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Milano | Porta Nuova – Un anno del Parco Biblioteca degli Alberi

Esattamente un anno fa, il 27 ottobre 2018, veniva inaugurata la Biblioteca degli Alberi, il nuovo parco pubblico di Milano, il terzo per dimensione nel centro città, ricavato nei terreni ex ferroviari dello scalo Varesine a Porta Nuova, tra l’Isola, via Melchiorre Gioia e la neonata piazza Gae Aulenti. Il parco, disegnato dallo studio Inside Outside|Petra Blaisse di Amsterdam, è stato realizzato da COIMA che, a giugno 2015, è subentrata al Comune di Milano nell’attuazione dei lavori come intervento da realizzare a scomputo oneri del grande progetto urbanistico di Porta Nuova.

Grazie ad un progetto ambizioso e vincente, quello di Porta Nuova, un modello di trasformazione urbanistica a livello internazionale, l’area dismessa e mai sviluppata per decenni delle Varesine, è diventata il fulcro di un nuovo spazio urbano.

Questo è il secondo autunno della Biblioteca degli Alberi o BAM, com’è stata ribattezzata (Biblioteca Alberi Milano).

Un luogo che da subito è diventato una delle attrazioni turistiche e cittadine più visitate, dove si è tenuto, nel corso dell’anno appena trascorso, centinaia di manifestazioni di ogni genere, sportive, culturali e musicali.

Il Parco della Biblioteca degli Alberi presenta caratteristiche che lo differenziano dagli altri parchi cittadini. L’assenza di recinzioni consente una continuità degli spazi pedonali fra la sede della Regione Lombardia, Piazza della Repubblica e Piazza XXV Aprile e crea in questo modo l’area pedonale più grande di Milano con i suoi 170.000 mq e 5 km di piste ciclabili. Il parco presenta una grande varietà di essenze delicate distribuite in giardini dal design contemporaneo: una biblioteca botanica urbana con uno straordinario patrimonio vegetale composto da 500 alberi, oltre 135.000 piante di 100 specie diverse e 22 foreste circolari, disegni creati non solo dalla vegetazione ma anche dai sentieri arricchiti da frasi botaniche e poetiche che attraversano il parco, creando una scacchiera di stanze verdi.

Il risultato è una distesa di campi irregolari, campi fioriti, prati, piccole piazze e foreste circolari, un labirinto e aree attrezzate con arredi progettati su misura. Un parco caratterizzato da elevata complessità progettuale, per l’innovazione dei materiali e per la flessibilità che caratterizza l’uso degli spazi, pensati per favorire e accogliere molteplici attività. I due elementi, combinati, rendono Biblioteca degli Alberi un caso sperimentale, e un modello innovativo di parco di ultima generazione.

Un luogo dove passeggiare, dove contemplare il panorama, e magari distinguere, se non si è esperti, un acero da un carpino, una betulla da un pioppo, visto che ogni circolo arboree ha una grande scritta che sottolinea il tipo di pianta presente nel tondo.

Il connubio BAM e Bosco Verticale, progettato da Stefano Boeri, pare perfetto e in simbiosi.

Per ora gli alberi sono ancora giovani, ma qualcuno, come i salici piangenti o i pioppi neri, si sono già presi spazio con le loro fronde.

Forse mancano panchine, se proprio dobbiamo dire qualcosa, ma magari arriveranno. Intanto i milanesi si sono appropriati dello spazio e lo utilizzano anche per socializzare, incontrarsi, per fare sport e persino come palestra all’aperto.

Abbiamo incluso nella BAM anche la parte di viale Sturzo a Porta Garibaldi, il triangolo di giardino dedicato ad “Anna Stepanovna Politkovskaja”, la giornalista russa assassinata nel 2006.




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


10 thoughts on “Milano | Porta Nuova – Un anno del Parco Biblioteca degli Alberi

  1. Simone De Pasquale

    Ottima realizzazione a completamento del progetto “Porta Nuova”, ma bisognerebbe curare di più la pulizia anche minuta. La manutenzione del verde è buona e anche poca immondizia si nota immediatamente. Ieri mattina alle 10 era affollatto (grazie alla splendida giornata per nulla autunnale) anche da molti turisti. L’ho attraversato e nel mio percorso avrò raccattato almeno 5 bottiglie vuote conferendole nei cestini che sono abbastanza ben distribuiti. Tutte le bottiglie che ho raccolto erano state abbandonate a non più di 10/15 metri dal cestino più vicino. C’è ancora molta inciviltà (o mancanza di senso civico, ma il concetto è quello).

    1. Meglio Sipuo

      Grazie per averle raccolte anche se non era sporcizia tua! Se ti vedo in giro (o chiunque raccolga immondizia non sua) ti offro una birra 😉

    1. Precotto doc

      Vorrei ricordare a Simone che siamo in Italia , dove chi scrive sui muri passa per artista , se t azzardi a dire qualcosa hai proprietari di cani che non raccolgono e ti urinano sul muro di casa , passi per cattivo , fra quattro anni la manutenzione passerà al comune e non é un parco come gl altri , questo è un parco molto molto costoso da mantenere

  2. Seflo

    Non mi sembra che i parchi “comunali” siano poi ridotti cosi’ male! (ma, ogni tanto, lo fate qualche giro in bicicletta per Milano?).
    Certo che se vogliamo paragonare con il parco “di bandiera” di Coima, le differenze si vedono! Ah, i danee!

  3. Anonimo

    Saggio aver lasciato la realizzazione e manutenzione del parco a chi trae profitti in misura considerevole costruendo e vendendo immobili che vi si affacciano. Bravi entrambi, Comune e Coima

  4. lisander

    voglio fare la voce fuori dal coro, nulla da dire sulla qualità della realizzazione o sulla manutenzione che per il momento c’è, ma quel reticolo di sentieri non mi convince, sono troppi e tolgono spazio al verde, inoltre anche gli alberi mi sembrano pochi (so che è assurdo chiamandosi biblioteca degli alberi) e mal distribuiti anche se si tratta di piante giovani, vi sono infatti vaste aree ricoperte solo da arbusti insulsi o aree lasciate a prato senza arte ne parte, ma probabilmente nè i progettisti ne i committenti volevano realizzare un parco pubblico nel senso piu’ tradizionale del termine.Sicuramente sono cambiati i concetti di fruizione del verde ma personalmente mi aspettavo qualcosa di piu’ classico e in linea con altri interventi realizzati negli ultimi anni a Milano e di cui a torto se ne è poco parlato (per es.il nuovo parco realizzato in fondo a via Gallarate lo trovo notevole, sia per estensione che per armonia e ricchezza di elementi vegetali presenti). Trovo che l’elemento caratterizzante del parco di P.ta Nuova sia ancora il bosco verticale di Boeri, che conferisce all’insieme un fascino e un attrattività unici,esso stesso è diventato l’icona del nuovo skyline milanese e non a caso è stato premiato come uno degli edifici piu’ belli del mondo

  5. Hr

    Le panchine in legno sono poche e troppo fragili….il modello e’ carino ma forse un po’ di qualita’ per tale investimento di edifici milionari…un po’di soldi per l’arredo urbano il parco li merita….altrimed nti tra qualche anno ci saranno problemi….

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