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Milano | Portello – Un Hotel e sede di Federlegno davanti a Fieramilanocity

Ieri (29 novembre 2019) è stato firmato da Enrico Pazzali, presidente di Fondazione Fiera Milano, e da Emanuele Orsini, presidente di Federlegno Arredo Eventi, un contratto preliminare di compravendita dell’Area Scarampo, 6.000 mq su cui sorgeranno il quartier generale della Federazione del legno-arredo e gli uffici del Salone del Mobile.

Oltre all’intervento per la nuova sede del gruppo Federlegno Arredo Eventi, e’ prevista la realizzazione da parte di Fondazione Fiera di una struttura alberghiera destinata a supportare le attivita’ fieristiche e convegnistico -congressuali, organizzate da Fiera Milano Congressi.

La sede iconica, sarà rivestita in legno, come si addice all’architetto De Lucchi, e finalmente riempirà lo spazio utilizzato come parcheggio in viale Scarampo all’altezza di via Paolo Uccello.

Entrambi gli edifici sono stati progettati dall’architetto Michele De Lucchi. Per Enrico Pazzali “questo intervento unitario sotto il profilo architettonico si inserisce in un contesto cittadino che in questi ultimi anni e’ al centro di una profonda trasformazione urbanistica. Il progetto riveste un’importanza centrale per la Fiera e la citta’ di Milano e per il legame che la accomuna a Federlegno Arredo. L’accordo intende rafforzare la partnership con il Salone del Mobile e promuovere il design italiano, attraverso la realizzazione di una sede iconica della Federazione che rappresenta le aziende del settore legno-arredo“. “Con la firma di oggi – spiega Orsini – prende corpo un progetto che dara’ una ‘casa’ moderna, ecosostenibile, avveniristica e altamente funzionale a tutti i nostri associati e che sara’ espressione della filosofia e del saper fare che ci contraddistingue. Una scelta strategica e un iconico headquarter per la macchina operativa del gruppo FederlegnoArredo-Salone del Mobile Milano che da sempre condivide la visione dello sviluppo e dell’imprinting che Fondazione Fiera Milano ha saputo dare alla citta’”. Per il presidente del Salone del Mobile Milano, Claudio Luti, “in un momento di grande sviluppo per Milano, lo spazio che ospitera’ gli uffici del Salone e delle altre realta’ del Gruppo sara’ un nuovo punto di riferimento simbolico per Milano“.




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


35 thoughts on “Milano | Portello – Un Hotel e sede di Federlegno davanti a Fieramilanocity

  1. Anonimo

    molto bene per la riqualificazione di uno spazio davvero abbandonato da dio; edificio un po’ strano, a giudicare dalle immagini, con un rivestimento che sembra un velo e la copertura accartocciata… mah

  2. Anonimo

    Ottimo! Si elimina un parcheggio, si costruiscono un hotel e uffici accanto a una stazione del metro. Ridensificare le zone della città più ricche di infrastrutture di trasporto pubblico è un’altra buona pratica per abbassare l’abuso dell’auto privata. Purtroppo l’area metropolitana milanese è piena di cattivi esempi: sedi produttive, centri commerciali, aziende ecc, scollegati o lontani da linee metropolitane, tranviarie o suburbane (da qua il ritornello: “eh ma io mi posso muovere solo in auto” che molti automobilisti continuano a ripetere)

  3. Emanuele

    L’area d’intervento è più piccola dell’area riquadrata in rosso, infatti occuperà ‘soltanto’ il riquadro dove si vede l’asfalto che ha un colore più chiaro.

  4. Anonimo

    Molto bene! + architettura, + design, + sostenibilità + città – meno auto. Adesso diamo più spazio anche a ciclabili e alberi per favore. Per una città più verde, pulita e vivibile!!

    1. Anonimo

      Ma sì infatti siamo stufi di robe accartocciate che nella realtà vengono pietose rispetto al rendering. De Lucchi poi non è bravo con gli esterni. Non mi aspetto niente di buono

  5. Anonimo

    Non convince questo edificio…buone intenzioni forse…la pensilina sembra la classica ideona di chi non sa cosa disegnare e butta giu’ una cosa alla ‘la famo strana’….il velo ? Speriamo sia uns fase preliminare

  6. davide bassini

    Ognuno di noi ha libertà di esprimere la propria opinione, ci mancherebbe, ma consiglio di avere almeno conoscenza della materia e una buona dose di rispetto verso chi fa architettura con successo da almeno 40 anni. Affermare che De Lucchi “non sa disegnare e butta giù una cosa..” o che “non è proprio bravo con gli esterni” fa sanguinare le orecchie. Un conto è dire che la visione architettonica di de Lucchi non piaccia, motivando il perché sarebbe poi buona cosa, un altro è affermare che non sia capace!

