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Milano | Notizie – I residenti in città arrivano a 1.400.000

Come promesso la scorsa settimana, il sindaco di Milano Beppe Sala ha ricevuto oggi nel suo ufficio di Palazzo Marino il milionequattrocentomillesimo cittadino milanese. Si chiama Andrea e ha origini catanesi.

Con la sua registrazione all’anagrafe meneghina, infatti, il Comune di Milano raggiunge 1.400.000 residenti ufficiali, confermando un trend di crescita della popolazione che si è ormai consolidato da anni.

Il Sindaco di Milano Beppe Sala riceve il cittadino numero 1.400.000

La città aveva raggiunto il picco di popolazione negli anni ’70, sfiorando 1.800.000 residenti, per poi, nei decenni successivi, gradualmente calare fino a scendere quasi a 1.200.000. Ma a volere ricostruire la storia demografica della città in maniera più ampia e guardando alla conurbazione e all’area metropolitana, a Milano la popolazione è sempre aumentata: negli anni ’70-’80-’90 al calo della popolazione del Comune corrispondeva un aumento massiccio della popolazione dell’hinterland; in pratica molti dei residenti di Milano sono andati ad abitare in Provincia. La popolazione della Provincia nel suo complesso cresceva anche in quegli anni, grazie all’immigrazione. Poi il capoluogo ha ricominciato a crescere come popolazione, in gran parte grazie agli immigrati (italiani e stranieri), ma anche a qualche cittadino che dall’hinterland si è trasferito in città, oggi più attrattiva e vivibile rispetto a un tempo. I trend attuali sono che il Comune di Milano cresce come popolazione, mentre l’hinterland (oggi Città Metropolitana più Provincia di Monza) cresce molto meno. Nel complesso la crescita della popolazione di quest’organismo urbano ‘milanocentrico’ non si è mai fermata.

Panorama che spazia dal Duomo a Porta Nuova

Ultima notazione: i residenti nel Comune di Milano sono coloro che vanno a iscriversi ufficialmente all’anagrafe. Ma ci sono moltissime persone che abitano a Milano, ma risultano essere residenti da un’altra parte; dagli studenti fuori sede ai lavoratori che per varie ragioni non hanno ancora portato la residenza in città. Si stima che siano una cifra che si aggira tra i 200 e i 300 mila ‘residenti di fatto‘. Oggi si celebra una tappa simbolica, ma pensiamo che sia solo la fotografia di un percorso di crescita della città che ci porterà ancora molto lontano.




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Appassionato di architettura, urbanistica, trasporti e politiche del territorio. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile.org una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Lavora nell'amministrazione immobiliare in Ceigecond


15 thoughts on “Milano | Notizie – I residenti in città arrivano a 1.400.000

  1. Milanese

    Benissimo che aumentino! anche se ricordo che c’erano alcuni (giornalisti per esempio) molto contrari, ancora una volta 2 pesi e 2 misure: quello che era un progetto della giunta Moratti di aumentare i cittadini di Milano fu considerato sbagliato e condannabile dall’allora opposizione come consumo di suolo ecc ecc, ora che invece avviene lo si celebra…

    1. Anonimo

      Ti ricordi male, non è andata così. Non è che la Moratti avesse pensato degli incentivi per far venire più residenti a Milano. Semplicemente, si erano inventati uno studio improbabilissimo secondo il quale la popolazione sarebbe cresciuta sua sponte, da lì a 10 anni (cioè più o meno oggi) a 2 milioni di abitanti.

      Naturalmente lo sapevano benissimo anche loro che non ci saremmo mai arrivati (infatti siamo qui a celebrare quota 1,4) ma la previsione serviva a giustificare la mano libera ai palazzinari, aumentando in maniera vertiginosa le volumetrie.

      Per fortuna il primo atto della giunta Pisapia è stato cassare quel piano folle e ridisegnare il PGT, aumentando il verde e diminuendo le volumetrie.

      Il PGT cementificatore Morattiano era cosa ben diversa dall’accomodare una popolazione che cresce gradualmente da circa 1,2 a 1,4 milioni andando ad abitare o in edifici che ci sono già, o un edifici nuovi ma ‘brownfield’, cioè costruiti dove era già edificato prima, senza consumare nuovo suolo.

