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Milano | Porta Genova – Riqualificazione di piazza Sant’Agostino: fine ottobre 2019

Abbiamo visto che ad agosto sono partiti i cantieri per la riqualificazione di piazza Sant’Agostino. Occorrerà un anno e mezzo per completare l’opera, consegna prevista per la fine del 2020.

Una trasformazione da 1,5 milioni di euro: questo è l’importo dei lavori necessario per portare a termine il progetto.

Qui di seguito alcune immagini scattate in questi giorni.




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


8 thoughts on “Milano | Porta Genova – Riqualificazione di piazza Sant’Agostino: fine ottobre 2019

  1. Adriano

    Andava fatta una copertura fissa per il mercato come a Parma o meglio come a Barcellona come avevate pensato già voi di urban file, magari con boeri e piano si poteva fare il tetto verde. Peccato ennesima occasione sprecata

    1. Anonimo

      In effetti Urbanfile ha smesso di occuparsi dello scempio creato dalle malfatte ciclabili in via Stendhal.

      Ricordo un articolo anni fa, poi è calato il silenzio. Peccato perchè è una situazione paradigmatica di come sia Milano ultimamente.

    2. Adriano

      Il problema che vogliono proseguire con la ciclabile monodirezionale (scomoda e utilizzate sempre come doppio senso) proseguendo in giambellino, io sto cercando di capire perchè vogliono proseguire con queste realizzazioni al ribasso.
      Cioè se tu devi rifare tutta una via ripensa a tutta la mobilità, dicono manteniamo 400 posti auto, allora pensi ad un bel posteggio sotterreaneo pagato dai NON residenti quando entrano in città con l’auto, a quel punto i residenti mettono la macchina nel posteggio interrato, la via si fa carico tutta insieme della manutenzione, ovviamente NON BOX ma posteggi come quelli dei centri commerciali e puoi ripensare tutta la via come una vera zona 30 con ALBERI e senza piste ciclabili con pochi posteggi solo per sosta breve.
      Insomma questo farebbe un amministrazione con visione a 30 anni invece qui si fa il compitino senza considerare la mobilità all’interno delle zone. si creano un sacco di cordoli per tutelare i ciclisti e poi si lascia tutta la strada alle auto.
      Insomma visioni da paesino. Un vero Peccato.
      Ma scusate i raggi verdi come avevano immaginato l’ingresso a milano dalla zona 6? sarebbe interessante rivederli

      1. Anonimo

        C’è speranza.

        Le ultime proposte prevedono l’asse ciclabile spostato sulla via Foppa (e quindi Lorenteggio). Inoltre il Municipio 6 ha finalmente capito che i parcheggi sotterranei hanno un senso in zona. Han fatto richiesta all’Assessore, speriamo prevalga il buon senso.

        https://milano.corriere.it/notizie/cronaca/19_ottobre_28/marciapiedi-extralargeciclabile-corridoi-verdieffetto-m4-sull-asse-ovest-f3c9f9a4-f94b-11e9-9778-63d7a5dc0619.shtml

        1. Adriano

          Si ma bisogna capire come vogliono creare questi posteggi interrati, perchè se l’idea è fare dei box allora sarà una speculazione come è successo con Albertini.
          Io ribadisco che chi non risiede e viene in auto deve pagare queste infrastruttire per liberarci dalle auto in superficie.
          Tu mi rubi spazio a casa mia e quindi paghi. Questo deve essere il ragionamento, se invece è facciamo i box, allora meglio di no così ci perdiamo tutti. perchè poi sopra ci saranno solo le auto dei non residenti e i residenti dovranno pagarsi un box, invece se si creano dei posteggi interrati tipo esselunga costruiti con i soldi dei non residenti abbiamo vinto NOI residenti che paghiamo lo stipendio a questi geni.
          un posto macchina in città al massimo deve costare 100 euro al mese non di più.

          1. Anonimo

            Se il Comune adottasse un meccanismo simile a quello del social housing per i box, potresti costruire grossi gruppi di box sotterranei a un prezzo calmierato (come nel social housing)

            Se un box costa 30.000 euro, detratto l’anticipo di 5.000 la differenza è una rata di mutuo ventennale da 120 euro al mese, che è del tutto accettabile per non occupare suolo pubblico con l’auto.
            A 50.000 euro si fa più impegnativo, ma son pur sempre meno di 8 euro al giorno (che comunque recuperi con gli interessi il giorno che non avessi più l’auto e vendessi il box – non sono soldi buttati)

            I problemi coi parcheggi sotterranei di Albertini fu l’esecuzione, i prezzi spesso troppo alti e le società che costruivano che fallivano, ma son passati 20 anni e son stati fatti passi avanti da gigante nei regolamenti comunali per evitare o ridurre grandemente i problemi.

            In ogni caso l’idea di fare i box sotterranei è per cancellare parcheggi in superficie, non per facilitare il parcheggio dei non residenti, anche in questo abbiamo fatto passi avanti.

            Sempre che i parcheggi sotterranei li facciano sul serio e non sia uno scherzo…

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