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Milano | Porta Venezia – Addio al giardino di Villa Reale

Addio al Giardino di Villa Reale o Belgiojoso, la stupenda villa neoclassica di via Palestro a Porta Venezia.

Addio perché a quanto pare, il Comune ha deciso di applicare la norma (di fatto attiva dagli anni Cinquanta, ma mai fatta rispettare) per cui un adulto se non accompagnato da un bambino, non potrà più metter piede in questo splendido giardino. Per carità, ci possono e devono essere spazi riservati ai bambini, ma questo è un bel giardino all’inglese, con una magnifica vista sulla facciata spettacolare della villa, statue e un’atmosfera unica a Milano.

Il giardino di villa Belgiojoso è uno dei primi esempi di giardini “all’inglese” realizzati a Milano. Fu commissionato, assieme alla villa, dal conte Lodovico Barbiano di Belgiojoso, figura di spicco della nobiltà milanese e della corte asburgica, all’architetto viennese Leopold Pollack, allievo del Piermarini. E’ caratterizzato da un laghetto con perimetro sinuoso che forma una piccola isoletta dove si trova un tempietto neoclassico circolare, da ponticelli e da grotte. Come la villa, il giardino risente dell’influenza di dettami innovativi da cui scaturì un progetto molto originale per l’epoca. Determinante fu la supervisione del conte Ettore Silva, grande esperto di giardini e autore del trattato “Dell’arte dei giardini inglesi” del 1801.
Durante il periodo napoleonico la villa assunse il nome di “Villa reale” e dal 1921 divenne di proprietà del Comune che ne fece la sede della Galleria d’Arte Moderna. Il giardino, secondo i canoni dello stile paesaggistico, ha un impianto compositivo asimmetrico e sottolinea il trionfo della linea curva su quella retta.

La splendida fronte del palazzo sul parco, considerata il capolavoro del Pollack, è decisamente una delle quinte neoclassiche più belle della città e sicuramente una delle più interessanti in Italia.

All’interno del parco si trovano alcune sculture tra le quali spicca senza alcun dubbio il bistrattato gruppo de “Il santo, il giovane, il saggio” di Adolf Wildt, realizzato nel 1912 (realizzato per essere una fontana e mai completato); e “I sette savi” di Fausto Melotti del 1961, collocati nel punto in cui il PAC si compenetra nel giardino.

Tutto questo, come dicevamo, se non si è accompagnati da un bambino non potrà esser visto.

Ci chiediamo se sia una giusta decisione quella di escludere gli adulti non accompagnati dal parco, perché impedirebbe la visita a turisti, ad esempio, non “muniti” di adolescente, così come a cittadini che non abbiano un fanciullo al seguito.

Capiremmo di più se il parco fosse, ad esempio, quello di Marinai d’Italia, o Solari, ma questo parco storico e particolare per storia e cultura, ci pare un vero peccato.

Altra soluzione e compromesso potrebbe esser quello di far pagare l’ingresso ad una cifra: come se fosse un’attrazione turistica.
Ma se accompagnati da bambini, l’ingresso sarebbe libero
In questo modo lo spazio rimarrebbe dedicato ai bambini (dato che chi vuole trascorrere semplicemente del tempo in un parco pubblico può benissimo farlo dall’altra parte della strada gratuitamente nei Giardini Montanelli) in coabitazione con chi vuole visitare lo spazio (turisti o milanesi) che però ne fruirebbero più come visita che come svago, oltre a finanziare eventuali lavori manutentivi nel giardino.

Comunque queste sono le foto della mia ultima visita al parco, era il 9 marzo 2019. Non conoscendo persone che possano “prestarmi” un bambino io non potrò più entrarci. Grazie Comune di Milano.




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


67 thoughts on “Milano | Porta Venezia – Addio al giardino di Villa Reale

  1. Andrea

    In realtà è così da anni, quindi direi che si tratta di una polemica abbastanza pretestuosa.
    Detto ciò, a me è sempre sembrato molto carino che ci fosse uno spazio, per di più molto bello, dedicato esclusivamente ai bambini e a chi li accompagna.
    Sembra quasi, leggendo l’articolo, che il comune abbia voluto fare uno sgarbo a chi non abbia bambini da accompagnare, senza pensare che l’intento, forse, sia quello di evitare sovraffollamenti e di consentire anche ai più piccoli, di correre tranquilli.