      Quindi, non si tratta di due pesi e due misure, ma proprio di due situazioni totalmente diverse.

      In Germania, dove hanno molta ma molta meno densità che da noi, hanno da anni una legge per il consumo zero di suolo a livello NAZIONALE. In Lombardia, dove siamo messi molto peggio e abbiamo devastato gran parte del territorio (prova a percorrere l’A4….) la giunta il consumo zero l’ha introdotto, sì, ma…. dal 2050. Facciamo in tempo a finire tutti all’ospizio.

    2. Simone De Pasquale

      Ad onor del vero bisogna dire che la critica di certa stampa (quasi tutta, anche quella a favore dell’allora sindaco) riguardava le cifre e non il fatto che la città acquisisse nuovi residenti. Secondo l’amministrazione dell’epoca la città avrebbe potuto raggiungere i 2 milioni di abitanti entro 20 anni, partendo da una popolazione residente di 1.300.000. Nessuna città europea negli ultimi 100 anni ha incrementato la propria popolazione residente del 52% in un ventennio.

    3. Anonimo

      E’ però vero che la stima di abitanti rivista da Pisapia e confermata da Sala e Maran nell’ultimo PGT è di 1.458.000 abitanti nel 2030 ed è ad oggi troppo bassa.

      La stima degli abitanti in un piano al 2030 è importantissima, non per far gioire o litigare noi lettori di UF ma perchè è la base per determinare il fabbisogno di servizi e di trasporti nel 2030.

      Se sottostimi gli abitanti puoi anche sottostimare il fabbisogno di metropolitane o tramvie o parcheggi o qualsiasi altra cosa e questo non è sano.

    4. Andy

      Pienamente d’accordo con l’utente Milanese. Del resto sappiamo che la sinisra ha sempre avuto il doppiopesismo nel giudicare le situazione e nel fare la propria politica. E gli elettori si accodano a questo andazzo senza nemmeno rendersene conto.
      In ogni caso – oggi come ieri – è sbagliato considerare Milano solo come un comune: bisogna guardare all’area urbana, che addirittura va oltre la città metropolitana, creata monca visto che non comprende Monza e provincia che di fatto fanno ampiamente parte di questa grande area urbana superiore anche alla sopravvalutata Roma

    1. Anonimo

      Piccolo suggerimento: prova a confrontare quanti anni di stipendio ci volevano per comprare un appartamento a Milano nel 1973 e quanti ce ne vogliono oggi e scoprirai come mai a Milano città ci vivono solo 1,4 mln di persone anche se ce ne potrebbero stare 1,8.

      1. Anonimo

        Negli anni 70 ci volevano meno anni di stipendio per comprare case se…la compravi in contanti come nelle statistiche. Se invece andavi in banca a fare il mutuo, scoprivi la gioia dei mutui con interessi del 20% annuo e quanto pesava la rata.
        Se calcoli poi il reddito medio per nucleo familiare, i numeri cambiano (ai tempi la norma era la famiglia monoreddito oggi la norma sono due stipendi).

        Inoltre i prezzi relativi per alimentari, beni di consumo (tipo la TV o l’auto) e abbigliamento erano astronomici rispetto ad oggi.

        Si potrebbe anche aggiungere che ai tempi magari c’era più capacità di risparmiare per una progettualità sulla casa e chi era giovane a quei tempi non si capacita della valanga di soldi che chi è giovane adesso spende in locali, bar e ristoranti a prezzi assurdi. Ma questo fa parte delle scelte di vita e (con l’aria che tira) forse anche comprensibile.

      2. Simone De Pasquale

        Non accetto suggerimenti da anonimi che sanno fare solo i conti della serva. Il discorso è molto più complesso. Fra i comuni intorno a Milano quelli che hanno avuto maggiori incrementi demografici sono quelli ai vertici nazionali riguardo il reddito procapite.

