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Milano | Fiera-Amendola – Ciclabile Monte Rosa-Buonarroti: primi di ottobre 2019

Due anni fa o quasi (2017), partirono i lavori per realizzare la pista ciclabile Monte Rosa – Buonarroti, lavori che, secondo noi, stanno procedendo un po’ troppo a rilento, proseguendo per piccoli lotti.

Ed ecco come abbiamo immortalato il cantiere in piazza Buonarroti, iniziando dal lato di via Giotto, proseguendo verso via Buonarroti, passando da via Raffaello Sanzio e via Monte Rosa.

Piccola annotazione, purtroppo se non si mettono barriere, qualche furbetto parcheggia dove possibile, come possiamo vedere nella quinta foto qui di seguito.

Via Sanzio e Monte Rosa. In Piazza Buonarroti manca ancora il tratto tra via Monte Rosa e Buonarroti (ma perché via e piazza dedicate al grande maestro, non è un po’ troppo?).

Non c’entra nulla con la ciclabile, ma volevamo segnalare come, davanti al civico 39 di via Buonarroti, dove si affaccia la rinnovata Villa Jucker, finalmente siano state messe in protezione le aiuole dal parcheggio selvaggio. Purtroppo intervento attuato solo a porzioni, voluto dai singoli condomini. Peccato non venga ancora diffuso per tutta la via.




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


16 thoughts on “Milano | Fiera-Amendola – Ciclabile Monte Rosa-Buonarroti: primi di ottobre 2019

  1. Wf

    In questa città solo protezioni fissee solide possono impedire alle auto di fare bullismo stradale.

    Ogni volta le auto vedo arroganza nei parcheggi e menefreghismo verso gli altri.

    Occupano marciapiedi e chi va a piedi chissenefrega!

  2. Anonimo

    Abbiamo marciapiedi con cunette, avvallamenti, rattoppi. Ci parcheggia, dopo averli percorsi!, di tutto.. riguardo le strade stesso discorso. Ho visto semafori dove le lanterne sono tenute insieme con nastro adesivo… e cosa si fanno ?? PISTE CICLABILI che nessuno usa e/o non sa come usare.

  3. carlone

    “lavori che, secondo noi, stanno procedendo un po’ troppo a rilento”, per usare un eufemismo.
    Dicono che i lavori finiranno nel 2020, ma si sono bloccati già 2 volte, per fallimenti delle imprese o altri problemi.
    Nel frattempo compaiono scritte vergognose contro le ciclabili sui muri del quartiere.
    Mi spiace dirlo ma in vari casi vedo un netto peggioramento nelle attività di gestione di cantieri pubblici (vedi anche Piazza Baiamonti, spesso accuratamente riportata da questo blog), non all’altezza di altre iniziative pubbliche.

  4. Anonimo

    Che degrado ragazzi. Ed è pure una zona di “pregio”. Poi sta storia con le auto ovunqe. Siamo una città del terzo mondo.

  5. Anonimo

    Vi segnalo che il cantiere in questione è deserto dalla fine di luglio scorso. I lavori sono stati interrotti malamente con gravi disagi per residenti, pedoni, ciclisti e automobilisti. Le aree pericolose non si contano e il degrado è massimo. Incommentabile

    1. giovanni

      Sottolineo inoltre che l’intervento è stato fatto a mio parere con i piedi dato che il traffico che c’è adesso non c’era prima: i restringimenti sono eccessivi e si è persa la scorrevolezza che una rotonda, anche se con semafori, dovrebbe avere.
      Per non parlare che anche la ciclabile in Monte Rosa ha comportato una riduzione della carreggiata dove prima stavano bene due corsie, adesso ci stanno ma a fatica e spesso si creano file lunghissime (al contrario di prima). Bastava recuperare qualche centimetro per essere tutti soddisfatti.

  6. dammatra

    Noto che ora l’ingresso in via giotto da buonarroti e’ un imbuto. Temo si creeranno code e traffico vanificando lo sforzo della ciclabile

  7. Anonimo

    Ma come è possibile che non riusciamo nemmeno di costruire una ciclabile decente in tempi decenti?? Altro che capitale del design. Non siamo meglio per niente di Napoli o Roma.

  8. Anonimo

    La Salerno – Reggio Calabria delle ciclabili.
    Ma non mi stupisco. I ciclisti in questa città vengono dopo tutti, cani compresi che hanno meravigliose aree cani in tutti i parchi e parchetti della città.
    Per vedere una pista ciclabile decente (senza incroci pericolosi, senza asfalto sconnesso, tombini affossati, buche e interruzioni) bisogna cambiare città.

    1. Lorenzo Lamas

      Forse che a Milano i votanti siano in maggior parte proprietari di macchine (e moto e scooteroni) e non ciclisti? State tranquilli che se fosse il contrario le attenzioni a non urtare interessi e sensibilità sarebbero diverse.

    2. Anonimo

      E’ anche vero che a Milano ci son più proprietari di cani che ciclisti (anche se i ciclisti stanno molto aumentando)

  9. Anonimo

    Non è una questione di cani o ciclisiti. Se vogliamo una Milano moderna, vera capitale del design e dello sviluppo sostenibile non possiamo costruire le infrastrutture con tempi da lumaca. Le ciclabili sono una parte importante della viabilità di una città moderna che si vuole misurare con Londra, Copenhagen, New York o Parigi. Non possiamo metterci 40 anni per fare qualche ciclabile. Va fatto un piano di emergenza subito e vanno accorciati i tempi di costruzione. La bicicletta può liberare molte forze in una città contemporanea a livello di traffico e viabilità. Facciamolo e anche subito.

    1. Anonimo

      Quello che mi lascia veramente perplesso è che il Comune si inventa ogni sorta di mezza porcheria (tipo Porta Genova) spacciandola per “Urbanistica Tattica” ma poi se si tratta di ciclabili il concetto di “tattico” scompare completamente e delibera solo ciclabili ultracomplicate, arzigogolate e con appalti milionari.

      Col risultato di una rete sconnessa, incompleta, farraginosa, a tratti veramente malfatta ma soprattutto minuscola.

  10. Wf

    Ha colto il punto @Lorenzo Lamas

    É un problema di peso politico dei ciclisti di Milano

    Bisogna farsi contare di più, fare sentire meglio e di più la voce dei ciclisti

    Il peso politico è quello che conta

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