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Milano | Rogoredo – Ecco il masterplan per il Campus del Conservatorio

Sono stati pubblicati i primi rendering del masterplan che mostrano come sarà il primo campus di un Conservatorio italiano. Questo sorgerà, come abbiamo visto, a Rogoredo, a un centinaio di metri in linea d’aria dal famigerato “Bosco di Rogoredo”.

«Vogliamo trasmettere al quartiere lo slancio vitale che ci anima, diventare motore di riscatto per i giovani, nodo nevralgico di sviluppo per l’area che arriva al famigerato boschetto», come ha detto Cristina Frosini, direttore dell’istituto.

Anzitutto il nuovo campus avrà metà della superficie a verde, un grande auditorium da 350 sedute per i concerti, un bar e un ristorante, decine di aule e laboratori all’avanguardia, sale prova, fab lab, co-working e uno studentato da 200 posti letto.

L’investimento sarà di circa 30 milioni di euro. La Regione Lombardia ha garantito un sostegno finanziario, oltre a privati e la possibilità di accendere un mutuo.

Il campus sarà progettato per ospitare circa 600-800 studenti; il Conservatorio attualmente ne ospita 1700 circa, anche se si stanno sviluppando le nuove tecnologie e i corsi di jazz, musica elettronica e popular music.

Si pensa anche ad un laboratorio di liuteria, arte che andrebbe valorizzata.

Insomma un campus che ridia vita al centro di Rogoredo e un impulso positivo che spazzi via tutto il degrado che ancora persiste in una zona del quartiere.




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


32 thoughts on “Milano | Rogoredo – Ecco il masterplan per il Campus del Conservatorio

  1. Luca

    Che geni nel Comune di Milano:

    “che spazzi via tutto il degrado che ancora persiste in una zona del quartiere.”

    Dove diavolo volete che spazzi via il degrado? Lo sposta semplicemente FUORI dal Comune di Milano e lo sbatte sulle spalle dei comuni piccoli che non hanno potere né mezzi per risolverlo. Così la giunta potrà bearsi di aver risolto il problema eroinomani senza di fatto aver risolto realmente il problema.

    Poi ci lamentiamo se la provincia non vota per il partito della giunta milanese…

    1. Anonimo

      Amico caro, nell’articolo la frase non è virgolettata, quindi è di chi ha scritto l’articolo e non certo del Comune di Milano, di cui tra l’altro nel pezzo non c’è nessuna dichiarazione (l’unica che c’è è della direttrice del conservatorio).

      Quindi la tua non è altro che la solita livorosa fuffa propagandistica da troll.

    2. Andy

      L’amico Luca ha perfettamente ragione. Anche se non è virgolettato, sappiamo bene che il “criterio” delle giunte di sinistra non è di risolvere i problemi – peraltro da loro stessi creati – quanto al massimo di spostarli più in là lavandosi la coscienza davanti all’elettorato, che puntualmente abbocca a questo modo di fare oltraggioso

  2. Cesco

    Quindi cosa dovrebbe fare il comune di Milano per risolvere definitivamente questo problema?
    Si sta cercando di andare ad agire su una delle zone più degradate di Milano, ma non va bene lo stesso. Ah dimenticavo, per voi se la soluzione non viene dalla Lega non è una vera “soluzione finale”

    1. Andy

      Te lo dico io, caro Cesco: dovrebbe innanzitutto ribellarsi a questa invasione voluta dal PD. Detto questo, potrebbe appoggiare i pacchetti sicurezza del precedente governo, invece che osteggiarli. Potrebbe abiurare completamente alla filosofia del PD, che ha puntualmente remato contro la sicurezza, votando misure da manigoldi come il decreto “svuotacarceri”.
      Insomma: cose così.
      Ma voi PD siete impermeabili a ogni ragionamento pragmatico

  3. Milanese

    Non risolverà i problemi della zona, che rimarrà probabilmente insicura (Dovranno pagare la mondialpol per ottenere un livello di sicurezza decente soprattutto la sera) e soprattutto è uno spreco: ci saranno centinaia di aule vuote in “città studi” della Statale quando ci sarà il trasferimento all’EXPO, già ora ce se sono parecchie che potrebbero essere riorganizzate meglio ,anche se un po’ sciatte, per liberare qualche sede (e lo dico da attuale studente della Statale). Ok che Alcuni stabili verranno venduti dalla Statale a privati per avere capitali ma alcuni stabili si sarebbe potuto darli al Conservatorio: il comune avrebbe speso meno, il conservatorio avrebbe avuto una sede più pratica (voglio vedere quanta gente andrà all’auditorium…a differenza della Verdi…), la zona ne avrebbe giovato evitando lo svuotamento che spaventa chi oggi lavora attorno all’università, e gli studenti del conservatorio avrebbero avuto un’atmosfera decisamente molto migliore.. ma chissene degli studenti giusto? L’importante è la “periferia” ! anche il nome “città studi” con solo il Politecnico avrà poco senso… potevano mandarci i vigili o qualche ufficio comunale oppure potevano iniziare a fare qualche cosa riguardo alla cittadella della giustizia e liberare il centro congestionato

