"Anche le città hanno una voce" — Segnalazioni, bellezze, architettura, storia e altre curiosità urbane.

Milano | Loreto – Le Corti Segrete di Corso Buenos Aires

Vi ricordate le famose Corti di Bayres, il complesso di edifici e spazi commerciali abbandonato da alcuni anni? Come avevamo visto, le Corti di Bayres, il complesso commerciale creato nel 1994, unendo i cortili di quattro palazzi differenti e di epoche diverse, che si trovano all’angolo tra Corso Buenos Airesvia Petrella, dopo una decina di anni di chiusura definitiva. Nell’aprile scorso sono partiti i primi lavori di bonifica per la riqualificazione degli edifici che torneranno sul mercato nel 2020 grazie al nuovo operatore londinese Meyer Bergman.

Un progetto immobiliare di ristrutturazione attenta a preservare gli edifici storici, dove saranno ricavati ben 166 appartamenti nuovi in vendita: bilocali, trilocali e quadrilocali con terrazzi. Il tutto intorno a 4 suggestive corti interne con giardino.

Il progetto si chiama le Corti Segrete, ideato da Meyer Bergman e curato dallo Studio Lombardini 22. In questi giorni è stata lanciata la campagna di promozione, con nuovi rendering.

I negozi, questa volta, rimarranno solo distribuiti lungo la via Petrella e Corso Buenos Aires, mentre i cortili saranno utilizzati solo dai condomini.

Grazie a questo progetto sarà “alberata” in grandi vasi, il tratto di Corso Buenos Aires compreso nell’isolato, preludio, si spera, per l’intero corso.




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


46 thoughts on “Milano | Loreto – Le Corti Segrete di Corso Buenos Aires

      1. Si Tav

        Pedonalizzare una strada di questo calibro significa creare il caos attorno. L’esperienza dovrebbe insegnare a migliorare non a dire castronerie così degne dei sognatori inconcludenti che popolano i centri sociali.
        No ma…veramente auspichi la chiusura del corso? Dimmi che stai scherzando

    1. Sergio

      Ma come si fa a pensare di pedonalizzare corso Buenos Aires?!?! È un arteria trafficatissima e non è che chiudendola le macchine sparirebbero, si sposterebbero semplicemente sulle altre vie andando a intasare viale Abruzzi e le vie circostanti.
      Bene invece sarebbe cercare di rendere il viale il più possibile alberato, per compensare (parzialmente) le emissioni del traffico e per ombreggiarlo visto che d’estate è un forno crematorio.
      Peccato che si sia perso il cortile per i negozi, erano carini i negozi con l’affaccio interno, specialmente i bar che avevano un bello spazio interno per i tavoli e le sedie d’estate.

      1. luca

        Le strade come Buenos Aires devono restare aperte al traffico veicolare ma sicuramente alberate e poi dotate di castellane agli incroci così che il traffico si muova obbligatoriamente ad una velocità più bassa.
        Questa estate in Bretagna ho visto l’uso intensivo delle castellane e tutti vanno piano. Funziona e abbassa il rumore di fondo oltre a non rischiare incidenti con pedoni, ciclisti e i soliti minorati che attraversano chattando sul cellulare

  1. ...

    Beh, visto che il sindaco dice di non sapere dove piantare gli alberi, ecco un bel vialone tutto a disposizione.

    Il vIale ovviamente non può essere pedonalizzato ma sicuramente ristretto a beneficio dei marciapiedi.

    Marciapiedi più larghi, più alberi per evitare l’effetto forno d’estate e attutire lo smog in inverno, carreggiata più stretta per “ scoraggiare” il transito delle auto.
    In pratica basta alle autostrade in centro città.

    Non mi sembra una proposta così campata per aria, visto che già da decenni molte città la hanno implementata….

