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Milano | Isola – Rasoio: smontata la gru dopo oltre 12 anni

Per anni questa gru troneggiava sul quartiere Isola e sul mostro abbandonato di Ligresti. Era infatti il 2007 quando iniziarono i lavori per il progetto Isola Lunetta.

Il tanto contestato “Rasoio” (questo il nome affibbiatogli dalla rete, per la somiglianza del primo progetto di Valentino Benati e Federico Colletta, con un rasoio elettrico) finalmente è giunto a conclusione e la rossa gru ieri è stata finalmente smontata.

A seguito del fallimento della IM.CO i lavori rimasero fermi per lungo tempo, tanto da minacciare il contesto. Unipol Sai ereditò l’impero e le grane del gruppo Ligresti e decise di completare, con un nuovo progetto, l’edificio abbandonato.

Il nuovo disegno giunto quasi a conclusione è di Progetto CMR.




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


18 thoughts on “Milano | Isola – Rasoio: smontata la gru dopo oltre 12 anni

  1. Anonimo

    Nella nuova versione è sicuramente più leggero e meno invasivo, ma personalmente, potendo, l’avrei semplicemente abbattuto (o almeno drasticamente ridotto la superficie occupata) per ampliare il giardino pubblico.

  2. Sdd

    Sono riusciti a fare un miracolo. Pensavo che il vecchio Rasoio fosse di una bruttezza impareggiabile e invece sono riusciti a farlo ancora più brutto. Quelle ridicole lastre di vetro, montate a quel modo, lo fanno sembrare ancora con le impalcature.

    1. Anonimo

      Hai ragione!

      L’ho visto oggi. Le foto ingannano tremendamente, visto da sotto o di lato come fotografato sembra un obbrorio …ma ancora quasi decente (in fondo è nuovo).

      Visto dalla Piazza è invece assurdo, perchè la sovrastruttura non copre quasi niente e si vedono in trasparenza le aperture delle finestre stile condominio anni 80! E’ veramente deprimente e “povero”, a mio parere.

  3. Anonimo

    A me tutti quegli spazi aperti in Porta Nuova/Garibaldi non mi piacciono. Non c’è nessuna continuità.
    Fa proprio schifo e da la sensazione di lavori fatti con i piedi in una città di serie B. Niente a che vedere con le varie New York, Singapore (in cui ho abitato 1 anno), ma anche Londra nella City.
    Alcuni qua dicono vecchio e nuovo è bello, sì ma dipende. Qua abbiamo palazzine residenziali brutte e create dalla speculazione edilizia del dopoguerra in mezzo a grattacieli moderni.
    A Londra nella City c’è il vecchio e nuovo, ma i grattacieli non sono certi attaccati a palazzi residenziali mezzi scassati.
    Sono palazzi antichi ma di pregio e ad uso uffici e lì di fianco sono stati fatti grattacieli moderni. Poi non c’è l’aria di dispersione e lavori fatti alla caxxo e senza una visione d’insieme come a Milano.
    Insomma questa città sempre peggio, capisco che non si possano buttare giù i vari palazzoni frutto della speculazione edilizia passata, ma si poteva cercare un’altra area, magari un pò fuori dal centro, per costruire un business center come si deve invece di fare un paio di grattacieli qua, un altro paio di là e in mezzo il nulla o condomini semi-popolari residenziali (e non parlo di quelli che ci sono tra Citylife e Porta Nuova, bensì di quelli che ci sono tra i grattacieli di Porta Nuova).

    Fortuna che ormai a Milano ci sto sempre di meno, altro che città europea. Chi lo dice non vive (e non ha mai vissuto) in Europa.

    1. Paolo Mazzolin

      Milano è una città internazionale di seconda fascia.
      Dato che non potrà mai competere con Londra, Parigi, Singapore ecc. gli spazi aperti le danno almeno una certa originalità.

    2. Milanese

      Nient’affatto è sempre più europea e internazionale che ti piaccia o no, certo se la paragoni a New York e Singapore.. decine di milioni di persone a una città di uno e mezzo..piatta e antica beh complimenti che gran bel paragone (del ca**o)!
      Si sta trasformando comunque, datele tempo.
      Riguardo al quartiere in parte hai ragione cioè riguardo al rischio che diventi con edifici a caso tipo Shangai effettivamente c’è…. gli edifici di Pelli più quello basso bianco che non ricordo il nome accanto i numerosi edifici di ricucitura verso corso Como..,non si può proprio dire che non siano stati disegnati non tenendo conto del contesto infatti stanno molto bene, come sta bene anche la biblioteca degli alberi in mezzo ai grattacieli e ai nuovi edifici, come piazza Sulenti anche se è uno spazio vuoto!..sai com’è non siamo ancora come ad Hong Kong.. e spero che non lo saremo mai

  4. GArBa

    andando controcorrente, trovo che la nuova facciata invece alleggerisca molto la pesantezza della struttura sottostante, che invece nel primo progetto era sottolineata dalla monoliticità complessiva. il problema non è tanto l’edificio principale che a questo punto è anche gradevole (per me più gradevole ad esempio della torre solaria che ha perso molto con la perdita della “gabbia”) quanto i corpi bassi che hanno delle proporzioni molto sgraziate.

  5. Francesca carelli

    Ma le casette che sono tra il rasoio e la biblioteca degli alberi che fine faranno? Almeno restaurarle a ricordo del tempo passato

  6. Luca

    Quasi quasi lo preferivo con la gru.
    Almeno si poteva sperare di vedere qualcosa di bello ,
    Ora invece si ha la certezza che di bello non ci sara proprio ’ nulla, almeno fino a quando non sara’ abbattuto

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