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Milano | Memoria: 136 campanelle per non dimenticare

Il comitato di cittadini “Non dimenticarmi” ha promosso la realizzazione di un’opera a ricordo delle vittime del terrorismo degli anni di piombo (dalla strage del 1969 della Banca Nazionale dell’Agricoltura di piazza Fontana, a tutte le stragi che seguirono: quella di Piazza della Loggia a Brescia -1974, a quella della Stazione di Bologna -1980, passando per l’Italicus -1974).

Centotrentasei morti in tutto che l’autore dell’opera, l’artista Ferruccio Ascari, ha deciso di ricordare con un’installazione permanente e “percorribile”. Una scultura pubblica che ha lo scopo di ricordare, di lenire, se non riparare, una ferita ancora aperta nella storia di Milano e d’Italia.

L’idea, spiega Ascari a Repubblica, è nata pensando alla ricorrenza del cinquantenario: “Ho iniziato a scarabocchiare un po’ un segno che mi ricordasse qualcosa di quel periodo, anni bui che mi hanno coinvolto in prima persona. Avevo esattamente vent’anni all’epoca di piazza Fontana e rimasi colpito, soprattutto da tutto ciò che emerse da quella strage”.

L’opera sicuramente non sarà pronta per la triste ricorrenza (il 12 dicembre), ma sicuramente verrà annunciata per quella data. Saranno 136 steli di metallo, tanti quante sono state le vittime delle stragi di quegli anni, e su ciascuno dei quali sarà appesa una campanella che suonerà simboleggiando le voci di chi non c’è più. Gli steli, a loro volta, saranno suddivisi in otto “isole” che formeranno un arcipelago di ferro attraverso cui i cittadini potranno camminare, leggendo i nomi e ascoltando i suoni.

Bisognerà cercare ancora il luogo dove collocare l’opera, se installarla a due passi da piazzale Loreto, in viale Andrea Doria, oppure in piazza Santo Stefano, più vicino a quella piazza Fontana teatro della strage (luogo che preferiamo, magari da realizzare pedonalizzando finalmente la piazza).

Una volta stabilito il luogo, ci vorranno circa sei mesi per realizzarla: la costruzione avverrà sia nello studio dell’artista che in loco.

“Il fatto che quegli avvenimenti siano caduti in un polveroso silenzio – racconta a Repubblica Daniela Cristadoro, vicepresidente del comitato – è una spina nel cuore. Per questo abbiamo accolto l’idea di Ferruccio Ascari di un’opera che riattivasse la memoria collettiva”. Sia il comitato che la scultura sono un’iniziativa dal basso, per questo è stato deciso di aprire una campagna per la raccolta dei fondi per la realizzazione. L’installazione si inserisce nelle celebrazioni del cinquantenario che il Comune di Milano sta portando avanti con Brescia, dove si ricordano i 45 anni dalla strage di piazza della Loggia: “La nostra intenzione – spiega il presidente del consiglio comunale Lamberto Bertolè – è di sostenere questo progetto importante e innovativo trovando presto il luogo più adatto per ospitarlo”.




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Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


11 thoughts on “Milano | Memoria: 136 campanelle per non dimenticare

    1. Anonimo

      Infatti l’articolo dice chiaramente che il numero indica i morti delle stragi elencate, quelle di matrice neofascista.

      1. Anonimo

        Non avevo letto bene, grazie.

        Però il totale delle stragi elencate fa 122 (Bologna 85, Piazza Fontana 17, Italicus 8, Piazza della Loggia 8)

        Quale manca?

        1. Luca Brambilla

          Non c’è niente da ridere PadaniaWhite, sei un pirla dal cervello nettamente inferiore alla media. Sei un frustrato senza speranza che ride persino sui morti delle stragi di quegli anni.
          Occhio che se il karma esiste mi sa che stavolta non la sfanghi. E poi ridiamo tutti noi.

      1. Anonimo

        bello è molto relativo, in questo caso direi quantomeno opinabile.
        il continuo scampanellare per chi vive affacciato sull’opera un tema interessante (valutato dal sedicente artista?).
        si potrebbe continuare a elaborare sugli aspetti – imho – non sufficientemente considerati di un’opera del genere (manutenzione, etc.), ma in sintesi: buone le intenzioni, ma un risultato non all’altezza.

      2. Anonimo

        Forse però dopo 50 anni sarebbe più utile un monumento a tutte le vittime di quel periodo di idiozia di massa che son stati gli anni di piombo, senza distinguere tra morti per strage e morti per rapimento o per il lavoro che facevano o la carica che ricoprivano.

        Abbiamo bisogno di simboli che uniscano. Non dico affatto che 135 campanelline non uniscano, ma per ipotesi, celebrare tutti i milanesi o anche tutti e basta i morti negli anni di piombo, forse unirebbe di più. E visti i tempi che corrono ultimamente in Italia, la lezione di non essere divisivi è la più importante da tenere a mente purtroppo.

        1. Andy77

          Capisco le tue motivazioni ma chi sta dividendo non è questa opera sono chi governa solo con slogan e chi si fa governare da suddetti slogan di pancia che dividono.
          E no, non si può ogni volta livellare, non si è uguali né da vivi né da morti. Penso anche che la commemorazione non si riferisca a vittime di una particolare fazione politica quanto di una tipologia di stragi dove una parte dello Stato ci ha messo lo zampino come convalidato da più inchieste.
          Altrimenti come non includere Aldo Moro, Tobagi e così via…

  1. Anonimo

    Il luogo più logico sarebbe la parte ‘lunga’ di piazza Fontana, quella verso piazza Beccaria.

    Tra l’altro, che fine ha fatto il progetto di risistemazione?

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