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Milano | Bottonuto – Teatro Lirico Gaber: si scopre la facciata

Prosegue lo spacchettamento del Teatro Lirico Gaber di via Larga. Oramai la neoclassica facciata è ben visibile, come possiamo vedere dalle foto inviateci da un nostro lettore che ringraziamo.

Si vede anche il colore scelto per la facciata, verde pastello, molto chiaro e candido bianco ghiaccio per i decori e lesene. Ci chiediamo se la scelta sia legata a sondaggi e ricerche storiche o puramente estetiche.

I lavori di restauro, avviati ormai nel 2016, sono giunti ormai a buon punto. Era stata liberata dalle impalcature la parte posteriore su via Paolo da Cannobio, dove si trovano le strutture posteriori dell’edificio, realizzate nel 1940-43 dopo la ricostruzione dall’incendio che distrusse il teatro nel 1938, oggi ritornate come nuove e col classico color Giallo Milano.  

Il Teatro Lirico nacque nel 1779 (un anno dopo La Scala) come Teatro della Cannobiana, sorto dove si trovavano le scuole cannobiane, fondate da Paolo da Cannobio. Il teatro chiuse nel 1999 e finalmente dopo vent’anni di immobilismo, cantieri e occupazioni, il fratellino della Scala a breve (non c’è ancora una data certa) tornerà ad essere operativo e splendente al termine dei lavori di restauro il cui importo complessivo è di 13,487 milioni di euro.

Qui il nostro reportage dalla visita del novembre 2017 effettuata all’interno dell’edificio.




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


2 thoughts on “Milano | Bottonuto – Teatro Lirico Gaber: si scopre la facciata

  1. Anonimo

    Sta venendo benissimo!
    Ciò che serve ora è iniziare a creare un percorso pedonalizzato e curato che dalle metropolitane di duomo accompagni chi andrà a teatro con locali e ristoranti che speriamo rivitalizzeranno la zona anche di sera, ora è una delle aree più sottotono del centro.
    Un sogno sarebbe la sistemazione di piazza Diaz, veramente indecorosa per standard contemporanei.

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