    1. tatino pensabene

      non sono l’anonimo che ha scritto il commento contro cui ti sei rivolto ma nonostante ciò vorrei dire che non dobbiamo per forza essere architetti o storici dell’architettura per poter esprimere un’ opinione, Essere tranchant significa anche essere sintetici. Per noi lettori ignoranti che ci esprimiamo cosi’ rozzamente conta se è bello o se brutto. Abbiamo un intuito veloce e esterniamo in base a quello. E non sempre ci sbagliamo. Non possiamo dire altro. Il progettista avrà i titoli in regola per esercitare la professione e nessuno ne dubita. Ma sfornare dei progetti brutti ( come questi ultimi che sono stati pubblicati qui, come anche lil progetto della Cattolica – anche se non centra de Lucchi) significa avere fatto male i compiti. E non ci son scuse per brutti progetti. Mancanza di coraggio, di genio, di fantasia, di preparazione su temi di architettura. Mancanza di connessione con i tempi che corrono. La breve stagione felice di Porta Nuova , dove per un attimo a Milano sembrava essere atterrati nel futuro, e comunque in una fase nuova dove i progetti osavano anche parecchio, sembra chiusa. Si vedono dibattiti e ipotesi sulle aree dismesse che sono roba seria per carità, ma progetti rilevanti e convincenti a Milano ormai non se ne vedono. Si demolisce, e si rifanno progetti vecchi, economici, e senza arte né parte. Quando all’estero, e sempre li’, gli interventi urbani nelle grandi capitali sono proprio un’altra cosa. Anche io credo che De Lucchi sia un professionista, ma del design e dell’arredamento d’interni. Quando si spinge oltre fa oggettivamente raccapricciare….diciamolo.

    2. Anonimo

      Dire che un edificio è bello o brutto solo perché è disegnato da un nome noto è lo stesso livello di ragionamento di dire che una borsetta deve essere bella per forza perché è di Prada o di Gucci.

      Si può avere alle spalle la carriera più mirabolante dell’universo e commettere ugualmente un errore, per i più svariati motivi, magari giusto perché dobbiamo onorare una commissione presa controvoglia. Succede a tutti i professionisti, anche i più bravi, sono un professionista anch’io e lo so bene.

      Senza contare che 1) il giudizio estetico è personale e indipendente dalla perizia tecnica e 2) spesso gli addetti ai lavori diventano talmente autoriferiti da perdere il senso della realtà o quanto meno il buon senso. Per dire, ai loro tempi pure le Vele di Scampia o il Corviale a Roma furono salutati come capolavori di architettura e finirono sulle riviste.

      Nel caso specifico, non occorre essere un architetto o un ingegnere per notare quanto la copertura in legno sia posticcia e slegata dal contesto. Probabilmente, visto che il committente è Federlegno, ci doveva essere “per forza” un richiamo al legno e non gli è venuto in mente niente di meglio.

      1. tatino pensabene

        Ma che poi , se si guarda bene, ha proprio la forma di un gabinetto!
        cioè di un CESSO , COLOSSALE !!!

        …Ah Delu’…!! ma che ha fatto?

        1. Milanese

          AHAHAH!!!! È vero!! 😂😂😂la forma ovale col buco ovale al centro..sembra proprio una tavoletta del cesso! 🤣🤣🤣. Anche la forma complessiva dell’edificio non è molto diverse da un WC peccato
          (Almeno è tutto di legno) 😉

  7. Sdd

    Devo ammettere che nemmeno io amo De Lucchi alla follia. Trovo molto sottotono l’IBM Pavilion di Piazza Gae Aulenti, in compenso non mi è dispiaciuto il Padiglione Zero a Expo.

    Nello specifico, questo progetto, a giudicare dai primi rendering, non mi convince. Poi c’è da capire quanto saranno trasparenti i vetri, e quanto risalterà il legno. Speriamo non sia realizzato in economia.

  8. Anonimo

    esatto…il problema e`anche essere specialisti…..specializzarsi in interni, design di ogetti….invece ci sono progettisti che credono di saper progettare tutto….a volte bisognerebbe solo essere un po`piu`onesti nella professione….ma il problema grosso e`anche la committenza….da questi rendering non si capisce molto, ma le prime impressioni sicuramente non sono delle migliori….poi insomma sulla stessa strada poco piu`avanti esiste gia`un edificio di progettista anche blasonato…che non convince molti osservatori….anche li bisogna chinarsi al talento???

