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Milano | Porta Nuova – Il tunnel del degrado sotto la BAM

Da quando è stato aperto, il 16 luglio 2009, il tunnel (la via del Nord, crediamo sia il nome ufficiale) di 285 metri che attraversa in sotterranea il podio di Porta Nuova e della Biblioteca degli Alberi, non ha mai ricevuto alcun intervento di manutenzione apparente.

Inizialmente fino all’inaugurazione di piazza Gae Aulenti, l’8 dicembre 2012, percorsa da centinaia di persone per raggiungere viale Sturzo e la stazione Garibaldi (o viceversa in direzione viale della Liberazione), poi di fatto, interdetta ai pedoni, nonostante la presenza di un piccolo marciapiede.

Adesso, dopo dieci anni, passando, anche in automobile, si può notare lo stato d’abbandono dei pannelli metallici che rivestono le pareti, i manufatti, compresi gli idranti anti incendio, distrutti e sporchi. Forse non sarebbe stato meglio lasciare il cemento a vista?

Non si comprende ancora perché la scalinata che unisce il parco e il podio di Gas Aulenti a piazza Freud non sia stata ancora aperta al pubblico, forse in attesa della riqualifica del parcheggio davanti alla stazione ferroviaria? Allora ora che inizieranno i lavori, gli alberi faranno tempo a diventare una vera foresta.

Un aneddoto che è capitato mentre si documentava la situazione del tunnel, due ragazzi, come accade spesso, imboccano il sottopassaggio a rischio e pericolo, visto che non è stata pensata alcune pista ciclabile. Un peccato, visto che il manufatto è stato realizzato solo dieci anni fa.

Altra annotazione per concludere, lo “sbrego” nelle cesare di cantiere fatto qualche anno fa da una vettura che prese male la curva. Possibile che non sia stato ancora riparato?




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


19 thoughts on “Milano | Porta Nuova – Il tunnel del degrado sotto la BAM

  1. Anonimo

    Sinceramente non vedo perchè realizzare una pista ciclabile sotto il tunnel, quando c’è un bel parco che permette di attraversare la zona in completa sicurezza.

    1. Anonimo

      Perché, attraversando il parco, ci vuole il triplo del tempo. E se uso la bici come mezzo di trasporto e non per la passeggiata domenicale, sono minuti preziosi che fanno la differenza.

    2. Anonimo

      Perché passare dal parco richiede il triplo del tempo. E se uso la bicicletta come mezzo di trasporto, e non per la passeggiata domenicale, poter usare il tunnel farebbe la differenza.

    3. Andrea

      Il tuo commento ha senso. Peccato che anche il parco è stato realizzato senza prevedere passaggi ciclabili. Lato via Melchiorre gioia il parco è accessibile solo con le scale, stessa cosa per l’accesso dalla stazione Garibaldi.

      1. Andrea

        Queste (e più in generale l’arredo urbano) sono le cose per le quali Milano è ancora ben al di sotto della media europea. Non siamo in grado di studiare soluzioni/materiali che prevengano il degrado, né di assicurare una manutenzione tempestiva e decente quando questo inizia a manifestarsi (a meno che non ci siano di mezzo i privati). Qualcosa sta migliorando, ma troppo lentamente considerato che il punto di partenza è basso.

        1. Anonimo

          In realtà mentre sulla progettazione degli spazi urbani stiam facendo passi avanti (i tempi cambiano e la sensibilità sul tema pure), sulla manutenzione siamo sempre all’anno zero.

          Malgrado gli sforzi (non epici, onestamente) il risultato è sempre più deprimente perchè la quantità di gente che “usa” la città in questi anni si è impennata vertiginosamente.