    1. Anonimo

      In realtà se si chiude al traffico una strada cittadina anche importante un po’ di traffico dopo qualche giorno di assestamento e con qualche accorgimento di segnaletica ecc si distribuisce sulle vie vicine e molte persone cambiano abitudini: prendono i mezzi pubblici o camminano o vanno in bicicletta.
      Gli urbanisti lo sanno bene e in rete è pieno di articoli e video che lo spiegano (per lo più in inglese però, perché in Italia siamo indietro in questi studi). È un paradosso e si chiama domanda indotta (induced demand in car traffic)
      Esempi a Milano sono la chiusura dello smodo di xxiv maggio tempo fa e corso Europa che attualmente è chiuso per M4.
      Provate a leggervi un po’ di cose in merito, è molto interessante. È utile poi capire una volta per tutte che il trasporto privato (macchine) è di gran lunga il trasporto meno efficiente che esista. Mille volte più efficiente investire in pedonalizzazioni e creazioni di ciclabili che lasciare così tanto spazio alle macchine. Ma mi aspetto commenti di fuoco a questo messaggio, come se questo mio commento cambiasse qualcosa nel futuro di quello schifo abominevole che è corso Buenos Aires oggi…

      1. Anonimo

        E’ paradossale che sia visto ancora oggi come un paradosso…la curva di domanda di mobilità automobilistica deve trovare un punto di incontro con l’offerta.

        Se gli riduci l’offerta, chiaramente l’equilibrio si trova a livello più basso e la domanda non soddisfatta si sposta su beni succedanei.

        Quindi dobbiamo iniziare a lavorare su MM6, piano di preferenziali per i mezzi pubblici, le linee tramviarie T e gli orari mezzi pubblici in generale (la sera ed i week end non bastano più)

      2. Anonimo

        In realtà la teoria che “le strade creano traffico” non è una verità assoluta e la dimostrazione ce l’abbiamo dalla BreBeMi, che non ha generato traffico addizionale, bensì è rimasta mezza vuota.

        Questo perchè è il disincentivo economico che funziona, non la dimensione o la quantità delle strade. Chiaramente una strada più stretta allunga i tempi e questo è un disincentivo economico, ma sono i soldi che muovono le scelte, non il calibro della strada.

        Questo è importante perchè se agisci con disincentivi “fisici”come la chiusura di una via di penetrazione, è vero che riduci il traffico ma rendi estremamente frustrante muoversi per chi ha legittimi motivi per farlo in auto.

        Se invece il disincentivo lo applichi in modo più intelligente – ad esempio rendendo il trasporto pubblico migliore e aumentando il costo di ingresso alla città, hai un livello complessivo di soddisfazione MOLTO più alto per tutti. A parità di (meno) auto in giro.

        Noi vogliamo meno auto in giro, ma non morire di ingorghi nelle strade rimaste aperte al traffico o soffocati da moto e motorini usati in alternativa come in Asia.

  2. silvio

    Io comincerei a cambiare la logica dei semafori sullo stile di quanto avviene in altre città europee: i pedoni hanno il verde quando TUTTE le auto hanno il rosso. In una via molto frequentata dai pedoni diventa sempre un problema fare la svolta a destra perché auto e pedoni hanno contemporaneamente il verde.
    Ciò crea due problemi:
    1) pericolo per i pedoni quando gli automobilisti forzano la svolta
    2) rallentamenti al traffico per via delle auto che, impossibilitate a svoltare fanno da tappo.

    Semplificando penso a incroci a tre tempi:
    1) verde alle auto in una direttrice e rosso alla perpendicolare e ai pedoni
    2) verde per le auto alla direttrice perpendicolare e ancora rosso ai pedoni
    3) VERDE ai pedoni in tutti quattro gli attraversamenti e ROSSO per tutte le auto

    Ovviamente immagino un verde per pedoni di tempo congruo ad attraversare in sicurezza a passo normale ma che non duri troppo, cioè scatta il verde e dopo poco scatta l’arancione. In un certo senso i pedoni passano in blocco quando le auto sono ferme.