    1. Andy77

      Bel discorso da parte di chi:
      – O soffre di retrotopia o non ha studiato nelle sedi universitarie di Città Studi, sede aberrante e totalmente scollata dal modello studio/ricerca/collaborazione con l’industria che tutte le facoltà scientifiche del mondo a parte in Italia perseguono.
      – Si lamenta di come sono le periferie ma quando si mette mano ha comunque da lamentarsi
      – Pensa che portare cultura nella periferia e considerarla uno strumento di rilancio sia male, meglio mandarci i vigili urbani–>teneteli nelle gabbie
      I quartieri Bicocca ed al suo tempo la zona IULM sono stati rilanciati in questo modo….

      1. Milanese

        Andy77.. stai perdendo colpi… forse hai tu la retropatia e la maculopatia…
        – ho detto che la Statale (a città studi, ma anche altre sedi) ha molti stabili (anche se sciatti), che cosa c’entra il modello di collaborazione con i privati/enti di ricerca ora? Si parlava di edifici, ad esempio informatica si è spostata di recente dopo aver costruito un edificio bianco in Celoria.. quindi l’ex sede è sottoutilizzata e via dicendo.. anche le altre lo saranno dopo lo spostamento nell’area EXPO, fine.
        – Santa Giulia Rogoredo era un rilancio di una periferia (è finita proprio bene vedo)
        -non basta mettere mano a caso sulle periferie per avere un buon progetto (e infatti questo non lo è)

    2. Anonimo

      caro, sei chiaramente affetto da una sindrome di onnipotenza e onniscienza: seguendo i tuoi consigli avremo presto la pace e la fine della fame nel mondo. grazie di illuminarci con le tue perle di saggezza. senza contare delle doti di preveggenza strepitose, per le quali la statale starà considerando una laurea honoris causa.
      il passo per diventare sindaco è breve: ti aspettiamo!

      1. Milanese

        Ah già il/la solito/a gentile!! Macché onniscienza e onnipotenza, mi piace l’urbanistica in particolare della mia città natale e dico quello che penso come tutti qui, senza andare mai sul personale (a differenza tua); c’ è libertà di parola e di opinioni in questo paese mi risulta, se in questo blog non c’è me lo spieghi il curatore di questo blog cosa è permesso o non permesso dire e non un “anonimo” con commenti maleducati sul personale (sintomo di rabbia repressa).

        Riguardo il progetto, visto che confondi un’opinione con saccenza, mi spiego allora meglio al tuo livello da villano inacidito? È un progetto del ca**o! La dice lunga su Maran di cui forse sei il suo difensore civico (non pagato).

        Se riesci a uscire un momento da commenti puerili e acidi ed entri nel merito delle singole questioni da me citate confutandole una per una magari fai una figura meno penosa.

        1. Anonimo

          un po’ di autoironia non guasterebbe..
          che poi i toni da saccente e da tribuno della plebe ci sono tutti (vd. “È un progetto del ca**o! La dice lunga su Maran di cui forse sei il suo difensore civico (non pagato)”). posto che l’articolo parla di masterplan, ma che c’azzecca sempre maran poi? il progetto è appoggiato soprattutto dalla regione, se leggi.

          circa le tue opinioni, è il solito minestrone lamentoso senza costrutto: senza offesa, ma niente soluzioni, solo lo sfogo de panza, senza apparente conoscenza approfondita delle questioni che interessano la zona, salvo qualche sentito dire, senza proposte.
          il solito sfogo sugli sprechi, come se tu potessi da solo fare le veci di chi, fra università, conservatorio, comune, regione, ha preso queste decisioni.
          infine il lamento sulla considerazione degli studenti opposto all’attenzione verso le periferie (?), il “mandiamoci questi, mandiamoci quelli che è meglio” come pedine del tuo risiko completano il pap’occhio.

          insomma, consiglio:
          – studiare
          – pensare in maniera più complessa, lasciando da parte vuoti proclami a vanvera
          – apprendere ad articolare meglio i tuoi pensieri
          – farti una risata ogni tanto e incassare

    3. Anonimo

      Stiamo parlando di un lotto di terreno che è sotto le finestre della sede di Sky da una parte e dei palazzi residenziali dall’altra. A 20 metri dall’ingresso della metro e del passante, nella zona di Santa Giulia dove costruiranno un sacco di cose per le Olimpiadi.

