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Milano | San Babila – Possibile che non ci sia spazio per delle fioriere sul corso?

Noi di una certa età ci ricordiamo come fosse Corso Vittorio Emanuele appena inaugurato: al centro aveva una serie di grossi vasi con varie piante e anche alberi.

Sono passati più di 30 anni da quando Corso Vittorio Emanuele II divenne solo pedonale.

Tutto prese inizio a dire il vero con il Sindaco Carlo Tognoli, il quale decise, con non poche problematiche, di pedonalizzare nei primi anni Ottanta la via commerciale numero uno di Milano, seguito poi dal Sindaco Paolo Pillitteri che nel periodo tra il 1988 e il 1989 la rese definitivamente pedonale con un arredo urbano degno per una via di pregio come il corso che unisce piazza San Babila con Piazza del Duomo. Pietra rosata ai lati e sentiero largo al centro realizzato in sampietrini che forma un cerchio ad ogni incrocio.

Negli anni 90 vennero sistemate al centro della via delle fioriere con grandi piante, in seguito queste vennero eliminate, così come le sedute in pietra che sono tornate solo recentemente in forma differente .

L’illuminazione è resa grazie a dei doppi fari attaccati ad ogni palazzo, eliminando pali e luci appese, a parte i lampioni penzolanti posti sotto i portici.

Dopo tanti anni una cosa ci è sempre mancata, appunto quelle belle fioriere che hanno caratterizzato il corso per tutti gli anni Novanta. Oggi la via è una distesa di pietra senza un segno di decoro o altro.

Questa foto mattiniera mostra come sia tristemente desolante senza un vero arredo urbano. Abbiamo provato a collocare delle banali fioriere con piante, e come si vede, la differenza è abbastanza sostanziale. Possibile che il Comune in tutti questi anni non abbia pensato a ricollocarle?




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


24 thoughts on “Milano | San Babila – Possibile che non ci sia spazio per delle fioriere sul corso?

  1. Ale

    Non sono d’accordo. Questa è una delle pochissime eccezioni dove gli alberi non sono indispensabili. La via è ormai sempre affollata ed è per buona parte della giornata all’ombra (e comunque ci sono i portici). Semplice puluta ed elegante, non vedo la necessità di aggiungere ingombranti fioriere (che diventerebero cestini… sappiamo come funziona).
    Se ci sono soldi per alberi e fioriere abbiamo molte altre strade dove investire.

  2. Ale

    Secondo me, no… Questa è una delle pochissime eccezioni dove gli alberi non sono indispensabili. La via è ormai sempre affollata ed è per buona parte della giornata all’ombra (e comunque ci sono i portici). Semplice pulita ed elegante, non vedo la necessità di aggiungere ingombranti fioriere (che diventerebero cestini… sappiamo come funziona).
    Se ci sono soldi per alberi e fioriere abbiamo molte altre strade dove investire, con molta più urgenza.

  3. Elius

    Per me deve restare senza alberi….manca nel rendering la fiumana di gente che ci passa. Esistono tante altre strade dove mettere gli alberi…via pisani?

  4. Andrea

    Corso Vittorio Emanuele è una via molto importante per la mobilità sostenibile (quella che non prevede l’uso delle automobili tanto osteggiate da UrbanFile). La soluzione disegnata da UrbanFile nel rendering costringerebbe i ciclisti a dover fare la gimcana tra le piante oltre che tra i pedoni. Inoltre già ora la via risulta stretta nelle giornate più affollate non voglio immaginare come sarebbe con quegli enormi vasi.

    So di essere in disaccordo con gli autori di UrbanFile ma penso che per migliorare la qualità della vita di Milano sia prioritario sviluppare e mantenere una rete di mobilità sostenibile per INVOGLIARE (e non costringere) i cittadini a muoversi senz’auto.

    1. Anonimo

      ‘Fare la gimcana tra i pedoni’???

      Guarda che quella è un’isola pedonale, mica una pista ciclabile. In teoria lì le bici ci dovrebbero passare solo accompagnate a mano, altro che sfrecciare (spesso pericolosamente) tra i pedoni….

      …cara grazia che non le multano!

        1. Anonimo

          Credo che si stia dicendo che in particolari situazioni e momenti della giornata, la via più affollata di Milano non può essere considerata una “via molto importante per la mobilità sostenibile”
          Le bici possono in qualche modo (non sempre facile) provare a convivere, ma non mettere le fioriere perchè altrimenti devi fare le gimcane con le bici è un po’ surreale.

  5. Ale

    Non sono d’accordo. Se ci sono soldi per alberi e fioriere abbiamo molte altre strade dove investire.

    Questa è una delle pochissime eccezioni dove gli alberi non sono indispensabili. La via è ormai sempre affollata ed è per buona parte della giornata all’ombra. Semplice, pulita ed elegante, non vedo la necessità di aggiungere ingombranti fioriere (che diventerebero cestini… sappiamo come funziona).

    1. _

      Concordo con Ale, Corso Vittorio Emanuele è abbastanza civile anche senza fioriere. Non è perfetto, ma ci son tante vie molto più bisognose.

      Di sicuro comunque non è e non deve essere un asse della “mobilità sostenibile” o “dolce” o “alternativa” che dir si voglia.
      Ci sono veramente troppi pedoni e a breve andranno introdotti i cartelli per obbligare a portare le bici a mano, come in qualsiasi zona pedonale supercentrale di qualsiasi altra grande città.

  6. Anonimo

    pedoni e ciclisti convivono sufficientemente bene e in pace senza bisogno di ulteriori regole di questo tipo..

    ma di quali zone pedonali supercentrali con bici a mano parli? nelle maggiori città europee mai vista una che sia una.