    Certamente per fare questo bisogna mettere i semafori col disegno delle persone, come avviene appunto in altre città.

    Chi vuole fare una prova “sul campo” provi a svoltare a destra da via Vitruvio a Corso Buenos Aires.

    Questo logica andrebbe secondo me applicata ovunque ci sia contemporaneamente un alto flusso pedonale e automobilistico.

    Un altro esempio? Svoltare a destra da Corso di Porta Romana in via Francesco Sforza. La coda che si forma costantemente è dovuta alla difficoltà di svoltare e al tappo che si forma. Meglio avere un verde un po’ più breve ma che sia vero.

    P.S.: come quasi tutti sono un po’ pedone e un po’ automobilista. Lo dico per evitare inutili etichettature.

  3. Davide Mombelli

    …non credo serva essere degli antropologi per prevedere quale potrebbe essere la reazione alla chiusura totale del corso. E credo che più di qualcuno converrà con me.

    Le prime 3/5 settimane ci sarà la rivolta automobilista habitué: gente incaxxata che inveirà della stupidità della chiusura del viale, citando a corollario santi, peccatori, politici e baroni. Cominceranno le raccolte firme sui programmi di rete sociale e ci sarà il sostegno di associazioni di commercianti e consumatori. In questo scontro si dovrà tenere duro, non cedere al ricatto, diventare brutti e cattivi e farsi odiare, ma mantenere la chiusura totale.

    Dopo questo primo periodo di scompiglio, l’automobilista incallito cercherà alternative, ogni mattina un percorso sperimentale, alla ricerca della via perfetta, per correrre col suo roboante motore per le strade di città. Cosa troverà: traffico ovunque, lavori in corso, tempi di percorrenza dilatati…e si incaxxerà ancora, sempre di più, inveendo con l’assessore autore della trasformazione.

    Passata l’ira del primo trimestre si aprono più scenari:

    a) uscirà di casa all’alba, per non trovare traffico, e sarà contento perché potra sfrecciare come un bolide. E dimenticherà la chiusura del corso

    b) continuerà imperterrito nella sua frenetica ricerca della rotta più breve, sempre incaxxato, sempre in ritardo, mettendo in pericolo l’incolumità altrui. E odierà la giunta che ha attuato la manovra, e sosterrà qualsiasi altro che inneggia all’auto come libertà dell’uomo

    c) continuerà imperterrito nell’uso dell’auto, ma si rassegnerà a percorrere ogni giorno la medesima rotta, conscio che quel tempo speso in auto nessuno glielo restituirà, continuando a mentirsi che con l’auto si è più efficienti…e forse non voterà più chi gli ha rubato il suo prezioso tempo

    d) si rassegnerà e lascerà l’auto a casa, userà tram, metro e bus. Si stupirà del fatto che potrà andare ovunque senza l’impiccio del parcheggio, dell’area B,C, dello stress di fare attenzione ad auto e pedoni. Si rilasserà, assaporerà il tempo del viaggio leggendo, giocando col cellulare, osservando gli altri. Ci saranno dei giorni che si incaxxerà perché c’è sciopero, ritardo, guasto e si infurierà quando sulla corrieravo sul tram sarà bloccato nel traffico, maledendo le auto che lo attanagliano. Le stesse auto che prima invocablva come un dio. E infine ringrazierà il comune per aver chiuso un altro pezzo di città e avergli restituito un pochino del suo tempo

    Tra questi quattri scenari, infinite sfumature.