    1. Roberto Arsuffi Posta autore

      Lo sappiamo, almeno dagli anni Cinquanta c’è questa norma. Ma mai applicata perché senza controlli. Io ritengo sia veramente indegno che io, non avendo più bambini da portare appresso, non possa più entrare, così come se vengono amici in visita in città non possa far vedere questa meraviglia.

      1. Andrea

        Indegno mi sembra veramente un’espressione un po’ troppo forte.
        Detto ciò non ci vedo nulla di scandaloso se in tutta la città vi sia almeno un parco riservato ai bambini.
        Magari, per venire incontro a chi volesse visitare il giardino di palazzo Belgiojoso, si potrebbe pensare ad una giornata in cui l’accesso sia libero per tutti, oppure tutti i giorni dopo un certo orario.
        Sarebbe sufficientemente meno indegno?

        1. Anonimo

          Secondo me “indegno” ci sta tutto 🙂

          indégno agg. [lat. indĭgnus, comp. di in-2 e dignus «degno»]. – 2. Di cosa: a. letter. Non meritato, ingiusto: Qual Scizia m’assicura o qual Numidia, S’ancor non sazia del mio esilio indegno Così nascosto mi ritrova Invidia? (Petrarca). b. Che non si addice, che non si conviene, che costituisce una grave lesione della dignità morale: è un atto i. di te; è un’azione i. di persona perbene; un comportamento i. di un popolo civile. c. Assol., come espressione di alto biasimo morale, vituperevole, vergognoso: un’azione i.; talvolta con tono più o meno enfatico: hai agito in modo i.; si è presentato vestito in modo indegno; e talora anche scherz.: questo abito è veramente indegno.

          1. Andy77

            Prendo a riferimento la definizione da te riportata:
            “Che non si addice, che non si conviene, che costituisce una grave lesione della dignità morale”.
            Al di là del dispiacere dell’articolista di vedersi negata la visita (e che riceve tutta la mia empatia) non vedo alcunché di disdicevole, anzi finalmente Milano si prende cura anche dei più piccoli e non li ghettizza in parchetti occupati per metà dall’area cani (con tutto il rispetto per chi ha un cane).
            Inoltre la retorica utilizzata nell’articolo potrebbe essere applicata non solo ai parchi ma anche a ciò che non ci piace e deciso da qualcun altro.
            In più si enfatizza il fatto che la regola non sia stata rispettata per 50 anni quando UF per primo chiede il rispetto delle regole come è giusto che sia in una società civile.
            Non sapevo dell’esistenza di questo parco ma vi porterò mio figlio, questo è certo, e quando lui sarà adulto sarà giusto dare questa opportunità ad altre famiglie pur se mi dispiacerà.

      2. Anonimo

        Si scopre l’acqua calda è già da molto che non si può entrare senza bambini. La regola non solo c’è, ma è già applicata da anni, è capitato anche a me…post e indignazione sono fuori tempo massimo o strumentali

    2. Anonimo

      La norma è sempre stata applicata: diversi anni fa andai da solo per vedere il parco ma non mi fu permessa l’entrata. Lo stesso un anno fa.

  2. Andrea

    In realtà è così da anni, quindi direi che si tratta di una polemica abbastanza pretestuosa.
    Detto ciò, a me è sempre sembrato molto carino che ci fosse uno spazio, per di più molto bello, dedicato esclusivamente ai bambini e a chi li accompagna.
    Sembra quasi, leggendo l’articolo, che il comune abbia voluto fare uno sgarbo a chi non abbia bambini da accompagnare, senza pensare che l’intento, forse, sia quello di evitare sovraffollamenti e di consentire anche ai più piccoli, di correre tranquilli.

