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Milano | Porta Volta – Piramide Bis e Giardino Crispi: primi di novembre 2019

Dopo anni d’attesa, cavilli burocratici, ritrovamenti archeologici (rinvenute porzioni delle mura spagnole), nel settembre scorso sono partiti finalmente i cantieri per ridisegnare il piccolo Boulevard lungo il fianco del palazzo Feltrinelli e viale Crispi a Porta Volta, un parco lineare di 3.300 metri quadrati progettato dallo studio Herzog&De Meuron e SD Partners.

Un mese fa circa c’è stato il via libera dal Consiglio comunale di Milano per la costruzione del secondo palazzo “piramidale” progettato da Herzog&De Meuron lungo viale Montello, e che completerà la simmetria del complesso di piazzale Bajamonti a Porta Volta dei palazzi Feltrinelli.

Come abbiamo visto, e come si vede dalle foto, il lotto è stato “occupato” da cittadini del quartiere che vogliono un ripensamento da parte della giunta sul futuro dell’area. Lunedì 4 novembre alle 18,30 presso l’Associazione LatoB di viale Pasubio 14 si è tenuta un’assemblea dove si è cercato di fare il punto sulla situazione.




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


31 thoughts on “Milano | Porta Volta – Piramide Bis e Giardino Crispi: primi di novembre 2019

  1. Anonimo

    Ma come si può impedire un’opera di architettura? Un posto che possa offrire posti di lavoro…
    Teniamoci quello schifo di area giardino che con il tempo mancherà di manutenzione e sarà inoltre ricettacolo di spacciatori

  2. Anonimo

    Sono gli stessi residenti che fino a non tanto tempo da firmavano petizioni per non far sloggiare da quello stesso spazio un vecchio e puzzolente benzinaro…

  3. Milanese

    Non tutti i cittadini guardano questo sito… sono pronto a scommettere che nessuno sa che è previsto del verde accanto alla piramide esistente (e come biasimarli….) una volta completato il verde penso saranno più propensi verso la nuova piramide

  4. Andrea

    Questa delle due piramidi è un furto dei privati nei confronti dei cittadini e del comune.

    Ancora non mi capacito di come le varie giunte si siano lasciate convincere a concedere i permessi per costruire due enormi palazzi milionari che obiettivamente stonano con lo stile architettonico del quartiere in cambio di qualche aiuola e una pista ciclabile abbandonata (sarebbe carino sapere se e quanto il comune ci sta rimettendo per portare a termine quell’opera).

    Ma quello che ancora più mi sconcerta è notare che questo blog è pieno di commentatori che si lamentano della mancanza di verde in città per poi festeggiare quando viene realizzato un intervento in pieno stile milanese: mega palazzo privato con un’aiuola sul marciapiede.

    Se quello che staranno per realizzare lo chiamate “verde” allora non capisco di cosa vi lamentate, Milano è PIENA di verde.

      1. Anonimo

        Le aree recintate sono due: una è già aperta a tutti ed è il giardino di Lea Garofalo, l’altra invece non verrà mai aperta in quanto sarà sostituita dalla piramide.

        Ciò che noterai di “nuovo” a progetto completato saranno 5 (di numero) alberi, un’aiuola e un paio di panchine che daranno la possibilità di scegliere se ammirare: il nuovo palazzo con il suo via vai di dipendenti oppure il traffico dei bastioni di porta Nuova.

        Spero che il recinto dei giardini di Lea Garofalo rimarrà, o anche per questa parte hanno deciso di concedere la bella vista sui bastioni?

    1. Anonimo

      caro andrea, forse ti sfugge che i terreni sono da sempre proprietà di feltrinelli e che quindi non si sarebbe comunque potuto imporre di fare un parco.

      semmai, legittimamente, feltrinelli o chi per essa avrebbe ben potuto monetizzare lottizzando e facendo tanti bei palazzoni residenziali, senza firme architettoniche e quant’altro, come si fa ovunque nel mondo.

      il verde del parco creato anche a scomputo verrà realizzato nel rispetto del PGT vigente all’epoca, punto e fine.

      vedi tu poi se uscire dalla bolla e capacitarti oppure no (il pianeta continuerà a girare nell’una o nell’altra ipotesi)

      1. Andrea

        Ok questo tuo commento mi piace nettamente di più degli altri.

        È probabile come dici tu che le concessioni siano state date da giunte che facevano della speculazione edilizia la loro bandiera e le successive non hanno poi avuto gli strumenti per ridimensionare.

        Ma da qui a festeggiare per la trasformazione di un giardino attualmente molto frequentato in un’aiuola lato strada e una ciclabile costruita a metà…

  5. Anonimo

    Un opera di architettura stupenda. Che rammenda un pezzo di città. Si vada avanti per dare a Milano speranza e lavoro. E un po di decoro!

    1. Anonimo

      Probabilmente gente come te faceva gli stessi commenti a proposito della costruzione del Colosseo.

      Questa non è l’opera migliore di Herzog&De Meuron ma resta interessante e Milano ha un disperato bisogno di buona architettura contemporanea oltre che di alberi.