      Forse l’impatto del boschetto di Rogoredo e sul boschetto è stato un po’ troppo enfatizzato nella presentazione del progetto?

  4. tatino pensabene

    ma vi sembra un auditorio all’altezza di campus musicale nonché conservatorio? con pareti di vetro….senza spazio scenico, rigido e senza possibilità di una vera polifunzionalità per eventi di diversa natura…MAH….è squallido come una catena di fastfood ….poteva essere meglio concepito , e puntare in alto…anche per fare vivere meglio il quartiere intero e mettere in relazione gli studenti del conservatori con gli altri giovani e adulti del quartiere….chèsso’ una biblioteca, un centro per esposizioni…una vera piazza con vero bar….aperto fino a tardi…spazio per musica all’aperto….BOH…cose cosi’….non bisogna essere geni, cribbio….tipo questo di Manchester, per esempio….

    https://www.e-architect.co.uk/manchester/manchester-arts-cultural-centre

    o questo in Francia

    https://www.dezeen.com/2012/11/20/cultural-centre-in-nevers-by-ateliers-o-s-architectes/

    niente da fare, andiamo avanti a testa bassa e rassegnamoci a progetti modesti e infelici….

    1. Milanese

      Hai ragione non ci avevo fatto caso! ahahah! L’assenza di spazio scenico con la parete inclinata come una mansarda è la ciliegina sulla torta del “bel progettone” !!

    2. Anonimo

      Ma stiano parlando di una semplice sala dentro un conservatorio, gli esempi che hai portato tu sono centri culturali polifunzionali con dimensioni ben diverse, due cose non paragonabili.

      È vero che a Milano manca un auditorium moderno degno di questo nome (c’è quello di corso Dan Gottardo comunque), ma il posto dove farlo non è certo dentro un campus!

      1. tatino pensabene

        Ma allora perchè la sala del conservatorio di Milano è un Auditorium con i fiocchi capace di ospitare musica classica, seminari, musica leggera, rock, ecc.? Sono stati degli ebeti totali i progettisti a costruirlo dentro un conservatorio che tra l’altro era inizialmente un convento , giusto? non vabbeh, progettare un campus musicale è un’occasione per Milano UNICA che non ritornerà poi’ per i prossimi 100 anni. Era doveroso puntare su un progetto che andasse oltre la dimensione di un moderno oratorio di periferia…parliamo di Milano e non di un comune dell’ hinterland , capisci anonimo? MILANO = sede della SCALA, e del PICCOLO….fari culturali nazionali…! lo vuoi difendere ancora, fai pure…ma non sei obiettivo. qui vedo solo tanta retorica, retorica, retorica, il boschetto qua gli alberi là, la periferia, i drogati, gli spacciatori, e bla-bla-bla = re-to-ri-ca! Il progetto è scarso.

          1. Anonimo

            Nooo, un “doppione” no non si può sentire, ma come ca..o parli? Forse preferivi un bel centro commerciale dova portare la famiglia alla domenica?

          2. tatino pensabene

            credo che questi progetti siano un investimento. Un investimento sul futuro, non sul presente. Risorse e progetto DEVONO essere all’altezza di una certa idea di futuro. mi va bene questo progetto ma non chiamatelo Conservatorio DUE o Campus musicale: chiamatelo semplicemente sala civica-quartiere Rogoredo con dormitorio. STOP. Vedremo cosa succederà tra 10 anni. magari questo sarà solo il primo passo e chissà…ci ritroveremo Milano capitale musicale…altrochè Manchester, Liverpool, Londra o New Orleans….

  5. Anonimo

    sveglia, ci sono diverse sale per la musica classica senza retropalco.
    senza contare che il progetto non è detto sia quello definitivo – visto che si parla di masterplan senza citare progettisti.
    questo dimostra quanto siate dei commentatori della domenica.