  3. Ale

    Nel 2009 visitavo il parco con la mia futura moglie e nessun bimbo. Un signore vestito come una guardia forestale, molto gentilmente e con eleganza ci chiese di uscire. Metre ci accompagnava fuori, ci fece fare il giro più lungo, permettendoci di vedere tutto il parco e la facciata della villa.
    Credo che come semope, è questione di buon senso. Rimanemmo affascinati da questa realtà unica dedicata ai bambini.
    A me piace che rimanga così.

    1. Roberto Arsuffi Posta autore

      Lo sappiamo, almeno dagli anni Cinquanta c’è questa norma. Ma mai applicata perché senza controlli. Io ritengo sia veramente indegno che io, non avendo più bambini da portare appresso, non possa più entrare, così come se vengono amici in visita in città non possa far vedere questa meraviglia.

  4. Anonimo

    Io ci passo spesso ed in effetti ogni tanto compaiono dei signori con la pettorina che dicono che si può entrare solo coi bambini. Cioè, mi è capitato due volte in tutto…

    Se il divieto fosse fatto rispettare seriamente, magari avrebbe senso (forse). Ma così, che ogni tanti si ricordano e tutto il resto del tempo no…non so che senso abbia. In ogni caso, quello che mi preme di più è che il resto dei parchi (specie quelli dove i bambini ci vogliono andare veramente, perchè ci sono i giochi) siano luoghi sicuri dove stare senza patemi d’animo.

  5. Alberto Tadini

    Ricordo tantissimi anni fa (più di 40) di aver “reclutato” il figlio di un mio amico per poter entrare e fotografare. In effetti ricordo il parco molto bello e soprattutto tranquillo. La regola è decisamente antica. Non vedo quindi la polemica anche se in questo povera Patria le regole ci sono, si conoscono e soprattutto non si rispettano. Ma tant’è.
    Piuttosto, sì, allora entrata gratis con bambino, a pagamento (anche simbolico, un paio di Euro) senza infanti…

    1. Anonimo

      Ma per favore , dedicata ai bambini una meraviglia cosi è del tutto forzata . Ci sono altri parchi o aree da dedicare a loro ! Che trovo anche giusto , cosi possono fare tuto il rumore che vogliono ma non quel parco e chi dice che la regola gia c e da tempo non sminuisce l ‘ imbecillita’ del provvedimento , tout court ! Appunto come dice qualcuno sarebbe si, meno indegno farla meno restrittiva

  6. Marco

    Ahhh… ecco dove sono finite tutte le GEV.
    Sono anni che frequento il parco Teramo e non è mai venuta una GEV a controllare che scorrazza in moto, chi lascia i cani di grossa taglia liberi e senza museruola, chi fa le grigliate, ecc…
    Tutte “imboscate” nel giardino di Villa Reale in centro!!!
    Comoda la vita– vero?

  7. Renato S.

    Non è una polemica pretestuosa. Vorrei vedere il canaio che si scatenerebbe se uno spazio verde di equivalenti dimensioni e pregio fosse interdetto ai minori di 15 anni…

    Una stoltaggine senza alcun costrutto che quello di offrire un giardino semiprivato ai figli dei super ricchi che abitano in centro.

    1. Anonimo

      C’è da dire che a Maran l’idea piace un sacco e vorrebbe riproporla pure …alla Stazione centrale (!)

      https://www.milanolife.it/notizie/2019/02/06/un-piano-antidegrado-per-la-stazione-centrale-un-giardino-riservato-ai-bambini/

      Anche se a me sembra solo un tentativo un po’ pietoso per imporre divieti d’accesso alla gente poco raccomandabile senza essere accusati di “razzismo” dai soliti quattro ricconi benpensanti avulsi dalla realtà 🙂

      1. Andy77

        Mi pare di capire dalla tua sottile retorica che i malintenzionati e delinquenti siano solo stranieri 😀
        Dati del ministero dell’interno dicono che la gran parte dei gli omicidi e reati sessuali sono nell’ambito familiare ma tant’è…
        Mi dispiace creare la riserva indiana per i bambini ma forse questo può essere un punto di partenza per rendere tutta la zona e la città a misura di bambino…più o meno come è accaduto per il fumo nei locali pubblici: tantissimi si lamentavano ma nel lungo periodo si è sviluppata la sensibilità su questo tema e tornare indietro ai più sembra impensabile.