      I cittadini conservatori e oltre gli anta se ne faranno una ragione.

  6. Alex

    A lamentarsi sono sempre gli stessi personaggi, che vivono al di fuori del tempo, che preferiscono il degrado di un’aiuola ed un vecchio benzinaio ad un progetto architettonico e di sviluppo.
    Ricordo che c’erano i comitati contro la riqualificazione dell’area delle ex Varesine – Bosco Verticale (!!), perchè aumentava il cemento, per la speculazione edilizia, bla, bla, bla…
    Ora, che quella zona è diventata una delle più belle della città ed i prezzi si sono decuplicati “stranamente” non si lamenta più nessuno..
    Non bisogna dare retta a questa gente e avanti tutta con questi progetti!

    1. Sdd

      Dovremmo ringraziare Feltrinelli per avere donato alla città questa opera architettonica di Herzog & De Meuron che filologicamente riprende il tracciato delle mura. Onestamente speravo risultasse più leggera ma resta un architettura inusuale e affascinante per Milano.

      Se non si realizza l’altra palazzina si lascia il progetto incompleto e monco. Serve rispetto anche per l’architettura non solo per gli orti urbani e i giardinetti condivisi, che per carità sono una bellissima iniziativa, ma non bastano.

      Se le decisioni spettassero a persone come Andrea non si sarebbe fatto nemmeno il centro Pompidou o il Guggenheim.

      La città non può farsi ricattare da quattro comitati. Bisogna svecchiare questo Paese perché per gli anziani non bisognerebbe mai cambiare niente.

      1. Anonimo

        “La città non può farsi ricattare da quattro comitati. Bisogna svecchiare questo Paese perché per gli anziani non bisognerebbe mai cambiare niente.”

        Applausi per questa frase (di vecchi morti dentro, a prescindere dall’età, non se ne può più)

        Poi si potrebbe discutere sul ruolo di Feltrinelli in tutta la storia…(l’edificio è veramente nato per essere in gran parte affittato a caro prezzo ad una multinazionale ad uso ufficio?)

      2. Anonimo

        Forse non sa che il progetto del Guggenheim era stato bocciato dalla commissione edilizia di New York e fu poi (fortunatamente) recuperato con molte polemiche ma ci vollero 14 anni x realizzarlo Il Centre Pompidou è fonte di polemiche ancora oggi e il centro commerciale x il quale sono state distrutte Les Halles è riconosciuto come un obbrobrio.
        Non è il caso di metterla sul conflitto generazionale, certe polemiche sono sempre esistite e sono fisiologiche.
        Che poi la stecca chilometrica di Feltrinelli sia un capolavoro dell’architettura contemporanea è tutto da dimostrare

        1. Sdd

          La Feltrinelli è un capolavoro dell’architettura? Per me non lo è, per altri forse lo sarà, e per altri ancora è un brutto edificio. Cosa c’è da dimostrare?
          Questo non toglie l’importanza di realizzare progetti di architettura contemporanea.

          Non dico che Milano debba diventare Rotterdam, ma certo io non mi scandalizzerei se si consentisse a Big di progettare un edificio in città, tanto per intenderci. Le città sono vive, frutto di stratificazioni, e non si può sbarrare la strada al futuro.
          Certamente non dico di stravolgere la memoria storica di Milano, ma tante zone della nostra città si possono permettere interventi contemporanei.

          Per quanto riguarda il conflitto generazionale, sono assolutamente convinto che è un grosso problema del nostro paese e non solo per quanto concerne la percezione dell’architettura.

          Paesi meno vecchi del nostro sono decisamente più dinamici, coraggiosi e proiettati al futuro, questo per me è un fatto. Se non condivide, me ne faccio una ragione.

          1. Anonimo

            Ma se ne faccia quello che le pare, che importanza vuole che abbia.
            Non è che l’architettura contemporanea sia un valore in sé per sé. Ha valore se é di qualità e rispetta il contesto in cui si trova. Ridurre tutto a una questione generazionale fa solo ridere. E se lei non ride pazienza. Sopravviveremo.

          2. Sdd

            È quello che ho detto, ma chi stabilisce se l’architettura è di qualità? Lei? Il signor Andrea?

            Io non ho fatto nessun riduzionismo, ho posto uno dei problemi, che lei non riscontra.

            Ridà anche lei, perché sopravviveremo entrambi.

      3. Andrea

        Scusa l’ignoranza ma quando ho cercato la foto del Pompidou su Google mi sono chiesto se i lavori fossero ancora in corso ahaha. Forse il Rasoio di Isola è più carino.

        Ma lasciando da parte i gusti personali non ritengo che New York sia una città da prendere come esempio per quanto riguarda lo sviluppo urbanistico, preferisco decisamente i topi di Milano ai problemi della Grande mela.

        Ci tengo a precisare poi che sono un normale cittadino che valuta gli interventi di interesse secondo il proprio ritorno personale, non faccio parte di nessun comitato del no e di nessun VIP club quindi della piramide a me interessa poco o niente tanto non lavoro per Feltrinelli e non penso che avrò mai i soldi per acquistarla.