    1. Anonimo

      In alcune ore (quando è pieno di gente) devi portare la bici a mano o mantenere la stessa velocità dei pedoni.

      Come si dica cyclists dismount o rouler au pas in italiano non è ho la più pallida…da noi oggettivamente puoi fare quel che ti pare sempre e dappertutto.

  7. Wf


    RINASCITA VERDE

    Milano, centomila alberi e sponsor privati: parte il progetto della foresta urbanaPer il 2030 il Comune punta a tre milioni di piante in più, in una città che oggi arriva a 500 mila. Si parte da parchi e scali Fs

    Saranno centomila nuovi alberi a cavallo dell’anno. Sono sogni di una Milano green. La città prova davvero la svolta verde. La visione porta la firma di Stefano Boeri. Ed è stata sposata con convinzione da Beppe Sala. Non a caso il sindaco nel recente mini rimpasto di giunta ha deciso d’accaparrarsi e gestire in prima persona le deleghe per la «transizione ambientale». Si chiama «ForestaMi». E dice: tre milioni di nuovi alberi. Il traguardo è il 2030. Progetto quasi rivoluzionario per la grigia capitale del Nord e tutto il suo hinterland. E così ambizioso da strappare l’apprezzamento di una celebrity votata alla causa ecologista come Leonardo DiCaprio. I primi annunci di «forestazione urbana» risalgono a un anno fa. Da allora un team di ricercatori coordinati da Maria Chiara Pastore ha lavorato a gettare le fondamenta, a immaginare le strategie migliori, a fare da raccordo tra tutti gli attori pubblici, privati, istituzionali coinvolti. Ai primi di agosto lo studio è diventato un documento guida per il futuro ambientalista su scala metropolitana.

    Si parte dalla fotografia su cui si andrà a intervenire. È stato mappato tutto il territorio. Si contano poco meno di mezzo milione di alberi oggi a Milano. Altri cinque milioni e mezzo sono stimati negli altri 133 Comuni attorno. Le tre milioni di piante da affiancare in un decennio valgono quindi un’impennata del +50 per cento. La progressione immaginata dagli esperti parte dai centomila nuovi alberi già quest’anno, al ritorno dalle vacanze (la stagione per le piantumazioni va da novembre a marzo). Saranno 400 mila entro il 2022. E si prosegue a un milione e 200 mila due anni dopo, per arrivare nell’anno olimpico a quota due milioni e completare il percorso per il 2030.

    https://milano.corriere.it/notizie/cronaca/19_agosto_20/milano-centomila-alberi-sponsor-privati-parte-progetto-foresta-urbana-a6e7a144-c30a-11e9-a7af-46fd3e83594f.shtml

    D qualche parte bisogna pur metterli questi alberi a Milano.

    Basta veti su dove mettere le piante!

    Troppi tabù per troppo tempo hanno rovinato questa città.

    Milano deve rinascere dal verde e all’ombra !

    1. Anonimo

      Già il titolo confonde un po’ con la distinzione altalenante tra “alberi” e “piante”

      Poi l’ultimo paragrafo toglie un po’ l’entusiasmo:

      “Il grosso sarà infatti fuori dai confini, con le azioni delle amministrazioni dell’hinterland e di enti e parchi. Un area test sarà nell’area dell’Abbiatense. Tra le idee c’è la trasformazione di un parcheggio a Morimondo, alberi nella zona della stazione di Albairate e diversi progetti ad Abbiategrasso. Altri coinvolgono invece il parco del Grugnotorto, il corso del canale scolmatore, i terreni della fondazione Ca’ Granda e i progetti di fondazione Cariplo.”

      Comunque meglio che niente…

  8. Milanese

    Wf non farti abbindolare, 3 milioni di piante in più significa che saranno sicuramente inclusi i fiori e gli arbusti, non c’è lo spazio materiale.

    E urban file questa volta ha tappato: forse le fioriere sbagliate (giganti), forse il colore molto imbrattabile, fatto sta che non stanno bene in più come detto da altri prima non si tiene conto che è la via più trafficata di Milano (già oggi è un suk nelle ore normali) con le piante sarebbe anche peggio

    1. Wf

      Non minfaccio abbindolare…
      🤣🤣🤣

      Compresi fuori e arbusti mi va benissimo…
      Vuol dire che devono mettere le fioriere anche in corso ve2…

      Piiiippoooooo haiitoooppaaatooooohhhhh
      Libidine coi fiocchi.
      Salut

      Ps.
      Ovviamente dissento con voi su ve2 e con le fioriere magari la gente si siede invece di scappare via…

      1. abbindolato

        Penso che un bel po’ di alberi li metteranno sui cavalcavia Monteceneri e Corvetto, visto che il test sperimentale di chiusura dei cavalcavia organizzato in agosto dal Comune ha avuto un grande successo.

        1. Wf

          Ottima idea…
          Sempre che il carico strutturale dei ponti possa reggere la terra piante e adsorbimento acqua peso durante le stagioni…

          Ottima idea

          1. Anonimo

            Se reggono i balconi a sbalzo delle case di Boeri, dovrebbe reggere anche la soletta in cemento armato da un metro di un cavalcavia a 4 corsie…

          2. Anonimo

            Giusto ma per ora manco la prova di chiusura per una settimana dei cavalcavia siam riusciti a fare….al di la degli annunci suoi social occorre anche lavorarci sulle cose, ossia fare piani dettagliati con gli obiettivi da raggiungere anno per anno.
            Altrimenti dal “meglio di prima”, non ne usciremo mai.

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