        1. Andy77

          Quindi contesti di essere ripreso da un anonimo…mentre se uno mette nome e cognome può spararle come quando si gioca a dadi 😀
          Sei proprio una sagoma!
          Cinisello Balsamo, Sesto, San Donato , San Giuliano Novate e Bollate non mi pare siano ai vertici del Pil Pro Capite o almeno non rispetto a Milano…e si parla sulla base dell’evoluzione demografica ed economica a partire dagli anni ’60.
          Ossia ‘Anonimo riporta dati ufficiali ISTAT, Osservatorio della Banca d’Italia tanto per intenderci…
          Quali sarebbero le grandi realtà dell’hinterland che ho dimenticato e a cui ti riferisci

    2. Anonimo

      Nel 73 a Milano c’erano ancora fabbriche ed operai. Poi la gente è andata a vivere nell’hinterland, fenomeno che è successo pari pari in tante altre città.

      Piuttosto nel 1973 in un appartamento ci abitavano papà, mamma, tre figli e spesso anche la vecchia nonna.

      Adesso i nonni han la loro casa, mamma ha una casa, papà un altra con la nuova compagna e i figli girano anche se anzichè 3 sono uno soltanto.
      E studiare fuorisede in appartamento era meno diffuso, così come vivere a Milano e tornare in famiglia il week end.

      Questo spiega perchè il fabbisogno di appartamenti è esploso anche se la popolazione è calata.

  2. Anonimo

    Ci vogliono mezzi adeguati e soprattutto vecchie e nuove metropolitane che arrivino anche fuori dai confini assai ridotti del capoluogo ; un po come per il tratto est della verde .
    Ben vengano aumenti di popolazione, vuol dire che è diventata attrattiva ma bisogna fare in modo di trovare soluzioni per far prendere l auto al minor numero di persone e di trovare un po di spazio per il verde . Anche se di piccole dimensioni, i fazzoletti verdi darebbero una percezione diversa Della citta’ e po di
    Refrigerio per tutti .

  3. lisander

    be’onestamente il fatto di avere sempre piu’ abitanti non mi pare motivo di vanto, meglio puntare sulla qualità della vita dei cittadini che non sulla quantita’ di residenti; l’allora assessore all’urbanistica Masseroli aveva proposto di aumentare i residenti drenando la popolazione dall’hinterland e riportarla in città evitando cosi i problemi di mobilità, traffico e inquinamento legati al pendolarismo di questi ultimi, realizzando in città oltre a nuove residenze tutte quelle infrastrutture accessorie finalizzate ad uno sviluppo organico e costruendo sul costruito (sue parole), quindi recuperando aree dismesse, poi da rigenerare; ritengo che questo si fosse un progetto illuminato, anche se poi forse l’indice di edificabilità era un po’ troppo alto, tuttavia oggi non mi sembra che questa giunta brilli per iniziative immobiliari di rilievo; il progetto redo milano (Rogoredo) personalmente ritengo sia scellerato e azzardato, considerando il fatto che il cantiere è circondato da una cortina di edifici abbandonati e degradati ovviamente rifugio di balordi rom e sbandati; poiché vi ho abitato in quella zona ricordo che dove ora hanno cementificato il territorio vi era in boschetto e tutt’attorno un bel campo che in primavera si ammantava di rosso dato dalla fioritura dei papaveri; ed ora? Niente di tutto cio’ è rimasto se non una oscena colata di cemento che si aggiunge a quella preesistente di Santa Giulia (ma questa è un’altra storia!), in una zona del tutto priva o quasi di servizi essenziali pe r i cittadini; io dico e concludo che la sinistra non ha affatto risollevato le sorti della città, perché le basi per il grande fervore e rinnovamento che la città sta vivendo sono state gettate proprio da quel centrodx che tanti di voi disprezzano, le città cambiano, mutano nel tempo , evolvono seguendo quello che è il corso naturale dei tempi, ma non parlatemi di rinascimento e di meriti che la sinistra in questi anni si sarebbe autoattribuita!

    1. Anonimo

      Le risorse della terra sono poche, bisogna risparmiare quelle poche che ci sono, concentrare gli abitanti nei centri urbani con riduzione degli spostamenti veicolari è la migliore soluzione ecologica esistente.

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