  6. Milanese

    Sì Sì…xD Non stai molto bene di testa te lo assicuro.. Comunque mi aspettavo una lunga lista invece me ne citi uno solo? Con la tua somma sapienza mi aspettavo che mi citassi tutti gli esempi a Milano, anche per provarli. In riferimento a prima (ti riconosco dall’acidità) non hai confutato un granché.. hai solo dato le solite risposte sterili, insulse e villane..(e non hai capito niente).. la regione cofinanzia e Maran è tirato in ballo perché è “solo” l’assessore all’urbanistica, sai? (ha anche commentato / propagandato il progetto). Quanto al fatto che critico solo.. beh leggi meglio…. C’erano altre soluzioni e ci sono problemi oggettivi per cui il conservatorio in quella sede è pura fantasia..o una pessima scelta, ma non discuto invece delle tue di doti di prevveggenza…….
    La cittadella della giustizia proposta circa un decennio fa a Rogoredo era stato un altro progetto, che a mio modo di vedere poteva essere una soluzione da rivedere per migliorare questa zona da degrado e spaccio e spostare un po’ di traffico, ma tu lo vedi come un risiko (?!), vabbè certo come no, quindi deduco che il progetto del conservatorio va bene e quello della cittadella della giustizia no.. perché? Mi illustri con “conoscenza approfondita” da ingegnere e da architetto e non solo da passacarte di giornali perché non andava bene la cittadella della giustizia ma è migliore il conservatorio? intanto io mi metto in marcia per diventare sindaco..e tu tieniti pronto a ritirare il premio Pritzker.

  7. Anonimo

    non basta scrivere molte righe per dire cose assennate.
    e spesso leggere ti farà meglio che scrivere.
    invece che sbrodolare argomenti di poco peso, considera l’autocritica.
    oppure no, prosegui così.

    1. Milanese

      Cara mia, sei tu che non leggi bene, è il comune che che pensa agli studenti come dei tappabuchi (o risiko come dici tu), darà una spolverata leggera al degrado ma la posizione è pessima, sparpagliare le sedi non mi sembra sensato perché il conservatorio (forse non ci vai spesso) è aperto alla città , semplicemente quello nel boschetto della droga sarà invece ad uso esclusivo di chi è del conservatorio.

      In via conservatorio c’ è un ridondante grosso edificio della Statale di qualche materia umanistica, non potevano andare a città studi una volta liberata e farlo acquisire al conservatorio? Perché dici no? Era centrale il laboratorio dei liutai magari visitabile sarebbe stato molto più fruibile no? Te li vedi i turisti stranieri che vanno a Rogoredo?

      1. Anonimo

        Turisti stranieri? Ma ti pare che un turista straniero che a Milano ci può stare massimo due giorni, uno e mezzo per lo shopping, mezzo per visitare le due cose che offre, possa passare una serata al conservatorio? E poi caro il mio postatore compulsivo “Milanese”, (manco fosse solo lui milanese) io proverei ad essere meno arrogante e arrampicatore sugli specchi.

        1. Milanese

          Mi dispiace che tu pensi che gli stranieri vogliano solo girare per negozi e mangiare una pizza, non è così! Così come non siamo tutti da pizza e partita di calcio alla Fantozzi. Il pubblico può essere anche di stranieri ed in molti casi di persone di una certa età, se metti un auditorium in periferia stronchi sul nascere la fruibilità del posto di molte di queste persone, rendendolo solo per studenti e famiglie loro, oltretutto come già detto è un progetto scialbo, come ha giustamente detto tatino con ottimi esempi esteri si poteva fare decisamente meglio. per ora è un “progetto tappabuchi” con un pessimo rapporto qualità/ prezzo, se mi è concesso avere un pensiero mio

  8. Milanese

    In fatto di arroganza e maleducazione forse non hai letto i commenti anonimi precedenti (tuoi? Boh..dal livello di villania direi di sì.. ) mettere il nick serve per fare meno casino

    Mi spiace che pensi che gli stranieri vengano solo per farsi un giretto in corso Vittorio Emanuele, non è così, che visione miope e superficiale che hai!

  9. Joe

    E’ davvero incredibile notare come gli interventi degli utenti che votano PD siano i più vuoti, sterili quando non dementi che ci siano in giro.
    Avete contribuito a creare insicurezza nelle strade e ora pensate di portare l’ordine e la bellezza sistemando un paio di strade.
    Del resto, votando a sinistra e non riuscendo a capire che l’immigrazione selvaggia è un pericolo immenso per l’Italia e l’Europa, non potete certo affrontare discorsi seri e intelligenti come quello di cui sopra.

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