  8. Andrea

    Dunque, vediamo, abito a qualche centinaio di metri da piazzale Loreto eppure ne ho usufruito in passato. Sono un super ricco che abita in centro, oppure una persona media che abita in una zona media?
    Stai pur tranquillo che quel parco non è frequentato solo da quelli che chiami super ricchi di zona 1, ma anche dalla numerosa popolazione che abita tra i bastioni e la circonvallazione.

    1. Anonimo

      Credo che anche un lettore superficiale e disattento posso accorgersi senza particolare sforzo che il “riccone benpensante” nel contesto del post è colui che affibbia patenti di razzismo a destra e a manca, al riparo della sua torre d’avorio. Non chi abita da quelle parti! 😉

  9. Anonimo

    Il divieto esiste da quando sono piccolo, quindi da almeno 45 anni, e considerando il livello medio di illegalità tollerata in città (a partire dalle automobili) viene fatto rispettare piuttosto duramente. Vado spesso in quel giardino e più volte sono stato invitato a uscire.
    Mi sembra la soluzione disperata di una società che pensa, a torto o a ragione, che i bambini corrano dei pericoli a frequentare luoghi (anzi, parchi, luoghi già protetti) dove ci siano anche adulti.
    Il pericolo più grande in quel giardino sono semmai i giganteschi topi che lo abitano e che si mostrano impavidi anche in pieno giorno, sebbene ultimamente mi sembrino tenuti sotto controllo dalla disinfestazione

  10. Patrizio

    Norma “mai fatta rispettare” è un’interpretazione pretestuosa. La norma era in vigore da sempre, forse i controlli non erano così assidui, ma la norma c’era ed era chiaramente esposta. Così come lo sono i limiti di velocità. Se tu decidi di superarli è responsabilità tua, così come quella di scrivere un articolo per un’inutile polemica.

  11. luigi

    Sono stato lì con mia moglie un mese fa ignaro del divieto e ho trovato il posto bellissimo, quindi leggendo l’articolo sul corriere di oggi sono rimasto basito. Tante cose buone ha fatto questa giunta ma questa è veramente assurda.Sono milanese con figli grandi quindi accesso proibito…
    Piuttosto se proprio si vuole riservare uno spazio alle famiglie con figli piccoli, si potrebbero stabilire degli orari; non sarebbe più sensato?

    1. Gio

      Luigi, mi trovo in disaccorto con la tua pur garbata critica.Il punto è sempre lo stesso. Se vi sono dei divieti é giusto farli rispettare. Perché prima dell’articolo pochi si sono mai posti il problema? Il cartello di divieto é in bella evidenza dalla notte dei tempi, non c’entra questa giunta. Vogliamo rimuovere il divieto perché lo riteniamo ingiusto? Discutiamone. Ad esempio io lo trovo altamente simbolico ed educativo, ma questa é solo la mia opinione. Diciamo piuttosto che sono tante altre le cose per le quali chiederemmo altrettanta coerenza ed un approccio altrettanto inflessibile,

  12. Bernardo

    In compenso nel vicino Lubar se hai un bambino con passeggino non entri nemmeno per sogno…

    Detto questo, la proposta gratis per chi ha figli e a pagamento per chi vuole visitarlo mi sembra del tutto ragionevole, anche se magari vieterei attività come il picnic (domenica scorsa era pieno di “campeggiatori”)

  13. Federico

    Siamo alle solite: esiste un divieto, che personalmente ho sempre rispettato, che siccome “non viene fatto rispettare” viene bellamente disattesso.
    I divieti si rispettano senza che debba esserci un tutore dell’ordine a fralo rispettare!
    Poi arriva qualcuno che il divieto lo fa rispattare e tutti quelli che lo hanno disatteso si sentono defraudati di qualche privilegio.
    Irriguradosi ed arroganti, solo così posso definire chi pensa di subire un torto.
    Nel merito, invece, concordo che è ben esistano luoghi “esclusivi”, in questo caso dedicato ai bambini. Non tutto deve essere massificato. La città vive anche di luoghi segreti.
    Chi vuole godere del giardino lo faccia dal museo.

