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Milano | Scalo Romana – Ecco la Torre A2A

Come avevamo già accennato un mese fa, A2A, azienda multiutility energetica lombarda, presto cambierà sede. Infatti punta ad avere un nuovo e unico edificio a Milano che rientra in un progetto di “razionalizzazione della presenza” in città.

Il 2 giugno, il Sindaco Beppe Sala, ha aperto, per la Festa della Repubblica, il suo ufficio. Naturalmente è stata anche un’occasione per incontrare la stampa e i fotografi.

Giornalisti che come sempre sono attenti al dettaglio, e uno di questi nota che sulla scrivania del primo cittadino, ci sono ben disposti, quattro dossier: il primo sul Teatro alla Scala, il secondo sui conti del Comune, il terzo sulla candidatura alle Olimpiadi invernali 2026 e il quarto su un nuovo progetto urbanistico per la città. Quale progetto? Il cronista prontamente chiede lumi al Sindaco e Sala, il quale non si fa pregare, prende in mano il rendering e mostra il disegno «della nuova sede di A2A» di piazza Trento. Un rendering inedito che svela un grattacielo ultramoderno alto più di cento metri nell’area dello scalo Romana, dove A2A ha già una delle sue sedi.

La società A2A, ha infatti deciso di fare una operazione di razionalizzazione, cioè, valorizzare i sette edifici sparsi per la città, compresa l’attuale sede del Verziere in Corso di Porta Vittoria, e metterli sul mercato, attraverso questa operazione verrà costruita la nuova sede di piazza Trento.

Quest’operazione permetterà anche di avere plusvalenze e avere cassa, oltre a permettere al gruppo di “avere come sede un edificio ad altissima sostenibilità. Edificio progettato dallo studio di Antonio Citterio e Patricia Viel e che verrà eretto entro il 2022, radunando tutti i 1500 dipendenti vicino a Piazzale Lodi. La torre, da prime indiscrezioni, dovrebbe essere sui 130-150 metri.

Nello stesso quadro, saranno investire risorse sia per la sede di Bergamo che per quella di Brescia.




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


19 thoughts on “Milano | Scalo Romana – Ecco la Torre A2A

  1. Anonimo

    Bello che inizi a succedere qualcosa in quella zona!

    Da quel che si capisce dal disegno il grattacielo non sembra niente di particolarmente nuovo o ispirato o innovativo, ma anche la brutta copia della solita solfa è meglio delle sterpaglie 🙂

  2. _

    Se A2A si trasferisce li, la sede attuale di fianco alla Sormani va acquistata dal Comune e trasformata in BIBLIOTECA per gli studenti di Milano.

    Milano ha bisogno di una BIBLIOTECA. Non è giusto che la cancellazione della Biblioteca Europea a Porta Vittoria passi in cavalleria come la cancellazione del Museo di Arte Contemporanea a Citylife.

    Gli ex uffici A2A in centro a Milano devono diventare BIBLIOTECA e non l’ennesimo hotel o condominio di lusso o ufficio per multinazionali danarose.

    Spero in un colpo d’ali del Comune in proposito

    1. Anonimo

      Sacrosanto.
      A2A è al 25% del Comune di Milano (e al 25% del Comune di Brescia)
      Non è giusto che diventi l’ennesima operazione di finanza immobiliare.

      Abbiamo bisogno di servizi per i cittadini giovani di Milano e l’edificio al Verziere è perfetto per ampliare la Sormani.

      1. Andy

        Creare una nuova biblioteca nell’era di Amazon e degli eBook è come creare un abbeveratoio per cavalli. Non posso pensare siate così retrogradi! Le bibliotece sono superate. Piuttosto riconvertire il palazzo a libreria, palestra e area giochi per bambini e per anziani.
        Sul fatto che non debba diventare il solito condominio di lusso sono d’accordo. Meno d’accordo, invece, sul solito sinistro che paventa l’arrivo delle “multinazionali”, che invece portano ricchezza e occupazione, alla faccia dei trinariciuti scontenti, invidiosi e retrogradi.