    Per la giunta in carica sarà 75% di automobilisti persi dal possibile bacino votante e 25% di nuovi sostenitori ( stima grossolana nel migliore dei casi)…in pratica collasso politico alle successive elezioni

    Forse è per questo che non si attuerà mai…perché in Italia ciò che conta è sempre e solo il numero di voti che puoi prendere

    1. Si Tav

      Valutazione completamente errata e commento troppo lungo. Chiudere una strada così significa riversare perennemente il traffico sulle strade limitrofe.
      È accaduto lo stesso con le autostrade: i soloni come lei hanno bandito ogni variante, raddoppio o allargamento dicendo che portavano “nuovo traffico”. Risultato: traffico congestionato e perdita di competitività delle aziende.
      Ma forse sto parlando di cose troppo difficili da capire per lei, signor Mombelli

      1. Anonimo

        @si tav: Le autostrade sono un capitolo a parte. Spesso non c’è una valida alternativa alle autostrade. La mobilità in città è totalmente diversa, le alternative esistono già tutte o sono di facilissima realizzazione e sono di gran lunga migliori del trasporto privato. Mancano incentivi a far cambiare le abitudini alle persone, finché ci sono strade e parcheggi le persone useranno le auto. Quando ci saranno belle strade pedonali, linee di trasporto pubblico veloci e piste ciclabili ben fatte ecco che la popolazione userà queste ultime. Si tratta di decidere su cosa si vuole investire. E di che città e mondo si vuole preferire: città stile nord Europa, verdi, ciclabili, pedonalizzare, o città stile Los Angeles, piene di auto, autostrade e parcheggi?

        1. Anonimo

          Possibile che nessuno sia sfiorato dal fatto che la soluzione si chiama “trasporto pubblico”?

          Meno auto, meno motorini, più pedonalizzazioni e più bici sono corollari. Il punto è spostare sul trasporto pubblico i 3/4 degli spostamenti che oggi si fanno con le auto.

          E servono investimenti veri. Pesanti.

          1. Si Tav

            Dire che servono investimenti pesanti è una banalità come dire “serve lavoro x tutti”.
            Ribadisco che chiudere una strada così è una misura assurda fatta da sognatori utopici ex elettori dei Verdi.
            Investire nel trasporto pubblico sotterraneo è la strada da percorrere e investire nei parcheggi per residenti (garage o box) in modo da liberare spazi in superficie da destinare a piste ciclabili o per allargare i marciapiedi o per snellire la circolazione stradale.
            Pensate prima di fare interventi roboanti ma sterili

          2. Anonimo

            Gli interventi pesanti sono la MM6 (e le altre linee da M7 a M13 di superficie previste dal PUMS fin da 10 anni fa)

  4. lisander

    pedonalizzare l’intero Corso è pura follia oltre che insensato, poiché è una delle strade radiali che dalla periferia portano in centro; sarebbe sufficiente alberare la via, allargare i marciapiedi ove possibile, togliendo la sosta ai veicoli privati e lasciandola solo per il carico/scarico, inoltre il progressivo inasprimento di area B farà si che i veicoli in ingresso si riducano drasticamente; del resto anche la 5 strada a New York è un’arteria tanto larga quanto lunga e nessuno mai penserebbe di pedonalizzarla! C.so Buenos Aires ricalca grosso modo la medesima situazione di NY, inoltre come ho già ribadito altre volte esiste un diritto inalienabile del cittadino alla mobilità privata, si tratta semplicemente di gestirne e contenerne la portata, o meglio disciplinare l’uso dell’auto e renderlo coerente con le necessità di mobilità del singolo e lo sviluppo e la fruizione della rete di trasporto pubblico; come sempre basterebbe un po’ di buon senso e sensibilità da entrambe le parti per trovare una soluzione condivisa.

  5. Wf

    Ma chi ha detto che ce ne frega qualcosa se “aumenta il traffico” e si creano ingorghi su Corso Buenos Aires…

    Come se il verde e l’allargamento dei MARCIAPIEDI fosse fatto per far andare più comode e veloci le AUTO

    Chissenefrega delle auto.
    Che si creino ingorghi e ci rimangano anche un anno di frinte ai semafori.
    ….
    Si allargano i MARCIAPIEDI per dare spazio ai pedoni.
    Si mette verde per MIGLIORARE LA VITA a chi va a piedi.