  9. davide bassini

    Riscontro con tristezza da alcune risposte al mio post, che l’analfabetismo funzionale ormai è una piaga. Mai affermato che un opera perché fatta da un architetto debba piacere per forza. Anzi affermo l’esatto contrario, che ognuno può esprimere la sua opinione però motivandola un minimo. (ad esempio come ha fatto Sdd nel suo commento) Affermo altresì che è lecito non amare la visione, lo stile di un architetto famoso, in questo caso De Lucchi, ma non si può certo affermare che sia un cane,un incapace o che non sappia disegnare, semplicemente perché non ci piace. L’architettura non può essere solo ridotta ad un mero giochino like/dislike.

    1. Anonimo

      concordo.

      il commento di tatino, con tutto il rispetto, è lo specchio dei tempi (refusi compresi).
      e lo dico coltivando dubbi sulla qualità di questo progetto, nel senso che aspetto di vedere come sarà, ma senza entrare nel gioco piace/non piace e morta lì.

      sennò è il bar, consapevoli del livello della discussione e con tutti i limiti del caso.

      1. tatino pensabene

        Refusi compresi?
        Certo, aspetti di vedere come sarà, ok, e poi cosa farai? Sarai capace di dire la tua? Oppure dovrai vedere come risponde la struttura? Oppure dovrai aspettare i report dell’hotel? O altri dati ancora? Tra l’altro cosa mai puoi dire su una foto generica al di là di bello/brutto. Comunque che io sappia i progetti si iniziano a giudicare già sulla carta, come si fa nei concorsi dove la giuria si esprime evidentemente prima di vedere il “come sarà”. Il progetto non è un governo che ha bisogno di rodare. Le potenzialità vanno viste sulla carta e immediatamente. “Lo specchio dei tempi” non vuol dire nulla, perchè siamo tutti “specchio dei tempi” a meno di abitare sottoterra, in una caverna o su Marte. Anche tu sembri specchio dei tempi, ma di quelli che non si muovono, e se lo fanno preferiscono aspettare. Come quelli che controllano il dettaglio perdendo di vita l’insieme.

        1. Anonimo

          tante parole e poca sostanza…
          non basta riversare su uno schermo un profluvio di lettere per elevare il proprio livello, purtroppo, ma evidentemente non la pensiamo allo stesso modo 😉

    2. Anonimo

      “Riscontro con tristezza da alcune risposte al mio post, che l’analfabetismo funzionale ormai è una piaga”

      E insiste con la supponenza……………………….

      Non è lui che ha scritto una cagata da pseudo intellettuale snob, sono gli altri che non capiscono.

      Amen e così sia.

      1. davide bassini

        @ Anonimo 21:56 Scusami ma quale sarebbe la “cagata pseudo intellettuale snob” che avrei scritto? Tralasciando il tono davvero rasoterra di questo tuo commento, mi piacerebbe capire cosa c’è di sbagliato, snob e pseudo intellettuale nell’affermare che un conto è dire che non piaccia la visione o il progetto di De lucchi ed un altro è asserire che non è capace. Per esempio a me, in generale non piacciono le opere di Libeskind, ma mai mi sognerei di dire, neanche lontanamente, che non sia un grande professionista.

      2. Andy77

        Mi dispiace dirtelo ma non è lui supponente, sei tu che sei analfabeta funzionale e pure supponente oltre che incapace di accettare la tua realtà. Suvvia un minimo di autocritica non guasterebbe eh?

  10. Wf

    Proprio per la sua stranezza nin i dispiace affatto…

    Certo non é qualcosa di già digerito canonizzato tradizionale o già elaborato dalla gente.

    1. Si Tav

      Ma il “digerito canonizzato tradizionale” ti è uscito a stomaco vuoto o hai dovuto prima bere mezzo litro di tequila e guardare un vecchio comizio di Mario Capanna?
      No, chiedo solo per curiosità

        1. Si Tav

          Come sei suscettibile, Wf. Ti ho solo fatto una domanda. Capisco che x un vetero elettore del PCI di un tempo sia difficile mettere insieme pensieri logici ma spiegare il significato di “digerito canonizzato tradizionale” non dovrebbe essere difficile.
          Che caratteraccio, Wf…
          Forse è per questo che intervieni così tanto su questo blog: nessun altro ti ascolta