          1. Lorenzo

            In questo caso non è tanto un problema di manutenzione, ma di prevenzione. Vanno messe telecamere e garantito un intervento di guardiania immediato quando si rilevano i soliti vandali che devastano il nostro arredo urbano che potrebbe durare decenni se non fosse per questi maleducati

    4. Lorenzo

      Buongiorno,

      Lavoro da UniCredit e ci passo tutti i giorni:
      vi segnalo che IL PASSAGGIO NEL TUNNEL E’ VIETATO ALLE BICI
      C’è un bel cartello da entrambi gli ingressi
      (unico problema il cartello dice “vieteto ai velocipedi”…come se fossimo nel ’19 del secolo scorso!).
      Se non si vuole passare dal parco il passaggio in bici è assolutamente comdo dalla limitrofa via Castiglioni

  2. Anonimo

    La manutenzione NON esiste. Tutto è affidato a se stesso. Provate a vedere come è conciata la fermata sotterranea del 7 “Arcimboldi Ateneo nuovo”. Ci passo da diversi anni ma non ho mai visto nessun tipo di intervento di ripristino/pulizia. Ho scritto a: ATM, AMSA e Comune ma sembra che nessuno sappia chi debba intervenire… questo è il vero Italian Style!

  3. GArBa

    i pannelli sono lavabili a getto d’acqua, e nei primi anni venivano puliti con una certa regolarità, poi più niente. riguardo l’assenza di pista ciclabile, sinceramente non ne vedo il motivo. Se non si vuole attraversare il Parco o se si vuole evitare di portare la bici a mano sulle scale, Via Castiglioni è poche decine di metri più avanti, tranquillamente percorribile in bicicletta visti i ridottissimi volumi di traffico, e porta esattamente nello stesso posto del tunnel.

  4. Andrea

    Il tuo commento ha senso. Peccato che anche il parco è stato realizzato senza prevedere passaggi ciclabili. Lato via Melchiorre gioia il parco è accessibile solo con le scale, stessa cosa per l’accesso dalla stazione Garibaldi.

  5. Matteo

    Io faccio tutti i giorni l’asse monumentale melchiorre gioia in bicicletta. Solo un folle può pensare che la strada più semplice e breve sia quella sotto il tunnel. Anche se ci fosse una ciclabile che comunque ti costringerebbe a fare 300 metri in una camera a gas. In minuti 8 fai corso como, gae aulenti, biblioteca alberi e sei in melchiorre gioia o via della liberazione. tra l’altro non puoi fare una ciclabile in sicurezza sotto il tunnel perchè c’è l’ingresso del parcheggio esselunga. Mi sembra una polemica totalmente inutile.

  6. Matteo

    Tutto giusto tranne il discorso sulla ciclabile sotto il tunnel. Faccio tutti i giorni l’asse monumentale melchiorre gioia. Solo un folle può pensare che la strada più “efficiente” sia quella sotto il tunnel. Fai via capelli, gae aulenti, biblioteca alberi e in 8 minuti sei in melchiorre gioia o in viale della liberazione. Tutta ciclabile. Tra l’altro una ciclabile in sicurezza sotto il tunnel sarebbe impossibile perchè ci sono gli ingressi del parcheggio esselunga e al netto di tutto, sotto il tunnel anche se ci fosse la ciclabile dovresti farti 300 metri in una camera a gas. Mi sembra una polemica totalmente inutile.

  7. Anonimo

    Secondo me andrebbe sviluppata un’inchiesta da parte di Urban File su cosa faccia effettivamente il NUIR del Comune di Milano. Le riparazioni spesso sono effettuate con cavalletti o nastri rossi e bianchi che rimangono in posa per anni fino a che si fanno dei rattoppi alla bell’e meglio (come in foto). Per quanto riguarda il tunnel non credo sia un intervento di grande costo e complessità tecnica prevedere una ripulitura periodica con un’idropulitrice(cosa che andrebbe fatta anche nei tunnel della centrale ripuliti l’ultima volta in epoca Moratti).
    Il problema è il menefreghismo / cialtronismo del NUIR/ reparti manutenzioni non la mancanza di soldi. Spero che Urbanfile raccolga questo mio appello e che si muova qualcosa. Milano deve migliorare molto dal punto di vista delle manutenzioni anche a costo che salti qualche testa.

