti ritrovi su un’autostrada desolata con davanti una caserma abbandonata, cammini da una parte e trovi un gigantesco prato desolato, cammini dall’altra parte e, a parte il supermercato, ti ritrovi nel bel mezzo di uno svincolo degno di un’autostrada (quello per andare a Bruzzano).

    Prima di realizzare quelle case dovevano sistemare viale Suzzani con degli alberelli da un lato e una ciclabile ben integrata con gli incroci dall’altro.

    Viale Suzzani ad ora non è una via di quartiere dove la gente ha piacere ad abitare e vivere.

  5. Eugenia Toni

    Io ci abito. La struttura in foto ancora impacchettata dovrebbe essere destinata ai docenti della Bicocca, (quella alle spalle del museo), così ci è stato detto. In effetti la sensazione da “lavori in corso” perenni e la mancanza di verde non sono molto attrattivi. I loft a piano terra che dovrebbero essere abitati da uffici e servizi sono ancora liberi. Tutti gli affacci se non danno sulla caserma volgono verso il campo dove è posizionata la ciminiera. Pare un corpo isolato nell’abbandono. In realtà credo che per le vendite (io sono in affitto) il percorso sia un pochino ferraginoso essendo questo un bene storico vincolato. Secondo me le vendite stanno risentendo anche della nascita del complesso più avanti detto “Triborgo”, immerso nel verde, con palestra inclusa e a prezzi più competitivi per essere una A4.
    Peccato, perchè la posizione di Manifatture, proprio sopra la metro Bicocca, è invidiabile

    1. Andy77

      Anche Triborgo è un progetto sopravvalutato. Anch’esso costoso e con un riscladamento/raffrescamento a geotermia che ha alti costi di gestione.
      Forse si rivaluteranno in futuro ma a quei prezzi non vale la pena acquistare in via Suzzani.

  6. Ermanno Levi

    Probabilmente se avessero buttato giù i due “casermoni”gialli e avessero ricostruito due caseggiati moderni con balconi esterni evitando di conservare l’aspetto di stabilimento, forse avrebbero riscosso maggiore interesse

    P.s.: non so se ci siano vincoli delle Belle Arti a modificare l’aspetto dei vecchi stabilimenti.

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