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Milano | Morivione – Un quartiere alla ricerca di se stesso: prima parte

Una nostra visita nel quartiere di Morivione, a sud dell’anello ferroviario e della circonvallazione della 90/91, in cerca ancora di uno sviluppo futuro.

Morivione (Morivion in dialetto milanese, AFI: [muriˈviũː]) è un quartiere di Milano sito nella parte meridionale della città, appartenente al Municipio 5 (se lo cercate sulle mappe Google, attenzione che per errore è menzionato due volte (quello di via Giovanni da Cermenate non è Morivione ma Stadera e Chiesa Rossa). Racchiuso pressappoco tra il rilievo ferroviario, via Carlo Bazzi, via Ripamonti e via Antonini. In precedenza borgo rurale facente parte dei Corpi Santi di Milano, venne annesso al comune di Milano nel 1873.

L’antico borgo di Morivione si sviluppava attorno all’omonima cascina, con annessa cappella, che si trovava al numero 5 dell’attuale via Corrado il Salico, all’incrocio con via Verro, lungo le sponde della Vettabbia (Vetra). Sarebbe stato qui che secondo la tradizione sarebbe morto nel 1336 il temibile Vione, un uomo sanguinario a capo di un gruppo di banditi, che sarebbe stato ucciso dai lancieri del Duca di Milano (probabilmente Azzone Visconti). Nel luogo in cui si riteneva che questi fosse deceduto, sarebbe stata posta una pietra, sulla quale era scritto «Qui morì Vione», da cui sarebbe poi derivato il nome della località.

Il borgo antico è purtroppo un insieme di edifici di diverse epoche, dalla cappella storica, alla cascina, a moderni edifici residenziali che hanno stravolto l’aspetto rurale dell’antico villaggio. Qui si trovano alcune cascine seicentesche come la cascina Giretta (come riporta una targa all’entrata), in via dei Fontanili 15.

Il quartiere, possiamo dire, si “muove” indipendentemente nei confronti della griglia urbanistica di Milano quasi ortogonale. Infatti guardando una mappa è facilmente individuabile, visto che è tagliato diagonalmente da due vie che corrono quasi parallele, via dei Fontanili e via Verro. Seguono ancora l’andamento primitivo dei corsi d’acqua che solcavano la pianura, da Nord-Ovest verso Sud-Est.

Ad accogliere chi entra nel “borgo”, provvedendo da via Bazzi, ci si imbatte nella piccola cappelletta dedicata ai caduti delle guerre di Morivione. Un piccolo tempesto con due colonnine e un timpano. Nel 2015 il Comune riqualificò il tratto di strada con marciapiedi larghi, pietra e alberature. Purtroppo spesso usati per la sosta selvaggia, come da consuetudine.

Poco oltre si trova la chiesetta dedicata alla Sacra Famiglia. Dalle forme semplici, l’aspetto attuale risale al 1700 (si ha memoria della chiesa sin dal 1786), ma con ogni probabilità è ben più antica. Apparteneva alla famiglia Greppi. L’unica navata è a soffitto piano in travi. Al suo interno si trovava un’incantevole pala in candido marmo (ancora presente nella foto del 1929, che trovate qui di seguito), su cui era scolpita con grande maestria la Sacra Famiglia, oggi rimossa (forse venduta?) e sostituito da un drappo e un crocefisso.

Proseguendo in via Fontanili ci troviamo nel tratto “stretto” della via, tra palazzi antichi e moderni. Uno slargo indefinito, probabilmente condiviso tra varie proprietà che non consentono, almeno per ora, una riqualificazione decente, lasciando lo spazio a parcheggio, sterrato in parte.

Peccato, perché potrebbe venir ricavata una grande aiuola e uno spazio pubblico più interessante.

Questo spazio non definito è colpa, tanto per cambiare, diana via mai completata, che doveva tagliare il vecchio nucleo storico di Morivione ma che non è mai stata completata. Così via Corrado II il Salico si interrompe, o meglio, inizia come vicolo incastrato tra alcune case di via Verro. Infatti la casa di via Verro 15, è rimasta testarda ad interrompere l’avanzamento delle ruspe.

Via Bernardino Vero prosegue tra edifici ex industriali e residenziali dove si incrocia con via Bernardino Biondelli. Qui l’aspetto è molto più ordinato, con spazi verdi e palazzi residenziali costruiti dagli anni Cinquanta in poi.

In via Verro, dopo il civico 39 si trova un piccolo pacchetto giochi attrezzato per i più piccoli della zona.

Dopo l’incrocio con via Enrico Heine, la via Verro prosegue tra un gruppo di case di inizio Novecento che si concludono verso la più bella scuola di Milano. Infatti l’edificio posto all’angolo tra le vie Verro e Antonini della Scuola primaria Elsa Morante. Qui troviamo anche la Torre Antonini, un piccolo grattacielo residenziale (via Antonini 32) costruito nel 2011.




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Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


2 thoughts on “Milano | Morivione – Un quartiere alla ricerca di se stesso: prima parte

  1. Francesco De Collibus

    Vero, quella scuola è meravigliosa. Meriterebbe un approfondimento, forse insieme a un articolo sugli edifici scolastici di Milano

  2. Alberto

    Quartiere stupendo, con un suo carattere e un atmosfera diversissimi dal resto di Milano… Ma dimenticato, quasi un mondo a parte.
    Sarà perchè conoscciuto Milano venendo proprio lì, peró ha qualcosa di speciale

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