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Milano | Derganino – L’area a ridosso dello Scalo Farini: quale futuro?

Via Calabria, viale Vincenzo Lancetti e via dell’Aprica oggi sono vie appartenenti alla zona “semi-centrale”, quella all’interno della Circonvallazione.

Qui però sembra ancora di essere in estrema periferia e in alcuni casi, come per un tratto di via Calabria, sembra di trovarsi in un distretto lontanissimo dal centro.

Abbiamo provato a fare un salto e a immaginarne il futuro, vista l’estrema vicinanza col progetto appena mostrato la settimana scorsa dello Scalo Farini. Scalo che vedrà una grande metamorfosi nei prossimi anni e che sicuramente contagerà anche i quartieri adiacenti.

Partendo da Piazzale Lugano, percorrendo il viale Luigi Bodio, sulla destra troviamo il Bodio Center, uno dei primi grandi interventi di riqualificazione urbana avvenuto più di quindici anni fa.

Ci troviamo nella zona di Derganino, un’antica frazione di Dergano dove una strada di campagna discendeva dal paesello di Dergano e incrociando l’antica chiesetta di San Rocco, si univa all’odierna via Bramante.

La ferrovia isolò definitivamente questa porzione di Milano, lasciandola legata in qualche modo allo scalo ferroviario.

Magazzini, piccole industrie (come Fernet Branca) e uffici inframezzati da edifici residenziali di varie epoche. Case operaie, e abitazioni a due piani del primo Novecento.

Verso piazzale Nigra e via Nicostrato Castellini troviamo proprio delle classiche casupole a un piano con giardino, tipiche dei primi anni del Novecento, sul modello delle case a schiera dell’Inghilterra industriale.

Via Calabria invece, segue un andamento a crescente ed unisce viale Bodio con viale Torelli e Viale Lancetti.

In questa via troviamo una serie di edifici di case operaie, oggi molto fatiscenti come il civico 2, come possiamo vedere dalle immagini che seguono. Qui vi è anche uno slargo senza senso simile ad un piazzale di un parcheggio. Ragazzini vi stavano giocando quando ci siamo passati, non certo un luogo ideale per dei bambini comunque.

Chissà poi come cambierà l’aspetto e la vivibilità di questo angolo di Milano con l’avvio dei cantieri per lo Scalo Farini. Ci sarà anche un cambio della composizione sociale e quindi anche dei prezzi delle abitazioni?

Via Privata Costanzo Cantoni doveva unirsi alla via Francesco Caracciolo nel quartiere dirimpettaio della Ghisolfa, ma nel corso degli anni nessun ponte è mai stato creato e la via Cantoni è a fondo cieco. Per fortuna, al contrario della via Calabria, qui alberature e case meglio mantenute (grazie anche alla vicinanza del Bodio Center), rendono la via e l’ambiente migliori.

Lasciamo l’angolo di Derganino e di via Calabria ed eccoci in direzione di viale Lancetti e via dell’Aprica.

In Viale Luigi Torelli 1 si trova un bell’edificio di edilizia operaia del primissimo Novecento. Una facciata color giallo Milano dalle classiche forme semplici e con le persiane verdi, impera sull’incrocio con viale Lancetti.

Con piacere abbiamo visto che il Comune ha piantato una serie di alberi lungo lo spartitraffico centrale (noi nel 2017 ci eravamo chiesti come mai in quest’aiuola non ci fossero degli alberi, ed eccoci accontentati). Sempre in questo punto si trova l’edificio curioso e bello dalla pianta a cuneo posto all’incrocio con via Levico.

Viale Lancetti e via dell’Aprica sembrano ancora strade di periferia, dove si alternano capannoni, magazzini e abitazioni, anche se ben tenuti e, sopratutto in via dell’Aprica, di bell’aspetto in stile liberty.

Tra i palazzi della via segnaliamo la curiosa casa al numero 24, dove la decorazione tradisce l’originaria appartenenza alle ferrovie. Infatti la decorazione sopra il portone riproduce una ruota ferrata munita d’ali.

La via si affaccia completamente sullo scalo Farini e sicuramente anche qui ci sarà una rivoluzione dal punto di vista dei prezzi del mercato immobiliare. Anche se, secondo il masterplan approvato, l’affaccio e il bel panorama cambieranno parecchio.

Un’altra curiosità che ci ha colpito, il muro di cinta dello scalo, lungo via dell’Aprica, è, in alcuni tratti, originario dell’epoca (primo Novecento) e, come si denota dalle parti guastate, è composto di materiale povero fatto con ciottoli di fiume, che ora si sgretolano facilmente.

Giungiamo a via Valtellina dove all’incrocio si trova il palazzo per uffici della Torno, dalla caratteristica forma a onda, costruito nel 2006 su disegni di Dante O. Benini & Partners.

Concludiamo la nostra esplorazione attorno allo Scalo Farini sul lato settentrionale (avevamo già visto la zona di San Rocco e villa Simonetta in un precedente articolo). Qui possiamo ammirare gli splendidi edifici, sempre del primo Novecento, della dogana, compreso l’arco d’ingresso decorato in cemento. Con ogni probabilità questa parte del complesso sarà la prima a venire riqualificata, conservata e restaurata.




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


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