"Anche le città hanno una voce" — Segnalazioni, bellezze, architettura, storia e altre curiosità urbane.

Milano | Castello – Quelle panchine tristi di via Beltrami

2017, la posa delle nuove panchine modello Milano in via Beltrami, quel pezzetto di strada pedonale tra largo Cairoli e il Castello Sforzesco che molti considerano parte della piazza.

2019, due soli anni ed ecco come sono ridotte le panchine modello Milano.

Per carità, sappiamo bene che questa era una sistemazione “temporanea” in attesa che la piazza venga riqualificata coi suoi tempi biblici, ma non si potevano mettere le vere panchine Milano?

Le panchine Milano, che troviamo in quasi tutti i parchi cittadini, una volta colorate di verde, sono molto più resistenti, non si conciano in questo modo solo dopo due anni all’esposizione delle intemperie.

Forse, non sarebbe stato meglio utilizzare il vecchio prodotto anziché questo “nuovo” modello non verniciato o poco trattato che si è ridotto così male solo dopo poco tempo?




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


17 thoughts on “Milano | Castello – Quelle panchine tristi di via Beltrami

  1. Anonimo

    demenziale.
    comunque la base così spartana con i sostegni in ferro non verniciato e viti a vista fa pietà..
    sono questi altri dettagli indegni di un arredo urbano decente.
    e lo dico da sostenitore…
    dai! maran, sala, fatevi un altro giretto a parigi e londra e poi capite come sono questi dettagli a fare la differenza! risparmi dieci euro sui piedini delle panchine e poi hai un prodotto penoso per – lo si dice da anni – la CAPITALE DEL DESIGN!!!
    forza!

  2. Anonimo

    Lo chiedi a Maran e ti dice che c’è già il mitologico “manuale dell’arredo urbano” (E che comunque lui si sta occupando di depavimentazioni per mettere gli alberi)

    Possibile che Sala non si accorga che da solo (Maran) non ce la farà mai su questi temi dove si deve essere attenti ai dettagli?

  3. Sr

    Amsterdam,Stoccolma,Barcellona….li vedeted panchine belle e resistenti..quelle delle foto sono super cheap…si vede subito che i matetiali sono troppo fragilj ed leggeri…quelle del BAM avranno sorte analoga….Chi sceglie queste panchine o non ha conoscenza tecnica o non saprei…..sono inadatte agli spazi urbani….

    1. Anonimo

      L’esilità dei materiai è una caratteristica comune un po’ di tutto l’arredo urbano italiano in confronto alla media europea.

      A Londra per esempio i dissuasori sono dei solidi piloni di ghisa, non le ridicole parigine nostrane che si piegano con uno starnuto, e semafori e lampioni hanno basi larghe e solide, persino i pali della segnaletica spesso hanno una base più larga. Lì è impensabile lo spettacolo del semaforo tenuto fermo nel marciapiede da una montagnetta di cemento sistemata alla bell’e meglio (uno spettacolo invece comune a Milano) o dei pali della segnaletica piegati o dai soliti parcheggiatori da marciapiede o dai soliti vandali.

  4. Sergio

    il problema è tutta la via Beltrami che è penosa. Certo, è in attesa di riqualificazione ma nel punto di transito tra Duomo e Castello, attraversato da migliaia di turisti quotidianamente, non è possibile fare qualcosa di più decente? Per una settimana abbiamo avuto uno splendido arredo fatto di vigne e verdure in piazza della Scala, è così difficile fare qualcosa di simile in via Beltrami? Per una decina di giorni un bosco di ulivi in corso Vittorio Emanuele fu apprezzatissimo dai viandanti, e qui invece ‘sto squallore? Ma ci vorrà così tanto impegno a fare qualcosa di gradevole e a basso costo?

  5. Anonimo

    E questa sarebbe la città che investe sul turismo ?

    Pensate alla faccia di qualsiasi turista che si reca in visita al castello ( fior fiore dell’attrazione turistica di questa città ) e si trova di fronte questo degrado

  6. Anonimo

    Ritengo che finché non si mette mano ai ‘fondamentali’ (marciapiedi, segnaletica, semafori, lampioni, graffiti…) anche se avremo a macchia di leopardo interventi spettacolari qua e là, da Citylife a Porta Nuova ai futuri scali, San Siro o Piazza D’Armi, l’impressione complessiva che darà la città sarà sempre di sciatteria e disordine, ancora ben lontana dalle medie europee…. forse più simile ai contrasti di una città asiatica o sudamericana.

  7. Sr

    Esistono panchine molto molto simili a quelle delle foto ma fatte molto meglio e con supporti e doghe in legno piu’ spessi….e senza viti in vista….basta fare un indagine di mercato o rivolgersi adx una delle tante aziende di arredo urbano.. quelle serie…. lo possono fare anche al Comune …basta avere l’ok di qualcuno immagino…

    1. Anonimo

      penso che il problema sia proprio quel “Ok di qualcuno”…. che significa.. gara a evidenza pubblica… massimo ribasso… ricorsi…. TAR…

      non a caso sono sempre lo stesso modello insulso da 40 anni e più a questa parte

  8. lisander

    se avessero installato le panchine a doghe tipo Milano di colore verde e non quelle squallide sedute l’effetto sarebbe stato senz’altro più gradevole, ma il problema li sono anche quegli orrendi vasi che da una decina d’anni vengono rimpallati da una via all’altra della città (si ricordi i primi in via vittor pisani), riesumati da qualche deposito comunale alla bisogna. Purtroppo sono d’accordo con molti di voi , l’arredo urbano a Milano è una voce non pervenuta, direi da anni, a cominciare dagli orrendi panettoni che invasero la città dal 1983 e che ancor oggi fanno brutta mostra di se (vedasi in particolare via solferino davanti alla sede del glorioso Corriere della Sera!).La sensazione (per non dire la certezza!)è che questi interventi non abbiano nessun coordinamento, a cominciare dalla sovrintendenza che sputa sentenze e dispensa ordini perentori quando più gli aggrada. Poi c’è la questione della assurda pedonalizzazione (urbanistica tattica?) di P.za Castello con contorno di vuoti assoluti e di spazi da riempire, ma questa è un’altra storia……….

  9. GArBa

    qui molti commenti confondono il design con l’estro. le panchine verdi sono un ottimo esempio di design, sono semplici da produrre, si inseriscono con discrezione dovunque vengano piazzate, durano nel tempo (a meno che chiaramente non vengano vandalizzate) e sono di semplice manutenzione e riparazione. Sono tutte caratteristiche di un design solido.
    le panchine che sono marcite erano probabilmente state verniciate con un impregnante a base di acqua che va ripristinato più spesso, per cui è già un passo indietro.
    di panchine d’estro, invece, a Milano se ne sono viste fin troppe in passato, dai “bauli” di marmo alle “graticole”.

  10. Lorenzo santoro

    Oltre le panchine… Le fiorire polipropilene alte disturbano la bellezza prepotente del castello nello sfondo… MANCA TOTALMENTE ESTETICA In città… MARAN UN RAGAZZO VECCHIO….. è ora di connettersi con Università Politecnico Ieed…. Si inneggia ad una finta collaborazione con i cittadini…. Una gravissima presa in giro… Le città vere corrono… I progetti non solo immobiliari come da noi si rimescolano… Al centro di ogni idea si connettono e si sensibilizzano in working progress…….. QUI LA CORSA È AL PIÙ GRANDE CENTRO COMMERCIALE D’EUROPA…… Sconfitta totale..

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.