"Anche le città hanno una voce" — Segnalazioni, bellezze, architettura, storia e altre curiosità urbane.

Milano | Linate – Dopo tre mesi di chiusura, riapre l’aeroporto

E’ stato un Alitalia AZ2092, arrivato da Roma Fiumicino, il primo volo atterrato alle 18 a Linate, con 64 passeggeri a bordo. É il primo aereo ad arrivare a Linate dopo la riapertura dell’aeroporto (la chiusura è avvenutane luglio scorso). Come da consuetudine, per il primo atterrato alla riapertura di uno scalo, è stato accolto dal battesimo dell’acqua: i vigili del fuoco hanno intrecciato sul velivolo due getti d’acqua da due autopompe. Seguiranno, sino alle 23, altri 20 voli, tutti Alitalia e un Lufthansa.

Le attività riprenderanno la mattina di domani con un decollo Lufthansa alle 6.30.

Erano presenti ad accogliere i primi passeggeri atterrati all’aeroporto cittadino di Linate, il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, la ministra delle Infrastrutture, Paola De Micheli, l’ad di Sea Armando Brunini e la presidente Michaela Castelli, il presidente e il direttore generale di Enac, Nicola Zaccheo e Alessio Quaranta, l’ad di Enav Roberta Neri e il Chief business officer e Chief strategy and operations officer di Alitalia, Massimo Iraci. Naturalmente al brindisi e al taglio della torta a Linate non potevano mancare tutti gli operai che sulle piste hanno lavorato negli ultimi tre mesi per consegnare la pista riqualificata.

I lavori di rifacimento di Linate sono stati una dimostrazione di quell’efficienza milanese tanto sbandierata in questi ultimi anni. Ora i lavori all’aeroporto proseguiranno, dopo la pista e il nuovo sistema di gestione dei bagagli partirà a breve la riqualificazione completa degli interni, che proseguirà fino al 2021.




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


11 thoughts on “Milano | Linate – Dopo tre mesi di chiusura, riapre l’aeroporto

    1. Giacomo

      È normale dato che ci sono solo i passeggeri da Roma che non sono Milanesi che magari hanno gia parcheggiato l’auto a Malpensa prima che linate riapra. È normale che questi primi voli siano abb vuoti. Inoltre il tuo è un discorso inutile dato che ci sono molti voli anche di altre compagnie aeree che rimangono così vuoti se non di più. La media del tasso di riempimento in Europa è del 82% (contando che rientrano anche le low cost che per funzionare richiedono e generano più load factor) e Alitalia un load factor del 78/79%, il che è in linea con le altre compagnie aeree europee di linea. Aspettavo un commento come il tuo quindi grazie per aver dimostrato che l’italiano medio che crede di sapere tutto di aerei è pure sempre pronta a lamentarsi di Alitalia, e delle altre cose italiane.

        1. Anonimo

          Ma infatti, se avessimo fatto come i belgi con Sabena o gli svizzeri con Swissair… l’avessimo lasciata fallire e avessimo fatto nascere dalle sue ceneri una compagnia snella, efficiente e profittevole… oggi non saremmo qui a fare ‘sti discorsi.

          Mi ricordo cosa disse all’epoca Rutelli, allora sindaco di Roma: Alitalia non si può far fallire perché Alitalia è per Roma ciò che Fiat è [era…] per Torino.

          E già ci siamo capiti.

      1. Si Tav

        Alitalia continua a perdere 1 milione di euro al giorno, è reduce da prestiti ponte dello stato italiano (ossia prelevati dalle tasche di quelli che lei, signor Giacomo, chiama con arroganza “italiani medi”), non restituisce quanto riceve, eroga un pessimo servizio e lo eroga a favore di una sola città italiana e lei ha pure la sfrontatezza di fare il brillante?
        Chiunque lei sia sappia che lei non rappresenta l’italiano medio, che si è ampiamente stufato di questa situazione e di aerei che volano in perdita .
        Lei probabilmente rappresenta il romano medio o lo statale medio. Ossia quelli che più di tutti contribuiscono ad affossare il paese.
        Quando Alitalia chiuderà sarà un giorno di festa per noi italiani medi

        1. Andy

          Dici bene: “Aliroma” è il termine giusto per uesta compgnia, che ha uato i soldi del nord Italia per assumere personale in gran parte romano e per foraggiare una compagnia decotta, falita e gestita secondo la “professionalità” in auge dalle parti del Tevere

  1. Stefano

    Ma cosa ci interessa se le altre compagnie hanno voli vuoti? Alitalia ha debito con lo Stato e quindi ci interessa molto. Questo “Giacomo” parla senza neanche sapere e paragona Alitalia a comapgnie aeree estere che con lo Stato hanno ben poco a che fare.

  2. Anonimo

    Tutta una sceneggiata, tanti begli annunci ma voli nuovi ZERO, l’obiettivo dei mandarini è diminuire il traffico di Linate, tramite aliroma, per aumentare quello delle low cost in altri aeroporti…

  3. lisander

    mah, non capisco e non condivido tutta questa enfasi attorno alla riapertura dello scalo: è prassi normale riattivare le attività dopo un periodo di chiusura per lavori o per altre ragioni , tantopiu’ se si tratta di un aeroporto e tantopiu’ se è quello di Linate; poi a ben vedere c’è poco di cui gioire in quanto i lavori proseguiranno fino alla primavera del 21 (ma questo già si sapeva) e solo allora si tratterà di una vera inaugurazione e solo allora potremo brindare ad uno scalo moderno, riconfigurato e efficiente!
    Per quanto riguarda Alitalia mi aggiungo al coro di indignati e delusi per i continui foraggiamenti che la compagnia a richiesto in questi ultimi anni senza peraltro addivenire a risultati soddisfacenti che potessero giustificare un tale profluvio di danaro pubblico (l’ennesima tranche salva alitalia di 400 ml verrà erogata a breve!), ma tant’è, ce ne faremo una ragione; certo in un paese normale un’azienda cosi sarebbe fallita e cosi come è stato per altri vettori sarebbe rinata forse piu’ snella e competitiva.Purtroppo quand’anche si dovesse trovare un compratore intenzionato a rilevarla non sarà un operazione priva di conseguenze e ricadute occupazionali, infatti coloro che si sono fatti avanti hanno dichiarato senza vergogna che la flotta dovrebbe ridursi di 15 velivoli, il che significa meno rotte, un network fortemente ridimensionato , e come detto una sensibile riduzione di posti di lavoro, con la previsione di perdere ancor piu’ visibilità in mercato altamente competitivo e spietato come quello odierno; per concludere io credo che il futuro della ns. ex compagnia di bandiera sia quello di trasformarsi in una piccola compagnia regionale (cosi come è stato per Olympic Airlines ex compagnia di bandiera greca), con buona pace di chi millanta/ava la rinascita di una compagnia aerea al servizio del sistema-paese dei cittadini e delle imprese, saro’ disfattista ma non vedo futuro per quella che fu la ns. Compagnia di bandiera!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.