    1. Anonimo

      il NUcleo di Intervento Rapido fa il suo mestiere.

      E’ l’Assessorato ai Lavori Pubblici che poi non fa molto e nemmeno in tempi accettabili, secondo me.

      I Municipi poi si occupano di tutto tranne che controllare e spronare per dettagli e manutenzione, che in fondo sarebbe anche il loro compito.

      1. Anonimo

        Il NUIR mi sembra ‘rapido’ solo di nome e mi sembra che latitino un po’ tutti.

        Esempio: l’anno scorso qualche buontempone si è divertito, un sabato notte, a piegare tutti i cartelli della pista ciclabile lungo viale Restelli, proprio sotto Palazzo Lombardia. Ci passo tutti i giorni, li ho visti così per MESI — erano anche pericolosi per pedoni e ciclisti — finché mi sono stufato e ho scritto ai vigili. Per la verità, dopo la segnalazione sono intervenuti in un paio di giorni, ma solo DOPO la segnalazione.

        Tra l’altro mi chiedo… a nessuno degli svariati assessori e dirigenti regionali che passano anch’essi di lì tutti i giorni è venuto in mente di fare loro la segnalazione? Oltretutto per qualcosa che era successo nel loro ‘cortile di casa’?? Dopotutto sono pubblici ufficiali…

        Il problema, che è generalizzato a tutto il sistema pubblico italiano, è che non c’è nessuna ‘accountability’. Nessuno viene chiamato a rispondere del proprio operato, ergo, la maggioranza se ne frega. Quand’anche ci sia una scadenza X, nessuno viene chiamato a spiegare come mai l’ha superata di Y giorni, settimane o mesi.

      2. Anonimo

        andrebbe appunto creata un’app sullo stile di Puliamo di AMSA dove poter segnalare buchi pericolosi sul marciapiede, cartelli storti, arredo urbano rotto etc… e dovrebbe essere possibile per il cittadino controllare lo stato della propria segnalazione. Solo così magari la manutenzione migliorerebbe perchè sarebbe facile per il cittadino segnalare e pungolare chi si dovrebbe occupare della manutenzione della cosa pubblica e non lo fa (o lo fa male).

        Portiamo un esempio di rapidità: in via Taramelli c’era un buco pericoloso nel marciapiede dovuto ad un cedimento del sottosuolo corrispondente. Il NUIR è intervenuto “rapidamente” dopo mesi posando un cavalletto bianco e rosso. Dopo altri 6/7 mesi sono comparse delle persone a scavare ed il buco è stato riparato con asfalto a freddo. Ora il cavalletto c’è ancora perchè evidentemente la riparazione ha carattere temporaneo e probabilmente non sicura per il calpestio. Ora è possibile che il Nucleo di Intervento RAPIDO impieghi quasi un anno a rattoppare un buco nel marciapiede e non abbia allo stato ancora finito? Tutti questi interventi non risolutivi quanto costano? E poi mancano i soldi per le manutenzioni!

  8. Bruno

    Per le bici c’è la molto più piacevo ed equivalente (come distanza) alternativa di via Castiglioni. E’ anche stata fatta apposta la pista ciclabile contromano nell’ultimo tratto prima di piazza Siegmund Freud.
    Agevolare le biciclette a Milano non significa che le bici debbano poter passare ovunque, specialmente su strade che non sono nè piacevoli nè sicure nè più brevi di itinerari alternativi.

  9. Dante

    Sono un rider e per lavoro ci passo tutti i giorni nonostante il divieto alle bici accendo sempre le luci anteriori e posteriori ma ci sono altri che ci passano senza alcuna segnalazione visiva non sarebbe il caso di potenziare la illuminazione del tunnel?p

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