    Non certo per chi vuoke ostinarsi ad andare in auto…

    Chissenfrega per chi si ostina ancira a andare in auto.
    Non lo si fa per quello.

    Non mi interessa di salvare capra e cavoli.
    Mi interessa solo di migliorare la vita di chi rispetta la città andando a oiedi, in bici, o si vuole fermare a bere un caffè in santa pace e mig,iorare la sua qualità della citta.

    Che sia fatto ler l’ambiente è un equivoco.
    Si deve fare per aumentare la Qualità della vita.

    Si allargano marcipaiedi.
    Si restringono carreggiate.

    Quello che poi avviene dentro la carreggiata non mi interessa.
    Lo hanno scelto loro di prendere l’automobile.
    E co unque non me ne frega niente lo stesso.

    Più chiaro di così…

    1. Si Tav

      Probabilmente il suo post – gentile signor Wf – lo ha scritto nel 1905 ed è stato pubblicato solo ora.
      A uno che scrive “chi se ne frega degli ingorghi e del traffico” non andrebbe nemmeno data risposta.
      In effetti io gliel’ho data solo perché l’ha sparata davvero grossa forse perché sta vivendo un momento di confusione personale.
      Saluti

      1. Wf

        Confermo quanto affermato al 100%.

        Non possiamo aspettare che il signorino con la vettura abbia garantito di andare veloce in città per sistemare marcipaiedi, fsre pedonalizzazioni e mettere alberi.

        È una scelta.
        O la città delle automobili o quella delle persone.

        Una delle due sacrifica l’altra.
        E io sto dalla parte delle persone.

        Non si può fare una frittata senza rompere le uova.
        Voglio essere estremamente chiaro su questo punto.

        1. Anonimo

          Le scelte “contro” provocano sempre disastri e non han mai funzionato.

          Bisogna sistemare i marciapiedi, fare pedonalizzazioni e mettere alberi senza dimenticarsi che non abbiamo una rete di metro con fermate max 500metri da qualsiasi punto della città come a Parigi e non siamo nemmeno ancora nel 2060 quando la micromobilità elettrica avrà soppiantato le automobili private (che poi è anche tutto da vedere cosa succederà sul serio, le profezie sul futuro di 50 anni fa oggi fanno morire dal ridere….)

          1. wf

            Sono in disaccordo.

            Bisogna saper osare e prendere decisioni pro… persone.

            Alle volte non è sano fare progetti al ribasso per accontentare tutti.

            L’Italia è piena di cose fatte a metà che non accontentano nessuno e non risolvono nessun problema

          2. Si Tav

            Qualcuno dica a Wf che in tutto il mondo occidentale ato e persone convivono pacificamente. Anzi: nel 2019 le auto sono uno strumento pari al cellulare o all’aria condizionata o al frigorifero.
            Ma non solo: eliminare le auto dalla città usando lo schema mentale di Wf non solo è utopico ma è pure dannoso e controproducente.
            Meno male che per ora individui così esistono solo davanti a una tastiera e non nelle giunte di Milano

          3. Wf

            Ma non é vero affatto…

            Sveglia e ritorna nel 2019.

            Ad Amsterdam e in tutte le città europee del nord Europa hanno proprio tolto alle col buldozzer intere parti di città e le hanno date alle persone.

            Non vedo città in europa così brutte come Milano in questo senso.

            Fatti un viaggio.
            Ma prima togli i paraocchi.
            La tua è ovvietà da bar sport.
            Vale finché rimani dentro la circonvalla.
            Appena vai all’estero ti devi ricredere.

          4. Anonimo

            Wf, non tutte le città del Nord Europa sono come il centro di Amsterdam che peraltro non è completamente pedonale (anche se quasi). Londra, Berlino, Lille, Bruxelles o Manchester son città del Nord anche quelle ed ognuna ha un suo modello peculiare.
            Milano deve trovare la sua strada e soprattutto percorrerla ed IN FRETTA.

