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Milano | Duomo – I portici sempre più in rovina

Ne avevamo già parlato: i portici (o buona parte di essi) di piazza del Duomo sono in rovina e il Comune pare non riesca trovare i soldi per un loro restauro.

Da oltre un anno in via Mazzini è stata installata una protezione temporanea per impedire che cornicioni e decori colpiscano i passanti. Qui si affacciano i portici meridionali che non ricevono manutenzione dal dopoguerra.

Stessa cosa sarebbe da dire per i portici settentrionali lato via Mercanti e Mengoni.

Possibile che non si riesca a dare una rinfrescata a questi importanti palazzi?

Al portico settentrionale, unico affidato ai privati, la manutenzione è più presente, come si vede anche dal ponteggio per la realizzazione del nuovo Hotel al suo interno.




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


12 thoughts on “Milano | Duomo – I portici sempre più in rovina

  1. Thorsten

    Se cadono intonaco e calcinacci occorre ben più di una semplice “rinfrescata”; se poi non riesce a sistemare marciapiedi e le strade… guardate i masselli della strade e il marciapiede nelle foto :-D. Ma poi sono di proprietà comunale?

  2. Renato S.

    Dove mette il Comune gli incassi degli affitti di quel complesso? Nel bilancio generale “tagliato” dai governi amici-nemici a Roma.
    E la manutenzione dei palazzi…

  3. Anonimo

    Piazza del Duomo. Si parla di Piazza del Duomo, non so se sia chiaro,
    poi c’e’ chi straparla di Milano capitale europea…

    1. Anonimo

      A parziale rimborso del furto delle riserve del Regno (all’epoca di gran lunga le più cospicue di tutti gli stati italiani) nonché del Banco di Napoli (idem come sopra) e delle fabbriche che i piemontesi si sono smontate pezzo per pezzo e portate al nord all’epoca dell’annessione FORZATA.

      Nonostante questo esproprio (non proletario) alla fine dell’800 la città più industrializzata d’Italia era ancora… Napoli

      I meridionali non ci pensavano proprio a unirsi al Nord… dopo l’annessione ci sono stati 10 anni di resistenza e guerra civile (che i piemontesi hanno chiamato “brigantaggio”) repressa nel sangue..
      100 mila morti compresi vecchi, donne e bambini… interi villaggi rasi al suolo…

      Hai mai sentito parlare degli eccidi di Pontelandolfo e Casalduni? O degli internati nella fortezza di Fenestrelle?
      Ti sei mai chiesto come mai i meridionali hanno cominciato a emigrare in massa DOPO l’unità mentre prima NON emigravano?

      STUDIATE CAPRE

      CAPRE CAPRE (cit.)

      (PS sono Lombardo da innumerevoli generazioni ma, a differenza di te, qualche libro di storia un po’ più approfondito del manuale delle Medie l’ho aperto)

      1. Anonimo

        Si sì dopo 150 anni forse il rimborso non penso possa tanto definirsi “parziale” e in ogni caso il lombardoveneto non aveva niente a che fare con i massoni piemontesi.

        1. Anonimo

          Visto che siamo in tema di lagne su avvenimenti di secoli fa, perchè il Museo di Capodimonte non restituisce a Parma la Collezione Farnese (cioè oltre la metà dei suoi quadri…) che sono stati illegalmente razziati ai tempi dei Borboni?

          1. gg

            razziati e venduti al British Museum, gli inglesi erano alleati dei borboni. Ma quando c’è da lamentarsi e “inventare” la storia una certa città è particolarmente rumorosa.

      2. gg

        anonimo delle 18.45 ha “studiato” ma dai libri delle favole.

        100.000 morti prima volta che sento sta cifra.

        Oro dei borboni = patrimonio privato della famiglia Borbone, non del popolo.

        10 anni di resistenza come se bava beccaris a milano abbia accarezzato i fiori.

        I meridionali hanno sempre emigrato, solo che con la chiusura delle frontiere e l’apparizione dei treni muoversi era più facile. Lo facevano anche i veneti, mio nonno è un esempio.

        Comunque pensa prima di scrivere cagate, è gratis.

    1. Renato S.

      Certo. Bisogna che cresca il valore dei palazzi circostanti. Sennò i proprietari come fanno a piazzarli e il Comune a incassare gli oneri di urbanizzazione del loro ricondizionamento?

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