  14. Federico

    Siamo alle solite: esiste un divieto, che personalmente ho sempre rispettato, che siccome “non viene fatto rispettare” viene bellamente disattesso.
    I divieti si rispettano senza che debba esserci un tutore dell’ordine a farlo rispettare!
    Poi arriva qualcuno che il divieto lo fa rispattare e tutti quelli che lo hanno disatteso si sentono defraudati di qualche privilegio.
    Irriguradosi ed arroganti, solo così posso definire chi pensa di subire un torto.
    Nel merito, invece, concordo che è bene esistano luoghi “esclusivi”, in questo caso dedicato ai bambini. Non tutto deve essere massificato. La città vive anche di luoghi segreti.
    Chi vuole godere del giardino lo faccia dal museo.

  15. Wf

    Un giardino pubblico ad uso esclusivo delle mamme straricche della zona super chic supercentrale…

    Non è la mia città.

    Non si espropria un bene di tutti per un regio decreto dell’anno di cecco peppe.

    Hanno conti inbanca che possono pagarsi giardni privati senza toglierlo a tutti.

    Invece al gratosoglio voglio vedere le guaride ecologiche come fanno selezione per i parchetti di periferia…

      1. Wf

        A,lora se non ci sono discriminazioni né di casta né di quartiere facciamo che queeto lo apriamo a tutti e ne riserviamo uno in gratosoglio…

        Tanto per le famiglie di zona é la stessa non discriminazione…
        Ipocrisia degli azzeccagarbugli

        1. Andy77

          Sinceramente tutti, di ogni censo, fanno un giro in centro; un centro dove la maggioranza degli stabili sono occupati da aziende, studi professionali ed esercizi commerciali.
          Quindi dedicare ai bambini e accompagnatori di ogni censo (a meno che non mi dicano che bisogna esibire pure l’ISEE) un parco in modo che girando per la città ci sia una piccola oasi per i più piccoli non mi sembra classista anzi il contrario.

  16. Renzo

    Io ho dei bambini, non sono ricco, non abito in centro, ci vado spesso e mi fa piacere che questa norma esista (e da anni, anche se vi svegliate ora…). Mi fa tristezza questo riflesso mentale che porta a vedere radical chic ovunque

  17. monika

    dio santo. ma guarda che anche se abiti a Rozzano, ti prendi il tram 15 coi tuoi bei pargoli e ti passi un bel pomeriggio con loro al giardino di Villa Reale.

  18. Anonimo

    A me sembra giustissimo. E dico un’altra cosa, dovrebbero esserci parchi vietati ai cani. Sono decisamente stufo di vedere tutti i parchi cittadini pieni di cani senza guinzaglio liberi di fare ciò che vogliono.

    1. Andy77

      Sono d’accordo con te.
      La cosa su cui riflettere di più è che, secondo statistiche della Regione Lombardia, in provincia di Milano vi siano più animali domestici che bambini e che la spesa per animale sia quasi tripla che per bambino.
      Che la società in Italia sia cambiata e stia cambiando, con totale disinteresse verso le generazioni future e quasi totale focalizzazione verso i bisogni contingenti porta queste storture; fa venire meno il senso di vivere in comunità.
      Il fatto di dedicare degli spazi ai bambini non significa fare un torto agli adulti single, dedicare un’area ai cani non significa discriminare chi non lo ha o fare un torto a chi vuole il proprio cane libero di scorrazzare.
      Sono semplici regole di convivenza.

      1. Xellos

        c’è una piccola differenza: Se non hai un cane nell’area cani puoi entrare senza problemi di sorta e nessuno ti caccia, anzi.
        Se entri li senza bambini devi uscire.
        Un’assurdità.