            Cosa ci facciano e dove vadano le migliaia di auto che passano in Corso Buenos Aires me lo domando sempre anch’io, ma fare la crociata da duro e puro senza uno straccio di studio, di piano, di idea, di visione, di piano urbanistico e (soprattutto) di piano strategico dei trasporti pubblici in una città con la metà delle auto, beh…non lo so.
            Mi bastano i paracarri e gli alberi e i marciapiedi più larghi. Senza fare il talebano dei fichi secchi.

          5. Si Tav

            A spostare milioni di persone in bici ci avevano provato in Cina. Poi si sono resi conto dell’errore e hanno puntato su auto e metropolitane. E il Pil è balzato in alto in maniera esponenziale.
            Quando avremo anche noi delle persone col sale in zucca?

  6. Andrea

    Ma prima di concedere ai privati l’alberatura del corso e il ristringilemto della carreggiata il comune si è chiesto quale sarà il futuro della mobilità della via?

    Anche leggendo i commenti sembra che si voglia risolvere il problema del traffico riempiendo ulteriormente le metropolitane e i mezzi pubblici che in quella zona sono già saturi.

    Lo vogliamo capire che la bici non è un gioco ma un mezzo di trasporto super economico hache già risolto il problema del traffico in molte altre città?

    Ritengo impossibile spostare milioni di persone sugli autobus tutte insieme nelle finestre orare di punta. Corso Buenos Aires DEVE essere percorribile con mezzi privati adatti alla città.

    1. Wf

      Se aspetti il “prima di fare questo…” questa città non cambierà mai.

      Non si possono cambaire le cose senza forzare di cambiare le abitudini.

      Prima fai e poi risolvi.

      1. Andrea

        Mi riferisco a tutti quei viali di Milano dove attualmente la realizzazione di una ciclabile è praticamente impossibile solo perché la fila di alberi è stata posizionata in modo da non prevederne l’esistenza.

        In alcuni casi basterebbe “spostare” gli alberi di qualche centimetro per lasciare lo spazio sufficiente alle biciclette e creare delle comode ed efficienti direttive ciclabili centro-periferia.

        1. _

          Mi sembra un dibattito surreale. Il problema della mobilità ciclistica a Milano sono i 4 alberi in croce ai bordi delle poche strade alberate che abbiamo o delle ancor meno che forse prevedono di fare??

          1. Andrea

            Beh sembra una stupidaggine ma se ci pensi i pochi viali alberati di Milano si trovano quasi tutti sulle principali diettrici di Milano cioè le vie che sarebbero più adatte per creare percorsi ciclabili intelligenti.

            Per esempio una ciclabile da Monza al centro di Milano sarebbe ottima, peccato che in viale Monza la ciclabile non ci sta per colpa delle “bellissime” siepi che stanno al centro e in corso Buenos Aires si metteranno gli alberi. Così facendo sarà impossibile convincere le persone che abitano su quella direttiva a lasciare l’auto a casa senza costringerle tutte dentro le carrozze della metro.

          2. Anonimo

            Non so se il futuro della mobilità tra Milano e Monza sia la bici che vedo più adatta per spostamenti interquartiere.
            Magari mi sbaglio.

            Però un treno della MM1 trasporta 1200 passeggeri. Se migliori la rete e fai passare anche solo 4 treni in più l’ora sono 5000 passeggeri in più. Ci sono 5000 bici dalle 7.30 alle 8.30 sulla direttrice Milano Monza? Vuol dire mettersi in piazzale Loreto e veder passare per un’ora ottantatrè bici al minuto… 8 al secondo… e questo solo per 4 treni addizionali della MM1!!

            La mobilità ciclistica va incrementata ma l’effetto di un investimento in treni e metro è di un ordine di grandezza superiore al momento. Non c’entra niente con gli alberi di cui parlavate prima, ma fa riflettere.