  11. Si Tav

    Ma in uno spazio così come fanno a farci stare uffici Fedrlegno e hotel?
    Comunque tolto questo – peraltro brutto – parcheggio, i visitatori e gli espositori di fiera e centro congressi si porteranno l’auto direttamente negli stand.
    È vero che la maggioranza andrà coi mezzi pubblici. Ma almeno 500 auto di chi viene da fuori arriveranno. Posso sbagliare ma non mi pare che nei dintorni ci siano spazi per posteggiare così tante auto.
    Se mi sbaglio, ditemi dove.
    Attendo naturalmente la risposta illuminatissima di Wf, ossia di colui che abolirebbe le auto dal mondo per reintrodurre nerboruti cavalli tutti rigorosamente col sacchetto raccogli cacca e zoccoli rivestiti da materiale ignifugo ed ecosostenibile

    1. Wf

      500 auto pagano il parcheggio interrato.

      E non rompono i coglioni e fanno i lagnetta.

      Pagano oppure vengono con i mezzi.

      Oppure sono troppo viziati per prendere gli spostapoveri?

    2. Wf

      Per il diversamente intelligente che chiede come si rafforzano gli spostamenti NON in auto a Milano…


      REGIONE LOMBARDIA TAGLIA IL TRASPORTO PUBBLICO A MILANO: è come sospendere per un anno la 90 e la 93: a questo corrisponde il taglio di risorse della Regione da 10,2 milioni di € per far andare bus, tram e metropolitane nel 2020. NOI NON LO PERMETTEREMO: a costo di protestare ogni giorno da qui a Capodanno sotto gli uffici di Fontana e della Terzi. L’assessore Terzi alla Conferenza del TPL di mercoledì 27 novembre ci ha presentato la tabella delle risorse 2020-2022 per il trasporto pubblico, più che altro dei tagli: nel 2020 meno 3,6 milioni, nel 2021 meno 1,7 e nel 2022 meno 1,6. Ma non basta: ecco altri 6,6 milioni in meno nel 2020. Sempre su decisione della Regione, dal 2020 il contributo straordinario di Regione alle aziende di trasporto per il rinnovo del contratto di lavoro non è più una quota a parte, ma è inserito nel corrispettivo del costo del servizio di TPL, e quindi assoggettato anch’esso all’IVA del 10%: di fatto meno risorse per 6,6 milioni di € all’anno alle aziende di trasporto pubblico di Milano, Monza, Pavia e Lodi. E’ un anno che le Agenzie hanno posto il problema alla Regione, ma senza risposte. Quindi nel 2020 in totale un taglio di 10,2 milioni di € per l’Agenzia del trasporto pubblico di Milano, Monza, Pavia e Lodi. Così, o il Comune di Milano e gli altri Comuni, Città metropolitana e Province aggiungono soldi dei propri cittadini per evitare il taglio, oppure si dovrà diminuire metropolitane e bus, con disagio per i cittadini, più traffico nelle strade e più inquinamento dell’aria. Di questa Regione amministrata dalla Lega non ne possiamo più, pongano rimedio subito Attilio Fontana e di Claudia Terzi.

      Complimenti!

      1. Si Tav

        Posto che non vedo il nesso tra la politica sui trasporti e l’articolo sullanuova sede di Federlegno, lei saprà bene che a milano il trasporto è nelle mani del comune e non della regione.
        Piuttosto dovrebbe ricordare 2 cose: la prima è che la Lombardia è la regione italiana che più investe in trasporto pubblico. La seconda è che la M5 che arriva in fiera venne approvata e realizzata per volere delle giunte di centrodestra col voto contrario- ma tu guarda che caso – della sinistra, che la reputava opera inutile e troppo costosa. Idem x la M4.
        Se poi avesse letto il mio post con intelligenza avrebbe potuto rispondermi semplicemente come ha fatto l’utente anonimo qui sotto, che mi ha indicato l’esistenza di un parcheggio che ignoravo.
        Peccato: ha perso un’occasione per mostrarsi intelligente

    1. Anonimo

      Concorsi di progettazione aiutano molto…ma se il committente e ‘ soddisfatto…pace…a chi non gradisce…cambi strada…

  12. enrico

    Senza nulla togliere a De Lucchi, a me sarebbe piaciuto che per la sede di Federlegno si chiamasse una delle stelle nascenti dell’architettura in CLT. Stanno sorgendo edifici bellissimi interamente o parzialmente in legno in diversi paesi, dal Canada agli Stati Uniti, dalla Norvegia all’Australia.

  13. Anonimo

    Bel progetto, iconico e originale, senza dover andare a pescare sempre e necessariamente archistar all’estero. Ovvio che Federlegno prediliga per promuovere la propria vetrina…il legno. Vedremo la qualità della realizzazione ma promette bene..

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