        A me personalmente quello stile architetturale immerso in quel contesto non piace ma ciò che mi interessa veramente è che il giardino dove spesso vado a prendere un po’ di relax verrà trasformato in un’aiuola lato strada.

        1. Anonimo

          Infatti Andrea hai dimostrato tutta la tua scarsa sensibilità e modesta cultura architettonica con questo commento.

          Paragonare il Pompidou al Rasoio la dice lunga… Non sto nemmeno a commentare.

          Ancora più desolante l’affermazione “basta che non si faccia nel mio orticello”. Che sembra dimostrare in pieno quello che diceva Sdd.
          Sicuramente salvaguardare i giardinetti spelacchiati dove ti rilassi tu non è un buon criterio di sviluppo urbanistico.

          Milano ha bisogno di tanto verde ben mantenuto ma anche di musei, teatri, centri culturali e perché no case e uffici… sai com’è… se si autorizza un progetto architettonico poi questo si completa, è una questione di serietà.

          1. Anonimo

            Io credo che Andrea abbia tutto il diritto di volere il suo giardinetto con le panchine dove rilassarsi.
            Credo però che sia anche altrettanto legittimo che (molti) altri vogliano una sistemazione della zona con servizi e il completamento di un bel progetto architettonico.

            Compito di chi rappresenta i cittadini è fare la sintesi di queste diversissime necessità ed aspirazioni e prendere una decisione.
            Possibilmente non basata sulla legge della giungla (ossia chi urla di più o potenzialmente può farti più male, allora vince lui) o sulla legge dei pavidi (lasciamo tutto immutato così fa un po’ schifo ma almeno nessuno si lagna più di tanto)

        2. Sdd

          Caro Andrea, io la tua ignoranza la scuso senza problemi. Ma ci tengo a rimarcare una differenza tra noi: Io non valuto gli interventi in città secondo il mio tornaconto personale, ma secondo l’interesse della collettività.

          E per me questo interesse passa anche per la buona e ragionata architettura contemporanea (a prescindere dalla soggettività dei gusti) che può essere veicolo di arte e di cultura.

          Poi c’è una questione di serietà, il progetto da sempre prevede un altro edificio (già modificato in seguito ai ritrovamenti archeologici) e una volta che viene approvato, è giusto che sia portato a termine. Anche perché (in assenza di approvazione del progetto) il benzinaio starebbe ancora lì, altro che giardino.

          1. Wf

            Io sono convintissimo che una volta completata la seconda piramide, la piazza assumerà una forma definita e coerente, e questo fatto sarà anche prodromico per la riqualificazione di tutto il resto della piazza stessa.

            Una volta completato il progetto doppio sarà più facile ed evidente a tutti la necessità della riqualificazione maggiore del restante circondario della piazza stessa.

            Lasciando il progetto monco non vi saranno spinte ideali alla riqualificazione di tutto quello che vi gravita intorno…

            Facciamo presto questo completamento.

        3. Paola

          Caro Andrea, se fossero tutti come te! Ti segnalo il comitato baiamonti verde comune, che si sta battendo perchè quest’ennesimo scempio non avvenga e che il giardino rimanga uno spazio pubblico fruibile da tutti. Il parco lineare non è neanche stato iniziato

          1. Francesco Scomazzoni

            Cara Paola, il comitato si batta perchè il giardino di Lea Garofalo sia riqualificato all’interno del progetto e mantenuto dal comune come uno spazio verde a suo carico, NON perchè non venga costruita la piramide BIS.

            Lasciato allo stato attuale, per quanto lodevole sia lo sforzo autonomo e volontario di chi cerca di opporsi al degrado, esso sarà sempre vano. Gli interventi di cui il giardino necessita per superare il livello minimo di accettabilità vanno ben oltre la sistemazione dell’erba e di qualche pianta e l’installazione di qualche panchina e anche ben oltre le sparute iniziative di accoglienza che a fatica i comitati cercano di organizzare al suo interno. Spero che almeno questo sia evidente a chiunque non abbia ideologiche fette di salame sugli occhi.
            I residenti sono esasperati dalla lentezza dell’avvio dell’opera di riqualificazione dell’area (dalla presentazione del progetto delle piramidi è passato più di un decennio ormai!!!!).

  7. Michele

    Non capisco quelli che abitano in centro a Milano e vorrebbero avere parchi ovunque. Andate a vivere in campagna e avete risolto il problema.
    Poi quel pezzettino di area incolta, tra buche, muretti diroccati e lamiere arrugginite, è l’emblema del degrado urbano.
    Ben venga la piramide bis e la riqualificazione!

    1. Wf

      I parchi vanno fatti anche in centro ma in questo caso specifico la riqualificazione passa dal completamento delle due piramidi e del progetto coerente di architettura moderna che é un bel progetto se completato…

      Il verde si deve trovare anche vicino ma il progetto è fondamentale in questo caso specifico.

      1. Sdd

        Sottoscrivo. Verde e realizzazioni architettoniche di qualità devono coesistere e sono entrambe essenziali per lo sviluppo della città.

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