        1. Anonimo

          Andy, biblioteca per gli studenti è anche semplicemente la sala di lettura dove vai a studiare in ambiente tranquillo e con l’aria condizionata e silenzio. Oltre al fatto che anche nell’età di Amazon ci sono cose come i collegamenti digitali alle banche dati e le emeroteche specializzate cui accedi solo dalla rete delle biblioteche.

          Quando ero studente in biblioteca non c’era mai posto e non credo sia cambiato poi molto, visto che vedo studenti che studiano pure nei tavolini dei bar….

          Comunque avere studenti con un luogo di aggregazione più moderno della sola Sormani non sarebbe male per mantenere vitalità alla zona e poi dopo frequenterebbero anche i bar e i servizi della zona. Ed i commercianti son sicuramente molto meno “di sinistra” delle grandi multinazionali, questo per rimanere sul territorio del tuo post (che non condivido molto)

          1. Andy

            Fami capire: vuoi una biblioteca o un luogo dove far studiare i ragazzi? Nel primo caso, è superato (piaccia o non piaccia). Nel secondo, sarebbe una bella idea ma poco remunerativa per chi la fa. Bisognerebe aggiungerci qualche altra cosa, tipo bar, ristorante o museo.
            RIguardo alle multinazionali, vedo che continuate ad avere la testa dura e a dimostrarvi antiquati (voi rossi, intendo) nonostante pensiate di essere progressisti. Se una grande azienda investe a Milano ed asume 100 persone, ti farebbe così tanto schifo? Cosa ti porta a snobbare una cosa simile? No, dimmi: riesci a capire da solo che siete ridicoli?
            Ma il punto chiave che non riuscite ad afferrare è che è il mercato libero a sancire le cose, non i decreti o le ordinanze socialiste. Dai su

    2. Anonimo

      Sono d’accordo, anche perché l’edificio ha una sua dignità architettonica e da sempre fa da pendant razionalista al palazzo della Sormani.

    3. Andy77

      Giustissimo, bisogna creare subito un gruppo di pressione affinché venga favorito l’indirizzo di utilità pubblica.
      Magari si può pensare di portare la BEIC direttamente nella vecchia sede A2A, se si aspetta che si risolva la questione di Porta Vittoria siamo fritti

  3. enrico

    Naturalmente aspettiamo qualche dettaglio in più rispetto a una foto “rubata” durante una conferenza stampa. Ma per quel che si vede forse in sé sarà anche una bella architettura, ma onestamente la trovo del tutto fuori luogo e fuori tempo… magari possiamo cominciare anche a pensare che i grattacieli, con e loro faccaite continue in acciaio e vetro e i loro scheletri in cemento, non siano necessariamente l’unica espressione di contemporaneità come fossimo ancora negli anni Cinquanta? Adoro quello che è stato fatto a Milano negli ultimi anni (e odio i “no-questo” e i “no-quello”), ma mi piacerebbe che si provasse ad andare un po’ oltre, ragionando su altri tipi architettonici, su paradigmi un po’ più evoluti di rapporto con il contesto urbano in cui ci si inserisce, su altre forme e altri materiali.

    1. Anonimo

      Bisogna fare quello che fanno nelle altre grandi città europee, se a parigi, londra, madrid, francoforte fanno i grattacieli, noi facciamo i grattacieli, se non li fanno noi non li facciamo. Molto semplice, e visto che in quelle città ne fanno tanti di grattacieli allora anche noi li facciamo.

  4. BT

    bello ma secondo non dovrebbe superare di troppo il museo di prada.
    inoltre mi e vi domando: ma quello scalo è ancora una maledetta giungla come lo fotografai qualche anno fa?

    1. Anonimo

      Eh eh, qui la regoletta dei 60mt (fatta apposta dai “frenatori” per fare tutto al ribasso) non funziona, essendo il museo a qualche centinaio di metri.

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