          3. Andrea

            La tua è un’analisi interessante ma magari pensando bene a come organizzare il viale alberato per permettere la realizzazione della ciclabile il comune potrebbe acquistare 3 carrozze invece che 4 e pagare un conducente in meno dando inoltre ai cittadini una scelta in più su come spostarsi (per esempio: se piove vado in metro, se c’è il sole risparmio due euro andando in bici).

          4. Wf

            Su corso Buenos aires Cè spazio per tutto.
            Alberi, maeciapiedi e doppie cliclabili.

            Solomche è tutto occupato dalle auto.
            E voi fate la guerra tta alberi e biciclette.

            Assurdo e lunare.
            Basta tutto questo spazio alle auto.
            Lo capisce anche un bambino

        2. Si Tav

          Prima di fare le ciclabili bisogna creare spazio.
          Altrimenti si fanno solo dei pasticci.
          Milano ha bisogno come il pane di garage x residenti. Sai dopo quante ciclabili puoi fare senza creare disagi?
          Ma questo sembra un motivetto che le ultime 10 giunte non hanno ascoltato forse perché le pastoie burocratiche sono mortificanti

    2. Si Tav

      A spostare milioni di persone in bici ci avevano provato in Cina. Poi si sono resi conto dell’errore e hanno puntato su auto e metropolitane. E il Pil è balzato in alto in maniera esponenziale.
      Quando avremo anche noi delle persone col sale in zucca?

      1. Wf

        Ti riferisci a quella nuovola nera di veleno gas sopra la regione di Pechino?

        Si sono le auto.
        🤣🤣🤣🤣

        Il problema che non si può convnicere uno convinto che ka terra sia piatta se è intenzionato a vederla piatta.

        È per questo che bisogna fare i lavori comunque senza ascoltare i contrari e fare compromessi al ribasso che in sostanza mantengono lo status quo senza dare vantaggi nuovi essenziali.

        1. Anonimo

          Il problema della Cina non sono solo le auto ma anche l’uso del carbone e le fabbriche.
          Carbone e fabbriche invece noi siamo riusciti a eliminarli in modo definitivo…ci restan quindi solo le auto o come ultima spiaggia abbattere le Alpi per modificare il microclima della pianura padana 🙂

  7. Si Tav

    Signor Wf, lodmog in Cina c’era anche ai tempi delle biciclette dato che erano gli impianti di riscaldamento- a carbone o a legna – a inquinare. Come oggi del resto.
    Lei forse non comprende quanto dico: in Europa hanno pedonalizzato piccole strade ma mai arterie importanti senza vie parallele dello stesso calibro.
    Anche se lei odia le auto- forse perché pensionato e quindi non le servono più- dovrebbe essere abbastanza intelligente x capire che non di possono togliere perché sono volano di sviluppo e sono strumenti di uso quotidiano e di lavoro.
    Se ne faccia una ragione: vivrà meglio

    1. Wf

      Ahhahahahaha.

      Le auto Volano di sviluppo, ok ho capito.
      Ho sbagliato a risponderle.

      Ahahhahahaha
      Volano di sviluppo
      Ho capito adesso il suo retropensiero.

      Cosa vuoi rispondere a uno che ti dice che sono volano di sviluppo?
      Anni 50
      Ok Ciaone.
      Ahhahahaha

          1. Si Tav

            Be’ il signor Wf scrive nel 1905 s pensa che i suoi post siano attuali.
            Capace che sia uno che compra il panettone a marzo credendo che manchi poco al Natale. O forse va al cinema alle 2di notte per lo spettacolo delle 20.
            Già. Le auto sono il male…sono scatole di Satana…sono mezzi che inducono al peccato…
            Per fortuna è solo un sogno, corso buenos Aires resta aperto al traffico e le auto ci mantengono sviluppati. Tiè, Wf.
            Beccati questa e…muto!

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