  19. tatino pensabene

    Fanno bene fanno, il comune di Milano si dimostra sempre all’avanguardia. Io spero che questo provvedimento sia presto esteso a TUTTI i parchi urbani. I single se amano il verde si coltivino il balcone, o lascino il posto a chi ha un infante. Questa città non è per single…sapevatelo! Bravi, o fate figli o ve ne dovete stare a casa a leggere…

    1. Sergio

      Statevene a casa voi e il vostro pargolo inquinante. I single senza figli sono il futuro. Le coppie figlianti il triste passato

      1. Andy77

        😀 😀 😀 e chi pagherà la tua pensione? Un single creato in provetta? E chi si prende cura dei single anziani in casa di riposo o solo in appartamento? Il robot creato dal single? Chi pagherà i servizi della città mentre i single saranno in pensione (magari quota 100 che scarica ancora di più il costo sulle generazioni future) e contribuiranno pochissimo al bilancio comunale?
        Già ai ristoranti e nei locali se dici di avere un bambino (figuriamoci di più) fanno di tutto per non farti entrare ora pure il parco deve essergli negato?
        Te lo dico per esperienza, anche quando non avevo figli e li avevano i miei amici, mi sembrava una visione aberrante della vita, del senso di stare insieme.
        Ci vediamo fra 30 anni per il gusto di vedere i tuoi commenti!

  20. enrico

    Ho sempre trovato questa regola un segno di gigantesca, insuperabile, infinita civiltà meneghina. Ne ho sempre raccontato ai foresti l’esistenza, con grande orgoglio. Con tutti i luoghi in cui i bambini non possono entrare o stare, ex lege o de facto, e quelli in cui comunque sono malvisti o malsopportati, è meraviglioso che ci sia un posto bello, bellissimo, in cui invece debbano essere per una volta gli adulti a stare fuori, salvo che accompagnati da bambini. Sono contento che il Comune faccia finalmente rispettare la regola. Gli adulti si procurino un accompagnatore oppure aspettino pure la prossima edizione di piano city!

  21. Sdd

    Una regola che ho sempre trovato stupida. Tutto ciò che è esclusivo anche se a favore dei bambini non mi piace di concetto.

    Anche perché ai bambini la presenza degli adulti non dà nessun fastidio. Io i miei nipoti preferisco portarli in parchi aperti a tutti.

    1. Anonimo

      Qui di stupido c’e’solo chi chi non capisce che il provvedimento e’ fatto semplicemente, ma ipocritamente non ammesso, per tenere lontano dal parco persone “non gradite” altrimenti chiamate “risorse”

      1. Anonimo

        Quando l’han messa la regola forse i motivi erano diversi, ma l’improvvisa decisione di farla rispettare sul serio solo adesso, fa venire il legittimo sospetto.

        1. enrico

          Non credo sia questioen di “risorse”, quelle c’erano anche quando ero piccolo negli anni Settanta, solo che venivano da qualche chilometro più a nord della sponda meridionale del Mediterraneo, poca roba.

          A me sembra invece proprio bello in sé che la città abbia il cuore di riservare un luogo magnifico ai bambini e mi pare di un’aridità mostruosa chi non lo capisce. Non ho figli, non ne voglio e talvolta la presenza dei bambini mi rompe persino le balle, ma non per questo trovo ingiusto che ai bambini possa essere collettivamente fatto ogni tanto un regalo con il cuore, rinunciando ciascuno a qualcosa perché possa essere donato a loro. In questo caso uno spicchio di bellezza senza il disturbo magari non tanto degli adulti o delle “risorse”, ma di adolescenti e ragazzi più grandi.

          1. Anonimo

            Allora andiamo avanti con l’ipocrisia, va bene. Io non penso proprio che ai bambini interessi particolarmente vietare l’ingresso a parchi o giardinetti ad adulti, “adolescenti o ragazzi piu’ grandi”, fatto che si comportino in modo civile. Diverso il discorso per altre frequentazioni che non preoccupano minimamente, anzi, majorino and company.

          2. Anonimo

            Si può benissimo riservare ai bambini una parte del parco Montanelli (dove tra l’altro ci sono già zone attrezzate a tale scopo). Con questo regolamento da veri dementi un turista senza figli non può visitare il parco del palazzo reale, ma stiamo scherzando?

  22. mauro

    Le guardie ecologiche volontarie sono fatte di volontari: se volessero la vita comoda starebbero a casa loro, anzichè dedicare parte del proprio tempo libero alla collettività. Se il Comune di Milano, Ente da cui dipendono, chiede di far applicare il regolamento loro lo fanno. Gratuitamente, non comodamente!
    Magari meriterebbero almeno un grazie, anzichè il solito sberleffo.
    Ps Marco se volesse intercettare i cani di grossa taglia potrà iscriversi al prossimo corso, frequentarlo per 60 ore, passare l’esame, acquisire la nomina prefettizia di guardia giurata e venire a dare una mano,gratuitamente, sarà il benvenuto!

    1. Marco

      Caro Mauro, se avessi tempo lo fare volentieri. Devo purtroppo constatare che nei parchi di periferia in tanti anni purtroppo non ne ho mai vista una.

    1. Anonimo

      È sempre stato così. Mia figlia si può dire che è cresciuta lì. Un posto magico, senza cacche di cani da evitare, senza venditori ambulanti. Non dovevamo preoccuparci di pallonate o altro. Non ci sono molti spazi per i bambini più piccoli a Milano. Ora mia figlia è cresciuta, non ci potrò più andare… pazienza!

      1. Anonimo

        Il fatto che la regola ci sia da tempo è irrilevante, essendo una regola da mentecatti si può tranquillamente modificare. Vi pare normale che un turista non possa visitare il parco perchè senza bambini appresso? Il divieto per cani è comprensibile per ovvi motivi.

    2. Andy77

      WF quello da te descritto non è un meccanismo discriminatorio, si chiama tutela. I bambini, indipendentemente dalla ricchezza dei genitori, sono una delle parti più deboli ed indifese della società ed è giusto nonché doveroso prendersene cura. Come vi sono luoghi che per norma o prassi sono preclusi ai bambini, vi sono luoghi in cui deve essere consentita e garantita la loro presenza. In Nord Europa e in Francia è una cosa comune e infatti hanno un tasso di natalità superiore al nostro.
      Se un turista vuole vedere il parco lo farà dal museo anche se consiglierei ai turisti di visitare il giardino della Guastalla e la Biblioteca Sormani poco distanti.

  23. Arianna

    Ci andavo da bambina con mia nonna, ci sono sempre tornata, ci ho anche preparato degli esami e poi ci ho portato i miei bambini… Per me è uno dei luoghi più magici di Milano. Nella mia immaginazione la torretta che dà su via Marina era la torre di Raperonzolo… Mi sembrava altissima, quando ero piccola.
    Non è una regola da mentecatti: in realtà la norma mira a evitare che entrino coppiette in cerca di panchine appartate o gruppi di festaioli con relativa scorta di birra o sigarette che poi rimarrebbero per terra, per non parlare della possibilità di vandalismi alle tante opere d’arte di cui è disseminato il parco. In tutti questi anni ci sono tornata tante volte e nessun guardiano mi ha mai fatto uscire, comunque.

  24. lisander

    personalmente mi schiero dalla parte di chi la ritiene un regola ingiusta; infatti bambini e adulti non sono incompatibili, anzi tutt’altro! Il fatto che esista un regolamento pluridecennale non significa che sia immodificabile, le leggi le fanno gli uomini e pertanto devono e possono essere modificate, non esistono processi irreversibili ,tutto si puo’ e si deve cambiare! Ben venga la presenza delle GEV o comunque di sorveglianti, ma con il solo fine di ammonire e semmai di allontanare dal parco chiunque (adulti, giovani bambini) non rispetti le piu’ comuni ed elementari regole di convivenza civile, che siano lesive e irriguardose nei confronti del prossimo; un parco pubblico è un bene di tutti e la frequentazione deve essere trasversale all’età al ceto sociale e alla provenienza, ripeto, si eserciti piuttosto la giusta sorveglianza per sanzionare qualsiasi comportamento indecoroso e sconveniente nei confronti degli altri, la tutela dei bambini è sacrosanta ma spetta ai genitori cosi come la loro educazione e disciplina; qualsiasi parco pubblico dovrebbe avere regole rigide e certe (e qualcuno che le faccia rispettare) dal centro alla periferia, diversamente si creano zone di serie A e zone di serie B e questa si che è discriminazione!
    Una buona giornata a tutti

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